Biografia Spilliaert nacque a Ostenda nel 1881. Maggiore di sette fratelli, egli era figlio di un profumiere di nome Léonard-Hubert Spilliaert, e sua moglie Léonie (nata Jonckheere). Spilliaert si appassionò di arte e disegno quando era un bambino e imparò a disegnare e dipingere da autodidatta realizzando numerosi disegni raffiguranti scene di vita ordinaria e paesaggi della campagna belga. All'età di ventuno anni, Spilliaert si trasferì a Bruxelles, ove iniziò a lavorare come illustratore per Edmond Deman, editore che pubblicava molti romanzi di autori simbolisti come Edgar Allan Poe. Nel 1922, Spilliaert divenne Cavaliere dell'Ordine della Corona. Spilliaert trascorse un'esistenza appartata e segnata da vari problemi di salute, e morì a Bruxelles il 23 novembre 1946.

Stile e tecnica

Léon Spilliaert realizzava paesaggi o autoritratti monocromatici dominati da atmosfere tristi, opprimenti e oniriche che seguono i dettami dell'espressionismo e del simbolismo. Molte delle sue immagini sono realizzate utilizzando diverse tecniche contemporaneamente fra cui guazzo, pastello e carboncino. L'artista utilizza spesso il colore nero per mettere in risalto i suoi stati d'animo seguendo la scia di espressionisti come Odilon Redon, una delle sue maggiori fonti d'ispirazione.Hostyn & Spilliaert 2006, p. 18 Spilliaert si lasciò ispirare anche da Edgar Allan Poe e Nietzsche.

Fra il 1902 e il 1909, Spilliaert si concentrò sulla creazione di autoritratti di natura introspettiva e psicologica. Il suo Portrait de l'artiste par lui-màme del 1903, ad esempio, è un'auto-presentazione drammatica ove l'artista è raffigurato assieme ad alcune figure spettrali che fanno capolino sullo sfondo della composizione.

Degni di nota sono anche i suoi pastelli, fra cui Digue la nuit (1908) e Clair de Lune et Lumières (ca. 1909), entrambi esposti al Musée d'Orsay di Parigi. In Digue la nuit, il pittore rimuove tutte le caratteristiche naturalistiche del paesaggio raffigurato nell'immagine e crea una stilizzazione in cui la struttura degli edifici, che funge da modello, viene ridisegnata per diventare lo specchio di uno stato d'animo. Il paesaggio che si viene a creare suggerisce un senso di solitudine, mistero e allucinazione. Invece, in Clair de Lune et Lumières il colonnato e i portici di fronte all'entrata della sala da ballo del kursaal (un edificio che si trovava nelle vicinanze della diga di Ostenda e che verrà distrutto durante la seconda guerra mondiale), costituiscono un paesaggio urbano che l'artista usa per ritrarre il senso di inquietudine e straniamento causato dagli edifici di notte quando sono illuminati dalle luci artificiali. Grazie ai suoi connotati cosmici e metafisici, così come alla sua somiglianza con la celebre Notte stellata, l'opera rivela l'influenza di Van Gogh.

Durante la sua ultima parte di carriera, Spilliaert raffigurò anche numerosi paesaggi marini.

Onorificenze

Note

Bibliografia

Altri progetti

Collegamenti esterni

Categoria:Pittori espressionisti Categoria:Pittori simbolisti