A causa dell'attività che più caratterizzò la banda che capeggiava, è talvolta soprannominato il "re delle bande ippiche".
Biografia Charles Sabini nacque a Little Italy, nel quartiere londinese di Clerkenwell, l'11 luglio 1888 con il nome di Ottavio Handley. Figlio di Ottavio Sabini, emiliano di Borgotaro, in provincia di Parma, e di Eliza Handley, ottenne una grande quantità di introiti attraverso la propria banda criminale, che ricavava i propri proventi soprattutto dall'imposizione del pizzo agli allibratori degli ippodromi, dall'amministrazione di locali notturni e da altre attività illegali.
La banda dei Sabinis I Sabinis furono una banda criminale di origine italo-inglese che, sotto la guida di Sabini, dominò la malavita londinese e gli ippodromi del sud dell'Inghilterra fra gli anni venti e l'inizio della seconda guerra mondiale. Loro principali rivali furono i Peaky Blinders e i Birmingham Boys.
L'organizzazione, con sede a Clerkenwell, ricavava la maggior parte delle entrate dal racket di protezione degli ippodromi, esercitato ai danni degli allibratori, ma fu coinvolta anche in estorsioni, furti e nella gestione di diversi locali notturni. Contava un centinaio di affiliati, fra i quali si diceva vi fossero immigrati siciliani armati, ed era nota per gli attacchi con il rasoio. Al culmine della sua influenza Sabini poteva contare su rapporti con politici, poliziotti e magistrati.
Priva di concorrenza nel sud dell'Inghilterra, la banda subentrò senza difficoltà nel racket di protezione, al punto da indurre la Bookmakers and Backers Racecourse Protection Association a rinunciare ai propri servizi. Gli uomini di Sabini fornivano agli allibratori una serie di "servizi" di cui questi in realtà non avevano bisogno, come la fornitura del gesso e dei "punti e linee". Sabini controllava cinque o sei delle migliori pitch – le postazioni da cui operavano gli allibratori – di ogni riunione ippica e faceva sorvegliare dai propri uomini gli allibratori che lavoravano per lui, trattenendo dieci scellini per ogni sterlina incassata.
I proventi del racket attirarono l'attenzione di bande rivali, come i Birmingham Boys di Billy Kimber: Sabini riuscì a prevalere su Kimber e su Edward Emmanuel, costringendoli ad abbandonare le proprie attività di protezione sugli ippodromi. Nel 1929 il Jockey Club e la Bookmakers Protection Association adottarono misure per impedirgli di controllare le postazioni migliori, mentre le sue altre attività negli ippodromi venivano colpite dalla polizia.
Quando gli affari cominciarono ad andare male, Sabini spostò l'attività verso il racket di protezione delle piste per corse di levrieri e dei locali notturni e delle case da gioco del West End di Londra, respingendo le sfide di bande rivali come i fratelli Cortesi di Saffron Hill e la banda di Hoxton. Il suo potere poggiava su un'alleanza fra italiani e allibratori ebrei, un equilibrio che l'ascesa del fascismo in Italia mise in crisi, con il diffondersi dell'antisemitismo nella comunità italiana di Londra.
L'internamento e gli ultimi anni Dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale, Sabini fu arrestato all'Hove Greyhound Stadium nell'aprile 1940 e internato come straniero nemico, nonostante l'origine mista dei genitori e la sua incapacità di parlare l'italiano. L'internamento sull'Isola di Man gli fece perdere la posizione di spicco nel racket, sia a Londra sia nel sud dell'Inghilterra. Fu rilasciato nel 1941, ma nel 1943 fu riconosciuto colpevole di ricettazione e condannato a tre anni di carcere; nel frattempo il suo unico figlio era stato ucciso mentre prestava servizio nella Royal Air Force in Egitto. Dopo la guerra il suo impero fu rilevato dalla famiglia White guidata da Alf White e successivamente dalle organizzazioni di Jack Spot e Billy Hill; Sabini si stabilì a Hove, nel Sussex, dove divenne egli stesso allibratore.
Nonostante la ricchezza accumulata, non ne fece mai sfoggio, nemmeno all'apice della carriera: indossava abitualmente un berretto piatto, una camicia senza colletto, un gilet dai bottoni alti e un abito scuro. Un boss della malavita affermò che Sabini "non tollerava che ci si prendesse libertà", mentre un allibratore lo ricordò come "il gentiluomo della mafia, che però non temeva nessuno". Molti lo chiamavano "zio Bob" e lo descrivevano come cortese e generoso con le donne, i bambini, i bisognosi e la chiesa cattolica; altri lo consideravano invece un gangster spietato e un estorsore. Un poliziotto dichiarò che lui e i suoi uomini erano soliti mettersi di fianco agli allibratori per far intravedere i martelli che tenevano in tasca, e si diceva che Sabini portasse sempre con sé una pistola carica e non esitasse a ordinare pestaggi e sfregi con il rasoio ai rivali.
Sabini morì nella sua casa di Old Shoreham Road, a Hove, il 4 ottobre 1950. In apparenza lasciò poco denaro: il patrimonio dichiarato alla sua morte ammontava a 3 665 sterline, equivalenti a circa 126 000 sterline in potere d'acquisto del 2019, mentre si ritenne in seguito che le sue attività ne valessero 36 000.
Nella cultura di massa Nella serie televisiva della BBC Peaky Blinders è interpretato dall'attore australiano Noah Taylor.
Note
Voci correlate Birmingham Boys Peaky Blinders (banda)