Le navi da trasporto classe Liberty, di realizzazione statunitense, sono state le principali unità navali da carico utilizzate dai paesi Alleati nel corso della seconda guerra mondiale; esse hanno rappresentato un modello di nave cargo standard, che grazie alla facilità e velocità di costruzione poté essere realizzata in migliaia di unità, che sono risultate largamente impiegate nei convogli che dagli Stati Uniti erano diretti ai paesi Alleati. Nonostante il concetto di progetto "unificato" esse erano dotate di rifiniture di vario livello, in base alle possibilità di approvvigionamento, ai cantieri e ad altre contingenze, che spesso comportarono la realizzazione o la modifica ad hoc di navi in versioni speciali.
Genesi Durante la battaglia dell'Atlantico, i sommergibili tedeschi, originariamente appena 33, inflissero una grande quantità di perdite al naviglio di rifornimento che dagli Stati Uniti partiva verso l'Europa, in particolare verso la Gran Bretagna e l'Unione Sovietica. La situazione bellica ebbe diversi momenti in cui i tedeschi, con la costruzione in massa di unità subacquee, arrivarono a mettere in crisi il traffico alleato. Dall'altra parte della barricata, però, anche gli Alleati si organizzarono, con una produzione in massa di navi di scorta e di aerei antisommergibili. Si arrivò anche all'uso di mercantili speciali, trasformati in navi miste trasporto-portaerei, poi in portaerei di scorta vere e proprie.
Ma l'altro tipo di realizzazione di rilievo si ebbe con la cantieristica dedicata ai trasporti. Gli americani organizzarono fin dalla metà degli anni trenta delle opportune contromisure ad alcuni problemi che già si manifestavano nella loro flotta. Infatti, nonostante i 50 scali disponibili per la realizzazioni di navi mercantili oceaniche, la produzione era insufficiente per soddisfare le esigenze dei trasporti mercantili.
Così con il Merchant Marine Act fu istituita la USMC, acronimo per United States Maritime Commission (Commissione Marittima degli Stati Uniti). Questa si doveva occupare di realizzare le navi da trasporto per mantenere ad alti livelli la flotta, sia per compiti civili che di eventuali impieghi navali militari. Ipotizzando ancora 10 anni di pace, si organizzò, attraverso il Peace Standard Program, la costruzione di 50 navi l'anno, circa una alla settimana, con le navi suddivise in 3 categorie diverse. La propulsione era basata su turbine a vapore, per ottenere elevate velocità (14-16 nodi).
Nel 1942 giunse con molto anticipo sul previsto l'esigenza di mantenere ad alto livello il trasporto navale oceanico, la disponibilità in quel momento era di 1422 navi oceaniche, che nel 92% dei casi avevano però oltre 20 anni di vita.
Nel frattempo era giunta (ottobre 1940) una commissione inglese per l'acquisto di materiali nuovi, segnatamente mercantili, che le perdite belliche rendevano necessario. Infatti già oltre un milione di tonnellate di naviglio mercantile era andato perso in un anno.
Gli inglesi avevano già i piani per la Empire Liberty, da 7157t di stazza lorda, versione semplificata della Dorington Court del 1939, che riusciva a trasportare ben 10000 tonnellate di carico con un motore di appena 2 megawatt e velocità di 11 nodi, bassa ma accettabile.
Gli americani non erano però d'accordo sul progetto inglese, in particolare per la velocità di crociera assai limitata, e proposero 60 navi del loro "War Emergency Program", già impostate. Gli inglesi non accettarono, perché la tecnologia di costruzione prevedeva le connessioni mediante saldatura, tecnologia poco diffusa e che prevedeva sostanziali modifiche di allestimento dei cantieri. Entrambe le parti erano quindi insoddisfatte di quanto la controparte proponeva, quando si fece avanti il noto imprenditore di costruzioni civili, Kaiser, che offrì, per questo sostanzioso contratto, la costruzione delle navi inglesi a Richmond e South Portland. Il contratto da 96 milioni di dollari venne firmato il 20 dicembre 1940, e in questo vi fu parte anche per altre 2 compagnie, la Todd-Shipyards e la Todd-Bath Ironworks Co. Queste compagnie inizialmente allestirono 2 cantieri con 7 scali l'uno, per le 60 navi richieste dagli inglesi.
Questa produzione iniziale sarebbe stata determinante per dare in seguito alla cantieristica americana la capacità e l'esperienza per il successivo sforzo bellico. La prima delle 60 navi classe Ocean, la Ocean Vanguard, venne varata il 15 ottobre 1941, ma nel frattempo era già stata varata anche la prima nave realizzata per le esigenze americane, la Patrick Henry.
Le Liberty Si provvide a rielaborare il progetto inglese in maniera tale da incontrare anche le esigenze americane. Anzitutto, in termini progettuali venne raggruppato a centro nave tutto il blocco delle sovrastrutture, che prima, nelle Ocean, era costituito da una plancia molto in avanti rispetto al fumaiolo.
Tutte le strutture erano raggruppate attorno al fumaiolo, nel centro nave, per essere più efficientemente riscaldate, e avere una minore sensibilità al moto ondoso (importante per l'efficienza dell'equipaggio). La nave aveva le sovrastrutture su 3 ponti, con una plancia e le cabine per l'equipaggio, mentre l'infermeria era a poppa, sistemata vicino alla postazione dell'artiglieria. Un'altra artiglieria poteva essere installata a prua, assieme a un massimo di 8 mitragliere contraeree. Dunque la nave del tipo Liberty era un mezzo pensato fin dall'inizio per essere usato come mercantile armato.
La parte strutturale era caratterizzata dall'assemblaggio di oltre 250 000 componenti provenienti da 32 stati americani, poi assemblati in prefabbricati, e infine montati sugli scali. La rapidità della costruzione richiese il ricorso alla saldatura per tutta la struttura, con un totale di lunghezza delle linee di saldatura di ben 46 km.
Gli alloggiamenti interni avevano cabine per l'equipaggio, con cuccette da oltre 6 piedi (1,81 m), riscaldamento, frigoriferi e persino docce. Le cabine erano da 2 o 4 posti. Anche la plancia era riscaldata. Era possibile eseguire la maggior parte delle operazioni correnti a bordo senza esporsi agli agenti atmosferici.
Ma le disposizioni dell'USMC erano spesso disattese per aumentare la rapidità della costruzione, e così le navi a volte mancavano di sistemi di allarme incendi, avevano una sola girobussola, ed avevano altre "semplificazioni" spesso pericolose per la sicurezza in mare.
Le stive erano 5, suddivise da 7 paratie trasversali, accessibili anche senza aprire i boccaporti. Esse erano sia a prua che a poppa. Le strutture erano in acciaio. Il ponte di coperta era capace di ospitare 1600 kg circa per metro quadro, mentre il ponte inferiore era capace di ospitare anche 3400 kg, con punte di 8000, per esempio sopra il tunnel dell'elica. I boccaporti erano in legno, mentre gli alberi di carico erano picchi tubolari in acciaio, e non strutture a portico come nei modelli inglesi. Le possibilità di carico erano migliorate anche dal fatto che i ponti di trasporto erano di tipo continuo, senza dislivelli, sia a prua che a poppa.
La capacità di trasporto nel caso del Liberty-base, quella di gran lunga più realizzata, era di 300 carri ferroviari, oppure 2840 jeep, oppure 230 milioni di munizioni, oppure 440 carri armati leggeri, oppure 3.330.000 razioni C.
I propulsori erano macchine a vapore a triplice espansione, con caldaie a tubi d'acqua, più sicure di quelle a tubi di fiamma, anche chiamate "di tipo scozzese", che erano decisamente pericolose in caso di esplosioni. Queste venivano installate sui Liberty chiamati Canadesi che avevano una configurazione più Britannica, con costruzione chiodata e non saldata, con bighi di carico in legno, e decisamente inferiori come caratteristiche a quelli costruiti in USA.
I tecnici americani, al contrario da quelli inglesi, modificarono l'alimentazione del combustibile con la nafta al posto del carbone, cosa che eliminò i carbonili e migliorò la rapidità di rifornimento e l'efficienza delle navi. La quantità di nafta stoccata poteva arrivare a 1819t che con un consumo medio di 30t/giorno alla massima velocità di 11 nodi, dava una autonomia di 15400 NM (27721 km), l'unica elica aveva 4 pale da 5,6m di diametro. Le rotazione del propulsore erano 74 giri al minuto al massimo, con un picco ammissibile a 76.
Le ancore erano in teoria due, con un totale di dieci "lunghezze" di catena ciascuna, per una misura complessiva di 247 metri di catena, ma spesso a causa di temporanee carenze di acciaio ne avevano una con catena da 5 "lunghezze" (136 m) e una con 10 lunghezze o 247 m, o addirittura solo una ancora.
La nave, di tipo Twin Deck (doppio ponte), era dedicata al trasporto di materiali, dei tipi più vari, ma nondimeno vennero approntati anche modelli speciali:
la nave carboniera (EC2-S-AW1), realizzati dalla Delta Shipbuilding Co. di N.Orleans durante il 1944; l'apparato motore era all'estrema poppa anziché a mezza nave. la nave trasporto carri armati (Z-EC2-S-C2), 8, simili a quelle per il trasporto aerei, realizzate dalla J.A.Jones di Panama City. il tipo per il trasporto di aerei imbarcati (Z-EC2-S-C5), che aveva 4 boccaporti anziché 5, ma ingrandendo i 3 a prua. Di 40 navi ordinate, la J.A. Jones ne ha realizzati 28 e la New England Shipbuilding altre 8, per un totale di 36, o il 90% del quantitativo ordinato. le navi cisterna (Z-ET-S-CE) con 30 navi realizzate, per ovviare alla carenza di petroliere, con una capacità di circa 10.000t. l'una le Liberty Ospedale, realizzate in 6 esemplari per modifica di navi già in servizio. Ridotti al solo scafo esterno, poi totalmente ricostruiti, essi ebbero un terzo ponte sottocoperta, nuove e ampie sovrastrutture, per un totale di oltre 600 posti letto. Trasformazione dal novembre 1943 le Liberty trasporto prigionieri, navi normali modificate per trasportare prigionieri di guerra, con una capacità iniziale di 308, poi portati a 504. Queste navi erano necessarie per la gran quantità di prigionieri da trasportare dopo la caduta dell'Africa, specie in Canada. Così ne vennero allestite 113, ma quando un Savoia-Marchetti S.M.79 danneggiò con un siluro la Benjamin Contee, il fato volle che essa fosse sovraccarica di prigionieri italiani, ben 1800, e 320 di loro morirono in questa catastrofica azione. le Liberty per animali, 13 navi modificate per portare 700 muli ciascuna. L'US Army era altamente meccanizzato, ma nondimeno sentì la necessità di mobilitare anche numerosi quadrupedi in numerosi teatri operativi, in cui i trasporti meccanizzati erano poco efficienti.
Cantieristica Le Liberty vennero realizzate secondo programmi crescenti. All'inizio, nel 1941, arrivò per 7 dei 9 scali di produzione l'ordine per le prime 200 navi, ma il programma ne previde rapidamente di più, con Roosevelt che chiese 9 milioni di tonnellate per il 1942, e 15 per il 1943.
Tra i cantieri che curarono la concreta realizzazione di queste navi, vi erano: Oregon Shipbuilding Corp., realizzato a Portland con 8, poi 11 scali, costruì 322 navi a partire dall'estate del 1941. Esso aveva inizialmente un margine di utile di 140.000 $ per nave, ma fu ridotto a metà 1943, a 60.000. La manodopera usata era di 35.000 persone, al massimo dell'attività, e oltre il 30% erano donne. Il risultato fu una produzione che arrivò fino a 17 navi per mese, una ogni meno di 2 giorni. Costo medio per nave: 1.643.000$ dell'epoca (circa 8 volte un bombardiere B-17 quadrimotore). Bethlehem-Fairfield shipyard Inc.: sorto vicino a Baltimora, costruì ben 13 scali, aumentati successivamente a 16. Costruì 384 navi al costo medio di 1.750.000$ per nave, impiegando 27.000 operai, nel momento di maggior attività. Fu questo cantiere che costruì la Patrick Henry, la prima delle Liberty (impostata 30/4/41, varata 27/9/41, consegna 30/12/41). Il totale era di 246 giorni, ma in seguito si scese a 120, poi addirittura a 51 (impostazione-varo) +7 (completamento). Questo scalo era il più grande e importante per la costruzione di queste navi.