La sfinge d'oro è un film del 1967 diretto da Luigi Scattini.

Trama Il Professor Karl Nichols, ricco archeologo americano, si reca in Egitto in cerca della tomba del faraone Aposis, che custodisce una preziosa sfinge di cristallo. Questa sfinge contiene un elisir che permetterebbe di sopravvivere fino a duecento anni. Assieme a lui viaggiano la nipote Jenny e l'assistente Alex, esperto di antichità egizie. La spedizione si arricchisce di altri due personaggi: Paulette, di cui il professore è innamorato, e Ray, un uomo dal misterioso passato. Fatta la scoperta della tomba, Karl si trova in pericolo perché i suoi compagni di spedizione puntano ai tesori nascosti.

Produzione Il film è una produzione italo-spagnola che, pur servendosi di riprese dall'alto e di scenari autentici (piramidi, Canale di Suez, Il Cairo, Luxor), per risparmiare sui costi si avvale di attori in declino (Anita Ekberg, rimasta "imprigionata" nel mito della Dolce vita, non aveva più lavorato in pellicole di rilievo, e Robert Taylor, che dopo una fortunata carriera nella prima metà del secolo aveva già interpretato un ruolo analogo in La valle dei re e recitava qui in uno dei suoi ultimi film), con una sceneggiatura quasi inconsistente ma che nella seconda parte del film si arricchisce di una geniale invenzione di Carlo Rambaldi, "artigiano" destinato più tardi ad un enorme successo negli Stati Uniti.

L'invenzione-chiave del film è la sfinge di cristallo: la sfinge doveva illuminarsi in modo graduale dall'interno, sino a emettere una luce intensa e vibrante. Non potendo realizzare una sfinge in vero cristallo, Rambaldi la modellò in creta per ottenere uno stampo e fondere una lamina di plastica trasparente dello spessore di 3 millimetri. Il modellino, in cui vennero installate due lampade regolabili poste al centro di tamburi rotanti coperti di gelatine colorate, fu poi riempito d'acqua, ottenendo un effetto di rifrazione economico ma estremamente efficace.Victor Rambaldi, Carlo Rambaldi. Una vita straordinaria, Rubbettino, Soveria Mannelli, 2013, p. 47. ISBN 9788849836882

Note

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