Fu molto attiva in ambito culturale, aprendo numerosi salotti, gallerie e teatri a Roma, Parigi e New York.

Nel 1923 acquistò la Villa Reale di Marlia, già residenza di Elisa Bonaparte Baciocchi, che trasformò in un centro culturale privato. L'edificio, dopo un lungo restauro, è oggi visitabile come complesso museale e parco storico.

Biografia Giovinezza e formazione

Nacque nel 1885 a Roma da Camillo Pecci, capo della Guardia Palatina Pontificia e nipote di papa Leone XIII, e da Sylvia Bueno y Garzón, una nobildonna spagnola.

Cresciuta in un ambiente aristocratico legato alla corte pontificia, trascorse l'infanzia tra Roma e le residenze di campagna del Lazio. Ricevette un'educazione cosmopolita, che comprendeva lo studio delle lingue straniere, della musica e delle arti figurative, in linea con la tradizione culturale della famiglia Pecci.

Prima della Grande Guerra viaggiò in diverse capitali europee, tra cui Madrid, Vienna e Parigi, dove entrò in contatto con circoli artistici e letterari che contribuirono a formare il suo gusto eclettico e internazionale. Durante il conflitto partecipò ad attività di beneficenza a favore di ospedali e della Croce Rossa, maturando una rete di conoscenze che avrebbe poi alimentato il suo ruolo di mecenate.

Nel primo dopoguerra, Anna Laetitia frequentò a Parigi gli ambienti intellettuali, diventando amica di Georges Braque e Jean Cocteau.

Matrimonio Nel 1919, Anna Laetitia sposò Cecil Blumenthal, poi noto come Blunt, un ricco banchiere americano. Attraverso questo matrimonio assunse il controllo di un'importante collezione di pittura francese dell'Ottocento, che contribuì a consolidare il prestigio culturale della coppia.

In seguito alle nozze, la coppia acquistò a Parigi l'Hôtel de Cassini, ribattezzato in seguito Hôtel Pecci-Blunt, un hôtel particulier situato in Rue de Babylone, nel VII arrondissement, restaurato e arredato con il contributo dell'architetto Jacques Gréber e del designer Jean-Michel Frank. L'edificio divenne la loro residenza principale e punto di incontro per artisti e intellettuali come Salvador Dalí, Jean Cocteau, Paul Valéry e Francis Poulenc.

A Roma Nel 1929 i coniugi comprarono in Piazza d'Aracoeli Palazzo Fani, ridenominato in Palazzo Pecci Blunt, che divenne dai primi anni '30 la sede di importanti eventi. Nel 1930 organizza insieme all'artista americano Man Ray il "Bal Blanc": una serata mondana dove gli invitati, a cui fu richiesto di vestirsi di bianco, diventarono, insieme alla pedana bianca su cui ballavano, uno schermo cinematografico sul quale veniva proiettato un film a colori di Georges Méliès. La serata può considerarsi una vera e propria opera d'arte che richiama le danze serpentine di Loie Fuller e anticipa quello che negli anni '70 sarà il concetto di Expanded Cinema di Gene Youngblood.

Nel 1933 Mimì istituì, con i suoi amici musicisti Goffredo Petrassi, Vittorio Rieti e Mario Labroca, i "Concerti di primavera", con programmi di musica classica e moderna; ospitò, tra gli altri, il già citato Francis Poulenc, Igor Stravinskij, Henri Sauguet, Darius Milhaud, Arthur Honegger.

Dal 1936 ai concerti si alternarono conferenze di poeti, scrittori e saggisti celebri, che lei chiamava i "parenti illustri".

Mecenate Nella sua casa si incontrano poi Giuseppe Ungaretti, Leonetta ed Emilio Cecchi, Alberto Moravia, Trilussa, Bruno Barilli, Corrado Alvaro, Giorgio Vigolo, Adriana Pincherle, Massimo Bontempelli, Alberto Savinio, Leonardo Sinisgalli, Margherita Sarfatti, Sibilla Aleramo, Alfredo Casella, Renato Guttuso, Corrado Cagli, Mirko Basaldella.

La sua collezione, oltre a dipinti importanti di artisti già celebri, come Severini, Martini, De Chirico, Tozzi, si estese ad opere della "Scuola romana", comprendendo Corrado Cagli, Mario Mafai, Roberto Melli, Guglielmo Janni, Renato Guttuso, Mirko Basaldella e altri.

Il ruolo di Anna Laetitia nell'ambito artistico italiano si estese oltre il collezionismo e l'organizzazione di gallerie, includendo anche attività di promozione dell'arte italiana a New York e a Parigi, in collaborazione con il Ministero della cultura popolare.

L'archivio Grönberg conserva documenti e fotografie relativi ad alcune delle principali attività della contessa, tra cui il Bal Blanc, il materiale legato al Teatro della Cometa di Roma e la documentazione degli incontri con artisti e intellettuali che ebbero luogo presso la Villa Reale di Marlia.

Galleria della Cometa

Nell'aprile 1935, aprì la Galleria della Cometa, il cui nome è legato allo stemma della famiglia Pecci, che sarà attiva fino all'agosto 1938.

Intorno a questa data l'attività della Galleria verrà fatta oggetto di una dura campagna giornalistica, condotta da Telesio Interlandi, direttore de "Il Tevere", a causa delle leggi razziali.

La Contessa, che già alla fine del 1937 aveva aperto una succursale della "Cometa" a New York, si trasferirà, quindi, nella metropoli americana, rimanendovi fino al 1947.

Ultimi anni e morte L'attività culturale di Mimì proseguì con la fondazione del Teatro della Cometa nel 1958.

Nel 1960 ricevette dallo Stato italiano la Medaglia ai benemeriti della cultura e dell'arte e nel 1964 la Francia le conferì la Legion d'Onore.

Maria Laetitia morì a Marlia, in provincia di Lucca, nella Reggia che aveva acquistato nel 1923 e aveva fatto restaurare, nel 1971. Oggi Villa Reale di Marlia ospita un museo a lei dedicato contenente le sue collezioni, i cimeli del prozio papa Leone XIII e una mostra fotografica con documentario sulla sua vita di mecenate e amante della cultura. La cappella privata in cui è sepolta insieme alla sua famiglia è visitabile insieme al parco e ai musei della reggia di Marlia.

Discendenza Dal matrimonio con Cecil Blumenthal (poi Blunt) ebbe cinque figli: Graziella Pecci Blunt, sposò Henri Bonnin de La Bonnibière de Beaumont ed ebbe discendenza; Viviana Pecci Blunt (Parigi, 14 dicembre 1923 – Roma, 2 gennaio 2016), pittrice e collezionista d'arte; Ferdinando Pecci Blunt (Brides-les-Bains, 1º agosto 1921 – Lucca, 6 ottobre 1997), imprenditore, sposò Teresa Lucini Passalacqua; Camilla Pecci Blunt, sposò Clemente Grazioli Lante della Rovere; Laetitia Pecci Blunt (Parigi, 5 giugno 1920 – Roma, 11 giugno 2007), sposò Giangiacomo Borghese, principe di Sulmona e Rossano.

Eredità e memoria Anna Laetitia Pecci Blunt è ricordata come una delle più significative figure femminili del mecenatismo culturale italiano del Novecento. Attraverso la sua attività di collezionista, promotrice e organizzatrice di eventi artistici, contribuì a creare uno spazio di confronto internazionale che mise in dialogo l'arte italiana con le avanguardie europee.

La sua eredità è legata non soltanto al sostegno offerto a pittori, musicisti e scrittori, ma anche all'impegno civile e sociale. Durante la seconda guerra mondiale prese parte alla Croce Rossa Italiana, offrendo assistenza ai feriti e partecipando ad attività di soccorso, in continuità con una tradizione di filantropia familiare.

La Villa Reale di Marlia, da lei acquistata e restaurata, conserva oggi archivi, fotografie e opere che testimoniano la sua attività culturale e filantropica. La villa ospita mostre e iniziative che mantengono viva la memoria della contessa, presentandola come un ponte tra l'Italia e l'ambiente internazionale delle arti nel XX secolo.

Il suo nome rimane legato anche al Teatro della Cometa, ancora attivo a Roma, che costituisce una parte rilevante del suo lascito culturale e rappresenta un punto di riferimento per la vita teatrale italiana.

Onorificenze Onorificenze italiane

Onorificenze straniere

Note

Voci correlate Pecci (famiglia)

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