Questa lista raggruppa i circa ottanta personaggi presentati nella trasmissione radiofonica Gran varietà, andata in onda dal 1966 al 1979 sul secondo programma (oggi Rai Radio 2) per un totale complessivo di oltre 2.600 sketch, sia puramente comici sia le cosiddette "scenette di situazione" derivate dalla situation comedy radiofonica statunitense. Nella maggior parte dei casi i personaggi erano creazioni originali, con alcune riproposizioni già presentate in precedenza, anche se quasi tutti, con poche eccezioni, non ricompariranno nelle edizioni successive.
Caratteristiche dei personaggi principali Coppie di personaggi Diverse furono le coppie di personaggi proposte nel programma, da Eleuterio e Sempre Tua (la più famosa, interpretata da Paolo Stoppa e Rina Morelli dal 1966 al 1974), a Filippo e Giovanna, gli angeli custodi (interpretati da Enrico Maria Salerno e Valeria Valeri dal 1967 al 1968), poi Leonida ed Esmeralda, la coppia snob che crede di essere superiore alle altre (interpretati da Aroldo Tieri e Giuliana Lojodice dal 1969 al 1974), Ciccino e Ciccina, impersonati da Delia Scala e Renato Rascel nel 1967; gli altezzosi aristocratici industriali inglesi, marito e moglie, alle prese con le rivendicazioni dei lavoratori per migliori condizioni di vita (interpretati da Delia Scala e Lando Buzzanca nel 1970 e già proposti nel varietà televisivo Signore e signora, con i tormentoni Teressa a me! e Mi vien ca ridere!), Don Chisciotte e Sancio Addome, una ironica rivisitazione dei personaggi letterari di Don Chisciotte e Sancio Panza interpretati da Domenico Modugno e Silvio Spaccesi nel 1971; i personaggi dei due suonatori ambulanti, l'aspirante accalappiacani e il professore, impersonati da Franco Franchi e Ciccio Ingrassia nel 1972; il professionista (medico, ingegnere, ecc.) e la segretaria fanatica degli oroscopi, interpretati da Alberto Lupo e Paola Pitagora nel 1973; Maria e Fernando, una coppia di sposi che vive in situazione precaria alle prese con i problemi dei figli, interpretati da Giovanna Ralli e Francesco Mulè nel 1975, le riproposizioni dei personaggi dei fratelli De Rege (la celebre scenetta Vieni avanti, cretino!) e di Stanlio e Ollio interpretati da Walter Chiari e Carlo Campanini e diversi altri.
Singoli personaggi Tra i personaggi singoli, si devono ricordare le riproposte di Mario Pio e del Conte Claro, interpretati da Alberto Sordi con Gianni Agus e Wanda Tettoni; quindi Alvaro il tassinaro, Menelao Strarompi e Bastianino, interpretati da Paolo Panelli in coppia con Renato Izzo e Gianni Agus; Cesira la portinaia e Firmina Calì (con il tormentone che tutti gli ommini fa imbizzarì) interpretate da Bice Valori con Carlo Campanini; Ugo e la sua coscienza, Tre Ugo Tre Ugo (una parodia di Chiamate Roma 3131) e Don Gnazzi, interpretati da Ugo Tognazzi; il puntualizzatore della lingua italiana, impersonato da Nino Manfredi; Renatino il contestatore, interpretato da Renato Rascel; il "Sociologo e Tipologo di vaglia", un conferenziere impegnato a illustrare varie tipologie umane, e "Montecristo Superstar", impegnato a vendicarsi a modo suo su oggetti di largo consumo e nuove invenzioni, impersonati da Vittorio Gassman; Rosalia, dapprima moglie di Leopoldo e in seguito portinaia della guardiola di uno stabile perennemente sfortunata in amore, Marion Glacé, la diva del varieté in declino e Suora Monica, interpretati da Monica Vitti; Torquato il pensionato, Dudù il gagà e la romantica donna inglese, presentata con successo anche in televisione nel programma Quantunque io, interpretati da Enrico Montesano; il Conversevole della domenica e il centenario Fernando De Rossi Bianchetti, impersonati da Gianrico Tedeschi; il Maleducatore, uno stravagante insegnante di modi di comportamento poco consoni, interpretato da Romolo Valli; Avogadro il ladro, che insieme al complice Cicerone progetta furti che non vanno mai in porto, il Conquistatore di donne bravo solo in teoria ma non nella pratica (con il famoso tormentone Invidiosi!) e il Mago della Garbatella, impersonati da Gigi Proietti; il Divino Creaturo, dove Aroldo Tieri era un personaggio che si esprimeva in linguaggio aulico e ricercato intento a incontrare donne delle diverse regioni, tutte interpretate nei vari dialetti da Giuliana Lojodice; Amedeus ex machina, impersonato da Amedeo Nazzari; la rivisitazione di Cyrano de Bergerac e il naufrago dell'Asiago 10 in compagnia della bertuccia Orietta e del pescecane Boby Dick, interpretati da Gino Cervi; Ugo Fantozzi e l'Estetisto, un visagista da strapazzo che risponde a finte lettere di ascoltatori sottoponendo Giandomenico Fracchia agli esperimenti più bizzarri, impersonati da Paolo Villaggio; Giovanni il buzzurro, il playboy Buzzanco dal "volto sexy e mano al fianco" e da Filumeno il pecoraro dell'Apiro, che giunge in città dalla campagna e resta scandalizzato dalla civiltà dei consumi, interpretati da Lando Buzzanca, e altri ancora. Marcello Mastroianni partecipò una sola volta, alla centesima puntata, il 26 maggio del 1968, con tanto di sigletta specifica cantata dai I 4 + 4 di Nora Orlandi, in una scenetta celebrativa (dal titolo significativo Marcello il pigro) con Raimondo Vianello a fargli da spalla.
Caratteristiche degli sketch Negli sketch venivano presi di mira, in maniera bonaria, trasmissioni televisive come il Festival di Sanremo, Canzonissima e Spaccaquindici, si parodiavano celebri canzoni e spesso venivano aggiunti rumori di scena in sottofondo per aumentare il realismo. Molte volte gli sketch erano scritti sul momento, in qualche caso anche pochi giorni prima della messa in onda della trasmissione, ispirandosi a fatti e avvenimenti di stretta attualità: un esempio tra i tanti fu con l'ultimo personaggio interpretato da Buzzanca nella trasmissione (il pecoraro dell'Apiro) che nella puntata del 25 marzo 1973 era alle prese con l'introduzione dell'IVA, avvenuta due mesi prima.
Lista dei personaggi Eleuterio e Sempre Tua
Sono stati i personaggi più celebri della storia del programma e, inoltre, l'unico sketch andato avanti per quattro edizioni (nell'autunno del 1966, estate del 1967, inverno del 1970 e tra l'autunno del 1973 e l'inverno del 1974) per 56 scenette complessive, scritto da Maurizio Jurgens e interpretato da Paolo Stoppa e Rina Morelli. Da questi sketch, nel 1976, venne tratto un primo libro edito da Rusconi. Una trentina di anni più tardi, nel 2008, Dario Salvatori e i tre figli di Jurgens (Stefano, Gessica e Carlo) pubblicheranno un secondo libro con le trascrizioni integrali degli sketch..
L'arrabbiatissimo
Tra la seconda e la terza stagione di Eleuterio e Sempre Tua, Paolo Stoppa partecipò da solo nel 12° ciclo della trasmissione, dalla fine di marzo alla fine di giugno del 1969, interpretando un personaggio senza nome, un marito all'apparenza esteriore calmo e composto ma interiormente "arrabbiatissimo", pronto a criticare e contestare in caustici monologhi (scritti sempre da Maurizio Jurgens) la convivenza e il metodo di vita della consorte (che stavolta, a differenza dello sketch più famoso, è un po' più giovane e si chiama Gabriella), di un'opprimente suocera e di parenti invadenti, alle prese con problemi e tentazioni tipiche della vita coniugale della fine degli anni '60. Di seguito si fornisce un breve riassunto dei quattordici sketch andati in onda: tra parentesi, la data di trasmissione.
Le frasi fatte della consorte (30 marzo 1969) Il marito di Gabriella si appresta ad affrontare una comunissima giornata di lavoro ma si adira poiché mentre prende il caffè, si veste ed è sulla soglia dell'uscio la moglie insonnolita ha freddo nonostante il termosifone acceso e gli raccomanda di mettersi un maglione e di non fare tardi come al solito. Lui, distratto anche dalla bellezza della vicina di casa, si dimentica l'ombrello. Per giunta piove tutto il giorno, e quando rientra a casa si prende un raffreddore e ha i primi sintomi dell'influenza. Gabriella gli rimprovera di fumare troppo, e lui ribatte di avere un principio di sinusite e che non tocca una sigaretta da due anni.
Pasqua con la suocera (6 aprile 1969) Il giorno della festa pasquale il marito di Gabriella viene oppresso dalla suocera pugliese che gli rimprovera il fatto che sua figlia, mangiando poco, dia segni di deperimento. Quando arriva il momento del pranzo, la donna mangia tutte le vivande preparate da Gabriella, non saltando neanche una portata, fino al dolce tradizionale. Al termine ammette che, se il pranzo pasquale è stato di quel livello, si immagina quelli dei giorni normali; ma continua a rimproverare al genero la magrezza di sua figlia. Lui, ribollente di rabbia, per calmarsi deve mangiare un dolce zuccherato in modo da evitare la presenza della suocera in casa sua almeno fino al prossimo Natale.
Le domande cretine (13 aprile 1969) Durante l'intera giornata lavorativa il marito di Gabriella è puntualmente ossessionato dalle domande scontate e ovvie che la consorte gli pone, ma per il quieto vivere, lui è costretto a mantenere la calma in ogni occasione. Per pranzo lei prepara la trippa con l'aglio in modo da rovinargli l'alito, quindi riceve telefonate da amiche appena conosciute dal parrucchiere ma anche da un uomo del quale confonde l'identità; dopo cena, mentre guardano la televisione ricevono visite inaspettate da parte dei loro amici, e durante la notte lei, per assicurarsi che stia dormendo, gli domanda se è riuscito a prendere sonno assestandogli una pacca sulla spalla in maniera tale da svegliarlo.
La camicia pulita (20 aprile 1969) Il marito di Gabriella è addetto come impiegato di concetto agli uffici demaniali con funzioni direttive e, del suo guardaroba, ha dodici camicie, delle quali undici sono ad asciugare e una sola pronta. Quando la moglie gliela stira, si accorge che la camicia pulita è di colore rosa con righe verdi, regalata da lei in tempi remoti, non adatta al vestito che deve indossare. Temendo i commenti salaci dei suoi dipendenti, scopre che il suo prediletto soprabito grigio era stato portato in tintoria tre mesi prima e mai ritirato. Per quel giorno si dovrà recare al lavoro vestito come un sottotenente di fanteria.
La cortesia della consorte (27 aprile 1969) Il marito di Gabriella, dopo un'intensa giornata di lavoro, ha terminato le sigarette e la consorte gli chiede, visto che scende giù, di passare prima dal fornaio a prendere il pane, quindi a fare la spesa intera dal macellaio e dal pizzicagnolo tirando fuori una lista già pronta delle cose da fare. Quando ha sbrigato le incombenze, torna a casa e si accorge che si è dimenticato di comprare proprio le sigarette. La moglie a cena si accorge che non fuma e lo avverte che un ultimo pacchetto era rimasto nel salotto. Mentre si reca per prenderlo lei, gia che c'è, gli fa spostare nel corridoio una grande e pesante cristalliera; al suo posto viene posizionato lo scaffale dei libri. Lui si consola pensando al fatto che passerà le lunghe ore di straordinario in ufficio rilassandosi con sigarette e parole incrociate, confidando nella benevolenza del suo capo ufficio.
I libri gialli (4 maggio 1969) Il marito di Gabriella, seduto sulla poltrona, cerca di terminare la lettura di un libro giallo, ma la moglie gli rivela in anticipo l'assassino rimproverando la sua scarsità di cultura e di ambizioni: lui ribatte di leggere anche autori più impegnati, ma nella sua libreria non ci sono gli autori preferiti dalla consorte. Lei, dopo un breve litigio, gli dice che può continuare a leggere quei gialli di scarso valore letterario; al momento di scendere giù, domanda al marito se può andare all'edicola a prendere i suoi prediletti fumetti neri. Lui immagina di rivoltare a proprio piacimento la trama del giallo che non ha finito di leggere cercando di organizzare il delitto perfetto.
La smorfiosa in rosso (11 maggio 1969)