Il Partito Moderato (in svedese: Moderata samlingspartiet, traducibile in Partito Moderato di Coalizione o Partito di Coalizione Moderata), anche noto con il nome di Moderati (Moderaterna) e dal 2006 con il nome di Nuovi Moderati (Nya Moderaterna), è un partito politico di centrodestra, conservatore liberale della Svezia.
Il partito è stato fondato nel 1904 da un gruppo di conservatori nel Parlamento svedese come Lega Generale Elettorale. Durante la sua storia il partito ha avuto altri due nomi: Organizzazione Nazionale della Destra (1938-1952) e Partito di Destra (1952-1969).
A seguito delle elezioni legislative del 2010 il partito moderato è risultato il secondo a livello nazionale ed il primo della coalizione di governo detta Alleanza per la Svezia formato dai Moderati, il Partito di Centro, il Partito Popolare Liberale ed i Democratici Cristiani.
L'attuale presidente del partito è Ulf Kristersson.
Storia Dalla fondazione al 1969 Il Moderaterna è un partito conservatore liberale aderente al Partito Popolare Europeo ed all'Internazionale dei conservatori.
Il partito è stato fondato nel 1904 come Unione Elettorale Generale (Allmänna valmansförbundet). L'Unione, però non era ancora un vero e proprio partito, più che altro era un movimento di supporto e di coordinamento dei deputati conservatori eletti in parlamento, con il compito di contenere l'organizzazione dei deputati del Partito Socialdemocratico e del Partito Popolare Liberale.
In origine, il partito fu convintamente nazionalista e conservatore, al punto da opporsi al riconoscimento del diritto di voto alle donne e dei diritti dei lavoratori. Ciò nonostante, Arvid Lindman, capo del partito e Primo ministro, propose nel 1907 l'introduzione del suffragio elettorale maschile. Nel 1928 divenne il primo partito con il 28% dei voti.
Negli anni '30 il partito dovette sciogliere la Lega Nazionale dei Giovani Svedesi (Sveriges Nationella Ungdomsförbund), organizzazione giovanile del partito, che si era apertamente schierata a favore dei nazisti. Fu fondato un nuovo movimento giovanile la Lega Giovanile Moderata, mentre la Lega Nazionale dei Giovani Svedesi si presentò autonomamente alle elezioni trasformandosi in un vero e proprio partito.
Nel 1934 i socialdemocratici conquistarono il governo, che manterranno fino al 1976, in alleanza con i centristi. Nel frattempo, nel 1938, il Moderaterna cambiò nome in Organizzazione nazionale della Destra (Högerns riksorganisation). Il nome venne nuovamente cambiato nel 1952 in Partito Di Destra mentre nel 1969 acquistò il nome attuale.
Dagli anni '70 ad oggi Nel 1970 divenne leader del partito Gösta Bohman. Egli si impegnò ad abbandonare le posizioni della destra nazionalista, fino a portare il partito sulle attuali posizioni di conservatorismo liberale. Nel 1976 entrarono nel governo di Thorbjörn Fälldin, del Partito di Centro e Bohman divenne ministro dell'economia.
Nel 1979, il Moderaterna divenne il partito più grande della coalizione dei partiti "borghesi" o "non-socialisti". Nel 1986, fu eletto il nuovo capo Carl Bildt, che portò, nel 1991, il partito alla vittoria elettorale e, nel 1994, divenne primo ministro. Bo Lundgren guidò invece il partito nelle elezioni del 2002, che risultarono particolarmente disastrose.
Il capo attuale, Fredrik Reinfeldt ha spinto il partito ad abbandonare ulteriormente le posizioni liberiste, facendo propri temi cari alla cultura socialdemocratica. Nel 2004 è stata fondata la coalizione l'Alleanza per la Svezia, che raccoglie i quattro partiti non-socialisti (gli stessi Moderati, il Partito Popolare Liberale, i Democratici Cristiani ed i Centristi).
L'Alleanza ha vinto le elezioni legislative del 2006, anche se può contare su una maggioranza di appena 7 in Parlamento. I Moderati hanno migliorato il proprio consenso, passando dal 15,1 al 26,1% dei consensi, conquistando 97 seggi. La forte avanzata dei moderati, dovuta ad una campagna elettorale che non ha messo in discussione i capisaldi del stato sociale svedese, oltre che dal calo degli avversari socialdemocratici (-4,7%) è stata favorita anche dal calo degli alleati liberali (-5,8), che hanno perso ben 20 seggi.
Dopo tale esperienza, una serie di tornate elettorali sfavorevoli ha costretto il partito all’opposizione ed eroso il suo consenso fino alle elezioni del 2022, quando, grazie ad un accordo con i Democratici Svedesi (SD), esso è tornato al governo (sebbene ridimensionato in terza posizione proprio dall’ascesa di tale formazione radicale). Alle successive elezioni, tuttavia, pur avendo perso il controllo della maggioranza, il partito è tornato nuovamente in seconda posizione.
Struttura Leader +ImmagineLeaderMandatoIncarichi governativiGustaf Fredrik Östberg(1847–1924) 1904–19051908–1912Hugo Tamm(1839–1907) 1907Arvid Lindman(1862–1936) 1912–19161919–19201924–1935 Ministro di Stato (1906–1911, 1928–1930)Ministro degli affari esteri (1917)Olof Jonsson i Hov(1839–1930) 1917Carl Hallendorff(1869–1929) 1922Gösta Bagge(1882–1951) 1935–1944 Ministro degli affari ecclesiastici (1939–1944)Fritiof Domö(1889–1961) 1944–1950 Ministro del commercio (1939–1941)Ministro del carburante (1941–1944)Ministro delle comunicazioni (1944–1945)Jarl Hjalmarson(1904–1993) 1950–1961Gunnar Heckscher(1909–1987) 1961–1965Yngve Holmberg(1925–2011) 1965–1976Gösta Bohman(1911–1997)1970–1981Ministro degli affari economici (1976–1978, 1979–1981)Ulf Adelsohn(1941)1981–1986Ministro delle comunicazioni (1979–1981)Carl Bildt(1949)1986–1999Ministro di Stato (1991–1994)Ministro degli affari esteri (2006–2014)Bo Lundgren(1947)1999–2003 Ministro delle imposte (1991–1994)Fredrik Reinfeldt(1965)2003–2015 Ministro di Stato (2006–2014)Anna Kinberg Batra(1970)2015–2017Ulf Kristersson(1963)Dal 2017 Ministro della sicurezza sociale (2010–2014)Ministro di Stato (dal 2022)
Primi vicepresidenti (dal 1935) Bernhard Johansson (1935) Martin Skoglund (1935–1956) Leif Cassel (1956–1965) Gösta Bohman (1965–1970) Staffan Burenstam Linder (1970–1981) Lars Tobisson (1981–1999) Chris Heister (1999–2003) Gunilla Carlsson (2003–2015) Peter Danielsson (2015–2019) Elisabeth Svantesson (dal 2019)
Secondi vicepresidenti (dal 1935) Karl Magnusson (1935) Fritiof Domö (1935–1944) Jarl Hjalmarson (1944–1950) Knut Ewerlöf (1950–1958) Gunnar Heckscher (1958–1961) Rolf Eliasson (1961–1965) Yngve Nilsson (1965–1970) Eric Krönmark (1970–1981) Ella Tengbom-Velander (1981–1986) Ingegerd Troedsson (1986–1993) Gun Hellsvik (1993–1999) Gunilla Carlsson (1999–2003) Kristina Axén Olin (2003–2009) Beatrice Ask (2009–2015) Elisabeth Svantesson (2015–2019) Anna Tenje (dal 2019)
Segretari (dal 1949) Gunnar Svärd (1949–1961) Yngve Holmberg (1961–1965) Sam Nilsson (1965–1969) Bertil af Ugglas (1969–1974) Lars Tobisson (1974–1981) Georg Danell (1981–1986) Per Unckel (1986–1991) Gunnar Hökmark (1991–1999) Johnny Magnusson (1999–2003) Sven Otto Littorin (2003–2006) Per Schlingmann (2006–2010) Sofia Arkelsten (2010–2012) Kent Persson (2012–2015) Tomas Tobé (2015–2017) Anders Edholm (2017) Gunnar Strömmer (2017–2022) Karin Enström (dal 2022)
Nelle istituzioni Svezia Primi ministri Christian Lundeberg (1905) Arvid Lindman (1906–1911) Carl Swartz (1917) Ernst Trygger (1923–1924) Arvid Lindman (1928–1930) Carl Bildt (1991–1994) Fredrik Reinfeldt (2006–2014) Ulf Kristersson (dal 2022)
Unione europea Presidenti di turno del Consiglio europeo (1975–2009) Fredrik Reinfeldt (1° luglio – 30 novembre 2009)
Commissari europei Jessika Roswall (dal 2024)
Iscritti 55.612 (2010)
46.501 (2023)
Simboli
Risultati elettorali Elezioni legislative AnnoVoti%+/-Seggi+/-Status190598 35945,3 (1.º)Opposizione1908118 80838,5 (2.º)6,817Governo1911188 26131,2 (2.º)7,327Opposizione03/1914286 25037,7 (1.º)6,522Opposizione09/1914267 12436,5 (1.º)1,2Opposizione1917182 07024,7 (3.º)11,829Opposizione1920183 01927,8 (2.º)3,114Opposizione1921449 30225,8 (2.º)2,09Opposizione1924461 25726,1 (2.º)0,33Opposizione1928692 43429,4 (2.º)3,38Governo1932585 24823,5 (2.º)5,915Opposizione1936512 78117,6 (2.º)5,914Opposizione1940518 34618,0 (2.º)0,42Governo1944488 92115,8 (2.º)2,23Opposizione1948478 78612,3 (4.º)3,516Opposizione1952543 82514,4 (3.º)2,18Opposizione1956663 69317,1 (3.º)2,711Opposizione1958750 33219,5 (2.º)2,43Opposizione1960704 36516,6 (3.º)2,96Opposizione1964582 60913,7 (3.º)2,96Opposizione1968621 03112,9 (4.º)0,81Opposizione1970573 81211,5 (4.º)1,49Opposizione1973737 58414,3 (3.º)3,810Opposizione1976847 67215,6 (3.º)1,34Governo19791 108 40620,3 (2.º)4,718Governo19821 313 33723,6 (2.º)3,313Opposizione19851 187 33521,3 (2.º)2,310Opposizione1988983 22618,3 (2.º)3,010Opposizione19911 199 39421,9 (2.º)3,614Governo19941 243 25322,4 (2.º)0,5Opposizione19981 204 92622,9 (2.º)0,52Opposizione2002809 04115,3 (2.º)7,627Opposizione20061 456 01426,3 (2.º)11,042Governo20101 791 76630,1 (2.º)3,810Governo20141 453 51723,3 (2.º)6,823Opposizione20181 284 69819,8 (2.º)3,514Opposizione20221 237 42819,1 (3.º)0,72Governo20261 343 44819,9 (2.º)0,82Opposizione
Elezioni europee AnnoVoti%+/-Seggi+/-1995621 56823,2 (2.º)1999524 75520,8 (2.º)2,42004458 39818,3 (2.º)2,512009596 71018,8 (2.º)0,52014507 48813,7 (3.º)5,112019698 77016,8 (2.º)3,112024736 07917,5 (2.º)0,7
Note
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