È conosciuto in particolare per i suoi studi sull'anestesia inalatoria e per la definizione dei quattro stadi dell'anestesia generale.

Biografia Arthur Ernest Guedel nacque nella città di Cambridge City (Indiana) il 3 giugno 1883 da Jahn e Maria Guedel. I primi anni della sua vita furono difficili a tal punto da lasciare la scuola all’età di 13 anni per supportare la sua famiglia. All'età di 14 anni, mentre lavorava al fianco del padre in fabbrica, Guedel perse tre dita della mano destra; rifiutandosi di lasciare che questo handicap lo limitasse, divenne un abile nuotatore e campione di wrestling. Nonostante le difficoltà economiche, Guedel riuscì ad ottenere l'ammissione alla facoltà di medicina dell'University of Indiana grazie al supporto finanziario di un medico amico di famiglia, il quale era rimasto affascinato dalla sua volontà di apprendere. Nel 1908 Guedel si laureò con onore e negli anni successivi iniziò ad eseguire le prime anestesie lavorando come internista presso l'Indianapolis city Hospital. Nel 1909 cominciò la pratica di medicina generale ad Indianapolis e al contempo somministrava anestesie in altri ospedali e studi dentistici al fine di incrementare le proprie entrate. In quel periodo elaborò un dispositivo per l'auto-somministrazione del diossido di azoto, oggetto, nel 1912, della sua prima pubblicazione dal titolo "The office anesthetic for small surgery, nitrous oxid and air, self administered". Nel 1913 iniziò una serie di lezioni universitarie, compresa una sulla pratica pediatrica a cui risale l'introduzione della famosa frase “steal the child” che ad oggi identifica una delle più comuni tecniche di induzione. Considerato da molti un buon osservatore, Guedel, durante questi anni, imparò anche ad analizzare con attenzione gli effetti dell'anestesia sui pazienti e a pensare a possibili soluzioni all'eventuale insorgenza di un problema ad essa legata. Un esempio del suo contributo è il lavoro sui segni dell’anestesia da cui elaborò una prima bozza della teoria dei quattro stadi.

L'esperienza della Prima Guerra Mondiale Il palcoscenico in cui Guedel poté sviluppare appieno la sua teoria nonché tecnica anestetica furono gli ospedali militari costruiti durante la prima guerra mondiale a cui egli partecipò in supporto alle truppe francesi. Nel periodo precedente allo scoppio del conflitto il numero dei veri specialisti in anestesia tra i medici americani si poteva quasi contare sulle dita di una mano. Nel Marzo del 1919, uno di questi, Leslie Burwell si presentò al quartier generale medico di un’unità Americana presso Vittel nel dipartimento dei Vosgi dicendo che avrebbe preferito essere assegnato a un incarico per il quale fosse realmente qualificato. L’ufficiale medico in comando disse: “Dovresti vedere il tenente Guedel. A lui è affidata l’anestesia in questa regione. Passa di qui ogni giorno o due, come un selvaggio indiano in sella a una motocicletta. Aspettalo”. Come previsto, il pomeriggio successivo, si sentì la motocicletta arrivare, seguita da una nube di polvere. La curiosità di Burwell su come un anestesista potesse lavorare in sella a una motocicletta fu presto soddisfatta. I numerosi ospedali nelle vicinanze, infatti, potevano essere supervisionati in modo efficiente solo attraverso questo mezzo di trasportoWaters,1952,pp. 292-299.

Guedel si arruolò nell’esercito inizialmente come volontario ma fu respinto a causa della sua disabilità alla manoLittle,1985,pp. 106-107. Due mesi dopo ottenne una deroga e si arruolò come ufficiale medico dell’esercitoRobinson e Toledo,2012,pp. 141-149. Dopo sei settimane di addestramento di base, il tenente Guedel fu mandato a Chaumont in Francia. Lungo le 550 miglia del Fronte occidentale, egli vide le ferite "più profonde e gravi" mai incontrate nella storia umana; esse gli permisero di constatare i limiti farmacologici dell’anestesia del tempo e le ampie lacune nella sua somministrazione. Nelle stazioni di smistamento delle vittime (CCS), molte miglia dietro il fronte, l’anestesia di centinaia di soldati feriti era affidata a luiLee, vol. 18, n.4, 2003. Dopo un violento scontro, Guedel lavorò 72 ore senza sosta, supervisionando contemporaneamente 40 operazioni chirurgicheCalmes,2002, pp.37-40. Esausto, egli lamentò “la deplorevole mancanza di conoscenza dell’anestesia nel corpo medico dell’esercito”. Osservò con frustrazione che “il chirurgo, senza distinzione di esperienza o rango, ha il pieno controllo dell'anestesia per i suoi casi, ma di regola non sa nulla dell’anestesia". Guedel capì che le équipe chirurgiche avevano bisogno di aiuto e, in modo indipendente, reclutò infermieri e medici disposti ad aiutarle. La maggior parte del nuovo personale sanitario reclutato fu destinato in quelle che erano note come stazioni di smistamento delle vittime, situate tra le 7 e le 50 miglia dietro le linee del fronte. Solo a metà della guerra gli specialisti e le infermiere, appositamente addestrate, iniziarono a sostituire gli ufficiali medici nella somministrazione dell'anestesia. Finché ciò non avvenne, la scarsità dei medici specializzati rese necessario assegnare a personale inesperto il ruolo di anestesista. Il modo in cui istruì e gestì queste persone, in tali circostanze, fu una dimostrazione della sorprendente versatilità e ingegnosità di Arthur Guedel. Egli si sforzò non solo di elaborare semplici metodi di insegnamento, ma anche facili e affidabili modi per controllare l’accuratezza e la sicurezza nel dosaggio dell’etere che essi avrebbero poi somministrato nelle sale operatorie dei diversi ospedali. Ma come poteva aiutare i suoi allievi a praticare un’anestesia sicura una volta lasciata la sua scuola? Guedel preparò una piccola cartella con la sua versione dei segni e degli stadi dell’anestesia dell’etere, l’agente più comune in uso al momento e con un maggiore margine di sicurezzaBaskett,2004, pp.3-5. Questa tabella era una versione visuale delle nozioni che aveva sviluppato prima del suo servizio militare e sfruttava gli atti respiratori, i movimenti oculari, la costrizione della pupilla e la deglutizione come mezzi per “evidenziare i segnali di pericolo che dovevano essere prontamente colti dai medici”Calmes,2002, pp.17-19. Armati della sua tabella, gli apprendisti andavano negli ospedali vicini e lavoravano da soli. Questa guida, che veniva solitamente posta per comodità sulle pareti, divenne famosa in tutto il mondo e venne impressa sulla maggior parte dei libri di anestesiaThomson,2000. Nel Marzo del 1918, l’anestesia di ben 4 ospedali da campo fu affidata a Guedel. Egli visitava ogni ospedale quotidianamente, percorrendo le impervie e fangose strade della campagna francese in motocicletta. Questo suo mezzo di trasporto gli valse il soprannome di “the motorcycle anesthesiologist”Kovac,2016, p.112. Prima che la guerra finisse, l’esercito finalmente soddisfò le sue richieste e assunse specialisti per sostituire i tirocinanti da lui addestrati. Questa decisione testimonia non solo il riconoscimento dell'importanza del lavoro svolto da Guedel ma anche la presa di coscienza del ruolo che l’anestesia stava ricoprendo nella medicina militare.

Il ritorno negli USA e il trasferimento a Los Angeles Congedato con onore nel Marzo del 1919, Guedel ritornò in patriaVan Lieburg, Rupreht e Lee,1985,pp. 49-53. Nell’Indiana, tuttavia, egli scoprì che il servizio militare gli era costato il posto di anestesista. Nonostante le difficoltà economiche che ne derivarono, riuscì comunque a pubblicare nel 1920 la sua guida sugli stadi dell’anestesia chirurgica dal titolo "Third stage ether anesthesia; a sub classification regarding the significance of the position and movements of the eyeball", un articolo sui segni anestetici per la prima rivista sull'anestesia. A seguito di ciò, Guedel divenne un celebre anestesista e assieme ad altre personalità illustri fondò il “Anesthesia Travel Club” , “American Society of Anesthesiologists” ed altre società che portarono il numero limitato di specialisti nordamericani a partecipare insieme a incontri regolari. Durante questi convegni Guedel si confrontò spesso con il dottor Ralph M. Waters, considerato il padre dell'anestesia accademica, che aveva già conosciuto durante il suo servizio militare e con cui instaurò un rapporto di amicizia significativa, tantoché i due intrattennero una regolare corrispondenza, supportarono i rispettivi studi sugli effetti centrali dell’anidride carbonica e condivisero l’interesse a proposito dei più recenti agenti anestetici dell’epoca. Guedel revisionò il primo scritto di Waters sugli effetti del ciclopentano, sebbene fosse stato il suo studio su quel particolare composto, intitolato "Cyclopropane Anesthesia" (1940), a diventare il primo report scientifico ad apparire sulla rivista Anesthesiology. La loro collaborazione, però, è ricordata maggiormente per l’introduzione del "cuffed endotracheal tube". Tra gli altri lavori comuni, Waters e Guedel scrissero anche " New intratracheal catheter" (1933) , una revisione dalla storia delle tecniche endotracheali. Articoli aggiuntivi sull’argomento comparvero nel 1935 e nel 1936 e anche nella sua opera più celebre “Inhalation Anesthesia: A fundamental guide" pubblicata nel 1937. Nel 1929, dopo la Grande Depressione, Guedel si trasferì da Indianapolis a Los Angeles per ragioni di salute. Nel garage della sua nuova abitazione, Guedel disegnò il laringoscopio ed altre innovazioni; collaborò assieme a varie personalità distinte come il farmacista dott. Chauncey Leake diventato più tardi direttore di farmacologia dell'Università della California, San Francisco, (UCSF), presso la quale Guedel realizzò varie ricerche sull'etere dimetilico, sulla necrosi da anidride carbonica e sull’apnea da etere. Per un certo periodo, sviluppò una forte dipendenza da barbiturici per assicurare il sonno e da amfetamine, che riuscì poi a superare. Fu insignito di vari onori tra cui la medaglia “Henry Hill Hickman” e il “Distinguished service award of American society of Anesthesiologists”. Angina, artrite e un enfisema lo resero storpio e lo forzarono al pensionamento nel 1941. I suoi seminari del mercoledì pomeriggio organizzati nel garage-laboratorio sono ricordati dai più famosi clinici poiché la sua abitazione divenne non solo un luogo di lavoro, ma anche un ritrovo di intellettuali. Nei suoi ultimi anni di vita, sebbene richiedesse l’apporto continuo di ossigeno, Guedel continuò a visitare laboratori ed ospedali dove si dedicò a consigliare e a controllare. Morì a Los Angeles il 10 giugno 1956, all’età di 72 anni.

Il contributo scientifico Il contributo di Arthur Guedel in campo medico deriva tanto dai suoi esperimenti quanto dalle sue intuizioni ed invenzioni (si veda la cannula orofaringea) .

L'esperimento "the Dunked Dog"