I Collettivi politici veneti o CPV furono una organizzazione armata terroristica di sinistra.
La nascita da Potere operaio
Ma la più grande azione ci fu con le notti dei fuochi del Veneto, dove vennero compiute decine di attentati dinamitardi, tra il 18 e 19 dicembre 1978, in cui vennero distrutte decine di sedi di associazioni industriali ed artigianali di Rovigo considerate sfruttatrici della classe operaia. Durante i preparativi per un'altra notte dei fuochi veneta, alcuni militanti dei collettivi muoiono in seguito all'esplosione dell'ordigno che preparano.
La seconda notte dei fuochi veneta viene attuata tra il 29 e 30 aprile 1979, stavolta contro le caserme militari presenti in veneto, per poi passare un mese dopo contro alcune fabbriche e nell'Ottobre del 1979 contro le filiali Fiat del Veneto, per protestare contro i licenziamenti della Fiat.
Dopo un periodo di repressione tra il 1980 e il 1981, i collettivi riprendono l'attività guerrigliera contro i carabinieri, le agenzie immobiliari e attuando il sequestro dell'ingegnere capo di porto Marghera, che però viene rilasciato incolume.
Con il grande smantellamento delle organizzazioni terroristiche del 1982 i CPV rimasero inattivi.
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