La classe Soldati o classe Camicia Nera era una classe di cacciatorpediniere italiani realizzati per la Regia Marina immediatamente prima e durante la seconda guerra mondiale, che vennero ampiamente impiegati in prima linea nelle battaglie combattute dalle unità di squadra.

Diverse unità della classe servirono anche sotto la bandiera di marine estere. Lo Squadrista e il Carrista, ancora in costruzione, vennero catturati dai tedeschi e fecero parte delle Torpedoboote Ausland, anche se il Carrista non venne mai ultimato. In base alle clausole del trattato di pace, nel 1948 Velite, Mitragliere e Legionario vennero ceduti in conto riparazione danni di guerra alla Francia, stessa sorte toccata ai gemelli Fuciliere e Camicia Nera (dall'estate 1943 rinominato Artigliere) che nel 1949 vennero ceduti all'Unione Sovietica.

Delle navi sopravvissute al conflitto, Granatiere e Carabiniere entrarono a far parte della Marina Militare italiana come unità classe Granatiere.

Caratteristiche Le navi di questa classe erano simili alle precedenti unità della classe Alfredo Oriani, con 2 impianti binati da 120/50 Mod. 1936/37 capaci di 19 km di gittata, ma con un alzo ridotto, ed una minore precisione e cadenza di tiro. Lo scafo era dotato di un elevato bordo libero, il torrione molto grande e pesante con una struttura massiccia, con sofisticate apparecchiature di controllo del tiro situate nella parte superiore ed un unico fumaiolo massiccio e inclinato all'indietro. Nell'insieme queste unità erano simili come profilo alla moderna Classe Maestrale.

Propulsione L'apparato motore, molto potente, era costituito da due gruppi turboriduttori tipo Belluzzo/Parsons il cui vapore era fornito da tre caldaie a tubi d'acqua tipo Yarrow, che scaricava la propria potenza su due eliche; sviluppava una potenza di 49000 cavalli e consentiva alla nave di potere raggiungere la velocità massima di quasi 40 nodi, ma non aveva per contro un'elevata autonomia.

Armamento

L'armamento principale era costituito da quattro cannoni da Ansaldo 120/50 Mod. 1936 e 1937 in due impianti binati ed un obice da 120/15 per il tiro illuminante, posto tra i lanciasiluri, che non venne mantenuto a lungo, essendo sostanzialmente inutile e che nel Carabiniere venne sostituito con un quinto cannone da 120/50 Mod. 40 singolo, cosa che venne confermata anche su sei delle sette unità della seconda serie che vennero impostati durante la guerra.

Le unità della seconda serie vennero costruite durante il conflitto, ma, vista la difficoltà della cantieristica italiana, solo sette delle dodici unità previste furono impostate per la mancanza di scali disponibili, occupati nella costruzione degli incrociatori della Classe Capitani Romani, e solo cinque di queste unità entrarono in servizio e furono i soli cacciatorpediniere realizzati dall'Italia nel corso del conflitto, contro 22 navi perse solo nel 1940.

Il progetto costruttivo prevedeva rispetto alla prima serie un maggior armamento antiaereo a scapito di quello silurante, ma con l'inizio del conflitto e la perdita, in soli 50 giorni di guerra, di ben 5 navi di questo tipo venne deciso la costruzione di altrettanti navi, seguite nei mesi successivi da altre due unità e allo scopo di evitare perdite di tempo nell'approntamento progettuale fu stabilito di costruire navi uguali alla prima serie. L'armamento antisommergibile era praticamente uguale alla prima serie.

Tuttavia durante la costruzione furono apportate alcune modifiche minori suggerite dall'esperienza bellica; venne diminuita di circa 4000 cavalli la potenza dell'apparato motore, che causò la diminuzione della velocità di circa 3 nodi, per garantire una maggior affidabilità ed economicità di funzionamento, ed uno dei cacciatorpediniere, il Legionario, venne dotato di un radar di fabbricazione tedesca (il De.Te., visibile nella foto davanti all'albero prodiero), divenendo così la prima unità italiana ad essere dotata di tale strumento.

Unità Unità I serie

Alpino

Fu costruito ad Ancona, in servizio dal 20 aprile 1939. Contraddistinto dal distintivo ottico AP, nel 1942 imbarcò l'ecogoniometro ed ebbe un potenziamento dell'armamento antiaereo con altre 4 mitragliere da 20/65, di cui un impianto binato al posto dell'obice illuminante sulla tuga centrale e due impianti singoli a poppa. Il 19 aprile 1943, mentre era ormeggiato nel Porto della Spezia, durante un bombardamento inglese, venne colpito da varie bombe incendiarie, diventando subito preda di incendi a bordo e nelle acque circostanti a causa della fuoriuscita della nafta; colpito poi nel deposito munizioni da una bomba dirompente, saltò in aria, perdendo la poppa ed affondò, con la morte di gran parte dell'equipaggio.Marco Gioannini e Giulio Massobrio, Bombardate l'Italia. Storia della guerra di distruzione aerea 1940-1945, p. 296.

Artigliere

Costruito dai Cantieri OTO di Livorno, dove il suo scafo venne impostato sugli scali il 15 febbraio 1937 e varato il 12 dicembre successivo.

Entrato in servizio il 14 novembre 1938, con la sigla identificativa AR, all'inizio del secondo conflitto mondiale era inquadrato nella XI Squadriglia Cacciatorpediniere della III Divisione Incrociatori della II Squadra ricoprendo il ruolo di caposquadriglia

LArtigliere venne affondato la mattina seguente lo scontro notturno presso Capo Passero avvenuto nella notte dell'11-12 ottobre 1940. Attirato sul posto da uno scontro fra l'incrociatore leggero inglese HMS Ajax e tre torpediniere italiane, alle 2:29 attaccò lAjax colpendolo con quattro proiettili e lanciando un siluro, che andò a vuoto; a sua volta centrato dal tiro dell'incrociatore, in tre minuti fu messo fuori combattimento. La nave fu incendiata ed immobilizzata con molti morti, fra cui il comandante Carlo Margottini e l'aiutante di squadriglia Corrado Del Greco, decorati entrambi di medaglia d'oro al valor militare alla memoria.

Con l'arrivo di altre unità inglesi si rese necessario l'abbandono della nave, che fu finita a cannonate dall'incrociatore pesante HMS York alle 09:15.

Ascari

Costruito dai Cantieri OTO di Livorno, entrato in servizio il 6 maggio 1939, contraddistinto dal distintivo ottico AI nel 1941 venne sostituito l'obice illuminante con il 5° pezzo da 120/50 Mod. 40 singolo, mentre nel 1942 furono installate altre due mitragliere da 20/65 in impianti singoli a poppa e successivamente venne installato l'ecogoniometro. Il 24 marzo 1943, mentre assieme ad altri tre cacciatorpediniere (Camicia Nera, Leone Pancaldo e Lanzerotto Malocello) trasportava truppe in Tunisia, soccorse il Malocello che aveva urtato una mina, ma ne urtò una a sua volta, con la distruzione della prua. Continuò nell'opera di soccorso sino a quando, dopo l'urto di una seconda mina a poppa, iniziò ad andare alla deriva; affondò nel pomeriggio, spezzandosi in due, dopo aver urtato una terza mina. I morti furono 194, più centinaia di soldati tedeschi che l'unità aveva a bordo.

Aviere

Costruito dai Cantieri OTO di Livorno, varato il 19 settembre 1937 ed entrato in servizio il 31 agosto 1938, contraddistinto dal distintivo ottico AV, nel 1942 ebbe un potenziamento dell'armamento antiaereo con altre 4 mitragliere da 20/65, di cui un impianto binato al posto dell'obice illuminante sulla tuga centrale e due impianti singoli a poppa.

Durante la seconda guerra mondiale dopo avere effettuato 41 missioni di scorta e 16 di ricerca del nemico affondò il 17 dicembre 1942 silurato dal sommergibile inglese , mentre insieme al gemello Camicia Nera scortava la motonave tedesca Ankara sulla tratta Napoli - Biserta. L'Aviere fece da scudo alla motonave tedesca e, centrato da un siluro, esplose e affondò in breve tempo sbandato sulla dritta, una quarantina di miglia a nord di Biserta; erano le 11:15. Solo trenta uomini dell'equipaggio riuscirono a salvarsiGianni Rocca, Fucilate gli ammiragli. La tragedia della Marina italiana nella seconda guerra mondiale, p. 272.. Il comandante, il Capitano di Vascello Ignazio Castrogiovanni, che durante l'affondamento cedette il suo posto sulla zattera di salvataggio ad un marinaio inabissandosi con l'unità venne decorato di medaglia d'oro al malor militare alla memoria.

Il nome Aviere attualmente è stato assegnato ad un pattugliatore di squadra della classe Artigliere.

Bersagliere

Costruito a Palermo, in servizio dal 1º aprile 1939, contraddistinto dal distintivo ottico BG, nel 1942 ebbe un potenziamento dell'armamento antiaereo con altre 4 mitragliere da 20/65, di cui un impianto binato al posto dell'obice illuminante sulla tuga centrale e due impianti singoli a poppa.

Durante il secondo conflitto mondiale prese parte alla battaglia di Punta Stilo, alla battaglia di Capo Matapan alla prima e alla seconda battaglia della Sirte operando anche due volte in assistenza di motonavi danneggiate da attacchi nemici.

Dopo 146 missioni e 53700 miglia percorse, l'unità venne affondata il 7 gennaio 1943 durante un bombardamento aereo nel porto di Palermo, mentre era ormeggiata. A ricordo delle decine di giovani marinai ed ufficiali periti, sul molo dove era ormeggiata che oggi porta il suo nome, nel punto esatto in cui era attraccata, una lapide con i nomi dei caduti ed una grande ancora ricordano l'affondamento.

Il nome Bersagliere è stato ereditato ad un pattugliatore della classe Soldati.

Camicia Nera

Rinominato Artigliere dopo la caduta del fascismo, in onore all'unità gemella omonima affondata nel 1940, venne costruito dai Cantieri OTO di Livorno, entrando in servizio, contraddistinto dal distintivo ottico CN, il 30 giugno 1938. Nel 1941 venne sostituito l'obice illuminante con il 5° pezzo da 120/50, mentre nel 1942 furono installate altre due mitragliere da 20/65 in impianti singoli a poppa e successivamente venne installato l'ecogoniometro.Dopo la guerra, in base alle clausole del trattato di pace venne ceduto in conto riparazione danni di guerra all'Unione Sovietica (rinominato Lovkii — Ловкий), prestando servizio nella flotta del Mar Nero fino al disarmo, avvenuto nel 1960.

Carabiniere

Costruito a Riva Trigoso, in servizio dal 20 dicembre 1938, contraddistinto dal distintivo ottico CB, sin dalla sua costruzione ebbe installato, al posto dell'obice illuminante, il 5° pezzo da 120/50 sulla tuga centrale. Durante la seconda guerra mondiale prese parte a 159 missioni di scorta percorrendo 53.700 miglia, prendendo parte alla battaglia di Punta Stilo alla battaglia di Capo Matapan e alla prima battaglia della Sirte. Il 16 febbraio 1942 venne colpito da un siluro che gli asportò la prora, e rientrato a rimorchio a Messina venne successivamente trasferito a Napoli e Livorno dove rimase ai lavori sino al 6 gennaio 1943. Nel corso di questi lavori ebbe anche potenziato l'armamento antiaereo con altre due mitragliere da 20/65 in impianti singoli a poppa e sostituiti i lanciasiluri poppieri con 2 mitragliere Breda 37/54 e venne dotato di un radar italiano tipo EC3/ter «Gufo» che successivamente sarebbe stato sostituito da un modello inglese. Fu tra le navi che soccorsero i naufraghi della trasportandone i feriti alle isole Baleari, dove venne internato insieme al suo equipaggio. Dopo la guerra prestò servizio nella Marina Militare, fino al disarmo, avvenuto il 18 gennaio 1965.

Corazziere

Costruito dai Cantieri OTO di Livorno, entrato in servizio il 4 marzo 1939, contraddistinto dal distintivo ottico CR, poi, nella primavera 1943, CZ, nel 1941 sostituì l'obice illuminante con il 5° pezzo da 120/50, mentre nel 1942 furono installate altre due mitragliere da 20/65 in impianti singoli laterali a ridosso della torretta telemetrica e successivamente venne installato l'ecogoniometro.

Nel 1941 subì gravi danni, con asportazione della prora, per una collisione con il Granatiere. La prora venne nuovamente distrutta nel 1943 durante un bombardamento nel porto di Napoli.

All'armistizio, impossibilitato a muoversi, per non cadere in mano ai tedeschi, venne autoaffondato il 9 settembre 1943 dal suo equipaggio.