Resiutta () è un comune italiano di abitanti del Friuli-Venezia Giulia.
Geografia fisica Il comune sorge a 316 nel punto d'incontro tra la Val Resia (dove scorre l'omonimo torrente Resia) ed il Canal del Ferro, valle montana formata dal fiume Fella.
Origini del nome In epoca romana, vi era a Resiutta una dogana, denominata statio Plorucensis. Tale toponimo, come quasi tutti i toponimi di origine latina del Canal del Ferro, non ha lasciato tracce a seguito dell'insediamento slavo nella regione, avvenuto tra VII e IX secolo d.C. In slavo comune la località dovette avere un toponimo indistinto da quello dato all'intera Val Resia (che probabilmente venne progressivamente popolata da pastori slavi provenienti proprio da Resiutta). Le ricostruzioni degli etimologi propongono *Běljah. Esso deriverebbe a sua volta da un demonimo, *Běljane, il cui significato sarebbe stato "gente che vive presso il Běla". L'idronimo sarebbe il torrente Resia (ma potrebbe anche essere il Fella, poiché entrambi erano chiamati così), con un nome derivato dalla radice slava *bělъ, "bianco". Da *Běljah, per tramite di una forma intermedia medio alto tedesca *Vellach (anch'essa ricostruita), sarebbe derivata la forma tedesca Uelach, che è il toponimo che si ritrova nel 1136 in riferimento sia alla Val Resia (denominata Uelach superius) e a Resiutta (Uelach inferius), nella prima attestazione scritta successiva all'antichità. La forma è attestata, sempre in tedesco, ancora nel XIII secolo (nella variante Velach) e nel XVI (nella variante Fellach). L'attuale esonimo resiano per Resiutta, ta-na Bili, deriva sempre dall'idronimo Běla, e indica che il paese si trova sulle sue sponde. Forse nacque sul modello di tu-w Bili, San Giorgio. In sloveno standard viene usata la variante Na Bili. Deriva invece direttamente da *Běljane l'odierno demonimo in dialetto resiano usato per gli abitanti di Resiutta, bijän.
Al 1240, grosso modo l'epoca in cui inizia il processo di assimilazione della popolazione locale all'elemento romanzo, risale invece la prima attestazione di una forma protofriulana, Risciutta. Essa deriverebbe da Rescia, che era il toponimo con cui veniva identificata la Val Resia. La sua origine è incerta e sono state avanzate diverse ipotesi: alcuni studi moderni propendono per una derivazione da *rexia o *resium, "secondo fieno", derivati dal verbo latino resecare, "falciare". In età moderna si sarebbe poi evoluta nelle odierne forme friulana (Resiute) e italiana (Resiutta).
Storia Fin dall'antichità il centro ha svolto un ruolo importante nei traffici e nell'assistenza ai viaggiatori lungo l'arteria commerciale del Canal del Ferro, come dimostrano i ritrovamenti di oggetti di bronzo, di monete e di iscrizioni che ne evidenziano l'origine romana. Primo segno vitale è tuttavia l'istituzione della Parrocchia di San Martino nel 1199, retta dapprima dai benedettini e poi, dal XIV secolo, dai sacerdoti nominati dall'abate di Moggio da cui dipese. Nel 1822 vi sostò Silvio Pellico mentre veniva condotto al carcere dello Spielberg. Fra il 26 e il 30 ottobre 1917, durante lo sfondamento di Caporetto, ci fu sia in paese che sul Monte Calvario un'aspra battaglia fra le truppe austro-tedesche e le truppe italiane in ritirata che avevano organizzato un'ultima difesa per cercare di arginare l'avanzata nemica.
I reparti dei bersaglieri insieme ad altre truppe sbandate in ritirata tentarono una strenua difesa nel paese ma furono sopraffatte dalle truppe nemiche che avevano aggirato il blocco difensivo italiano salendo sul Monte Calvario e prendendo il fianco italiano. Sulla postazione del Monte Stivane, subito a destra di Resiutta, persisteva un'opera non ultimata di trinceramento e batterie fisse ancora oggi visibili. La Brigata Pistoia, che presidiava la zona, fu anch'essa sopraffatta prima dal tiro di mortai e poi da un attacco frontale lasciando sul campo circa ventidue morti.
Altro capitolo non conosciuto della storia locale fu, poco prima della fine della prima guerra mondiale, l'eccidio, riportato in alcuni diari e testimonianze, attuato dalle truppe austriache presumibilmente in zona Povici, di alcuni soldati e civili di cittadinanza austriaca ma di etnia ceca e/o slovacca accusati di tradimento dopo che la Legione Cecoslovacca, facente parte dell'esercito austriaco, era passata in blocco con gli italiani. Tali eccidi ad opera sempre delle truppe austriache in ritirata risultano essere stati perpetrati anche a Plezzo e a Predil (Raibl).
Nel 1976 il comune fu devastato dal terremoto del Friuli, che provocò enormi crolli e danni.
Simboli Lo stemma, riconosciuto con DCG del 10 dicembre 1935, è uno scudo troncato: nel primo di rosso, alla corona all'antica d'oro, di sette punte visibili; nel secondo d'oro, al ramo di rose rosse, fogliato di verde. Il gonfalone, concesso con DPR del 26 marzo 1953, è un drappo troncato di giallo e di rosso.
Onorificenze
Monumenti e luoghi d'interesse Chiesa di San Martino Vescovo Chiesa di Santa Croce
Società Evoluzione demografica
Lingue e dialetti A Resiutta, accanto alla lingua italiana, la popolazione utilizza la lingua friulana. Ai sensi della Deliberazione n. 2680 del 3 agosto 2001 della Giunta della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, il Comune è inserito nell'ambito territoriale di tutela della lingua friulana ai fini della applicazione della legge 482/99, della legge regionale 15/96 e della legge regionale 29/2007.La lingua friulana che si parla a Resiutta rientra fra le varianti appartenenti al friulano centro-orientale.
Cultura Proverbi Ogni dì e nas la lune, ogni dì si impare une
A San Martin il most al devente vin
A Sant Andree il purcit su pa bree
Infrastrutture e trasporti Ferrovie Dal 1877 al 1995 Resiutta era attraversata dalla ferrovia Udine-Tarvisio dove era presente la stazione ferroviaria. Fu dismessa nel 1995 a seguito del raddoppio della linea, il tracciato è convertito a pista ciclabile mentre il fabbricato viaggiatori è adibito ad altri usi.
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Note
Bibliografia
Voci correlate Comunità Montana del Gemonese, Canal del Ferro e Val Canale
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Comuni della provincia di Udine Categoria:Comuni italiani di lingua friulana