Biografia Nato a Padova, vive a Bolzano sin dall'infanzia. Inizia la sua carriera televisiva a TV Bolzano, per cui conduce trasmissioni come Hockey Stars. Prosegue dal 1986, come giornalista praticante e poi professionista, nella Televisione delle Alpi, emittente privata trentina.
Lavora da collaboratore per Telemontecarlo, dove per sei anni segue da inviato l'hockey su ghiaccio e altre discipline invernali. Commentò in telecronaca, per l'emittente monegasca (in lingua italiana), l'hockey su ghiaccio ai Giochi invernali di Calgary 1988, affiancato dall'allora azzurro (italo-americano) David Tomassoni che poi diverrà senatore per lo Stato del Minnesota, negli Stati Uniti, dal 2000 al 2016.
Da giovanissimo, per Radio Quarta Dimensione, fu per anni uno dei radiocronisti del gruppo di emittenti locali che trasmettevano il campionato italiano, le partite e i tornei internazionali di hockey su ghiaccio. Nel 1990 approda alla Rai, dove diventa telecronista di sport invernali e dell'atletica. Debutta ai Giochi olimpici del 1992, seguendo come inviato e telecronista prima quelli invernali di Albertville (televisione) e poi quelli estivi di Barcellona (radio), dove si occupò di radiocronache di tiro a segno, tiro a volo e poi atletica.
Ha seguito sul posto, soprattutto per l’emittente di Stato per radio e televisione, diciotto edizioni dei Giochi olimpici (nove estive ed altrettante invernali), altre tre per RaiSport da studio da Roma o Milano; sempre per la Rai quindici edizioni dei campionati mondiali di atletica a partire da Stoccarda 1993 (radio, poi tv) a Budapest 2023 (ad esclusione di Daegu 2011).
Ha commentato a partire da Nagano 1998 a PyeongChang 2018 e da Sydney 2000 a Parigi 2024 (ad eccezione di Londra 2012, quando la telecronaca delle cerimonie fu affidata al giornalista Antonio Caprarica) le cerimonie di apertura e chiusura delle edizioni estive e invernali dei Giochi Olimpici, affiancato nella telecronaca di quelle estive di Sydney 2000, Atene 2004 e Pechino 2008 (e di quelle invernali di Torino 2006) da Claudio Icardi.
Nelle telecronache delle cerimonie olimpiche è stato affiancato anche da Vittorio Zucconi (Sydney 2000, apertura e chiusura), Stefano Bizzotto e Gerardo Greco (Salt Lake City 2002, apertura e chiusura), Beppe Severgnini (Atene 2004, apertura e chiusura), Paolo Garimberti (Torino 2006 e Soči 2014, solo apertura), Paolo Longo (Pechino 2008, apertura e chiusura), Gianni Decleva (Vancouver 2010, apertura e chiusura), Eugenio De Paoli (Rio de Janeiro 2016, apertura e chiusura), Paolo Mieli (PyeongChang 2018, solo apertura), Julio Velasco (Tokyo 2020, apertura e chiusura) e Alberto Romagnoli (Parigi 2024, apertura e chiusura).
Nelle telecronache di atletica è stato affiancato da Attilio Monetti,, ai Giochi di Londra dall'ex ostacolista Paolo Bellino. Nel 2016 è stato supportato da Giorgio Rondelli e dall'ex velocista Stefano Tilli; cinque anni dopo, per Tokyo 2020 dove ha raccontato i cinque ori azzurri dell'atletica, da Guido Alessandrini (giornalista, anche ex bobista azzurro) e ancora da Tilli. Alle Olimpiadi 2000, 2004, 2008, 2012, 2016, 2020 e 2024 ha anche commentato - nelle prime tre alternandosi con Federico Calcagno - le competizioni di canoa-slalom, tra cui la gara di K1 vinta da Daniele Molmenti a Londra 2012 e quella vinta nella stessa competizione da Giovanni De Gennaro a Parigi 2024.
Ai Giochi del 1996, 2000, 2004 e 2008 ha anche commentato baseball e softball, quest'ultimo anche nell’edizione 2020. Nel 2004, 2008 e 2012 anche il badminton.
Alle Olimpiadi invernali del 1992 (col bronzo del doppio azzurro) e 1994 (coi due ori e l'argento ed il bronzo azzurri) ha seguito lo slittino.
A Lillehammer ‘94 e Albertville ‘92 anche bob, salto con gli sci e combinata nordica, short-track (nel 1994 le medaglie azzurre, l'oro della staffetta e l'argento sui cinquecento metri, primi podii di uno sport della Federghiaccio ai Giochi), pattinaggio velocità.
Dal 1998 al 2022 ha raccontato le gare olimpiche dello sci di fondo. Memorabili le telecronache degli ori olimpici azzurri di tale disciplina: Stefania Belmondo (prima gara di tale edizione) e Gabriella Paruzzi a Soldier Hollow durante Salt Lake City 2002, la staffetta italiana maschile della 4x10 km e Giorgio Di Centa nella 50 km conclusiva dei Giochi a Pragelato per Torino 2006.
Nel 1998, 2002, 2006, 2010 ha raccontato il biathlon, mentre nel 2002, 2006, 2010 il pattinaggio velocità, anche qui memorabili le trasmissioni dall'Ovale del Lingotto di Torino per le prime tre medaglie azzurre legate a Enrico Fabris, da solo l'oro sui 1.500 metri ed il bronzo sui 5.000, (prima medaglia azzurra a Torino, nella prima giornata di gare) e con la squadra per l'oro della prima volta dell’inseguimento a squadre olimpico.
Bragagna ha commentato lo short-track nel 1998, 2002, 2006, 2010. Nel 2002, a Salt Lake City, commentò, con l'azzurro Diego Cattani, la rocambolesca vittoria sui mille metri dell'australiano Steven Bradbury, che divenne "virale" sul web in Italia, anche grazie alla «diversa» cronaca della Gialappa's Band in “Mai dire Olimpiadi”, su Italia Uno.
Ancora, a Torino 2006, raccontò la 100ª medaglia invernale dell'Italia, il bronzo della staffetta femminile dello short track sui tremila metri.
Nel 1998 a Nagano commentò dalla zona-arrivo (Lorenzo Lucianer dalla postazione) e curò le interviste nelle ultime due discese del bob a due, quando l'equipaggio italiano Günther Huber - Antonio Tartaglia vinse l'oro a pari merito con Canada 1.
Bragagna ha commentato la combinata nordica ancora nel 2010 (con il bronzo di Alessandro Pittin, primo e unico alloro olimpico azzurro di questo sport). Ai Giochi del 1992 e 1994 e a quelli del 1998 e 2002, per alcune partite anche l'hockey ghiaccio.
Nel 1988, Giochi di Calgary (Canada), ha commentato anche le semifinali e le finali di hockey ghiaccio per TMC. Sempre per la versione in lingua italiana dell'emittente monegasca aveva commentato anche i mondiali gruppo B e gruppo A di hockey ghiaccio negli anni '85, '86 e '87.
Nel 1984 Bragagna fu tra i concorrenti del quiz Un milione al secondo, condotto da Pippo Baudo: vinse la sezione sport di una puntata.
Sempre nel 1984 si aggiudicò la prima puntata del secondo anno del quiz Super Record condotto da Giacomo Crosa e Rino Tommasi, con Paola Perego assistente.
È vincitore di alcuni premi giornalistici; fra questi, "Giornalista dell'anno" nel 1994 per la Federazione italiana canottaggio (Fic), consegnato all'Idroscalo di Milano al termine dei campionati italiani assoluti; l’un tempo prestigioso "Premio Paolo Rosi" nel 1998 della federatletica italiana (Fidal), consegnato a Milano dal presidente federale Gianni Gola; "Premio Beppe Viola" nel 2006, consegnato ad Arco (Trento) nel corso di una cerimonia a margine dell'omonimo torneo internazionale giovanile di calcio; "Premio Coni-Ussi" nel 2008, consegnato nel Salone d'onore del Coni a Roma dal presidente Gianni Petrucci e dal segretario generale Raffaele Pagnozzi.
Dal 2019 è cittadino onorario di Castelbuono (Palermo), cittadinanza onoraria conferita dal Comune e consegnatagli l'anno successivo dal sindaco Mario Cicero.
Dal dicembre 2025 va in pensione e lascia la Rai dopo aver commentato oltre 60 sport.
Nel 2026, approda a Sky Sport, dove commenta i XXV Giochi olimpici invernali nello spazio "Oro, Argento e Bronzo: il podio di Franco Bragagna”, un’analisi della giornata olimpica disponibile dal mattino in vodcast su skysport.it e gratuitamente sul canale YouTube di Sky Sport e in podcast su tutte le piattaforme.
Commenta sempre per Sky Sport nel mese di Agosto con Nicola Roggero e Stefano Baldini gli europei di Atletica.
Stile Bragagna è noto per la sua cultura sportiva enciclopedica, e per arricchire le sue telecronache con frequenti riferimenti culturali e geopolitici sulle nazioni per le quali gareggiano gli atleti, per aneddoti professionali che li riguardano , per il suo vezzo dell'uso, all'occasione e per inciso, anche di toponimi a volte desueti nella lingua italiana, come ad esempio "Gotemburgo" e, al contempo, per la pronuncia perfetta di questi nelle lingue originali, oltre a quelli dei nomi degli atleti, anche nelle lingue più ostiche, anche per la sua conoscenza di alcune di esse, essendo lui bolzanino bilingue (Italiano e Tedesco) pur se di famiglia di lingua italiana, ed aver successivamente studiato l'inglese, il francese, lo spagnolo, il portoghese e il russo.
Note
Voci correlate Rai Sport
Altri progetti
Collegamenti esterni Il punto di Franco Bragagna - videorubrica dal sito della RAI Intervista SportdiPiù Magazine intervista a FRANCO BRAGAGNA giornalista e telecronista RAI, la voce italiana delle Olimpiadi, 30 ottobre 2024. https://sportdipiu.net/sdpiu-channel/colazione-con-franco-bragagna-giornalista/
Categoria:Giornalisti sportivi italiani