Vicino ai romantici e rivolto al teatro, si orientò poi ai romanzi storici, come la trilogia dei moschettieri, composta da I tre moschettieri, Vent'anni dopo e Il visconte di Bragelonne, o altri celeberrimi come Il conte di Montecristo, La regina Margot, La dama di Monsoreau, Il tulipano nero.
È uno tra gli autori più tradotti al mondo e dai suoi libri sono stati tratti numerosi adattamenti cinematografici e televisivi. Fu il padre di due scrittori: il figlio omonimo, Alexandre Dumas, e Henry Bauër.
Biografia Alexandre Dumas, nato Alexandre Davy de la Pailleterie, era figlio di Marie-Louise Labouret (1769-1838) e di un generale della Rivoluzione francese, il quale in seguito combatté al fianco di Napoleone, Thomas Alexandre Davy de La Pailleterie, noto in Francia come "Generale Dumas". Il generale era di origini etniche miste, in quanto figlio di un marchese francese e una schiava nera originaria di Haiti, detta la femme du mas ('la donna della masseria'); lo scrittore Dumas era quindi per un quarto di ascendenza afro-caraibica..Il «nero» Dumas interpretato dal bianco Depardieu, polemiche in Francia - Corriere della Sera Il "Général Dumas", padre dello scrittore, era un uomo dal carattere fiero (per il suo coraggio in battaglia era soprannominato "il diavolo nero"), ed essendo in disaccordo con il proprio padre, il marchese, ne ripudiò il titolo nobiliare e il cognome e assunse il cognome, anzi il soprannome, della madre (Du-mas, appunto). Inoltre il generale Dumas, non approvando la politica imperialistica di Napoleone, glielo disse apertamente e fu di conseguenza imprigionato per insubordinazione. In seguito fu liberato, ma, catturato dal re di Napoli Ferdinando I, fu imprigionato, e scarcerato per le cattive condizioni di salute dopo ben due anni.
Il generale morì malato (soffriva di cancro) e povero, quando suo figlio, il futuro scrittore, aveva solo tre anni e mezzo: Alexandre fu quindi allevato dalla madre, Marie-Louise Elisabeth Labouret, che gestiva un piccolo spaccio di tabacchi. I suoi studi non poterono essere molto approfonditi, data la penuria di denaro, ma molto presto il futuro scrittore manifestò uno spiccato interesse per la letteratura di ogni genere. A causa delle ristrettezze economiche, si mise a lavorare nell'albergo del nonno materno, Charles Labouret, che si trovava sulla strada per Soissons: qui Alexandre fu anche iniziato alla cucina. In seguito, nel 1823, si trasferì a Parigi, dove a 21 anni entrò al servizio di Luigi Filippo, duca di Orléans (che dopo divenne Re dei Francesi) come copista.
Nel luglio del 1824, da una sua relazione con la sarta Catherine Labay (1793-1868), nacque il figlio omonimo Alexandre Dumas. Parallelamente Dumas iniziò a scrivere testi per il teatro e a proporli agli impresari e ai grandi attori dell'epoca. Il suo Henri III et sa cour (Enrico III e la sua corte), primo esempio di dramma romantico, fu rappresentato alla Comédie-Française nel 1829 e fu ampiamente acclamato dal pubblico; e lo stesso avvenne l'anno dopo con il dramma Christine. Dumas poté quindi abbandonare il suo impiego come copista e divenne uno scrittore a tempo pieno. Dumas fu un autore eccezionalmente prolifico e per tutta la sua carriera ottenne uno straordinario successo di pubblico, sia nel genere del dramma romantico sia in quello del romanzo storico, al quale si dedicò in seguito.
Le sue tre opere letterarie più note, La regina Margot, I tre moschettieri e Il conte di Montecristo (anche se non si possono non citare almeno Vent'anni dopo e Il visconte di Bragelonne, continuazioni de I tre moschettieri), furono pubblicate a puntate sui giornali a partire dal 1844: la prima sulla rivista La Presse, la seconda sulla rivista Le Siècle, la terza sul Journal des débats. L'attesa dei lettori per l'uscita del capitolo successivo era febbrile, e Dumas, sapendolo, era abilissimo nel creare colpi di scena: indubbiamente Dumas si può considerare il padre del feuilleton. Aveva anche uno stuolo di collaboratori che lo aiutavano a scrivere, tra cui anche Gérard de Nerval.È appena uscita la traduzione italiana de La Regina di Saba, a cura di Giovanni Mariotti - Piccola Biblioteca Adelphi, 2013 George Sand, sua amica, diceva di lui: Il lui a fallu des excès de vie pour renouveler cet énorme foyer de vie ('Ha avuto bisogno di eccessi di vita per rinnovare questo enorme focolaio di vita').Georges Sand: Correspondances 1812-1876 - Colmann Lévy - 1883 Nel 1843 sposa Marguerite Ferrad in arte Ida Ferrier, un'attrice (1811-1859). I due vissero come separati in casa: ognuno faceva la propria vita. Nel 1844 Dumas acquistò un terreno a Marly-le-roi e vi fece costruire il suo "Castello di Montecristo", un edificio eclettico ispirato agli stili del Rinascimento, del barocco e del gotico, con annesso un padiglione neogotico, che egli chiamava "Château d'If", che fungeva da studio per l'artista. Tra il 1846 e il 1847 fece costruire e inaugurare un proprio teatro, che chiamò Théâtre-Historique ('Teatro Storico'). Questo spazio accolse le opere teatrali dei più grandi autori del passato: Shakespeare, Goethe, Calderón de la Barca, Schiller. Sfortunatamente, però, il teatro fallì nel 1850. Rovinato dai debiti, lo scrittore fu costretto a vendere all'asta il suo castello e nel 1851, inseguito da più di centocinquanta creditori, dovette riparare in Belgio. Da lì fece anche un viaggio attraverso i Paesi Bassi e la Germania. Nel 1854, risolti i problemi finanziari, ritornò a Parigi. Visitando le Eolie, tenne un diario di viaggio, in cui raccontava di cinque giorni in barca insieme all'amico pittore Louis Godefroy Jadin e al cane Milord.Viaggio nelle Eolie - Ed. Pungitopo - 1996
Da giugno 1858 a marzo 1859 viaggiò in Russia, da San Pietroburgo sino al Caucaso. Le vicissitudini di questo viaggio vennero raccontate nel volume Le Caucase che lo scrittore pubblicò nel 1859 e nel quale dedicò molto spazio al conflitto russo-ceceno. Nel 1860 decise di realizzare Il grande viaggio di Ulisse e iniziò una crociera nel Mediterraneo; saputo però che Giuseppe Garibaldi era partito per la Spedizione dei Mille, lo raggiunse per mare, fornendogli, con i soldi messi da parte per il suo viaggio, armi, munizioni e camicie rosse. Fu testimone oculare della battaglia di Calatafimi, che descrisse ne I garibaldini, pubblicato nel 1861. Dumas, che era stato il contatto tra Garibaldi ed il ministro dell'interno del neocostituito governo liberale Liborio Romano, era al fianco di Garibaldi nel giorno del suo ingresso a Napoli: oltre che amico e ammiratore dello stesso Garibaldi, Dumas era come lui membro della massoneria, Christian Doumergue, Franc-Maçonnerie & histoire de France, Ed. de l'Opportun, Paris, 2016, p. 213. essendo stato iniziato nel 1862 nella Loggia napoletana "Fede italica"Loggia fondata il 18 agosto 1861 e demolita il 23 luglio 1877 dal Grande Oriente d'Italia (cf. Clara Miccinelli e Carlo Animato, Il conte di Montecristo, favola alchemica e massonica vendetta, ediz. Mediterranee, Roma, 1991, p.40) con Luigi Zuppetta.G. Leti, Carboneria e massoneria nel Risorgimento italiano : saggio di critica storica, 1925, ried. A. Forni, 1966, p. 249.
Dumas fu nominato da Garibaldi "Direttore degli scavi e dei musei", carica che mantenne per tre anni (1861-1864), sino a quando, a causa dei malumori dei napoletani, che mal digerivano che uno straniero occupasse un tale incarico, preferì dimettersi e rientrare a Parigi. Nello stesso periodo Garibaldi lo incaricò di fondare il giornale garibaldino L'Indipendente, che anche diresse; il giornale continuò a essere stampato fino al 1876, e curatore della redazione italiana fu Eugenio Torelli Viollier, futuro fondatore del Corriere della Sera. Dumas scrisse anche una monumentale storia de I Borboni di Napoli. Nel corso del suo soggiorno a Napoli, ebbe modo di conoscere bene la città e i suoi abitanti, che descrisse in modo mirabile in alcuni suoi libri quali Il Corricolo e La San-Felice, biografia romanzata di Luisa Sanfelice. Dal 1865 al 1867 lo scrittore viaggiò attraverso l'Austria, il Regno d'Ungheria, l'Italia e la Germania.
Nel settembre del 1870, dopo una malattia vascolare che lo lasciò semiparalizzato, si trasferì nella villa di suo figlio Alexandre (l'autore de La signora delle camelie) a Puys, frazione di Neuville-lès-Dieppe (dal 1980 quartiere del comune di Dieppe), dove morì il 5 dicembre. Prima di morire nel 1870 iniziò a scrivere un ultimo grande romanzo, che, ambientato in età napoleonica, doveva chiudere il ciclo dei romanzi storici iniziato con La regina Margot e I tre moschettieri: Il cavaliere di Sainte-Hermine.
I suoi resti sono stati trasferiti al Panthéon di Parigi nel 2002, senza rispettare le sue ultime volontà di "rientrare nella notte dell'avvenire nello stesso luogo dal quale sono uscito dalla vita del passato, in quell'affascinante cimitero (di Villers-Cotterêts) che ha più l'aria di un'aiuola fiorita dove fare giocare i bambini che di un posto per far dormire i cadaveri".
Opere
Gli scritti di Alexandre Dumas padre occupano 257 volumi, cui vanno aggiunti i venti volumi delle sue memorie.
Grandi romanzi e cicli romanzeschi Romanzi della Régence Il cavaliere d'Harmental (1842) Une fille du Régent (1845)
Trilogia dei Moschettieri I tre moschettieri (1844) Vent'anni dopo (1845) Il visconte di Bragelonne (1848)
Il Conte di Montecristo
Il conte di Montecristo (1844-1846)
Ciclo degli ultimi Valois (o delle guerre di religione) La regina Margot (1845) La dama di Monsoreau (1846) I Quarantacinque (1847-1848)
Ciclo di Maria Antonietta e della Rivoluzione (o Memorie di un medico) Giuseppe Balsamo, 1846 La collana della regina, 1849-1850 Angelo Pitou, 1851 La contessa di Charny, 1852-1855 Il cavaliere di Maison-Rouge (1845-1846) [formalmente non ne fa parte, ma segue gli eventi]
La Casa di Savoia Casa di Savoia, dal 1555 al 1850. Romanzo storico, 4 tomi, Torino, Claudio Perrin, 1852-1856 e 1863-1864 Emmanuel Philibert, ou la France et l'Italie au XVIe siècle, 1852 Emmanuel Philibert - Léone-Léona, 1853 Terzo tomo pubblicato nel 1855, composto da due parti: Mémoires de Jeanne d'Albert de Luynes, comtesse de Verrue, surnommée la Dame de Volupté Charles Emmanuel III (dal 1730 al 1773) De Victor Amédée III à Charles Albert (dal 1773 fino al 1849) [quarto volume pubblicato nel 1856; l'autore di questo volume non è Dumas e non è mai stato successivamente riprodotto nelle sue opere]
Les Mohicans de Paris Les Mohicans de Paris, 1854-1855 Salvator, 1855-1859
Ciclo della Repubblica Partenopea La Sanfelice (1864-65) (romanzo) Le confessioni di una favorita (1865) (romanzo)
Trilogia di Sainte-Hermine I Compagni di Jehu (1857) I Bianchi e i Blu (1867) Il cavaliere di Sainte-Hermine (1869, incompiuto)
Altri romanzi Chroniques de France: Isabel de Bavière, 1835 La Comtesse de Salisbury, 1836 in feuilleton, poi in volume nei 1839 e 1848. Pascal Bruno. Histoire d'un brigand sicilien, 1838 - storia romanzata del bandito Pasquale Bruno Pauline, 1838 La Salle d'armes, 1838 [raccolta, contiene Pauline, Pascal Bruno, e Murat] Le Capitaine Paul, 1838 Il capitano Pamphile, 1839 Acté, 1838 Aventures de John Davys, 1840 Othon l'archer, 1840 Le Maître d'armes, 1840 in feuilleton Georges, 1843 Ascanio ou l'Orfèvre du roi, 1843con Paul Meurice Amauri, 1843 Albine, a Bruxelles, 1843; col titolo Le Château d'Eppstein in Francia, 1844 I fratelli corsi, 1844 Sylvandire, 1844con Auguste Maquet Fernande, 1844con Hippolyte Auger Cécile ou la Robe de noces, 1844 Gabriel Lambert, 1844 La guerra delle donne (La Guerre des femmes), 1845Romanzo in 4 parti: Nanon de Lartigues, Madame de Condé, La Vicomtesse de Cambes, L'Abbaye de Peyssac Il bastardo di Mauleon (Le Bâtard de Mauléon), 1846 Il tulipano nero, 1850 La Colombe, 1850romanzo epistolare N 41 Le Trou de l'enfer, 1850 Dieu dispose, 1851 Olympe de Clèves, 1851 Conscience l'innocent, 1852 Le Pasteur d'Ashbourne, 1853