Con l'espressione Screwjob di Montréal, si indica quanto accaduto il 9 novembre 1997 al Molson Centre di Montréal (Canada), durante un importante evento organizzato dalla World Wrestling Federation; l'episodio, considerato tra i più controversi nella storia del wrestling professionistico, fu il culmine di un lungo intrigo di potere, ordito da alcuni membri della WWF, al fine di far vincere il titolo mondiale a Shawn Michaels contro Bret Hart, senza che quest'ultimo sapesse alcunché (legit).

Nell'autunno del 1997, Bret Hart avrebbe dovuto lasciare la World Wrestling Federation per approdare nella World Championship Wrestling, seguendo il percorso che, negli anni precedenti, avevano già intrapreso altri importanti lottatori nordamericani, come Hulk Hogan e Randy Savage; tuttavia, il proprietario della World Wrestling Federation, non voleva che il canadese riuscisse a passare alla concorrenza in qualità di campione mondiale, quindi ordinò di cambiare il finale del suo match contro Shawn Michaels.

Dopo un decennio di tensioni, il rapporto tra Bret Hart e la World Wrestling Federation si ricucì durante la seconda metà degli anni duemila: il canadese, infatti, fu introdotto nella Hall of Fame del 2006; inoltre, nel 2010, tornò a partecipare ad uno spettacolo televisivo della WWF, dopo tredici anni dalla sua ultima apparizione a Monday Night Raw.

Le premesse

All'epoca dello Screwjob di Montréal, Bret Hart era un veterano della World Wrestling Federation, essendo al suo tredicesimo anno di attività nella federazione di Stamford: il canadese aveva cominciato la propria carriera a fine anni settanta, come parte della Hart Foundation nella Stampede Wrestling di Stu Hart, ma ottenne i suoi più grandi successi da singolo una volta arrivato in WWF a metà degli anni ottanta. Nell'autunno del 1996 rifiutò un contratto triennale da otto milioni di dollari propostogli dalla rivale World Championship Wrestling, preferendo l'accordo ventennale offertogli da Vince McMahon, il quale gli promise di renderlo il lottatore più pagato della compagnia e gli assicurò un posto importante nella dirigenza in seguito ad un eventuale ritiro; sia Hart che McMahon videro questa trattativa come una dimostrazione di reciproca lealtà.

A partire dalla metà del 1997, tuttavia, la WWF si trovò in serie difficoltà finanziarie a causa dell'agguerrita competizione con la WCW; i piani di McMahon di trasformare la federazione in una public company rendevano inoltre necessario ridurre i contratti a lunga scadenza dei lottatori più anziani. Il proprietario incominciò quindi a rinviare i pagamenti di Hart, portandolo a conoscenza dei problemi economici della compagnia e rivelandogli di voler puntare su nuove stelle emergenti tra cui Steve Austin, The Rock e Triple H. Nell'ottobre del 1997 la WCW propose al canadese un contratto triennale da quattro milioni di dollari più il "controllo creativo" sul suo personaggio (aveva quindi garantita l'ultima parola sulle decisioni di booking riguardanti se stesso); McMahon comprese che probabilmente la WWF non avrebbe potuto pagare tali somme e quindi comunicò il proprio pensiero ad Hart, cercando di convincerlo ad accettare l'offerta della concorrenza. Nonostante qualche tentennamento iniziale, Hart e la WCW raggiunsero un accordo definitivo ad inizio novembre, senza però comunicare la notizia per evitare di intaccare l'effetto sorpresa.

La cronaca Il problema del titolo Con Bret Hart virtualmente passato alla World Championship Wrestling, la preoccupazione più grande di Vince McMahon era quella di trovare un modo per farlo uscire dalla World Wrestling Federation senza possedere il titolo mondiale; in passato, infatti, si era verificato il caso scottante di Alundra Blayze che, una volta trasferitasi alla WCW in qualità di campionessa femminile, aveva buttato la cintura della WWF in un secchio della spazzatura durante una puntata di Monday Nitro, attirando pubblicità negativa nei confronti della federazione di Stamford. Hart garantì a McMahon che nulla del genere sarebbe mai accaduto e si accordò con i dirigenti della WWF affinché l'annuncio della sua partenza non venisse dato fino a quando non si fosse verificato il passaggio del titolo ad un altro lottatore.

Quando ad Hart venne comunicato che la perdita del titolo mondiale sarebbe avvenuta al pay-per-view Survivor Series, nella città di Montréal (Canada), il canadese fece ricorso alla clausola sul "controllo creativo" del personaggio, sostenendo che avrebbe sì lasciato la cintura prima di andarsene, ma non nel suo paese d'origine: ci si trovò quindi di fronte ad una situazione decisamente spinosa in quanto il lottatore di punta della WWF aveva già firmato un contratto con la concorrenza e aveva accettato di perdere il titolo mondiale, ma il luogo e le modalità della sconfitta erano ancora oggetto di discussione; inoltre gli screzi personali tra Hart e Shawn Michaels, l'uomo designato per conquistare la cintura, impedivano alla federazione di arrivare ad una decisione che accontentasse tutti i coinvolti.

A detta di Bret Hart, l’acredine con Shawn Michaels nasceva da un battibecco tra i due avuto mesi prima, quando il canadese venne a sapere dell’intenzione della Compagnia di fargli cedere il titolo in favore del ragazzo “spezzacuori”. L’Hitman ha più volte dichiarato che nello spogliatoio ebbe a dire a Michaels di non avere alcun problema nel “farsi battere” da lui. Quest’ultimo, per tutta risposta, affermò di apprezzare Bret per questo, ma che, a parti inverse, non avrebbe fatto la stessa cosa per lui. Ciò indispettì Hart, il quale chiese a MacMahon di avere un confronto a tre per questa dichiarazione di Michaels. Settimane dopo il colloquio a tre ebbe luogo, ma Vince non chiese spiegazioni di quanto accaduto a Michaels, dichiarandogli piuttosto il suo interesse affinché HBK vincesse il titolo da Bret. Ciò lasciò un profondo dispiacere nel cuore del canadese che, in quell’istante, si decise a non voler concedere la vittoria a Michaels. A questo triste episodio si aggiunse il famoso promo di Shawn Michaels in una puntata di Raw, passato alla storia come “Sunny days”. In questo discorso, Shawn accusò Bret di aver vissuto una relazione extraconiugale con la diva Sunny, allora presenza femminile di punta degli spettacoli WWF per la sua avvenenza. L’allusione fatta compromise il matrimonio di Bret, soprattutto perché fu del tutto inaspettata. Infatti Bret dichiarò di non aver mai voluto applicare “limiti” ai promo degli avversari, purché ciò che avrebbero detto sul ring venisse opportunamente concordato tra gli atleti anticipatamente. Tuttavia, i diverbi on screen tra i due avversari divennero sempre più infuocati, non risparmiandosi alle volte dei veri e propri “colpi bassi”. Qualche tempo prima Bret aveva dato a Shawn del sex symbol per omosessuali, dopo che questi aveva posato per la nota rivista playboy con solo la cintura di campione WWF a coprire le pudenda. Questo clima teso impedì alla federazione, nella persona di Vince MacMahon, di attuare i piani che aveva in programma, creando le condizioni perché lo “Screwjob” avesse luogo.

La presunta soluzione

Dopo settimane di studio, la dirigenza della WWF trovò finalmente una soluzione: un match controverso, avente come preludio una rissa nel backstage tra i due contendenti, l'arbitro al tappeto nel momento clou dell'incontro e l'interferenza della Hart Foundation (British Bulldog, Jim Neidhart e Owen Hart) che avrebbe portato un nuovo direttore di gara a decretare la squalifica; Hart non avrebbe quindi perso il titolo mondiale (la vittoria dello sfidante per squalifica permette al campione di mantenere la cintura), ma lo avrebbe reso vacante nella puntata di Monday Night Raw che si sarebbe svolta la sera dopo al Corel Centre di Ottawa (Canada).

Secondo quanto concordato con Hart nel programma suggerito da Pat Patterson, Michaels avrebbe dovuto bloccare il suo avversario con la Sharpshooter in un momento in cui l'arbitro Earl Hebner era svenuto a terra, ma successivamente il canadese avrebbe invertito la mossa a suo vantaggio grazie ad una sottomissione al piede; Michaels avrebbe ceduto alla stretta di Hart mentre l'arbitro era ancora incosciente, per cui egli avrebbe mollato la presa per risvegliare il direttore di gara, facendosi però sorprendere dalla Sweet Chin Music del rivale. A quel punto, dal backstage, sarebbe dovuto arrivare un secondo arbitro, Mike Chioda, per contare lo schienamento di Michaels su Hart, ma sarebbe stato buttato fuori dal ring dalla Hart Foundation ed il match si sarebbe quindi concluso con la squalifica.

Lo svolgimento del match Bret ha più volte dichiarato in seguito di aver percepito che qualcosa sarebbe andato storto sul ring, e che si stesse ordendo un complotto contro di lui. Qualche giorno prima, parlando con alcuni suoi colleghi, disse che sarebbe stato più tranquillo se, come arbitro della contessa, avessero designato l’amico Earl Hebner. Appena seppe che fu lui l’arbitro indicato per il match, il canadese gli si avvicinò confidandogli il suo timore di poter essere raggirato. Earl gli rispose, a detta di Bret, giurando sui suoi figli che non avrebbe mai permesso una cosa simile. Il match iniziò con una rissa nel backstage, come previsto dal copione, e procedette sul ring nel modo in cui avrebbe dovuto secondo il piano concordato; ciònonostante vi erano molti uomini della sicurezza ai lati del quadrato, il che faceva supporre che qualcosa di strano sarebbe potuto accadere.

Hart e Michaels seguirono alla lettera il piano preparato dalla dirigenza finché si arrivò al momento topico del match: con l'arbitro Earl Hebner a terra, dopo aver subìto il suo ref-bump, Michaels colpì Hart e lo chiuse nella Sharpshooter; il copione avrebbe dovuto prevedere ancora un po' di sofferenza del canadese fino all'arrivo di Chioda. Tuttavia Hebner passò improvvisamente dall'essere sdraiato a terra allo stare in piedi in perfetta forma e, mentre Michaels non mollava la gamba di Hart, urlò al timekeeper Mark Yeaton di suonare la campanella, decretando così la fine dell'incontro per sottomissione nonostante Hart non avesse ceduto alla Sharpshooter; Michaels vinse il match e divenne il nuovo campione mondiale della WWF.

Il pubblico, impietrito, non capì cosa stesse accadendo, così come la maggior parte di coloro i quali si trovavano a bordo ring. Michaels fuggì via, sebbene al momento sembrasse anche lui in confusione, mentre Hebner si allontanò di corsa verso una macchina che lo aspettava nel backstage e che lo avrebbe riportato immediatamente in albergo. Hart rimase sul ring tra l'incredulo e l'infuriato, poi andò da McMahon e gli sputò in faccia; nel frattempo la trasmissione era finita con una brusca interruzione da parte dei commentatori Jerry Lawler e Jim Ross. A telecamere spente, Hart sfasciò tutto quello che trovò a portata di mano, finché dal backstage arrivò la Hart Foundation per calmarlo. A quel punto, il canadese prese in mano un microfono e, dopo aver ringraziato i fan per il loro sostegno, tracciò con le dita le iniziali della WCW. Bret fu poi scortato da un abbondante numero di uomini della security nello spogliatoio.

I postumi del match