Paralepista flaccida (Sowerby) Vizzini, 2012 è un fungo commestibile abbastanza apprezzato, conosciuto ai più con il binomio obsoleto di Clitocybe inversa.
Etimologia Dal latino inversus = "invertito", perché il cappello possiede margine involuto.
Descrizione
Cappello A forma di imbuto, con il margine spesso involuto, depresso al centro. Superficie liscia, color rosso-mattone che schiarisce in età avanzata divenendo aranciata e talvolta giallo-sporco. Di consistenza elastica.
Lamelle Decorrenti, fitte, biancastre, giallo-sporco per via della sporata.
Gambo Corto, di forma più o meno irregolare, concolore al cappello.
Carne
Bianco-sporca tendente al nocciola; consistente, poi elastica, infine molle.
Odore: fruttato ed acidulo, particolare, piuttosto complesso; a volte ricorda un po' il formaggio. Sapore: acidulo.
Spore Bianco-crema in massa, ellissoidali, rugose; 4-5 x 3 µm.
Distribuzione e habitat Gregario, molto comune, autunno, nei boschi di latifoglie ma anche di conifere, su terreni umidi e ricchi di humus. Forma sul terreno i cosiddetti "cerchi delle streghe" oppure lunghe linee simili a quelle della Lepista nebularis.
Commestibilità
Commestibile dopo completa cottura.
Tassonomia Specie simili Altre specie congeneri, in particolare: Lepista flaccida Clitocybe gibba alcune forme decolorate di Pseudoclitocybe cyathiformis. Dai più inesperti viene a volte confuso con alcune forme giganti di Cantharellus cibarius, che però possiede carne di colore giallo chiaro e "pseudo-lamelle".
Sinonimi e binomi obsoleti Clitocybe inversa
Nomi comuni Imbutino Trombetta
Note
Collegamenti esterni
Categoria:Funghi commestibili Categoria:Taxa descritti nel 2012 Categoria:Tricholomataceae Categoria:Taxa classificati da Elias Magnus Fries Categoria:Taxa classificati da James Sowerby