L'antefatto Quella mattina a Milano si svolgeva uno sciopero generale contro il caro-affitti, indetto dalle confederazioni sindacali CGIL-CISL-UIL con una grande assemblea di lavoratori al Teatro Lirico di via Larga. Da piazza Santo Stefano era partito anche un corteo del Movimento Studentesco con migliaia di partecipanti, con in coda vari gruppi fra cui anarchici e marxisti leninisti. Dopo essere sfilato pacificamente il corteo rientrò a fine mattinata in piazza Santo Stefano e all'Università Statale. Uno spezzone formato da qualche centinaio di persone dell'Unione dei Comunisti Italiani (marxisti-leninisti), il cui organo di stampa era Servire il Popolo, deviò per passare davanti al Teatro Lirico dove era appena terminato il comizio sindacale unitario e dove aveva parlato il segretario della Cisl Bruno Storti.

Gli agenti, a bordo di automezzi, lanciarono candelotti lacrimogeni verso l'ingresso e il mezzanino del teatro, dirigendosi anche contro gli studenti presenti. I lavoratori, visibilmente scossi, furono costretti a uscire dalle uscite di sicurezza. Durante quelle concitate fasi, due persone che stavano lasciando il teatro furono investite dai mezzi della polizia.

Dopo essersi ritirati di circa 200 metri, gli agenti tornarono improvvisamente all'attacco proprio mentre si prestavano i primi soccorsi ai feriti: partirono una nuova carica, il lancio di lacrimogeni e l'impiego degli automezzi per disperdere i presenti. Nel frattempo, in sostegno ai lavoratori e ai manifestanti, accorsero dalla vicina Università Statale giovani militanti del Movimento Studentesco.

La morte Versione ufficiale La ricostruzione dei fatti della magistratura è corroborata da fotografie in cui si vedono alcuni manifestanti nei pressi di un cantiere raccogliere e lanciare dei tubolari d'acciaio contro i mezzi della polizia. Un tubo colpì l'agente Antonio Annarumma, penetrandogli nel cranio, causandone una morte pressoché istantanea: il mezzo che guidava, senza più controllo, andò a urtare contro un altro.

La magistratura accertò che: I tre agenti che erano a bordo con Annarumma dichiararono di aver visto il tubolare colpire il collega. L'autopsia riscontrò una ferita di sezione circolare di circa 50 millimetri con penetrazione fino a metà cranio della vittima. Il diametro dei tubolari che la polizia dichiara di aver raccolto sul luogo degli scontri era di 48 millimetri.

Versione dei manifestanti Benché le istituzioni e quasi tutti i mezzi di informazione di massa abbiano accettato la versione ufficiale secondo cui l'agente sarebbe stato ucciso dai dimostranti, la ricostruzione dei manifestanti imputò invece la sua morte allo scontro tra i due automezzi della polizia. La ferita mortale di Annarumma, secondo questa ricostruzione, sarebbe stata prodotta dalla guida di ferro sporgente che si trova al lato dell'intelaiatura del vetro del veicolo. Alcune fonti accreditano l'esistenza di un filmato, mai realmente visionato che, secondo quanto riportato da alcuni giornali del periodo, sarebbe stato girato da una troupe francese per conto dell'ORTF, e farebbe emergere con chiarezza questa diversa ricostruzione. Il materiale sarebbe tuttavia scomparso dall'archivio televisivo nel quale sarebbe stato depositato. Agli atti dell'inchiesta esiste una foto, non un filmato.

Mario Capanna, leader del Movimento Studentesco, sostenne che «la magistratura non è mai riuscita a stabilire se Annarumma morì perché colpito al capo da un corpo contundente lanciatogli contro o perché, andato a cozzare alla guida del suo automezzo, batté mortalmente la testa», ma questa tesi fu sconfessata dalla perizia dei medici Caio Mario Cattabeni, Raineri Luvoni e Romeo Pozzato: «Annarumma è stato ucciso da un oggetto contundente usato come una vera e propria lancia. L'oggetto [...] l'ha colpito con violenza alla regione parietale destra, poco sopra l'occhio, procurandogli una vasta ferita con fuoruscita di materia cerebrale».

Gli esiti giudiziari L'inchiesta della magistratura identificò le cause della morte stabilendo l'omicidio dell'Annarumma, ma non poté identificare i responsabili della sua morte. Nel gennaio 1970 si aprì il processo per i disordini di via Larga, ma nessuno degli imputati era accusato di omicidio, dal momento che i colpevoli non furono identificati. Furono condannate cinque persone per resistenza e oltraggio a pubblici ufficiali; sei furono assolte. Tutti gli imputati furono assolti dall'accusa di radunata sediziosa «perché il fatto non sussiste».

Le esequie e il ricordo Al caduto pervennero messaggi di solidarietà da parte del Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat e di tutto l'arco costituzionale. In particolare, il messaggio alla nazione di Saragat è stato definito di "rara irresponsabilità", specialmente visto che la dinamica degli avvenimenti che avevano causato la morte del poliziotto non era affatto chiara: Il messaggio venne ripetuto per ventiquattr'ore da tutti i telegiornali e giornali radio, e Gian Carlo Pajetta riferì alla Direzione del Pci che Saragat aveva cercato anche di far sospendere la trasmissione televisiva di un film e far trasmettere alla Rai solo musiche, oltre al suo messaggio (esattamente ciò che fece l'Eiar - alla radio - nelle ore convulse e drammatiche successive all'8 settembre 1943). Pajetta aggiunse Alle parole della più alta carica dello Stato fanno clamorosamente contrasto quelle parole del padre di Annarumma, che rilasciò un'intervista (in dialetto) a TV7 un mese dopo la morte di suo figlio:

Al funerale partecipò una folla enorme: si era all'inizio di quelli che furono poi chiamati gli anni di piombo e la città era rimasta sconvolta da questo primo fatto di guerriglia urbana.

In seguito alla morte del collega ci furono forti proteste tra gli agenti di polizia e Mario Capanna, che si era presentato al funerale per dimostrare l'estraneità del MS dai fatti, si salvò a stento dal linciaggio dei colleghi del defunto.Nella processione che seguiva il feretro, diversi militanti della destra neofascista aggredirono quanti erano ritenuti appartenenti alla movimento studentesco e ai gruppi della sinistra extraparlamentare.

Il Corriere della Sera del 22 novembre 1969 pubblicò una foto in cui si vedeva il commissario Luigi Calabresi soccorrere Mario Capanna, sottraendolo all'aggressione degli agenti e di militanti neofascisti.. Lo stesso Capanna raccontò che, portato sotto scorta in Questura, fu circondato da un nugolo di poliziotti, con Calabresi e altri funzionari che dovettero ingaggiare una vera e propria colluttazione per non farlo raggiungere.

In un , l'ex questore di Milano, allora Dirigente della Squadra Mobile, prefetto Achille Serra, ricorda l'incontro con il padre che andò a prendere il figlio morto. Ad Annarumma è intitolato l'omonimo parco e la caserma sede del III Reparto Mobile di Milano.

Onorificenze

Note

Bibliografia AA.VV., La strage di Stato, Roma, Savelli, 1970. Luciano Barca, Cronache dall'interno del vertice del PCI. Volume I. Con Togliatti e Longo, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2005. Michele Brambilla, L'eskimo in redazione. Quando le Brigate Rosse erano «sedicenti», Milano, Ares, 1991. Michele Brambilla, Dieci anni di illusioni. Storia del Sessantotto, Milano, Rizzoli, 1994. Mario Capanna, Formidabili quegli anni, Milano, Rizzoli, 1988. Ennio Di Francesco, Un commissario, Genova, Marietti, 1990. Giorgio Galli, Storia del partito armato. 1968-1982, Rizzoli, 1986. Indro Montanelli e Mario Cervi, L'Italia degli anni di piombo (1965-1978), Milano, Rizzoli, 1991. Piero V. Scorti, Storia dell'«Avanti!». 1896-1986, Milano, SugarCo, 1986. Achille Serra, Poliziotto senza pistola. A Milano negli anni di piombo e della malavita organizzata, Milano, Bompiani, 2006. Sergio Zavoli, La notte della Repubblica, Roma, Nuova Eri, 1992. Cesare Vanzella, Il caso Annarumma, Roma, castelvecchi editore, 2019.

Voci correlate Unione Comunisti Italiani (marxisti-leninisti) Movimento Studentesco Anni di piombo Teoria degli opposti estremismi Strategia della tensione Cronologia delle persone uccise durante gli anni di piombo Parco Antonio Annarumma

Collegamenti esterni Foto e descrizione del giovane agente nel sito dedicato ai caduti della Polizia.

Categoria:Morti connesse a manifestazioni Categoria:Vittime degli anni di piombo e della strategia della tensione