Lospedale di San Leonardo era, all’inizio del XIV secolo, il più grande ospedale del nord dell’Inghilterra. L’ospedale, che era anche un monastero, si prendeva cura dei poveri e dei malati che si presentavano alle sue porte. Esso era gestito da un gruppo di religiosi che vivevano secondo la Regola di sant'Agostino, guidati da un rettore. La vita dell’ospedale, dal 796 fino alla sua conclusione erogò servizi sanitari e di tutela della popolazione più indigente, ma dovette fare i conti con i rivolgimenti politici che si svilupparono attorno ad esso e che furono la causa della sua dissoluzione nel 1539.
La fondazione Già prima della Conquista normanna, esisteva in Inghilterra una rete di ospedali, fondati e gestiti dal clero locale. I principali erano l’ospedale di Canterbury, quello di Winchester, e quello di Worcester, tutti sviluppati attorno alle rispettive chiese cattedrali. Le attività svolte erano cibo e riparo per malati, poveri e pellegrini. Una attività analoga veniva erogata anche dai monasteriN. Orme, M. Webster, The English Hospital, 1070-1570, Yale University Press 1995, p. 70. La gestione degli ospedali veniva controllata dai vescovi. Fu Alcuino di York per primo a sostenere la fondazione di un ospedale a York, nel 796, sollecitando il vescovo locale. Secondo l’unica fonte disponibile (“Historia Fundationis” composta pero' solo nel 1173, molti secoli dopo), anche l’Ospedale di San Leonardo di York sarebbe nato prima della conquista Normanna dell’Inghilterra (1066). Il fondatore sarebbe stato Athelstan, re degli Anglosassoni (924) e poi degli Inglesi (927), descritto come re forte e pio. Dopo una sua azione militare contro gli Scotti, che portò a gravi danni alla popolazione locale, avrebbe ispezionato il nord del suo regno e in particolare Durham e York, facendo donazioni al clero per le attività di sostegno che esso svolgeva per le popolazioni più povere. L’ospedale, che inizialmente ebbe nome di San Pietro, ricevette la rendita perpetua di 24 covoni di grano all’anno per ciascun aratro della zona (detto Petercorn cioè “grano di San Pietro”), per l'assistenza che offriva ai poveri del luogo.
La conquista normanna provocò gravi devastazioni e fame in tutta l’Inghilterra, peggiorando le condizioni di vita degli abitanti. York subì gravi danni, la cattedrale venne distrutta. Guglielmo II (1070 – 1110), figlio di Guglielmo il Conquistatore, confermò attorno al 1090 il conferimento dei covoni all’ospedale con l’obbiettivo di mantenere le attività di ospitalità e di carità. L’ospedale danneggiato venne spostato e ricostruito.
La crescita Attorno al 1132 si ha notizia di un primo rettore dell’ospedale: “Robert or the hospital”, non nobile, chierico vicino al vescovo e favorevole alla riforma della Chiesa e alla adozione della regola agostiniana da parte dell’ospedale. Roberto fu molto impegnato a trovare fondi per finanziare e quindi estendere le attività di beneficenza dell’ospedale. Iniziò anche a costruire una rete di piccoli ospedali nello Yorkshire collegati a San Leonardo, assieme al vescovo Thurstan di York. Il re Enrico I (1100-1135) favorì questi sviluppi assegnando al vescovo le rendite di nuove chiese, per il sostegno degli indigenti locali. Sempre nello stesso periodo l'ospedale iniziò ad acquisire proprietà nella contea
In questo periodo l’ospedale adottò la regola agostiniana e si rese più indipendente dal capitolo della cattedrale. Gli agostiniani dovevano fare voto di povertà, castità e obbedienza, ma rispetto ad altri ordini religiosi del tempo avevano maggiore libertà di movimento e questo permetteva loro di gestire strutture complesse come gli ospedali.
Due eventi interruppero questa fase di crescita: l’incendio dell’ospedale (1137) e la morte di Thurstan, che innescò lotte per l’elezione del nuovo vescovo. Fini' quindi un periodo di collaborazione, mai più realizzata in seguito, fra rettore, vescovo, capitolo della cattedrale e Corona. Inoltre l’Inghilterra entrò nel periodo di anarchia e di guerra civile fra il re, Stefano di Blois (1135-1154) e i suoi avversari che sostenevano Mathilda, figlia del defunto Enrico I. Stefano intervenne per aiutare la ricostruzione dell’ospedale e gli assegnò terre e renditeP. Cullum, Hospitals and charitable provision in medieval Yorkshire, 96-1547, PHD Thesys, Univ of York, 1989, p.88.
Nonostante la situazione di incertezza del periodo, in Inghilterra aumentarono le fondazioni di grandi case di cura e si estese l’assunzione della regola agostiniana. La Corona iniziò a percepire l’importanza di un suo patronage sugli ospedali, per diverse ragioni: prestigio, consenso, peso economico dell'ospedale nella città, suo ruolo politico. In sostanza l’ospedale era diventato un importante ed influente centro di potere. Inoltre il ruolo di rettore risultava adatto a retribuire, per il loro servizio al re, figure di secondo piano della Corte. In questo periodo l’ospedale venne dedicato a San Leonardo, a seguito della costruzione di una cappella interna dedicata al santo.
Le donazioni testamentarie e le offerte a favore dei poveri aumentano nel corso del Duecento: terreni, chiese private, mulini, rendite ed anche proprietà in città. Le proprietà dell’ospedale vennero riconosciute e difese da editti reali e papali. Il papa Alessandro III sostenne l’ospedale concedendo nuove immunità fiscali.
Formalmente San Leonardo restò sotto il capitolo della cattedrale, che ne nominava il rettore e ne aveva il diritto di visita, cioè il controllo dei conti e del rispetto della disciplina. La amministrazione cittadina, che nel frattempo stava allargando l’area della propria autonomia, iniziò a cercare di ridurre i diritti giurisdizionali e l’immunità degli enti cittadini, fra cui l’ospedaleIvi, p.94. In questo periodo iniziò la pratica, da parte dei malati, di restare a vita all’interno dell’ospedale, sia tramite donazione di propri beni, sia per manifesta impossibilità di poter sopravvivere al di fuori di esso. In sostanza i malati non indigenti cedevano i loro beni in cambio di una accoglienza “a vita” in San Leonardo. I rettori accettarono spesso questi doni, perché contribuivano ad aumentare le proprietà dell’ospedale e quindi il suo reddito nel breve termine. Tali scelte, entrambe orientate verso una forma primitiva di sicurezza sociale, risultarono rischiose per l’equilibrio dei conti dell’ospedale nel lungo termine, nel momento in cui il costo di mantenimento e supporto dei pazienti fissi crebbe e divenne sempre più oneroso, molto di più elevato di quanto incassato inizialmente.
Nel 1255 Enrico III (1216-1272) confermò il diritto al Petercorn. È un primo segnale dell’avvicinamento del re all’ospedale, cercato sia da Enrico III che Edoardo I (1272-307)Ivi, p.114. Nella seconda metà del XIII secolo San Leonardo divenne una delle istituzioni più ricche di York, terza dopo la cattedrale e l’abbazia di S.Mary e il ruolo di rettore suscitò interessi da parte del vescovo, del capitolo della cattedrale, della corona e della borghesia ricca di YorkIvi, pp.139-142.
Iniziarono però i primi segnali di squilibrio economico fra entrate e uscite. Nel 1275 il re ne approfittò per inviare degli amministratori straordinari con il mandato di controllare l’operato del rettore, poiché l’ospedale era in perdita, riaffermando così il patrocinio della corona sugli ospedali.
La dipendenza dal capitolo della cattedrale era ancora in vigore nel 1276, poiché la visita ispettiva dell’ospedale in quella data venne ancora guidata dal decano del capitolo. Approfittando di una disputa sulla nomina del rettore fra capitolo e amministrazione cittadina nel 1280, Edoardo I riuscì ad imporre definitivamente il suo patronage sull’ospedale. Ora era il re che nominava il nuovo rettore, suoi erano gli ufficiali che eseguivano le visite di controllo amministrativo. Per riscuotere il Petercorn a favore dell’ospedale, a fronte di crescenti resistenze da parte dei contadini della contea, la corona incaricò i propri sceriffi, lanciando così un segnale inequivocabile del suo patronage sull’ospedale. Questo interesse della corona derivava anche dal fatto che Edoardo I fu spesso a York per guidare le campagne contro gli scozzesi. La rete di fattorie di proprietà dell’ospedale vennero usate come importante supporto logistico per il suo esercito.
I rettori iniziarono ad essere espressi dal re e scelti fra gli ex ufficiali del regno o fra persone fidate della corte. Uno di essi era un cugino illegittimo della regina, impiegato del re e canonico di York. Nei regni di Edoardo I e di Edoardo III (1327-1377) i rettori furono spesso il Tesoriere o il Cancelliere del reIvi, pp. 143-144.
Il regno di Edoardo II (1307-1327) fu invece caratterizzato da frequenti cambiamenti di rettore, a seguito della grande instabilità politica e delle lotte di fazioni attorno alla corona. Con Edoardo III i rettori vennero scelti localmente, ma erano spesso provenienti dagli uomini al servizio della corona o della reginaN. Orme, M. Webster, The English Hospital, 1070-1570, Yale University Press 1995, p.123. La direzione dell’ospedale era divenuta un beneficio per ricompensare membri di famiglie locali vicine al re. Si registrarono casi di arricchimento personale di alcuni rettori a spese delle casse dell’ospedale. Nel 1384 fu il Cancelliere del Regno a dirigere una importante visita di controllo, per verificare lo stato dell’ospedale e la sua cassa.
Con Riccardo II (1377-1399) ritornò l'instabilità già vissuta con Edoardo II. Il re scelse i rettori fra suoi i suoi sostenitori basati a Londra e non a York. Si verificarono casi di corruzione che generarono ostilità in città verso di loro: l’ambiente all’interno dell’ospedale era ora totalmente diverso rispetto a quello delle motivazioni religiose dell’alto medioevo.
Nel ‘400 si delineò una nuova figura di rettore, che non veniva più scelto fra gli ufficiali della corte, ma che proveniva dalle famiglie della piccola aristocrazia locale (Gentry), con proprietà terriere attorno a York. Molti fra loro appartenevano allo stesso gruppo familiare. La durata della carica di rettore si allungò poiché non c’era più un coinvolgimento nella lotta di fazioni attorno alla corte. In sostanza il re non era più interessato ad intervenire nella nomina del rettore di sua fiducia. La gestione dell’ospedale in lenta e progressiva decadenza non rappresentava più un beneficio conteso fra i membri delle fazioni della Corte. Nel XVI secolo si ebbero solo 3 rettori, non molto attivi.
La struttura dell’ospedale e i servizi L’ospedale era guidato da un rettore, da circa 13 frati, vari operatori laici, 8 suore, alcuni chierici, alcuni servi. Il rettore era spesso un chierico, ma poteva anche essere un laico, nel qual caso doveva fare voto di rinuncia ad ogni tipo di proprietà. Nessuno in ospedale poteva accettare regali o pagamenti dagli ospiti; L’obbiettivo dell’ospedale era la cura dei “Pauperes Christi” (poveri di Cristo), cioè dei poveri, dei deboli, degli ammalati e degli orfani, in sostanza di tutti quelle figure che non erano in grado di sopravvivere solo con le proprie forze. Le motivazioni che spingevano frati e laici verso tali attività derivano dai molti passi dei Vangeli in cui si indica come dovere di ogni cristiano il prendersi cura dei deboli. Il passo più significativo in proposito è quello relativo alle 6 opere di Carità, in cui si dice che il primo dovere di ogni cristiano è aiutare gli altri esseri umani nel momento del bisogno. Farlo è come aiutare Cristo, che viene quindi identificato con la figura dei Pauperes. Questi insegnamenti furono molto sentiti nel cristianesimo medievale.