Il Montepulciano è un vitigno a bacca nera coltivato in prevalenza in Abruzzo e Marche e, in minor misura, nel resto dell'Italia Centrale. La sua coltivazione fu estesa in altre regioni, tanto da diventare base per molti vini rossi, sempre e soprattutto dell'Italia centrale. I più importanti rimangono il Montepulciano d'Abruzzo DOC, Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane DOCG e Tullum Rosso. La DOCG Montepulciano Colline Teramane è la più antica DOCG di vitigno Montepulciano. È inoltre la base fondamentale per tre vini della vicina regione Marche ( l'Offida Rosso DOCG, il Rosso Piceno DOC, il Rosso Conero DOC e il Conero DOCG. Questi ultimi due sono prodotti in un'area ristretta del parco del Conero), e della regione Molise (Molise Rosso).
Il nome Montepulciano identifica il vitigno, ossia la denominazione di una varietà botanica e non una denominazione geografica protetta: di conseguenza, la varietà può essere coltivata e commercializzata con tale nome in qualsiasi parte del mondo.WineNews, «Ma se i vitigni autoctoni italiani diventassero un giorno le varietà internazionali più diffuse?», 2024, Ma se i vitigni autoctoni italiani diventassero un giorno le varietà internazionali più diffuse? - WineNews TVGambero Rosso, «Cambiamenti climatici e viticoltura: le nuove sfide del vino italiano», https://www.gamberorosso.it/notizie/vino/cambiamenti-climatici-viticoltura/
In quanto vitigno autoctono con forte identità locale, è talvolta richiamato nel dibattito sulla sovrapposizione tra nome varietale e nome del vino dello specifico territorio.Gambero Rosso, «Vitigni autoctoni e vini contemporanei: tradizione, tecnica e territorio», https://www.gamberorosso.it/notizie/vino/vitigni-autoctoni-vini-contemporanei/WineNews, «La vocazione del territorio è una parola della quale forse il vino ha perso il vero significato», 2024, https://winenews.it/it/la-vocazione-del-territorio-e-una-parola-della-quale-forse-il-vino-ha-perso-il-vero-significato_552119/
Il tema è stato affrontato in Italia anche in occasione di misure di ridenominazione dei vitigni, adottate per chiarire in modo inequivocabile la separazione tra la varietà botanica e la denominazione territoriale protetta.Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, «D.M. 17 luglio 2009 – Ridenominazione del vitigno Prosecco in Glera», https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2009/07/28/09A08700/sg
La storia Confusione con il Montepulciano senese Contrariamente a ciò che si potrebbe pensare, il vitigno Montepulciano non ha nessun legame con l'omonima città toscana, dove invece si produce il Vino Nobile di Montepulciano DOCG, in provincia di Siena, che invece fu chiamato così da Sante Lacerio, bottigliere di Paolo III nel XVI secoloAlessandro Farina, Nozioni su vini, vitigni e zone vitivinicole d'Italia, edizioni Farina, 2003 (pagina 73), vinificato invece con un clone di Sangiovese. Da più di due secoli quindi, va avanti la disputa sulla paternità del nome "montepulciano", sempre conteso tra gli abruzzesi e i viticoltori toscani di Montepulciano. La confusione derivò dalla similitudine di alcune caratteristiche ampelografiche e alla capacità di produrre vini simili, anche se il montepulciano primutico (detto anche primaticcio o precoce) risultò essere il prugnolo gentile, clone del sangiovese grosso, mentre invece l'uva degli Abruzzi, detta anche "Uva abruzzese", o "Montepulciano di Torre de' Passeri", o più semplicemente "Torre di Passeri" era tardiva rispetto a quella toscana, e dava vini decisamente più strutturati, longevi e carichi di profumi e colore. L'accostamento dei due nomi "montepulciano" avvenne quindi intorno al XVI secolo, periodi in cui fu ceduta la Baronia di Carapelle (Carapelle Calvisio), unitamente al marchesato di Capestrano, entrambe in provincia dell'Aquila, al granduca di Toscana Francesco I de' Medici, il quale esportò le prime tecniche viticole ed enologiche evolute dalla Toscana appunto, fino in Abruzzo.
Dal XVII secolo, "Montepulciano" rimase quindi il nome del vitigno autoctono originario dell'Abruzzo, coltivato soprattutto nell'alta Val Pescara, a ridosso della zona costiera abruzzese e nella Valle Peligna; a testimonianza di ciò sono conservati diversi documenti risalenti al XVIII secolo. È da ritenersi che le condizioni climatiche e le caratteristiche geologiche dell’alta Val Pescara, particolarmente favorevoli alla viticoltura, siano alla base delle motivazioni che indussero esponenti della nobiltà sulmonese (famiglie dei Mezzana e dei Tabassi) ad espandere i loro possedimenti nell'area di Torre dei Passeri, Tocco da Casauria e Musellaro. È probabile che diversi vitigni, tra cui il Montepulciano, siano stati trapiantati dai Mezzana proprio a Torre dei Passeri e da quest'ultimo, il “vitigno portabandiera dell’Abruzzo”, sia migrato agli inizi del 1900 verso il chietino, la costa pescarese ed il teramano.
Dal XIX secolo circa poi, il vitigno del Montepulciano iniziò ad essere coltivato in altre regioni italiane; tuttavia, si predilissero maggiormente quelle centro-meridionali, per via di condizioni pedoclimatiche specifiche, inverni miti, estati calde e ben ventilate, terreni profondi e drenanti, prevalentemente argillosi e calcarei, per far esprimere al meglio le sue proprietà. Il grappolo risulta di grandezza e compattezza media, quasi sempre alato, di forma piramidale o conica. Matura in epoca avanzata (in genere le prime settimane di ottobre).
Il vitigno Montepulciano è alla base di tutti i vini DOCG e DOC della regione Abruzzo, nonché dell'Offida Rosso DOCG del sud delle Marche, insieme al Rosso Piceno Superiore DOP e al Rosso Conero, una DOCG prodotta nella zona centrale sempre delle Marche, nei pressi del Monte Conero (omonimo promontorio), tutti di antiche tradizioni.
Il vino Le uve Montepulciano sono capaci di espressioni di levatura mondiale per potenza, eleganza e ampiezza delle nuances olfattive. Un tempo esclusivamente riservati per il taglio, i vini a base di Montepulciano si caratterizzano per i tannini fitti, morbidi e non molto aggressivi, per i sentori di ciliegia e di marasca, per il finale pieno e sostenuto da una notevole forza estrattiva e alcolica.
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