Vidor (Vidor in veneto) è un comune italiano di abitanti della provincia di Treviso in Veneto. Si trova a 7 km da Valdobbiadene, 40 km dal capoluogo Treviso e circa 70 km da Venezia. Confina a nord con i territori comunali di Valdobbiadene e Farra di Soligo, ad est con Moriago della Battaglia, a sud con Pederobba e Crocetta del Montello. Il comune rientra nel Quartier del Piave. La parte collinare del territorio comunale fa parte del sito Patrimonio UNESCO "Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene".
Geografia fisica Il territorio comunale di Vidor è situato nella parte settentrionale della Provincia di Treviso, e si sviluppa per una parte in pianura e una parte in zona collinare con diversi rilievi che vanno a delimitare a ovest e a nord il Quartier del Piave, (col Polenta, 211 m; col Castellon, 235 m; col Maor, 368 m).
Il principale corso d'acqua che attraversa il comune è il fiume Piave, fiume sacro alla Patria, su cui si trova uno dei ponti storici che collegano la riva destra e sinistra del fiume, il Ponte di Vidor. Ci sono poi altri due torrenti, degni di nota, che scorrono nel territorio comunale: il torrente Teva e, nella frazione di Colbertaldo il rio Rosper, il quale contribuisce alla formazione dei caratteristici palù, aree umide tipiche della Sinistra Piave trevigiana.
Tra le varie zone climatiche del Veneto, Vidor si trova nella fascia collinare e parte di quella pianeggiante, dove il clima è più mite.Previsioni meteo Vidor TV meteoplanet.it
Origini del nome Vidor è documentata come Vidore nel 1167 e nel 1224 e come Vidoro nel 1216.
Probabilmente deriva da vitis "vite", o da vitor "canestraio". Sono attestate anche numerose paraetimologie, del tutto prive di fondamento: da "viti d'oro"; da Victorius, nome di un luogotenente di Alboino; da san Vittore di Cilicia, il cui corpo fu traslato dalla Siria a Feltre passando per Vidor; da "guida", in riferimento alla sua posizione preminente nei confronti degli altri paesi del Quartier del Piave.
Storia Nel 1986 è stata rinvenuta una piccola necropoli sotto piazza Maggiore, risalente al IV secolo. La zona era dunque frequentata in età romana, visto anche il passaggio della via Claudia Augusta Altinate. Nella zona orientale del comune, inoltre, la regolarità della sistemazione agraria proverebbe l'antica centuriazione del territorio.
Nel medioevo, l'importanza strategica di Vidor come nodo stradale e porto fluviale sul Piave (sfruttato sino al 1871), portò alla costruzione del castello, oggi scomparso, e dell'abbazia, che contribuì alla bonifica della zona. Nel XIII secolo fu fondato inoltre il Pio Ospedale di Santa Maria dei Battuti, gestito dall'omonima confraternita, con lo scopo di accogliere i numerosi viandanti che transitavano per la località.
Vidor fu colpita duramente dalla prima guerra mondiale: trovandosi proprio in corrispondenza del fronte del Piave fu occupata dagli Imperi Centrali sino alla fine del conflitto. Durante gli aspri combattimenti, venne tra l'altro danneggiato il patrimonio artistico del paese, come la chiesa e l'abbazia.
Vidor inoltre grazie alla sua importanza strategica, durante la prima guerra mondiale fu scelto per fare una " testa di ponte " per far attraversare il piave alle truppe in ritirata dalla disfatta di Caporetto.
Simboli
Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con l'apposito decreto del presidente della Repubblica n. 314 datato al 16 gennaio 1979.
Stemma
Lo stemma di Vidor è caratterizzato da un castello, a ricordo di un fortilizio che si narra fosse sorto nel X secolo per arginare le invasioni barbariche sul colle omonimo, dove ora si leva il monumento-ossario ai Caduti.
Gonfalone
Monumenti e luoghi d'interesse
Chiesa Arcipretale
La chiesa arcipretale, opera di Giovanni Rossi, è intitolata al Santissimo Nome di Maria e risale probabilmente a prima del 1000, quando fu costruito il castello, e serviva sia la scarsa popolazione locale, sia i feudatari. Già cappella dipendente dalla pieve di Col San Martino, divenne parrocchia verso la fine del XV secolo. Tra il 1729 e il 1748 fu ricostruita ai piedi delle pendici del colle del castello, dove si trovava la vecchia chiesa, ormai in rovina e isolata; il campanile fu innalzato tra il 1857 e il 1885. Subì gravi danni durante la prima guerra mondiale, l'unico edificio rimasto quasi intatto dell'intero complesso fu proprio il campanile, probabilmente utile agli schieramenti nemici come punto di repereScheda della parrocchia dal sito della diocesi .. Il campanile contiene un possente concerto di tre campane più un sonello di richiamo.
L'imponente interno, ad unica navata e con numerosi altari laterali, conserva due pale di Francesco Zugno e alcuni affreschi di Guido Cadorin, oltre a due statue lignee del padre Vincenzo. L'altare maggiore, costruito con marmo di Carrara, è sovrastato da un grande tabernacolo con ai lati due angeli in marmo bianco, opera della scuola del Canova. Il fonte battesimale, in marmo bianco, risale al 1967 e la copertura in bronzo è opera di Carlo Balljana di Sernaglia della Battaglia. La parrocchia di Vidor, che appartiene alla diocesi di Vittorio Veneto, è inserita nella forania "Quartier del Piave" e, assieme alle parrocchie di Sant'Andrea di Colbertaldo, di San Martino di Mosnigo e di San Leonardo di Moriago della Battaglia costituisce l'unità pastorale "Le Grazie di Vidor".
Abbazia di Santa Bona
Tra il 1107 e il 1110 un tal Giovanni Gravone da Vidor fondò un'abbazia benedettina per custodirvi le reliquie di una santa Bona da lui traslate dalla Terra santa durante la prima crociata. Rappresentò un'istituzione potente, ma finì per decadere rapidamente: nel XV secolo fu definitivamente data in commenda ai Cornaro e nel 1773 la Serenissima ne decretava la soppressione.
Quasi completamente distrutta durante la Grande Guerra. Negli anni venti fu restaurata, presenta attualmente pesanti segni di rifacimento. La chiesa ha mantenuto l'impianto semplice, tipico del romanico locale, e alcuni elementi decorativi del tardo gotico, ravvisabili sulla facciata della chiesa (portale e trifora superiore). Nell'oratorio è conservato un affresco duecentesco di San Cristoforo. Nel chiostro (dove sono presenti soprattutto elementi gotici) si trova invece un altro affresco più tardo (seconda metà del XV secolo) attribuito a Dario da Treviso e raffigurante una Madonna con Bambino e Santi. Del campanile, solo la base è originale, essendo stato il resto completamente ricostruitoInformazioni tratte da Magico Veneto e rete civica La Piave ..
Area del castello
Presso il sito in cui sorgeva il castello di Vidor (distrutto nel 1510), si trova un monumento-ossario che ricorda i soldati caduti durante le guerre mondiali. L'intero monumento è sovrastato da un piccolo tempio dedicato alla Beata Vergine Addolorata, opera dell'architetto veneziano Brenno Del Giudice. Questo luogo è raggiungibile tramite un sentiero costeggiato da una via crucis. La località, ancora oggi denominata Castello, ospita ogni anno il Palio di Vidor, manifestazione che rievoca i numerosi assalti che subì la fortezza in epoca medievale e non solo.
Villa Vergerio Il complesso è costituito da alcune costruzioni, tra cui la villa vera e propria (ricostruita dopo la Grande Guerra) e dalle vaste adiacenze. Nei pressi sorge l'oratorio di San Giuseppe, patrono del Comune, a cui si votavano i viandanti che dovevano attraversare il Piave.
Palazzo municipale L'attuale sede municipale sorge sull'edificio delle vecchie scuole elementari. Si tratta di un palazzo elegante e prestigioso realizzato, su volere della famiglia Zadra, nel 1930 ed inaugurato l'anno successivo. Le facciate esterne del palazzo sono decorate con degli affreschi che raffigurano i simboli legati all'istruzione e al lavoro. L'ingresso del palazzo è costituito da tre arcate, con colonne in stile corinzio, dotate di cancellate ornamentali in ferro battuto. Superate le arcate di ingresso si trova un elegante atrio affrescato. Nelle due pareti laterali dell'atrio sono stati realizzati sei pannelli decorativi dal professor Carraro di Venezia dei quali due rappresentano due scorci del paesaggio di Vidor e gli altri quattro rappresentano altri luoghi non identificati. All'interno dell'atrio, tra i due portali che danno all’interno del palazzo, in una nicchia si trova un busto in bronzo a ricordo del cavalier Battista Zadra, che fu sindaco di Vidor che morì nel 1924. Il busto poggia su un basamento di marmo con scritto: "a Battista Zadra – mia guida – maestro – esempio di virtù e lavoro".
Nella piazza antistante il palazzo si trova una fontana monumentale donata alla popolazione di Vidor dalla famiglia Zadra. La fontana è costituita da tre vasche di varie dimensioni poste l'una sopra l'altra. Il livello più alto è ornato da sculture bronzee di anfibi e animali mitologici da dove fuoriescono zampilli d'acqua. Nel 2008 il comune di Vidor decise di adibire questo bell'edificio a municipio, restaurandolo e trasferendo le scuole elementari in un nuovo edificio più adatto e moderno.
Chiesa Parrocchiale di Colbertaldo L'edificio attuale fu costruito tra il 1732 e il 1740 e venne consacrato dal vescovo Lorenzo Da Ponte nel 1742. Più tardo il campanile, opera dell'ingegner Schiratti, iniziato nel 1926 e inaugurato il 30 novembre 1937. Il campanile contiene un concerto di tre campane più un sonello di richiamo.
La chiesa è posta sulla sommità di una piccola collinetta ed è raggiungibile attraverso una lunga scalinata che porta al portale maggiore sito al centro della facciata. Ai lati della porta principale si trovano due nicchie, dove al loro interno trovano posto le statue in pietra di San Giovanni Battista e Sant'Andrea. Tutto l'interno è dominato dal grande altare maggiore sovrastato dal tabernacolo, entrambi in marmo bianco venato rosso e grigio datati 1790. Al centro di questo Altare spicca un fiore trilobato stilizzato dipinto di marrone, sopra il quale è presente una conchiglia scolpita in marmo bianco. Dietro al tabernacolo domina l'interno la grande pala raffigurante il martirio di Sant'Andrea Apostolo, datata 1926 e opera di Valentino Canever. Questa grande pala è inserita in una cornice barocca, caratterizzata da un grande manto scolpito in pietra e dipinto di rosso, sostenuto da numerosi angeli e putti. Ai lati della navata sono presenti tre altari, opere di artisti e scultori della Val Gardena, dedicati alla Madonna di Lourdes, al Sacro Cuore di Gesù e a Sant'Antonio di Padova. Sempre all'interno, nella controfacciata, sopra l'ingresso centrale, è presente una pala raffigurante l'Assunzione di Maria, opera di artisti locali, ispirati al dipinto dell'Assunta dell'Tiziano conservato nella basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari di Venezia.
Santuario della Madonna delle Grazie
L'edificio, situato nella frazione di Colbertaldo, è posto in una conca circondata dalle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene. L'origine di questo santuario corrisponde con l'arrivo a Colbertaldo dei servi di Maria del convento di Santa Caterina di Treviso, tra il 1346 e il 1353, in seguito al dilagare della peste nera. Costoro iniziarono a considerare taumaturgica un'icona della Vergine custodita in un piccolo oratorio del posto.
Grazie a lasciti e donazioni la comunità monastica riuscì a sopravvivere e fece del convento, costruito nel 1530 la sua fissa dimora. Il complesso alternò fasi di pieno sviluppo a momenti di incertezza e di crisi e non raggiunse mai l'imponenza di alcune fondazioni vicine. Nel corso del Settecento accusò un rapido declino dovuto in parte da alcune controversie sorte con la parrocchia di Colbertaldo. La Serenissima di Venezia giunse quindi alla soppressione del convento nel 1776, tutti i beni vennero consegnati alla parrocchia di Colbertaldo ed il santuario venne rinominato come "ospizio". Nel corso dell'Ottocento divenne un lazzaretto per i malati di colera.