Seriate (Seriàt in dialetto bergamasco) è un comune italiano di abitanti della provincia di Bergamo in Lombardia. Attraversato da nord a sud dal fiume Serio, si trova a circa a est del capoluogo orobico e fa parte dell'Hinterland bergamasco.

Origini del nome Il toponimo di Seriate citato nelle carte antiche già dal 949 d.C. ed esistono due teorie riguardo all'origine del nome. Alcuni asseriscono che derivi da "Sarius", l'antico nome latino del fiume Serio. Mentre altri sostengono che derivi dall'idioma gallo-ligure tipico di tutti i territori vicini ad un fiume, con la desinenza -ate (Brembate, Locate, Capriate, Serate...).

La terminazione ate – atum risale all'epoca romana; comunque, sia per il fiume Sarius sia per Sariatum, rimane misteriosa l'origine della denominazione.

Storia L'origine di Seriate risale al tempo della tarda dominazione romana, come confortato da alcuni reperti rinvenuti sulla sponda destra del fiume in zona Paderno risalenti al periodo dal III al IV secolo d.C. Si presume che il pagus rivestisse una discreta importanza per il controllo della via di accesso a Bergamo e del passaggio del fiume Serio. In questo periodo infatti oltre al guado si ipotizza l'esistenza di un ponte nelle cui vicinanze si sviluppò il successivo nucleo sempre sulla sponda destra del fiume attorno alla Chiesa di San Grisogono.

Nel 986 il paese è citato come luogo fortificato (castrum) a difesa contro gli Ungari; consolidamento che trova la ragione anche nella posizione di controllo del percorso della vecchia strada romana Bergomum-Brixia.

Questo periodo di relativa calma viene interrotto dalle lotte fra le fazioni di guelfi e ghibellini che tra il XIV e XV secolo causano una serie di saccheggi, incendi e distruzioni. A ciò si aggiunge un'epidemia di peste nel 1455 che lascia il paese deserto per sei mesi.

È da attribuire a questi eventi la scomparsa pressoché totale del nucleo posto attorno alla chiesa di San Grisogono e il rifondarsi dell'abitato sulla riva sinistra del fiume attorno alla Chiesa di San Cristoforo.

A questo periodo di profonda instabilità pone termine il dominio della Repubblica di Venezia nel 1428. La Serenissima attua una serie di iniziative volte a risollevare la situazione sociale ed economica dell'intera Bergamasca oltre a favorire direttamente il borgo di Seriate che l'ha sostenuta durante le dispute con il Ducato di Milano per la supremazia sul territorio bergamasco; a tale riguardo la comunità di Seriate è esentata da tasse e dazi per ben 10 anni.

Nel 1630 l'epidemia di peste riduce gli abitanti da 968 a 376. Seriate si risolleva grazie allo sviluppo della manifattura tessile, alla riorganizzazione delle campagne e alla pace garantita da Venezia.

Nel 1778 viene inaugurata la nuova chiesa parrocchiale intitolata al Santissimo Redentore.

Successivamente il tessuto urbano, che per mezzo millennio era rimasto sostanzialmente immutato, subisce decisivi interventi di trasformazione che segneranno il futuro sviluppo edilizio e industriale del paese. Il termine della dominazione veneta avviene nel 1797 per opera della Repubblica Cisalpina, alla quale subentra l'impero austriaco che inserisce Seriate a partire dal 1815 nel Regno Lombardo-Veneto.

Proprio sotto questo regime nel 1857 viene inaugurata la stazione della ferrovia posta sul tracciato Milano-Venezia attorno a cui si localizzano i primi insediamenti industriali. In prossimità della stazione avviene l'8 giugno 1859 un episodio garibaldino che contribuisce alla liberazione del territorio bergamasco dagli Austro-Ungarici.

Nel 1895 viene realizzato il primo edificio scolastico e nel 1907 l'ospizio Bolognini, diventato poi ospedale di riferimento della città. Nel 1960, in pieno periodo di boom economico, l'abitato si espande a macchia d'olio.

Il 2 gennaio 1989 Seriate si può fregiare del titolo di città, onorificenza legata soprattutto allo sviluppo industriale ubicato nella zona del P.I.P. a sud-est della città. L'abitato si è esteso sino alla conurbazione con Bergamo e si è dotato di strutture scolastiche, sportive, sanitarie, di parchi e di piste ciclabili.

Le origini Il quadro archeologico del comune di Seriate, parzialmente conosciuto grazie ai ritrovamenti ottocenteschi (due stele funerarie e un frammento di lapide al Museo Archeologico di Bergamo) si è arricchito nel 1979-1980 con il rinvenimento in località Paderno a ovest del territorio di 9 tombe e 2 cisterne.

L'individuazione dei reperti sotto uno strato di terra variabile da m. 0,40 a 0,80 del piano di campagna, l'orientamento irregolare, la tecnica costruttiva, la mancanza di corredo hanno deposto a favore della loro datazione nell'ambito del tardo periodo romano (IV secolo - V secolo d. C.).La tipologia della struttura tombale era varia per forma e materiale impiegato; accanto alle tombe interamente in tegoloni a bordo rialzato “alla cappuccina” a sezione triangolare o a quella a cassa a sezione quadrata si sono scavate tombe con struttura rettangolare a muretto, formato da pietre squadrate, ciottoli e frammenti laterizi legati con malta.

Due tombe completamente distrutte dai lavori agricoli e dalle radici delle viti coltivate in loco nei tempi successivi. Si ha ragione di credere che il numero delle sepolture fosse più elevato. In ogni tomba sono stati rinvenuti i resti di un solo corpo inumato, a eccezione della tomba F che è trisoma (contiene tre scheletri). Gli scarsi materiali composti da pochi pezzi in ceramica comune (olpi, tegami, olle) sono tipici di una produzione locale povera limitata ad un'area ristretta alle province di Milano, Bergamo, Brescia, Mantova.

Solo a Seriate si è riscontrata l'usanza di deporre all'esterno della tomba un'olpe.

Il ritrovamento a poca distanza, sempre sulla linea nord-sud del vecchio terrazzo fluviale, delle due cisterne conferma l'esistenza di un pagus forse a difesa del punto di passaggio del fiume documentato dall'itinerario Burdigalense (IV secolo), da quello Antoniano (III secolo) e dalla Tavola Peutingeriana (III secolo - IV secolo).

La prima cisterna rinvenuta presenta un ambiente rettangolare (lunghezza m. 3, larghezza m. 1,5, altezza m. 1,30) con angoli arrotondati.

Le pareti di uno spessore variabile dai 30 ai sono costruite con ciottoli di fiume disposti all'interno in file regolari e legati con abbondante malta mentre all'esterno sono disposti in modo incoerente e legati con scarsa malta.

Il pavimento è costituito da uno spesso strato compatto di ciocco pesto. Questa cisterna è ancora visibile in via Paderno mentre l'altra, rinvenuta poco distante, è stata abbattuta per esigenze edilizie. Anche le tombe hanno subito la stessa sorte escluso la tomba “a cappuccina” ricostruita al Museo Archeologico di Bergamo.

Il Medioevo Nel 1263 Seriate si rese indipendente a livello amministrativo dalla città di Bergamo proprio quando cominciarono ad imperversare con più violenza le lotte di fazione tra guelfi e ghibellini. Di parte guelfa, Seriate vide le proprie famiglie più rappresentative, tra cui i Rivola e i Tarussi, combattere alleati con i Colleoni e i Bonghi contro i Suardi, potenti capi dei Ghibellini.

I cento anni intercorsi tra la metà del Trecento e la metà del Quattrocento furono i più devastanti della storia di Seriate e vennero dettagliatamente descritti nella Cronaca di Castello Castelli delle cose accorse in Bergamo negli anni 1378-1407 pubblicata dal canonico Giovanni Finazzi nel 1870. Fra paci firmate e non rispettate nell’estate del 1393 la lotta fra le due fazioni si fece particolarmente aspra: Seriate venne distrutta, uccisi 5 uomini che si erano rifugiati sul campanile. Occupato, predato e dato alle fiamme il castello di Comonte, rocca difensiva della famiglia Rivola, interrotte le vie di comunicazione al fine di evitare la fuga degli abitanti.

Fra guelfi e ghibellini i morti furono una cinquantina. I Ghibellini, non ancora soddisfatti della distruzione, ritornarono il 7 settembre dello stesso anno per bruciare le case che erano rimaste. Dopo il saccheggio di Scanzo da parte di 200 guelfi, della città e dei borghi, il 27 gennaio 1398 i ghibellini per ritorsione assaltarono il castello di Comonte difeso da Alessandro Rivola, che rifiutò la resa.

Momentaneamente lo scontro si spostò nelle campagne verso Gorle e venne proibito a chiunque di andare, di fermarsi e di abitare a Seriate. Il 24 febbraio però il castello fu assalito dai Suardi con “2000 pedoni e 400 cavalli” conquistato e bruciato, furono presi prigionieri 103 gentiluomini guelfi, occupate le torri e le case dei Tarussi e di Gasparino Rivola, uccisi decine di uomini.

Nel 1403 i Suardi massacrarono i guelfi sulle ghiaie del Serio presso il ponte e nel 1407 fecero un'altra incursione in Seriate con morti e rapine.

Nel 1428 Seriate venne a far parte del dominio di Venezia ma non ebbe ancora pace perché dovette subire le conseguenze delle guerre contro i Visconti spalleggiati dai Suardi. Nel 1439 il paese fu infatti assalito, rovinato e distrutte tutte le sue torri. Ulteriore danno derivò da un'altra pestilenza che era avvenuta nel 1399 e da un'epidemia di peste che nel 1455 lasciò deserto il paese per 6 mesi. Finalmente il 17 settembre 1459 arrivò la pace e gli abitanti di Seriate vennero esentati per 10 anni da ogni aggravio perché particolarmente danneggiati dalle recenti guerre.

Seriate dal 1428 al 1796 visse gli avvenimenti lieti e tristi del territorio, come le invasioni francesi e spagnole che si alternarono alla lunga dominazione veneziana, e proprio per la sua ubicazione sulla via di collegamento Bergamo-Venezia, divenne testimone particolare della storia.

Qui infatti “arrivavano i trombettieri della città per salutare l'ingresso del Podestà, dei capitani e degli altri ufficiali, che venivano da Venezia ogni anno alla scadenza della carica”. Il 2 ottobre 1509 il Podestà e i nobili di Bergamo vennero ad accogliere Carlo II d'Amboise, governatore di Parigi inviato a Milano come successore di Giangiacomo Trivulzio, gran maresciallo di Francia.

Qui passarono nel 1521 le schiere dei Lanzichenecchi e nel 1529 i soldati del Conte di Caiazzo al quale Venezia aveva affidato la difesa di Bergamo. Essi lasciarono i segni della loro insolenza e della loro rapacità rubando e devastando anche nei paesi limitrofi: i contadini di Seriate furono cacciati dal paese. Qui il 15 settembre 1575, inviato da San Carlo Borromeo, giunse il canonico milanese Francesco Porro col compito di visitare e catalogare tutti i luoghi religiosi nell'ottica della controriforma.

Seriate era un piccolo paese con appena 480 abitanti, ma la sua chiesa parrocchiale, dedicata a San Crisogono, era Capo Pieve di ben ventun parrocchie limitrofe. Gli atti di questo evento eccezionale, raccolti nell’opera monumentale redatta da Angelo Giuseppe Roncalli prima del suo pontificato, forniscono uno spaccato completo sia della vita religiosa che di quella economica e sociale del paese.

Nel periodo successivo di relativa calma furono ricostruiti cascinali e abitazioni, fu persino inaugurato nel 1581 il ponte nuovo, ma lo spettro della carestia e della peste era alle porte. Nell'aprile del 1630 alcune famiglie che si erano recate a Caravaggio dove già infuriava il morbo, al ritorno portarono il contagio nel paese: su 968 abitanti ne morirono 592 (247 femmine e 354 maschi).

Da Bergamo arrivò l'ordine di costruire 40 baracche grandi che potessero ospitare da 35 a 40 persone sulle rive del Serio al confine con Grassobbio; qui vennero trasferiti gli infetti e i sospetti più poveri perché il Lazzaretto di Bergamo era riservato ai cittadini più importanti. Queste baracche poi divennero 60; erano circondate da uno steccato e sorvegliate da guardie. Chi entrava veniva lavato, curato e tenuto in quarantena.