Biografia

Figlio di un bracciante agricolo, cominciò a poetare giovanissimo, incoraggiato dalla madre.

Fortemente attaccato alle sue origini e al mondo semplice della puszta, fu profondo cultore del canto popolare magiaro, da cui ha desunto modi e inflessioni, trasferendoli nelle sue liriche, e quindi diventò esponente di riguardo della corrente poetica nazional-popolare che, sulle orme di Sándor Petőfi e J. Arany, illustrò i sentimenti della gente di campagna nelle sue opere, Ibolyalevél (Foglie di viola, 1922); Világ végén (In capo al mondo, 1924); Emlék (Ricordo, 1940); Villám és virág (Fulmine e fiore, 1941), inserendovi elementi di simbolismo.

Assieme ad altri intellettuali ungheresi degli 'anni trenta', D. Szabó tra i primi, fu l'animatore di un movimento per la riscoperta e lo studio delle tradizioni folcloristiche regionali.

Abbandonò poi improvvisamente le sue posizioni per passare all'estrema destra, scrivendo versi antisemiti, e fu condannato, alla fine della guerra, per collaborazionismo. Delle sue esperienze parlano le raccolte di liriche Visszatérés (Ritorno, 1954) e Csipkebokor (Cespuglio di rosaspina, 1955).

Fautore sempre di ideali estremistici, talvolta sociali e in alcuni casi razziali, patì la prigione tanto sotto il regime di Horthy quanto sotto quello di Rákosi.

Opere Ibolyalevél (Foglie di viola, 1922); Világ végén (In capo al mondo, 1924); Emlék (Ricordo, 1940); Villám és virág (Fulmine e fiore, 1941); Visszatérés (Ritorno, 1954); Csipkebokor (Cespuglio di rosaspina, 1955).

Note

Bibliografia

ISBN 978-88-7180-422-4 e ISBN 978-88-7180-488-0

Voci correlate Storia della letteratura Letteratura ungherese

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