Suzzara (IPA: , Süṣèra in dialetto basso mantovano) è un comune italiano di abitanti della provincia di Mantova. Situata nella Pianura padana, sulla riva destra del Po, fa parte dell'Oltrepò mantovano e del Basso mantovano, e si trova nella parte meridionale della provincia. È il terzo comune della provincia per popolazione, dopo il capoluogo e Castiglione delle Stiviere.
Storicamente contesa tra Mantova e Reggio Emilia, tra il 1010 e il 1313, fu molto attiva nel periodo del Risorgimento italiano e si sviluppò come patria del socialismo sin dai suoi primordi. Vide la nascita dell'industria di costruzione di macchine agricole, tra cui si distinse la ditta Fratelli Casali. oggi Iveco, fondata nel 1891 che rese la città il primo polo industriale del Mantovano.
È nota come la Città del Premio per il rinomato Premio Suzzara, che si svolge ogni anno alla Galleria.
Geografia fisica Suzzara è inserita in un paesaggio tipicamente fluviale e padano. Suzzara si trova nella regione Lombardia, nel settore sud – occidentale della provincia di Mantova, confina con la regione Emilia-Romagna ed è parte delle terre dell'Oltrepò mantovano. Il comune sorge sulla sponda destra del fiume Po, al di sotto di una grande ansa che raccoglie le acque del fiume Oglio Il centro abitato è attraversato in zona nord dal 45º parallelo, la linea equidistante fra il Polo nord e l'Equatore.
Territorio
Suzzara si estende per a una altitudine media di s.l.m.. Il comune confina a nord con Motteggiana, a sud con Luzzara, in Emilia-Romagna, a ovest con Dosolo e Viadana e ad est con i comuni di Pegognaga e Gonzaga.
Classificazione sismica: zona 4 di pericolosità molto bassa, vedi Ordinanza del PCM n. 3519/2006.
Idrografia In origine Suzzara si trovava alla sinistra del fiume Po. Con il progressivo spostamento dell'alveo del fiume verso nord a causa di alluvioni appenniniche, il corso principale si è ridotto all'attuale canale “Po vecchio” che si trova a sud di Suzzara, mentre quello che prima era solo un ramo è diventata l'ansa che attraversa il territorio di Suzzara.
Suzzara, come dice il nome, si trova a sud del canale Zara, che viene ritenuto generalmente l'ultimo tratto dell'Oglio che, catturato dal Po nella sua migrazione verso nord, è rimasto praticamente senza bacino imbrifero e quindi con alimentazione assai ridotta rispetto alle dimensioni dell'alveo che ancora oggi si possono vedere.
Clima Come il resto della Pianura Padana il clima è di tipo temperato umido (Köppen Cfa) con caratteristiche continentali, estati calde e asciutte e inverni piuttosto rigidi. Clima inoltre tipico della Bassa padana. In particolare gli inverni sono poco piovosi e con giornate di nebbia; le estati tendono a essere afose con precipitazioni a carattere temporalesco; le primavere e gli autunni sono generalmente piovosi.
Origini del nome Il toponimo deriva dal latino subaqueum Zara ovvero sotto l'acqua (subaqueum) dello Zara (propriamente "giara"), nome che identifica una diramazione dell'Oglio che sfociava nel Po nei dintorni di Governolo e passante per questa cittadina.; come altri corsi d'acqua ha un appellativo che si riconduce a un vaso da liquidi..
Il nome Suzzara si trova per la prima volta menzionato l'8 settembre 872 in un diploma dell'imperatore Ludovico II il Giovane, indirizzato a Roffredo vescovo di Reggio Emilia..Si trattava dell'isola di Suzzara, così chiamata perché circondata da diversi corsi d'acqua, fra cui la Zara: il canale Zara che ne delimitava la parte nord, il Po a ovest e il “Po Vecchio” al confine sud-est.
Nei primi documenti compariva in varie forme: Suzaria, Sozara (secolo XII), Sugaria (secolo XIII), Sycaria, Suczaria, Syguaria e forme simili, in quanto l'antica z in periodo medioevale si è trasformata in g..
Storia Le origini Il più antico documento relativo all'esistenza di Suzzara risale all'anno 870, nel quale, tuttavia, veniva fatta menzione dell'intera "isola" di Suzzara e non esclusivamente del centro abitato. In questa prima attestazione si cita Suzzara in quanto le venne cambiata l'amministrazione da parte dell'imperatore Ludovico II il Giovane. Dall'abbazia di Leno di Brescia Suzzara passò alla curia di Reggio. La donazione fu ribadita da Carlo il Grosso nell‘879, nel 900 e nel 999. È certo invece che Suzzara fu la prima terra che nella contesa tra Mantova e Reggio Emilia passò al territorio mantovano, come emerge nell'elenco degli Statuti Bonacolsiani datati tra il 1303 e il 1313, a differenza di Pegognaga, Gonzaga e Bondeno per le quali si stabilì un co-dominio tramite il contratto denominato "Regula Padii". Inoltre in parecchi altri diplomi imperiali contemporanei l'isola di Suzzara è nominata tra le entità fatte oggetto di donazione alla chiesa di Mantova. In ogni caso è lecito anche supporre il passaggio dalla contea di Brescia a quella di Reggio Emilia che a sua volta ne cedette una porzione nel 1010 al marchese Bonifacio di Canossa, restando sotto il governo dei Canossa, titolari di entrambe le contee. Il passaggio a Mantova avvenne probabilmente nel 1280, ovvero dopo la conquista dell'Isola da parte di Pinamonte Bonacolsi, senza che vi fosse più alcuna rivendicazione da parte della Curia reggiana o un intervento armato di Reggio Emilia. Pochi anni dopo la famiglia Ippoliti, non avendo digerito il passaggio di reggenza e non avendo mai sopportato la politica dei Bonacolsi, insorse aiutata da alcune famiglie reggiane. La rivolta venne sedata subito.
Il periodo gonzaghesco Subentrati i Gonzaga in Mantova (ufficialmente nel 1332, dopo la rivolta ai Bonacolsi del 1328) e scemato il potere degli scaligeri di Verona, dopo la morte di Cangrande della Scala il capoluogo provinciale si trova in guerra contro i Visconti di Milano. Le prime schermaglie dei milanesi (1357 e 1368) partirono dal cremonese e, risalendo il fiume Oglio, arrivarono a distruggere Borgoforte e Governolo. Ma con la presa della casata milanese di Reggio (1371), comprata per 30.000 ducati d'oro ai discendenti di Feltrino Gonzaga (i quali danno origine al primo ramo cadetto della famiglia Gonzaga di Novellara e Bagnolo), il fronte d'attacco milanese si espanse. Ludovico II Gonzaga per correre ai ripari decise, l'anno seguente, di fortificare tutta la zona a sud del mantovano; dando il via alla costruzione del castello in muratura in Suzzara. Le truppe di Jacopo dal Verme conquistarono Suzzara nel 1397 e dopo un anno di tregua fra le due casate, Suzzara, nel 1399 torna ai Gonzaga, dopo un anno di reggenza di Carlo I Malatesta.
Il periodo austriaco e francese Il XVIII secolo fu caratterizzato dal dominio degli austriaci (dal 1708 al 1797). Nell'epoca del governo dello Stato di Mantova decentrato a Milano, Suzzara fu decretata Pretura di limitata giurisdizione da parte di Maria Teresa, figlia di Carlo VI. Di conseguenza nel 1750 ottenne un Pretore, che risiedeva nell'attuale sede municipale. Il XVIII secolo fu invece caratterizzato da una breve dominazione francese, a seguito della presa di Mantova da parte di Napoleone Bonaparte nel 1796. Il 9 giugno i francesi entrarono a Suzzara per porvi il campo militare. Soccorsi dagli austriaci nell'estate, i suzzaresi costrinsero i francesi alla ritirata. In questa occasione alcuni suzzaresi arrestarono dei soldati francesi e per questo motivo poco tempo dopo subirono le rivendicazioni di questi ultimi, che a seguito di processo ottennero la cessione di alcuni oggetti preziosi della Chiesa. Questa sistemazione durò fino al 1814 quando tornarono nuovamente gli austriaci.. Questo periodo fu caratterizzato da una condizione di estrema periferia per Suzzara, che ne condizionò la vita politica, sociale ed economica fino al 1866. Le cause di ciò si riscontrano nelle difficili condizioni infrastrutturali, vista l'assenza di un ponte tra Suzzara e Mantova e la presenza di un sistema ferroviario e viario poco sviluppato. Soltanto dopo l'Unità d'Italia inizierà un vero e proprio processo di sviluppo economico..
Il periodo risorgimentale
Il periodo del Risorgimento vide una grande partecipazione della gioventù suzzarese, come testimonia la targa di marmo posta sulle mura della Torre Civica che riporta i nomi di giovani combattenti. In particolare durante la Prima guerra d'indipendenza italiana si formò un Comitato di Pubblica Sicurezza, che fungeva da vero e proprio centro di direzione politica locale. In questo contesto Suzzara venne quindi gestita dallo schieramento patriottico locale. Tuttavia i patrioti suzzaresi non erano soltanto liberal-moderati. Molti giovani infatti andarono a ingrossare le file dei volontari nei corpi franchi mantovani durante la Prima guerra d'indipendenza italiana e per questo verranno arrestati dalla polizia austriaca in quanto "Compromessi politici". In totale i suzzaresi che hanno combattuto la guerra furono 32. Il fenomeno avvenne anche durante la Seconda guerra d'indipendenza italiana, quando alcuni giovani abbandonarono il Lombardo-Veneto per combattere come volontari con i piemontesi. Anche durante la Spedizione dei Mille i suzzaresi si distinsero e tra questi le cronache ricordano Emilio Buttironi e Telesforo Cattoni.
Suzzara entrò a far parte del giovane Regno d'Italia solo al termine della terza guerra d'indipendenza, a seguito del plebiscito delle province venete e di quella di Mantova del 1866.
Suzzara post unitaria Nel 1868 fu fondata la Società di mutuo soccorso degli operai di Suzzara, che col tempo passò dall'avere carattere puramente assistenziale ad assumere carattere sindacalista, un po' come avvenne in tutta Italia. Un episodio emblematico del fermento suzzarese di quell'epoca fu la “marcia dei cinquecento” del 1878, durante la quale 500 braccianti senza lavoro marciarono con le loro carriole e i loro attrezzi verso la sede del Municipio. Il contado suzzarese, specialmente Sailetto e Tabellano, prese parte attiva al moto La Boje (1884-1885) tant'è che uno dei maggiori protagonisti del moto fu Clemente Nizzoli di Sailetto.. Furono questi anche gli anni di una forte crescita economica, che toccò il suo apice tra il 1880 e il 1914, grazie ad alcuni fattori importanti, quali lo sviluppo del capitalismo nelle campagne, la realizzazione della ferrovia, le abilità di un pioniere quale fu Francesco Casali, ma anche la scuola, la cultura, l'etica del lavoro e l'importante opera di riordino urbano attuata da Francesco Piazzalunga..
Nel 1873 venne ultimato il ponte di ferro sul Po, grazie alla formazione di una “Società Anonima per la costruzione e per l'esercizio di un ponte di chiatte sul fiume Po presso Borgoforte”, che si attivò come prima cosa per realizzare un collegamento tra le due sponde. Nel 1869. fu aperta la linea ferroviaria Mantova-Modena, alla quale il comune concorse pagando 6000 lire. Bisogna ricordare che il ponte ferroviario sul Po, tra Motteggiana e Borgoforte, fu terminato nel 1874. Nel 1883 fu invece costruita la Ferrovia Parma-Suzzara e l'anno successivo la Ferrovia Suzzara-Ferrara. Da allora la rete ferroviaria suzzarese continuò a potenziarsi, tanto che nel 1928 si creò il percorso La Spezia-Verona-Brennero via Parma-Suzzara-Mantova, che restò in funzione per due anni.
Le Società operaie e le agitazioni che si erano susseguite verso la fine dell'Ottocento, fecero di Suzzara terreno fertile per la nascita del socialismo, che si sviluppò in tutta Italia a partire da Genova nel 1892. Il partito nascente poté contare su uomini pieni di fede e capacità: Achille Menotti Luppi, Vittorio Fiorenzano, Pietro Aleotti, Francesco Marangoni per citarne alcuni. Nel 1894, sotto la guida di Luppi il Partito Socialista Italiano era ben organizzato tanto che l'anno dopo fu costituito un circolo culturale socialista con relativa biblioteca; nel 1895 i socialisti entrarono come minoranza in Consiglio Comunale. Nel 1899 Achille Luppi Menotti dopo l'avanzata del socialismo in Italia divenne il primo sindaco socialista della città..
Il Novecento