La conquista della Spezia è stato un episodio militare legato alla campagna d'Italia della sesta coalizione, svoltosi tra il 25 e il 26 marzo 1814 tra la guarnigione francese della Liguria orientale e un corpo di spedizione britannico.. Si concluse con la vittoria dei coalizzati che impartì una dura sconfitta alle forze napoleoniche in Liguria e che pose le premesse per l'assedio di Genova.

Contesto strategico All'inizio del 1814, nel pieno della campagna d'Italia, il viceré Eugenio di Beauharnais aveva avuto notizia che un corpo di spedizione anglo-siculo al comando del tenente generale William Bentinck si stava costituendo in Sicilia (sotto la protezione dei britannici fin dal 1806) per occupare Livorno e Genova.. Ordinò pertanto al generale Maurizio Ignazio Fresia di raggiungere il capoluogo ligure, per sostituire l'ammalato generale Louis Antoine Choin de Montgay alla testa della 28ª Divisione.

Il generale Fresia, giunto sul posto, constatò che al suo comando c'erano in realtà solo soldati circa, oltretutto distribuiti fra La Spezia, Bardi, Gavi, Borgo Val di Taro, Pontremoli, Genova, Savona e in capisaldi litoranei; egli inviò subito una richiesta di rinforzi, che tuttavia gli furono negati. Dispose allora l'esecuzione di una serie di affrettati lavori di irrobustimento alle fortificazioni e distaccò il generale di brigata Jean Victor Rouyer perché difendesse la linea del fiume Magra e coprisse anche Pontremoli con un reparto tratto dalla riserva del Levante.

Svolgimento della battaglia La coalizione prepara lo sbarco

La Coalizione preparò lo sbarco a marzo, mentre il quadro tattico si faceva critico per le truppe napoleoniche, come riconobbe il generale Jean-François Porson in due dispacci indirizzati al generale Martin Vignolle, capo di stato maggiore dell'Armata d'Italia. Nelle lettere Porson sottolineava la pericolosa mancanza di truppe sufficienti a difendere non solo il golfo della Spezia, ma anche la stessa Genova, ordinava di trasferire gran parte delle bocche da fuoco, polveri e munizioni dalle batteria della Spezia, indicava la strada migliore da seguire in caso di ritirata e, seguendo le istruzioni del principe Camillo Borghese, chiedeva di formare a Rapallo una consistente riserva al comando di Rouyer pronta a precipitarsi nei vari luoghi sotto attacco e servire da appoggio ai distaccamenti degli avamposti che si trovavano nelle località con maggiore facilità di sbarco. Fresia avrebbe preferito evacuare il golfo per evitare che la Coalizione potesse bloccare la ritirata e per concentrarsi sulla difesa di Genova, ma questa strategia non fu adottata perché avrebbe lasciato scoperto il dipartimento degli Appennini. Oltre alle questioni prettamente strategiche, la prima lettera di Porson sollevava un altro problema, di tipo sociale, relativo agli oltre 600 forzati rinchiusi nel Lazzaretto del Varignano. Il principe Borghese ordinò di farli trasferire.

Il 17 marzo le truppe della Coalizione conquistarono Pontremoli, bloccando l'accesso al passo della Cisa ai napoleonici. Essendo i soldati sotto il suo comando sparsi per le località della costa e insufficienti a difendere efficacemente La Spezia, Fresia ordinò a Rouyer di limitarsi a difendere il Magra dalla posizione di Sarzana.. Ordinò inoltre di spostare quanto più materiale e artiglierie possibili verso Genova, dove in quel momento erano molto più urgenti e utili.

Il 28 febbraio intanto era salpata da Palermo una squadra navale britannica. comandata da Josias Rowley e composta dalle unità America, Edinburgh, Imperieuse, Iphigénie, Aurore, Arc-en-ciel, Sirène e Termayant, più altri trasporti. La squadra arrivò a Livorno il 9 marzo, sbarcando il giorno successivo. Era composta da cavalieri e - fanti. I fanti britannici erano distribuiti in due reggimenti (21º e 62º) mentre tutti gli altri uomini erano tedeschi, sardi e siciliani. Pochi giorni dopo le navi da carico ripartirono per Palermo per imbarcarvi la 2ª Divisione, composta da oltre uomini....

I britannici preparavano l'invasione della Liguria con gli eserciti accampati attorno a Pisa e a Lucca ma aspettavano l'arrivo di un nuovo convoglio proveniente dalla Spagna che trasportava cinque battaglioni di truppe da sbarco. Quando il convoglio fu in vista, il 23 marzo si schierarono alla sinistra del Magra e di conseguenza le truppe napoleoniche di stanza a Sarzana dovettero ripiegare, lasciando il comune alle forze di Bentinck..

L'attacco e la conquista della città

Per proteggere il ripiegamento, il 24 marzo i francesi piazzarono un cannone alla foce del Magra e due sul Colle dei Cappuccini ed eressero una barricata per ostruire la strada che dal cimitero conduceva a La Spezia. Nella notte, tuttavia, appresero della conquista britannica di Sarzana e dall'arrivo nel pomeriggio a Lerici di una fregata della Royal Navy. Consapevoli di trovarsi in una potenziale trappola, iniziarono il piano per l'abbandono definitivo della città.

La battaglia per La Spezia cominciò ufficialmente il 25 marzo, con l'arrivo del convoglio britannico proveniente dalla Spagna. Sbarcò a Lerici con la protezione del fuoco dei vascelli da guerra e fanti di marina britannici iniziarono subito a prendere posizione nei punti cruciali, dove la Royal Navy riteneva che potessero trovarsi ammassate numerose truppe francesi. Le prime navi britanniche ad arrivare nel golfo furono la Swallow e la Edinburgh, seguite poco dopo dall'America (al comando di Josias Rowley), dalla Cephalus, dalla Furieuse (comandante William Mounsey), dalla corvetta siciliana Aurora, dalla fregata da 32 Mermaid (comandante David Dunn), dal brigantino da 18 Termagant (comandante John Lampen Manley) e da altre unità minori, squadra che, agli ordini di Rowley, aveva imbarcato a Palermo l'armata di Bentinck. La forza era formata dalla 1ª Divisione del maggior generale Henry Tucker Montresor, composta da fanti britannici sotto il comando diretto di Montresor e siciliani comandati dal brigadiere borbonico Filippo Roth., più i fucilieri dell'8º Battaglione di linea della King's German Legion, il 1st Regiment Greek Light Infantry e una brigata della Italian Levy.

Una palla di cannone colpì la polveriera della Batteria Santa Teresa, vicino al punto di sbarco, causando una devastante esplosione, a causa della quale le cannoniere che si erano avvicinate alla costa dovettero abbandonare precipitosamente la posizione. L'esplosione fu così forte da provocare una coltre di fumo sulla costa orientale del golfo che durò più di un'ora. Il numero di morti tra militari e civili è sconosciuto.

Durante la giornata avvennero alcuni scontri sul Magra. I battaglioni che erano sbarcati a Lerici si erano avvicinati al Vara, minacciando la sinistra francese: Rouyer iniziò a pensare di ritirarsi verso Chiavari. Questa scelta era dovuta anche al fatto che le navi britanniche si stessero portando verso il golfo del Tigullio. Se fosse avvenuto uno sbarco, le forze di Rouyer sarebbero state tagliate fuori e Genova si sarebbe ritrovata senza metà dei suoi mezzi di difesa e dei suoi uomini. Il giorno successivo, quindi, iniziò la ritirata francese lungo la strada del passo del Bracco e Rouyer lasciò soltanto una piccola guarnigione nella Fortezza di Santa Maria, nel comune di Portovenere. Affidò la cura dei forzati al bagno penale alla Municipalità della Spezia..

I britannici completarono l'occupazione di La Spezia nel pomeriggio del 26 marzo con l'ingresso al castello San Giorgio, ma non attaccarono i reparti francesi in ritirata ed evitarono di porre immediatamente l'assedio alla Fortezza di Santa Maria per attendere i rinforzi dalla Sicilia. Mandarono delle truppe a Pontremoli, da dove stabilirono contatti con l'armata austro-napoletana accampata a Borgo Val di Taro. Però disarmarono l'arsenale della Marina di La Spezia e asportarono le artiglierie.

Conseguenze Dopo la conquista di La Spezia, William Bentinck nominò governatore della città il marchese Grimaldo Oldoini mentre gli abitanti formarono un consiglio provvisorio guidato dal conte Giovanni Federici per gestire l'amministrazione. L'assedio della Fortezza di Santa Maria, ultima roccaforte napoleonica nel golfo, durò quattro giorni, con la guarnigione che si arrese il 30 marzo.

Il 2 aprile i britannici stabilirono il contatto con la divisione austriaca del maggior generale Laval Nugent von Westmeath attraverso l'Appennino ligure e il giorno seguente presero il controllo di Borghetto di Vara e Levanto, respingendo le truppe napoleoniche. Pochi giorni dopo sbarcò la 2ª Divisione del tenente generale Robert Henry MacFarlane, portando a oltre gli effettivi per l'assedio di Genova di Bentinck.

Note

Bibliografia

Voci correlate Campagna d'Italia (1813-1814) Caduta del Regno d'Italia (1814)

Collegamenti esterni

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