L'Analisi Transazionale è una teoria psicologica sviluppata da Eric Berne negli anni '50. Si basa sull'idea che la personalità di un individuo sia composta da tre stati dell'Io: Genitore, Adulto e Bambino. Questi stati influenzano pensieri, emozioni e comportamenti, e l'analisi delle interazioni tra essi, chiamate "transazioni", aiuta a comprendere e migliorare le dinamiche relazionali.

Nascita e sviluppo dell'analisi transazionale

La teoria originaria dell'Analisi Transazionale, così come venne elaborata da Eric Berne, ha radici nella psicoanalisi, ma si distingue per il suo approccio più accessibile e pragmatico. Piuttosto che essere una semplice evoluzione in senso relazionale della psicoanalisi freudiana, può essere considerata una riformulazione che integra elementi della fenomenologia e della teoria della comunicazione, distaccandosi dall'impianto più strettamente metapsicologico della psicoanalisi classica.

Le basi empiriche e fenomenologiche dell'Analisi Transazionale, unite a una struttura epistemologica influenzata dal pragmatismo filosofico, ne fanno non solo una teoria della personalità, ma anche una teoria dello sviluppo e della comunicazione interpersonale. A differenza della concezione freudiana, che in alcuni suoi modelli iniziali utilizzava metafore meccanicistiche o idrauliche per descrivere il funzionamento della psiche, l'Analisi Transazionale pone maggiore enfasi sulla funzione sociale del linguaggio e sulle transazioni comunicative, rendendo il processo terapeutico più centrato sul qui e ora.

Anche gli influssi dell'approccio centrato sulla persona di Carl Rogers sono evidenti nell'Analisi Transazionale, in particolare per l'attenzione all'autenticità, all'empatia e ai bisogni individuali del paziente. Tuttavia, a differenza dell'approccio rogersiano, l'AT mantiene una struttura più direttiva e basata su contratti terapeutici che definiscono gli obiettivi del percorso. Negli anni cinquanta, la teoria della comunicazione conobbe importanti sviluppi grazie agli studi della Scuola di Palo Alto e ai progressi nella cibernetica. Berne integrò alcuni di questi concetti nella sua teoria, formulando le Regole della comunicazione che rappresentano una sintesi delle conoscenze dell'epoca applicate alla psicologia analitico-transazionale.

Berne morì nel 1970, lasciando aperte diverse questioni teoriche che non ebbe il tempo di elaborare compiutamente. Dopo la sua scomparsa, l’Analisi Transazionale conobbe una fase di ampliamento e integrazione, in cui studiosi e terapeuti arricchirono il modello originario con contributi provenienti da altre scuole teoriche, in particolare dalla Gestalt Therapy e dagli approcci cognitivo-comportamentali. Questo processo portò l’AT a evolversi in direzioni più eclettiche, mantenendo alcuni elementi delle sue radici psicodinamiche, ma sviluppando anche nuove prospettive terapeutiche più strutturate e orientate al cambiamento cognitivo e comportamentale.

Negli stessi anni, l’Analisi Transazionale venne scoperta dall’editoria divulgativa americana, orientata alla manualistica semplificata e ai testi di auto-aiuto. Libri come I’m OK – You’re OK di Thomas Harris e Born to Win di Muriel James e Dorothy Jongeward contribuirono alla diffusione dell’AT presso il grande pubblico, ma al prezzo di una certa semplificazione dei concetti teorici. Questo portò a un'ampia adozione dell’AT in ambito formativo e aziendale, contribuendo alla percezione, ancora oggi diffusa in alcuni ambienti, di una teoria più adatta alla formazione manageriale e alla crescita personale che all’applicazione terapeutica. Tuttavia, mentre l’AT veniva riformulata in chiave divulgativa, il suo sviluppo clinico continuava grazie al lavoro di autori come Richard Erskine, che ne approfondirono gli aspetti terapeutici e relazionali.

Un approccio approfondito all'Analisi Transazionale (AT) consente di coglierne le peculiarità teoriche e cliniche, al di là delle semplificazioni tipiche degli approcci divulgativi. In particolare, i legami con la psicoanalisi freudiana risultano evidenti, non solo per le analogie tra le topiche freudiane e i tre stati dell’Io proposti da Berne, ma anche per l'importanza attribuita all’analisi del transfert e del controtransfert in una parte significativa della pratica terapeutica transazionale.

Uno dei concetti centrali della teoria berniana, il copione (life script), è stato definito da alcuni autori come "un dramma transferale", a sottolineare quanto le dinamiche relazionali precoci influenzino profondamente la costruzione del proprio piano di vita. La vicinanza tra AT e psicoanalisi è così stretta che autori italiani come Carlo Moiso e Michele Novellino hanno delineato una vera e propria corrente psicodinamica all’interno dell’Analisi TransazionaleMoiso, C. (1985). "Il copione come dramma transferale". In Quaderni di Psicoterapia Analitico-Transazionale.Novellino, M. (1993). "Transfert e controtransfert nella psicoterapia ad orientamento analitico transazionale"..

Negli ultimi anni, la teoria dell’AT ha conosciuto un rinnovato sviluppo grazie al contributo di studiosi anglosassoni, orientato all'integrazione con le più recenti scoperte neuroscientifiche. In particolare, si indaga oggi sulle basi neurofisiologiche degli stati dell’Io, sull’accesso alle memorie implicite e sulla formazione delle memorie episodiche, in un dialogo sempre più stretto tra AT, neuroscienze e psicoterapia relazionale contemporanea.

Le scuole teoriche L'evoluzione post berniana della teoria analitico transazionale ha dato origine ad alcune scuoleNovellino M., (1991) Psicologia clinica dell'Io, Astrolabio Ubaldini, Roma. ISBN 978-88-340-1014-3: la scuola classica, che si fonda sull'opera originaria di Berne; la scuola della ridecisione, basata sullo sviluppo operato da Bob e Mary Goulding;Goulding M., Goulding R.L. (1983) Il cambiamento di vita nella terapia ridecisionale, Astrolabio Roma. la scuola della rigenitorializzazione, fondata dai coniugi Schiff, particolarmente orientata alla terapia delle psicosi.Schiff A.W., Schiff J.L., (1971) Passivity (Passività e le quattro disconferme). TAJ, 1, 1, pp. 71-78. la scuola eclettica, sul pensiero di Erskine e ZalcmanErskine R.G., Zalcman M.J., (1979) The Racket System: A Model for Racket Analysis. TAJ, 9, pp. 51-59., da cui si evolverà, a partire dagli anni settanta, la scuola integrativa che darà vita alla Associazione Internazionale di Psicoterapia Integrativa (I.I.P.A.). (I.I.P.A.)

Principi teorici I tre stati dell'io L'analisi transazionale teorizza l'io come formato da tre strutture rappresentate graficamente come una sola personalità, ovvero i tre Stati dell'Io, ognuno con le proprie funzioni: Genitore (Esteropsiche) Adulto (Neopsiche) Bambino (Archeopsiche)

La comunicazione tra due individui può essere letta come una transazione (o scambio) tra stati diversi o omologhi dei due io, quindi si parla nel primo caso di "transazioni incrociate" e nel secondo di "transazioni complementari".

Ogni comunicazione avviene su due livelli che si influenzano reciprocamente, il contenuto (il cosa si dice) e la forma (il come lo si dice). Si comunica secondo segnali verbali e non verbali e se il verbale è contraddetto dal non verbale, si ha unincongruenza (un meccanismo simile a ciò che nella teoria di Bateson è detto "Doppio legame"). Ciascuno di noi è libero e responsabile dei propri comportamenti.

Ogni stato dell'Io ha connotazioni positive e connotazioni negative, a seconda che favorisca oppure impedisca l'indipendenza della persona.

Io Genitore

La parte genitoriale dell'io è quella dove sono custoditi i sentimenti, i comportamenti, le emozioni, gli insegnamenti, gli esempi che noi abbiamo appreso dai nostri genitori e figure che ci hanno educatoEric Berne, Analisi transazionale e psicoterapia. Quando una persona si trova nello stato Genitore, egli reagisce secondo i modelli di suo padre o sua madre. Il Genitore si manifesta in due modi: come influenza e come stato attivo dell'io. Quando è attivo, la persona reagisce come i suoi reagivano. Quando è un'influenza, egli reagisce come i suoi volevano che lui reagisse.

Il Genitore si divide in due tipi: normativo e affettivo, ognuno dei quali ha il suo aspetto positivo e negativo. La funzione genitoriale normativa, nella sua accezione positiva, guida, insegna e offre regole e valori, mentre nella sua accezione negativa egli critica, impone, rimprovera, punisce, svaluta. La funzione genitoriale affettiva, nella sua accezione positiva cura e incoraggia, mentre nella sua accezione negativa è iperprotettiva, si sostituisce e condiziona l'affetto ad un avereIan Stewart, Wann Joinas, Analisi transazionale, guida alla psicologia dei rapporti umani.

Io Adulto

La parte adulta è la parte razionale di tutti noi, dove si elaborano le informazioni. L'Adulto esamina la situazione e valuta di conseguenza, effettuando un "calcolo di probabilità". Se, ad esempio, devo attraversare la strada, il mio Adulto mi deve dire che ci sono buone probabilità che non mi investano. È da notare che il concetto di Adulto di Berne si ritrova nel concetto cognitivista di "mente come elaboratore dell'informazione".

Lo stato adulto, nella sua funzione positiva vive oggettivamente la realtà, vivendo il "qui e ora", non drammatizza l'errore e decide in base a ciò che è noto; qualora sia contaminato e non ben funzionante trascura le emozioni ed i valori e non si cura dei rapporti interpersonali. Quindi, quando sono nell'adulto, io uso tutte le mie facoltà intellettuali so valutare la situazione.

Io Bambino

La parte bambino dell'Io è dove è racchiusa la spontaneità e l'emotività. Il Bambino racchiude tutte quelle esperienze, quei comportamenti che noi mettemmo in atto nella nostra infanzia. Quando sono nel Bambino io mi comporto non come un bambino in generale, ma come io mi comportavo quando ero bambino.

Il Bambino si divide in adattato e naturale, che ha i suoi aspetti positivi e negativi come il Genitore. Il Bambino adattato è obbediente, buono, docile, sotto il controllo del Genitore interiore. Il Bambino naturale è spontaneo, allegro, non controllato dal Genitore interiore. Gli aspetti del Bambino Adattato sono positivo, che accetta le regole, collabora e agisce per farsi accettare, e quello negativo che si sottomette alle regole, si compiange e subisce per farsi accettare.

Bambino Ribelle positivo, che ha spirito d'iniziativa, e quello negativo che è sempre contrario per principio.

Bambino Libero positivo, che si esprime in tutto liberamente, mostrandosi apertamente, e quello negativo che ha paura ad esporsi ed esprimersi, è intimidito e si isola.

Le tre 'fami' Perché la nostra psiche si mantenga in equilibrio, essa deve soddisfare le sue 'fami'. Ve ne sono di tre tipi: fame di stimolo: tutti gli esseri umani vanno alla ricerca di stimoli e sensazioni; fame di riconoscimento: ognuno di noi ha bisogno di sapere che esiste, che non è un fantasma in mezzo agli altri; fame di struttura: come strutturare il tempo nelle ore di veglia.

Come soddisfare le 'fami': carezze e transazioni Cammino per la strada, incontro un amico e lo saluto. Lui mi risaluta. Ci siamo appena scambiati due "carezze". Berne definisce una carezza come "qualsiasi atto che implica il riconoscimento dell'altra persona". Salutando il mio amico io l'ho riconosciuto, cioè mi sono accorto di lui, e così lui sa di esistere. Le carezze quindi soddisfano le due fami di stimolo e di riconoscimento. Una serie di carezze si definisce transazioneIan Stewart Wan Joinas, Analisi transazionale. Più sotto parleremo della stroke economy, teoria ideata da Claude Steiner, altro analista transazionale importante.

Esempio di transazione Il marito chiede: "Sai dov'è la mia cravatta nera? Non la trovo da nessuna parte" (Adulto → Adulto). Se la moglie risponde: "Non so, non l'ho vista", abbiamo una transazione complementare (Adulto → Adulto).