LIsola (l'Isola in dialetto milanese, AFI: ) è un quartiere Nel Comune di Milano, a differenza di quanto avviene per altre grandi città, (ad esempio Roma) il termine “quartiere” non ha attualmente un preciso significato amministrativo. Nel Medioevo e fino all’Ottocento, Milano, che ha una pianta circolare, prima delimitata dalla cerchia dei Navigli, poi dalle Mura spagnole, era ufficialmente divisa in Sestieri, ciascuno a forma di spicchio, corrispondenti alla sei antiche porte che si aprivano nelle mura. Oggi, invece, a Milano il termine “quartiere” viene usato nel linguaggio comune per indicare - approssimativamente - una zona cittadina che di solito ha confini non perimetrati ufficialmente e quindi mutevoli, anche nel tempo. Nel secondo dopoguerra il Comune ha suddiviso la città in venti zone, poi ridotte a nove, ciascuna denominata “Municipio”. Dal 2017 (Delibera di Consiglio comunale n. 35 del 13/03/2017) all'interno dei 9 Municipi, il Comune ha definito un’ulteriore suddivisione in 88 zone più piccole, perimetrate, dette “NIL” (Nuclei di Identità Locale), anche al fine di definire/perimetrare/denominare/numerare le zone cittadine finora dette “quartieri” di Milano. Fa parte del Municipio 9, di cui costituisce il NIL n. 11 "Isola". I NIL (Nuclei di Identità Locale) corrispondono alle “unità minime di programmazione” previste all'interno del PGT (Piano Governo del Territorio) del Comune di Milano. Vedi mappa e altre informazioni sui NIL in: Nuclei di Identita’ Locale (NIL) e Nuclei d'Identità Locale (NIL) VIGENTI - PGT 2030
Geografia fisica L'Isola è situata a nord di Porta Garibaldi (fino al 1860 chiamata Porta Comasina, da quell'anno ridenominata Porta Garibaldi dai milanesi, grati a Giuseppe Garibaldi, comandante dei Cacciatori delle Alpi, vittorioso a Varese e San Fermo, per il suo contributo alla liberazione di Milano dal dominio austriaco). L'intitolazione a Garibaldi è stata poi riconfermata con la delibera del Consiglio Comunale di Milano del 12-13 settembre 1865 che ha approvato la riorganizzazione e ridenominazione della toponomastica cittadina. Fino a qualche decennio fa i milanesi chiamavano il quartiere "Isola di porta Garibaldi" o "Isola Garibaldi"; oggi il nome più usato è semplicemente "Isola", come specificato alla fine della sezione "Origine del nome".
Ha origine dal borgo lineare Altri esempi di borghi lineari, sorti a Milano ai lati di strade uscenti da porte cittadine: Borgo degli Ortolani, "el borgh di scigulatt”, sviluppatosi fuori porta Tenaglia ai lati della antica strada per Varese, ora chiamata via Canonica; Borgo San Gottardo, "el borgh di furmagiàtt", fuori porta Ticinese, ai lati della strada per Pavia. che dal primo Ottocento si era sviluppato “fuori porta” nel Comune dei Corpi Santi, ai lati dell'antica strada Comasina, a spese della preesistente campagna. Ma da metà Ottocento la continuità della strada e del suo borgo fu interrotta dalla costruzione trasversale degli impianti ferroviari che oggi fanno capo alla stazione Garibaldi. Dal 1878 alla strada Comasina venne attribuito il nome attuale di corso Como fino alla stazione, ed oltre questa, più a nord in direzione di Como, di via Borsieri, continuata da via Thaon di Revel. Il quartiere rimase così diviso in due parti, la sud più vicina al centro di Milano e la nord oltre le ferrovie.
Originariamente, il nome Isola veniva attribuito dai milanesi a tutta la zona immediatamente a nord di porta Garibaldi, del ponte delle Gabelle e di porta Nuova, a sud della Fontana, a sud-ovest delle Abbadesse, ad ovest del centro direzionale, ad est della zona Farini; limiti indicativi e fluttuanti, poiché i cosiddetti “quartieri” di Milano Vedi nota 1 un tempo non avevano confini ufficialmente stabiliti.
Ma recentemente il Comune ha introdotto, all'interno dei Municipi, un'ulteriore ripartizione in 88 NIL (Nuclei di Identità Locale) ufficialmente perimetrati, riservando il nome "Isola", NIL n. 11, alla sola parte del vecchio borgo situata a nord della stazione Garibaldi.
La corrispondente parte del vecchio borgo situata a sud della stazione Garibaldi, completamente snaturata dalle costruzioni ferroviarie e dal progetto Porta Nuova, è stata unita alla zona dove un tempo esisteva l'ala ovest del fabbricato della prima Stazione Centrale di Milano (1864); l'insieme così accorpato costituisce oggi il NIL n. 9, "Porta Garibaldi - Porta Nuova".
Origine del nome
Il toponimo Isola riferito a questa zona è documentato da almeno tre secoli. Nella mappa di primo rilievo del Catasto Teresiano degli anni 1720-23, conservata nell’Archivio di Stato di Milano, di cui qui viene riprodotto un particolare,Fotografia di un particolare della mappa: Corpi Santi delle Porte Vercellina, Comasina, Nuova (porzione) - Comune Censuario - Segnatura attuale 1178/2 sul lato sinistro della strada uscente dalla Porta Comasina (dal 1860 chiamata Porta Garibaldi), a partire da dove oggi c’è il numero civico 1 di corso Como, è disegnata una costruzione a pianta rettangolare, lunga e stretta, isolata nella campagna, estesa per circa 60-70 metri verso nord, su cui è scritto: "INSOLA de Porta Comasina", in termini moderni: "Isolato di Porta Comasina". La costruzione era (allora) l'unica esistente in quel tratto della strada Comasina. Il termine “insula/insulae" risale addirittura ai Romani, usato per edifici isolati, cioè non contigui ad altri, situati in città e anche in campagna. In particolare, negli stessi Corpi Santi di Milano, al di fuori dell’Arco della Pace, in posizione analoga per distanza dalle mura spagnole, esisteva in passato (almeno) un’altra "isola", chiamata appunto: "Isola Botta”. Vedi mappa di Milano di Giovanni Brenna del 1860, editore Vallardi, consultabile per es. nella raccolta di mappe dell'Università di Harward
Sulla mappa, attorno alla costruzione e lungo la strada, risultano solo orti, prati, terreno a viti (allora si faceva il vino anche a Milano, come nella vigna di Leonardo vicino a Santa Maria delle Grazie). Più avanti sulla Comasina, che si allontana da Milano in direzione nord, sono disegnate la cascina Magna subito ad est e ancor più innanzi ad ovest la Chiesa di Santa Maria alla Fontana, il confine nord del quartiere.
La Comasina costituiva (come oggi) una delle più importanti strade commerciali tra Milano, la Brianza, i laghi e la vicina Svizzera, tramite di scambio di merci e persone. Le mura spagnole, per secoli e fino agli inizi del Novecento, fungevano anche da cintura daziaria di Milano. All'esterno della cintura daziaria, in prossimità delle porte cittadine, nel tempo erano sorti depositi in cui i commercianti all'ingrosso immagazzinavano le merci (vino, sale, ecc.) destinate ad essere introdotte in Milano, che i negozianti della città venivano poi a ritirare, pagando (anche) il dazio nel momento in cui le immettevano entro la cinta daziaria.
L'Isola di Porta Comasina era probabilmente uno di questi depositi sorvegliati, formato da più recinti protetti da muri robusti, almeno in parte coperto e comprendente gli alloggi dei custodi, guardie daziarie, ecc. e stallaggi per animali e carri; analoghi per funzione agli attuali magazzini doganali della zona Farini. All'estremità del complesso più vicina a Milano, sulla mappa si legge Bolino della cita, cioè: "Bollino della Città". Una delle tante osterie/depositi di vino di Milano situate appena all'esterno della cintura daziaria, dove chi voleva introdurlo in città pagava (l'odiato) dazio sul vino.“Bollino della città” era un termine di uso comune che, da metà del Seicento e ancora nel Settecento, indicava un’imposta applicata sulle merci che entravano in città. A Milano in particolare sul vino, come risulta in Giovanni Gregorini: “Il frutto della gabella – La ferma generale a Milano nel cuore del Settecento economico lombardo”, Milano, Vita a Pensiero, 2003, pag. 170: dal ... Bilancio dello Stato di Milano del 1754: “Bollino o dazio del vino che si vende nelle osterie”. Anche in Pietro Verri: "Scritti vari ordinati da Giulio Carcano, Firenze, Le Monnier 1834" (Google Books) Vol. 1 ... Dello Stato di Milano, pag. 439: ... “gabella sulla vendita del vino al minuto detta Il Bollino”. Le botti e gli altri contenitori di vino potevano entrare in città solo se muniti dell'apposito "bollo". Dalla mappa catastale del 1720-23 citata, risulta che a Milano, in altre posizioni situate nel solo quadrante nord-ovest della città c’erano almeno altre due osterie/stazioni daziarie simili, a Porta Tenaglia e alla cascina Portello, situata nel luogo dell'attuale piazzale Türr.
Nell'Ottocento, la costruzione indicata nelle mappe catastali del Settecento come Isola di Porta Comasina non era più “isolata”. Accanto e intorno, ai due lati della Comasina sono disegnati altri edifici e la zona era ormai urbanizzata. Il termine "Isola" rimase però nell'uso comune per indicare tutto il nuovo quartiere che si andava sviluppando a nord della Porta. Sulle mappe “turistiche” ottocentesche,vedi ad es. mappa di Milano del 1832 di William Barnard Clarke (leggibile in Mura di Milano) all’estremità della costruzione più vicina alla porta cittadina, prima indicata come: "Isola di Porta Comasina" appare la scritta: Mezza lingua, dallOsteria della Mezza LinguaIl curioso termine “mezza lingua”, verosimilmente, in origine era il soprannome o il cognome del titolare o di un addetto all’esercizio; in seguito ufficializzato come insegna, anche perché facilmente ricordabile. Il cognome “Mezzalingua” è presente nel Molise, per es. in San Martino in Pensilis (CB) e in altri luoghi d’Italia e di paesi esteri, portato da italiani emigrati. E' termine della parlata comune in alcune regioni dell'Italia del sud per indicare un individuo balbuziente.. L'esercizio, poi anche albergo, era succeduto al Bollino del secolo precedente nella medesima favorevole posizione commerciale e durò fino agli inizi del Novecento. Noto ai milanesi per il vino (non gravato dal dazio, se bevuto sul posto) e come luogo di arrivo/smistamento di stampati patriottici/clandestini provenienti dall'estero, come dalla tipografia di Capolago sul lago di Lugano.
Tuttavia il toponimo Isola in questa zona rimane presente anche nelle successive mappe di Milano, come quella di Clarke del 1832, in cui appena dopo l’uscita dalla città dal Ponte delle Gabelle, sulla sponda est del Naviglio della Martesana, in posizione distante circa 300 metri dallIsola di Porta Comasina disegnata sulla mappa del Settecento, si legge la denominazione "Isola Bella", relativa ad un’altra osteriaEsistente già da decenni prima del 1832. Reperita prima segnalazione nel 1816, alla pag. 242 di: "Repertorio alfabetico dei paesi del Regno Lombardo-Veneto posti sotto l'amministrazione dell'I. R. Governo di Milano classificato per Province, Distretti, Comuni e frazioni di Comuni". Milano 1816. Nella tipografia di Giovanni Bernardoni, corsia San Marcellino, n. 1799. Google Books (in seguito divenuta albergo, in esercizio fino al 1975, come da registro della Camera di Commercio di Milano) che fungeva anche da prima fermata delle diligenze sulla strada postale Milano–Monza.