Il Palazzo d'Inverno (), sorge sul lungoneva del Palazzo, fra la riva del fiume Neva e la Piazza del Palazzo a San Pietroburgo, in Russia. Fu costruito tra il 1730 e il 1837King, pag. 168. su progetto dell'architetto italiano Bartolomeo Rastrelli come residenza invernale degli zar.

Storia

Il Palazzo d'Inverno fu dal 1732 al 1917 la residenza ufficiale degli Zar di Russia. Situato tra il palazzo della Banca e la piazza principale del palazzo, adiacente al sito ove sorse l'originario palazzo d'inverno fatto costruire da Pietro il Grande, l'attuale (il quarto) palazzo d'inverno venne costruito con continui lavori dal 1730 al 1837, quando venne danneggiato gravemente da un incendio e prontamente ricostruito.Il numero dei palazzi d'inverno costruiti a San Pietroburgo è ancora nel ventunesimo secolo ampiamente discusso. Solitamente si propone la seguente successione, ove viene indicato il nome del progettista, l'anno di inizio dei lavori e il numero progressivo in senso cronologico dal più antico al più moderno: Trezzini, 1711 (I); Mattarnovi, 1721 (II); Trezzini, 1727 (III) e Rastrelli, 1732 (IV). Altre versioni, invece, riportano solo le versioni del 1711 e del 1727, per poi passare a quella del Rastrelli del 1732, o altri addirittura considerano quella del 1837 come la quinta ricostruzione del palazzo. Il palazzo divenne durante la Rivoluzione russa del 1917 uno dei simboli più importanti dell'oppressione del regime assolutistico zarista.

Il palazzo venne costruito con una struttura monumentale, quasi a rappresentare in scala la magnificenza e il potere mitico che aveva l'Impero russo. Da questo palazzo lo Zar, autocrate di tutte le Russie, governava quasi 22.400.000 chilometri quadrati di territorio (circa un sesto delle terre emerse al mondo), con un totale di 176.400.000 abitanti. L'attuale palazzo venne disegnato da diversi architetti, di cui il più notabile fu indubbiamente Bartolomeo Rastrelli, che inaugurò il termine di Barocco elisabettiano per i lavori che svolse proprio qui per conto della zarina Elisabetta di Russia. Il palazzo ha la forma di un rettangolo bianco e verde e si è calcolato che esso dispone di 1.786 porte, 1.945 finestre, 1.500 stanze e 117 armadi. La ricostruzione del 1837 lasciò gli esterni illesi, ma gran parte degli interni vennero ridisegnati con varietà di gusti e stili, lasciando che però a prevalere fosse un recupero di stile Rococò, seguendo il progetto del Rastrelli».Budberg, p.200.

Nel 1905, il palazzo fu teatro del massacro della "Domenica di sangue", e da questa data la famiglia imperiale prescelse di vivere prevalentemente nel Palazzo di Alessandro a Carskoe Selo, ritornando al Palazzo d'Inverno solo in rare occasioni. A seguito della rivoluzione di febbraio del 1917, il palazzo divenne per un breve periodo sede del governo provvisorio russo, retto da Aleksandr Kerenskij. Successivamente, il palazzo venne occupato dalle guardie rosse dando il via alla nascita del potere sovietico. Restaurato, il palazzo è parte del complesso di costruzioni che costituiscono il Museo dell'Ermitage.

Il Palazzo d'Inverno di Pietro il Grande (1711-1721)

Nel 1703, Pietro I di Russia incominciò la propria politica di occidentalizzazione ed espansione, intenzionato a trasformare lo Zarato di Russia in un vero e proprio impero d'impostazione moderna, facendo di esso la maggiore delle potenze europee. Questa politica culminò certamente con la nuova città dello Zar, San Pietroburgo, proprio in quello stesso 1703. La cultura e il disegno della nuova città era intenzionale per controbattere alla classica influenza bizantina dell'architettura russa sino a quel momento, introducendo uno stile nuovo definito Barocco petrino che caratterizzò anche la costruzione del suo nuovo palazzo di residenza. La prima residenza reale venne costruita nel 1704 sulle rive del fiume Neva e prese il nome di "Domik Petra". Nel 1711 essa venne spostata all'imbarcadero Petrovskaya, dove rimane tuttora.Petrakova Quando i tempi furono maturi, lo Zar decise la costruzione di una casa più grande che andò a formare il primo nucleo del Palazzo d'Inverno (1711-1712). Questa casa venne progettata da Domenico Trezzini.Trezzini, catalogue of works. 1711

Il XVIII secolo fu un periodo di grande sviluppo per l'architettura regia d'Europa, come risposta al bisogno di abbandonare sempre più le medioevali residenze fortificate a vantaggio di splendidi palazzi ove accogliere la corte e il sovrano elegantemente. Questo processo, che ebbe inizio alla fine del XVI secolo, si accelerò e il più grande risultato ne fu indubbiamente il Palazzo di Versailles fatto erigere da Luigi XIV di Francia, completato in gran parte nel 1710, che sarà da modello a tutte le altre residenze di sovrani in Europa e nel mondo. Però Pietro I era intenzionato addirittura a superare la stessa Versailles.

Il primo Palazzo d'Inverno era una modesta costruzione di due piani e una soffitta.Budberg, p194 Le memorie dell'epoca, però, ci narrano che Pietro I si era stancato della costruzione e nel 1721 diede ordine di costruire una nuova versione del palazzo, su progetto e sotto la direzione dell'architetto Georg Mattarnovi. Il palazzo progettato da Mattarnovi era molto modesto comparato ad altri palazzi d'Europa, ma disponeva di raffinatezze nuove per l'epoca.Budbery, p196Swiss Architecture on the Neva (Winter Palace) : Questo secondo palazzo si trovava nel luogo dell'attuale Palazzo dell'Ermitage. Parti di questo palazzo vennero riscoperte tra il 1985 e il 1990 e sono ancora visibili nel pavimento dello stabile Fu qui che Pietro il Grande morì nel 1725.

Il Palazzo d'Inverno, però, non era certo l'unico palazzo signorile in una città per l'epoca "infinita" come San Pietroburgo, in quanto lo stesso Zar aveva ordinato che tutti i nobili di Russia si premurassero di costruire nella nuova capitale splendidi palazzi che la adornassero, con l'obbligo di trascorrervi almeno sei mesi all'anno.Cowles, pag. 49. Questa fu una disposizione molto impopolare in quanto San Pietroburgo era ancora in molte sue parti una palude, poco soleggiata, che male si adattava alla residenza. Malgrado questo, in breve tempo la città divenne uno dei centri culturali più attivi di tutta la Russia, in particolare sotto il governo della Zarina Caterina I di Russia, moglie di Pietro I e suo successore al trono imperiale.

Alla costruzione del nuovo palazzo, inoltre, collaborarono anche degli schiavi, in quanto la tratta venne abolita in Russia solo nel 1861,Cowles, pag. 58. il che però fece procedere velocemente i lavori di costruzione. Si stima che furono circa 200.000 le persone morte durante i venti anni di costruzione della città intera di San Pietroburgo. Un diplomatico del tempo, che già aveva descritto la città come «un villaggio malsano, come le piantagioni delle Indie dell'Ovest», dopo pochi anni descrisse l'abitato come una «meraviglia del mondo, considerevole per la sua magnificenza e per i suoi palazzi».Hughes, pag. 216. Tra gli altri palazzi costruiti in quest'epoca si ricordano il Palazzo Kikin e il Palazzo Menshikov che sono ancora nel ventunesimo secolo visibili in città.

Il Palazzo (1725-1855)

Alla morte di Pietro il Grande nel 1725, la città di San Pietroburgo era ancora molto lontana dall'essere un grande centro di cultura occidentalizzato come auspicava il suo fondatore. Molti degli aristocratici che erano stati obbligati a prendere residenza qui, lasciarono la città facendo ritorno a Mosca. I lupi infestavano addirittura le vie della città e non di rado si trovavano bande di lavoratori sottopagati aggirarsi e derubare i cittadini.

Dal momento che aveva fatto uccidere suo figlio Alessio, a Pietro I successe sua moglie Caterina alla quale, dopo un regno di soli due anni, successe il nipote Pietro II.

Nel 1727, Pietro II fece nuovamente allargare il palazzo progettato da Mattarnovi su progetto dell'architetto italiano Domenico Trezzini. Trezzini, che aveva disegnato il Palazzo d'Estate nel 1711, era uno dei più grandi esponenti del cosiddetto Barocco petrino, e si trovava ora a dover ridisegnare completamente ed espandere il progetto di Mattarnovi, trasformando l'edificio originario in uno dei due padiglioni terminali del nuovo palazzo imperiale, il terzo Palazzo d'Inverno.Budberg, p. 196 Il terzo, come del resto il secondo, venne costruito sempre in stile barocco petrino.

Nel 1728, poco dopo il completamento del terzo palazzo, la corte imperiale lasciò San Pietroburgo per fare ritorno a Mosca e il Palazzo d'Inverno sembrò perdere il suo status di palazzo imperiale ufficiale. Mosca venne nuovamente designata a capitale dello stato russo, ruolo che le era stato tolto nel 1713 proprio a favore di San Pietroburgo. Alla morte di Pietro II nel 1730, il trono passò a sua nipote Anna Ivanovna, Duchessa di Curlandia.

Anna (1730-1740) La nuova Zarina si occupò maggiormente della città di San Pietroburgo rispetto al suo immediato predecessore; ella ristabilì la capitale russa a San Pietroburgo nel 1732, spostando nuovamente la corte al Palazzo d'Inverno, ove rimase ininterrottamente sino al 1918.

Però, quando la Zarina fece ritorno a San Pietroburgo, ignorando quasi il terzo Palazzo d'Inverno, prese residenza nel vicino Palazzo Apraksin. Nel 1732, la Zarina commissionò all'architetto Francesco Bartolomeo Rastrelli di completare la ricostruzione di questo stesso palazzo incorporandovi le case vicine.Patrakova Esso è nel ventunesimo secolo parte dei complessi del nuovo Palazzo d'Inverno.

La Zarina Anna, sebbene fosse impopolare per la sua epoca,Cowles, pag. 65. era intenzionata seriamente a portare una ventata di aria nuova nella sua corte. Ella disegnò tra le altre cose personalmente le nuove livree dei servitori imperiali e su suo ordine, la vodka venne rimpiazzata dallo champagne della Borgogna.

Elisabetta (1741-1762) Il piccolo Zar Ivan VI succedette ad Anna nel 1740, ma venne presto deposto in un sanguinoso colpo di Stato dalla Granduchessa Elisabetta di Russia, figlia di Pietro il Grande. Delegando gran parte dei propri poteri ai suoi favoriti, la nuova imperatrice Elisabetta condusse una vita di piacere, guidando la corte al Palazzo d'Inverno in uno "splendore squallido di vizio" come venne descritto dallo storico russo Vasilij Ključevskij.Cowles, pag. 68.

Durante il regno di Elisabetta, il Rastrelli dovette rivedere l'intero progetto in una scala più colossale, andando a creare l'attuale palazzo. Il veloce completamento dell'opera fu motivo di grande vanto per la Zarina, che fece del palazzo uno dei simboli del potere e del prestigio nazionali. I lavori alla struttura continuarono anche negli anni successivi e anche durante i mesi invernali, rigidissimi nel clima russo. La fabbrica si bloccò solo durante la Guerra dei Sette anni nella quale la Russia venne coinvolta. Malgrado questo vennero riservati 859.555 rubli per la continuazione della costruzione del palazzo, derivando tale somma da una tassa che venne imposta sulle taverne cittadine. I lavoratori, del resto, percepivano uno stipendio mensile di uno solo rublo, il che rese ancora più difficile il completamento dell'opera tanto desiderata dalla Zarina. Il costo finale di questo progetto fu di 2.500.000 rubli. Dal 1759, poco prima della morte di Elisabetta, il Palazzo d'Inverno stava quasi per essere completato in ogni sua parte.

Caterina II (1762-1796)

Fu la Zarina Elisabetta a scegliere la principessa tedesca Sofia di Anhalt-Zerbst come moglie per il suo nipote e successore, Pietro III. Il matrimonio non fu un successo sotto l'aspetto della felicità, ma fu questa principessa che paradossalmente diede un nuovo impulso al Palazzo d'Inverno. A seguito del colpo di Stato che ella portò avanti nel 1762 ai danni del marito (il quale venne detronizzato e assassinato), Caterina II salì al potere.