La guerra di mafia di Togliatti fu un violento conflitto interno alla mafia russa avvenuto tra gli anni 1990 e gli anni 2000, che coinvolse numerose organizzazioni criminali nate a partire dagli anni 1980 nell'omonima città russa.
Storia del conflitto Alla fine degli anni '80, un gruppo di veterani della guerra sovietico-afghana, i Volgovskaya (il nome deriva dal nome dell'hotel in cui i membri del gruppo si riunirono e formarono l'organizzazione, l'hotel Volga), prese il controllo del mercato nero. La banda iniziò a creare le proprie imprese, principalmente legate al business automobilistico. Inoltre, essa riuscì a stabilire il controllo sulla tradizionale attività criminale di AvtoVAZ: la banda si dedicava alla vendita di pezzi di ricambio rubati. All’inizio degli anni Novanta, tuttavia, non era ancora riuscita a ottenere il controllo del commercio di autovetture: l’unica attività che poteva svolgere in quel settore consisteva nel derubare gli acquirenti di auto private, purché tali azioni avvenissero al di fuori del territorio dello stabilimento.
Nel '92, la banda riuscì a conquistare il mercato delle autovetture e a creare diverse imprese espandendosi in tutta la città. Nello stesso periodo iniziarono a nascere nuovi gruppi criminali intenzionati a scacciare il gruppo dominante. Così, il 16 settembre del 1992, con l'uccisione di un boss del gruppo Volgovskaya insieme a quattro suoi amici e con il ferimento della sua guardia del corpo, iniziò il conflitto tra le parti. Nel periodo tra il 3 novembre e il 13 novembre dello stesso anno vennero uccisi altri due leader dei Volgovskaya. Questi ultimi, per portare avanti il conflitto, fondarono un'alleanza col gruppo Slonovskaya, detti gli elefanti, la più potente organizzazione criminale nella regione del Rjazan. In pochi anni il conflitto provocò molte vittime. Il 13 marzo del 1993 avvenne una violenta sparatoria tra i Volgovskaya e una banda rivale, in cui circa cinquanta persone rimasero ferite; la strage fu evitata soltanto grazie ad una tempestiva risposta delle forze dell'ordine. Gli anni successivi furono caratterizzati dal protrarsi delle violenze e delle ritorsioni tra i gruppi rivali. Il 25 novembre 1993 un commando armato del gruppo Slonovskaya fece irruzione in un bar e lo devastò a colpi di fucile d’assalto: all’interno si trovavano diversi membri di un’organizzazione rivale, tra cui il loro leader. Nell’attacco otto persone rimasero uccise e altre nove ferite; il capo del gruppo riuscì a salvarsi nascondendosi dietro il bancone del locale. Il 31 marzo 1994, invece, uno dei leader del gruppo Slonovskaya venne assassinato con quattro colpi di pistola. Il 3 aprile del 1994, un membro di una banda rivale al gruppo Slonovskaya tentò di far saltare in aria una chiesa durante il funerale del leader dei Volgovskaya, ucciso quattro giorni prima, utilizzando un ordigno esplosivo artigianale. Diversamente da quanto pianificato, l'innesco dell'esplosivo si attivò prima che il criminale riuscisse a raggiungere l'interno dell'edificio sacro, causando così una violenta esplosione che distrusse diverse auto e uccise l'attentatore.
Il 9 maggio del 1994, un membro del gruppo Volgovskaya, veterano della guerra sovietico-afghana, venne ucciso nel suo appartamento. La mattanza continuò e nel corso del tempo altri gruppi parteciparono al conflitto; tra questi vi furono militanti della mafia cecena, per lo più veterani della prima guerra cecena, e anche alcuni gruppi di terroristi ceceni. Nel 1997, il governo russo decise di inviare unità militari per pattugliare la città di Togliatti. Il 24 aprile del 1998 venne ucciso - insieme al suo autista - il più potente boss russo di Togliatti, Dmitry Alexandrovich Ruzlyaev, detto Dima Bolshoi, leader del gruppo Volgovskaya. Nella sparatoria venne ferito anche uno degli attentatori, in seguito arrestato. Il 10 febbraio del 1999 un incendio fu provocato da alcuni mafiosi nell'edificio della direzione degli affari interni nella città di Samara. Nell'incendio rimasero ferite più di 200 persone e 57 furono uccise. La maggior parte dei documenti che furono bruciati tracciavano lo schema delle attività dei gruppi criminali di AvtoVAZ.
Il 22 maggio del 2000, Dmitry Vadimovich Ogorodnikov, maggiore di polizia impegnato nella lotta contro queste organizzazioni criminali, venne ucciso da cinque sicari del gruppo Volgovskaya, i quali assalirono il veicolo del maggiore con mitragliatrici di grosso calibro. Furono esplosi circa trenta colpi, ventotto dei quali colpirono Ogorodnikov, uccidendolo. In seguito, i killer furono identificati dai testimoni e successivamente arrestati e condannati. La "guerra" terminò nel 2008, nel momento in cui tutti i leader dei gruppi risultarono arrestati o uccisi. Durante il conflitto, oltre che a numerosi mafiosi furono uccisi anche quattro giornalisti e due membri delle forze dell'ordine.
Cimitero criminale A seguito del conflitto, nel Cimitero di Banykinskoe fu istituito un secondo e ufficioso "vicolo degli eroi", dedicato ai boss mafiosi e ai loro sottoposti che hanno perso la vita nel conflitto in contrapposizione al "vicolo degli eroi" ufficiale del cimitero che è da sempre dedicato a soldati dell'esercito caduti in guerra.
Note
Voci correlate Organizacija Mafia cecena
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