La Banca Popolare di Crotone S.p.A. (nota anche con l'acronimo BPC) è stato un istituto di credito popolare italiano con sede a Crotone. Prima banca della Calabria, fu attiva in primo luogo nel circondario crotonese per oltre un secolo e, a metà degli anni '90, l'attività bancaria si estese fino a contare 44 filiali operanti nelle province calabresi di Cosenza, Catanzaro, Vibo Valentia e Reggio Calabria, oltre che in quelle siciliane di Messina e Catania.

Storia La banca venne fondata il 2 maggio 1886 come Società Anonima di Credito da un gruppo di cittadini (tra i quali figuravano anche Carlo Turano e Armando Lucifero.) allo scopo di favorire lo sviluppo del commercio e delle imprese locali. Il 3 marzo 1888 l'istituto cambia ufficialmente denominazione in Banca Cooperativa di Credito in Crotone (società anonima cooperativa di credito) e successivamente Banca Popolare Cooperativa di Crotone, fino ad assumere il nome attuale.

Nel 1985, durante i lavori per la costruzione del centro direzionale dell'istituto nell'area dell'ex clinica De Vennera, furono rinvenuti resti archeologici appartenenti a diverse fasi dell'antica Kroton; le successive campagne di scavo, protrattesi fino al 1991, portarono alla formazione dell'area oggi nota come sito archeologico urbano BPER, tradizionalmente indicata nella letteratura archeologica come area della Banca Popolare Cooperativa o area BPC.

Nel 1988, con 13 sportelli all'attivo, la banca arrivò a generare utili del valore di 4.000.000.000 di lire. Nel 1996 avvenne il passaggio da società cooperativa a società per azioni, entrando così a far parte del gruppo bancario Banca Popolare dell'Emilia-Romagna.

Nel 2008 avviene la fusione tra la Banca Popolare di Crotone e la Banca Popolare del Materano, confluendo nella Banca Popolare del Mezzogiorno.

Note

Bibliografia

Voci correlate Banca popolare BPER Banca

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