Il Benin (AFI: ; in francese ), ufficialmente Repubblica del Benin, è uno Stato dell'Africa occidentale, fino al 1975 conosciuto con il nome di Dahomey.

Si affaccia a sud sul golfo del Benin, dove la costa misura circa , confina a ovest con il Togo, a est con la Nigeria e a nord con il Burkina Faso e il Niger. La capitale è Porto-Novo, ma la sede del governo è Cotonou. Il Benin è una repubblica presidenziale; l'attuale presidente è Romuald Wadagni. La lingua ufficiale è il francese.

Lo Stato è membro dell'ECOWAS e dell'Unione africana. È uno dei paesi meno sviluppati, con un'economia in gran parte basata sull'agricoltura e sull'esportazione di olio di palma e cotone.

Non va confuso con il Regno del Benin, conosciuto anche come Regno di Edo, che è oggi scomparso ed ebbe origine nella zona a ovest del delta del fiume Niger. Di tale regno rimane ai giorni nostri lo Stato di Edo, che fa parte della Repubblica Federale della Nigeria e ha per capitale Benin City.

Nome Il nome "Benin" ha attinenza con il Regno del Benin e con Benin City, dai quali prese il nome il golfo su cui l'odierno Stato si affaccia.

Il precedente nome del paese, Dahomey, fu cambiato nel 1975 in Repubblica Popolare del Benin, scelto per la sua neutralità, visto che nel paese convivono più di cinquanta differenti gruppi linguistici e quasi altrettante etnie. Il nome Dahomey era quello dell'antico regno Fon e fu ritenuto inappropriato per definire tutta la nazione.

Storia

Il Regno di Dahomey ebbe origine in Benin. Nel XVII secolo il regno, governato da un Oba, si allargava oltre gli attuali confini, coprendo larga parte dell'Africa occidentale. Era fortemente centralizzato e stabilì relazioni commerciali fondate sulla tratta degli schiavi con gli europei, in particolare con i colonizzatori portoghesi, che fondarono un forte a Ouidah, chiamato forte di São João Baptista de Ajudá, e olandesi giunti qui nel tardo XV secolo.

Nel XVIII secolo, il Dahomey incominciò a sfaldarsi, dando quindi la possibilità ai francesi di prendere il controllo dell'area nel 1892. Nel 1899, il territorio entrò a far parte della colonia dell'Africa Occidentale Francese, ancora con il nome di Dahomey. Nel 1958, fu garantita l'autonomia come Repubblica del Dahomey, e la piena indipendenza seguì nel 1960.

L'indipendenza fu seguita da un periodo turbolento, e ci furono numerosi golpe e cambi di regime prima che il controllo del potere fosse preso da Mathieu Kérékou, nel 1972. Egli stabilì un regime di tipo marxista, e nel 1975 il paese fu rinominato Repubblica Popolare del Benin. Il regime della Repubblica Popolare del Benin ha subito importanti trasformazioni durante la sua esistenza: un breve periodo di nazionalismo (1972-1974); una fase socialista (1974-1982); e una fase di apertura verso i paesi occidentali e il liberalismo economico (1982-1990).

Nel 1974, sotto l'influsso dei giovani rivoluzionari il governo ha intrapreso un programma socialista di nazionalizzazione dei settori strategici dell'economia, la riforma del sistema educativo, la creazione di cooperative agricole e di nuove strutture di governo locale, e una campagna per sradicare le "forze feudali", compreso il tribalismo. Alla fine degli anni ottanta, Kérékou abbandonò il marxismo e incominciò una transizione dal socialismo al capitalismo. Fu sconfitto nelle elezioni del 1991, ma tornò al potere con il voto del 1996. Nel 2006 venne eletto il presidente Yayi Boni. Le elezioni presidenziali del 13 marzo 2011 hanno visto la riconferma di Yayi Boni. Nel 2016 è diventato presidente Patrice Talon, riconfermato nelle elezioni dell'11 aprile 2021.

Dal novembre 2021 le regioni settentrionali del paese sono interessate da un conflitto a bassa intensità, con attacchi sferrati contro le postazioni delle forze di sicurezza beninesi da parte di gruppi armati islamisti, appartenenti all'organizzazione del Gruppo di Sostegno all'Islam e ai musulmani.

Nell'aprile 2025, il governo del Benin ha adottato una legge che riconosce 16 regni, 80 capi anziani e 10 capi tradizionali attraverso una nuova legge, adottata nel marzo 2025. Il periodo precoloniale, fissato al 1894 per il sud e al 1897 per il nord del Benin, è servito da riferimento storico per il disegno di legge per l'istituzionalizzazione della carica di capo e per regolamentare le norme sui territori tradizionali.

Geografia

Morfologia Allungato tra il fiume Niger a nord e l'insenatura di Benin a sud, l'elevazione del territorio non varia significativamente nelle differenti aree del paese. La maggior parte della popolazione vive nelle pianure costiere meridionali, dove sono anche localizzate le maggiori città, tra le quali Porto-Novo e Cotonou. Il nord del paese è costituito principalmente da altopiani semi aridi e ricoperti da savana.

Idrografia Dal punto di vista idrografico nella zona costiera, a tratti paludosa, vi sono laghi e lagune che comunicano con l'oceano.

Le alture centrali costituiscono lo spartiacque tra i fiumi che scorrono da nord verso sud e si gettano nell'oceano, i più importanti dei quali sono: Couffo, Zou, Ouemé (quest'ultimo è anche il fiume più importante del Paese), da quelli del nord, che sono affluenti di destra del fiume Niger, che in parte fa da confine con lo Stato omonimo.

A causa del loro carattere irregolare, nessun fiume è navigabile.

Clima Il clima in Benin è caldo e umido, con una relativa scarsità di piogge che si concentrano nelle due stagioni piovose (aprile-luglio e settembre-novembre). D'inverno le notti possono essere piuttosto fresche, a causa dell'harmattan, un vento secco e polveroso.

Popolazioni Demografia

Ha una superficie di chilometri quadrati, una popolazione di abitanti e una densità di 66 abitanti per chilometro quadrato.

Etnie In Benin vivono circa 40 gruppi etnici differenti. Il maggiore è quello dei Fon, che sono circa il 40%; seguono gli Yoruba al 12%, gli Adja all'11%, i Somba al 5%, gli Ani al 3% e altre etnie, che rappresentano il 29%.

Lingue La maggior parte dei vari gruppi etnici ha una propria lingua; tra le più diffuse il fon e lo yoruba. Il francese è la lingua ufficiale (il paese è parte dell'Africa francofona) ed è parlato soprattutto nelle aree urbane.

Religioni

Cristiani 42,9% Cattolici 27,2% Cristiani celesti 5% Metodisti 3,2% Altri cristiani tra cui i Testimoni di Geova 7,5% Vudù 17,3% Musulmani 24,4% Religioni locali 6% Altro 1,9% Non religiosi 6,5%

Ordinamento dello Stato Suddivisione amministrativa

Dal 1999, il Benin è diviso in 12 dipartimenti (in precedenza i dipartimenti erano 6). I dipartimenti sono a loro volta suddivisi in 77 comuni, i quali ricomprendono più arrondissement; questi contengono villaggi e possono avere diversi quartieri o distretti cittadini oppure quartieri urbani.

Dipartimento di Alibori* Dipartimento di Atakora* Dipartimento dell'Atlantico Dipartimento di Borgou Dipartimento delle Colline* Dipartimento di Donga* Dipartimento di Kouffo* Dipartimento del Litorale* Dipartimento di Mono Dipartimento di Ouémé Dipartimento dell'Altopiano* Dipartimento di Zou

(*) Creato nel 1999

Città principali

La distribuzione demografica è difforme: nel sud si concentra il 70% dei cittadini del Benin (con punte di 200 abitanti/km²), mentre il nord, più arretrato, è terra d'emigrazione. L'urbanizzazione (55,4%) è notevole a confronto con i paesi vicini. La capitale Porto-Novo ( abitanti) si trova nel Dipartimento di Ouémé, è ricca di edifici in stile portoghese e ha funzioni politiche e commerciali. Con Ouidah, cittadina poco distante di abitanti nel Dipartimento dell'Atlantico, la capitale è uno dei centri mondiali più importanti del vudù.

Cotonou ( abitanti), nel Dipartimento del Litorale, è il cuore economico del Benin, verdeggiante e caotica città. Essa è dotata dell'unico aeroporto internazionale e di un importante porto marittimo. Nei pressi sorgono dei villaggi di palafitte unici al mondo. Nel centro del paese si distinguono Abomey ( abitanti), nel Dipartimento di Zou, che fu la capitale dell'antico Regno di Dahomey, e Parakou ( abitanti) nel Dipartimento di Borgou. Nel nord l'unico centro di rilievo è Natitingou ( abitanti) che si trova nel Dipartimento di Atakora.

La città più grande e la capitale commerciale del Paese è Cotonou. Il nome deriva da un'espressione in lingua Fon che significa presso il lago dei morti e allude a una laguna adiacente all'abitato. Il riferimento ai morti è legato alla credenza che le stelle cadenti rappresentino le anime dei morti precipitati negli inferi. Si narra che quando fu fondata Cotonou, le luci del villaggio lacustre di Ganvié, dall'altra parte della laguna, si riflettessero nelle acque, suggerendo l'idea delle stelle cadenti. Ganvié è un villaggio di palafitte abitato da pescatori sulla sponda occidentale della laguna.

Istituzioni Il parlamento del Benin è costituito dall'Assemblea nazionale, composta da 83 seggi, per la quale vengono tenute elezioni ogni 4 anni. Capo del governo e dello Stato è il presidente, che è eletto in elezioni presidenziali separate, che si tengono ogni cinque anni. Il presidente nomina un consiglio dei ministri.

La sede del governo è Cotonou.

Università L'Università del Benin è stata fondata nel 1970.

Politica Dopo l'indipendenza dal regime coloniale francese, avvenuta nel 1960, il Benin ha sperimentato, dal 1963 al 1972, un instabile assetto politico interno. Dopo cinque colpi di Stato, nove governi e cinque costituzioni, la situazione venne stabilizzata dall'instaurazione di un regime politico marxista per opera del colonnello Mathieu Kérékou. Dal 1974 la Repubblica Popolare del Benin sperimentò il socialismo fino al 1990, con il ritorno a un regime democratico.

Il 2 dicembre 1990 venne adottata una nuova Costituzione ispirata a principi democratici e al pluralismo politico. Nel marzo del 1991, le prime elezioni politiche basate sul multipartitismo videro vincitore l'ex Primo Ministro Nicéphore Soglo. Sconfitto nelle elezioni del 1991, Kérékou riconquistò il potere democraticamente nelle elezioni del 1996 e del 2001. A succedere al colonnello è stato Thomas Boni Yayi, ex Presidente della Banca per lo Sviluppo dell'Africa Occidentale (BOAD), che alle elezioni del 2006 vinse con una maggioranza del 75% dei voti. Boni Yayi ha riconfermato la propria vittoria alle elezioni del 13 marzo 2011 con il 53% dei consensi. Gli osservatori internazionali dell'ECOWAS, dell'Unione Africana e delle Nazioni Unite hanno espresso giudizi positivi riguardo allo svolgimento dello scrutinio elettorale.

Ex Primo Ministro sotto il regime di Kérékou e fondatore del Partito per il Rinnovamento Democratico (PRD), Adrien Houngbedji è stato il principale avversario sconfitto nelle ultime elezioni presidenziali. Capo della coalizione di opposizione “L'Union fait la Nation”, Houngbedji è riuscito a unire movimenti politici del sud, rappresentanti del 60% dell'elettorato attivo locale, di cui fanno parte i social-democratici di Bruno Amoussou, attualmente Vice Presidente del Parlamento, e i liberali della famiglia dell'ex Presidente e Primo Ministro Nicéphore Soglo.

Alle elezioni parlamentari del 30 aprile 2011, la maggioranza di 53 seggi su 83 è stata conquistata dalla coalizione “Mouvance” di Boni Yayi. Essa riunisce il partito del Presidente della Repubblica, Force Cauris pour un Benin Émergent (FCBE), e altre formazioni minori. Aspetto importante è l'estrema fragilità delle alleanze politiche.