Dopo che gli anni pionieristici avevano visto competizioni soprattutto negli Stati Uniti d'America e in Francia, che l'anno 1895 aveva visto anche la prima competizione sul territorio italiano, la storia dell'automobilismo nel 1896 registra un sempre più largo consenso alle competizioni anche nelle altre nazioni europee.

L'annata 1896: diario e tabelle Il diario Gli avvenimenti 1896MeseAvvenimentogennaioSull'esempio di quanto fatto dai francesi, tanto i belgi quanto gli inglesi si adoperavano per avere un loro automobile club nazionale. Nel gennaio 1896 si costituivano l'Automobile Club del Belgio e il Motor Car Club inglese. Da entrambi ci si attendevano azioni per dare impulso all'automobilismo, agonistico e non.aprilePrima corsa dell'anno, il 26 aprile, sui 48 chilometri da Bordeaux a Langon. Sette concorrenti al via, tutti alla guida di autovetture. La vittoria andava a Bord su Peugeot “vis-a-vis” a 4 posti, a circa 25 km/h di media. Nel corso della disputa di questa corsa Marly (Panhard & Levassor) era vittima di un incidente, accadutogli a Preignac: fortunatamente tutto si risolveva in qualche contusione al pilota e pochi danni alla vettura, che non era neppure costretta al ritiro. Si trattava tuttavia del primo incidente in cui qualcuno riportava ferite, sia pure di lieve entità.maggioPrimo raduno indetto dall'Automobile Club de France: il neonato Automobile Club organizzava la sua prima "gita/raduno" con destinazione Meulan, dove era previsto un ricco pranzo. All'appello rispondevano in 33, tra cui Gaston Menier, René De Knyff, Pierre Giffard, Gaston De Chasseloup-Laubat, André Michelin, Emile Roger, Georges Bouton, Albert De Dion, René Panhard, Ernst Archdeacon, Emile Levassor e Paul Meyan. Prima corsa a tappe: domenica 24 e lunedì 25 maggio, 7 veicoli (5 autovetture, 1 biciclo e 1 triciclo) si davano battaglia sul percorso Bordeaux-Agen-Bordeaux (286 km) Questa gara – alla quale erano ammessi soltanto veicoli mossi da motori a petrolio – poteva vantare almeno tre primati, e precisamente: era la prima corsa automobilistica a tappe giornaliere (una tappa al giorno) per la prima volta venivano creati “parchi chiusi” entro i quali dovevano essere parcheggiati i veicoli tra il termine della prima tappa e l'inizio della seconda per la prima volta i veicoli partecipanti venivano ripartiti ufficialmente in “classi” a seconda del genere di veicolo (vetture, vetture “industriali” e motocicli). Inoltre, in occasione di questa prova debuttava in corsa il nuovo triciclo De Dion-Bouton, munito di motore monocilindrico a petrolio da 0,75 HP, un mezzo destinato a diffondersi rapidamente in tutta la Francia, di qui a fine secolo. La competizione era appannaggio di Bousquet, che, con la sua Peugeot a 2 posti, si aggiudicava entrambe le frazioni. Il 30 maggio in America si aveva un ennesimo tentativo di rivitalizzare l'automobilismo sportivo. A provarci era questa volta la rivista “Cosmopolitan race”, che indisse una corsa di 60 miglia dal City Hall Park di New York al Club Ardsley Country di Irvington e ritorno. Tuttavia anche in questa occasione le adesioni furono scarse ed i risultati deludenti: 6 vetture al “via”, una sola al traguardo finale. La vettura superstite, che ovviamente si aggiudicava la prova, era la bicilindrica Duryea condotta dal costruttore, J.Frank Duryea. Nel corso della gara, una donna, tale Evylyn Thomas, venne investita e ferita dalla vettura guidata da Henry Wells: si trattava della prima persona del pubblico ad essere ferita da una vettura impegnata in una competizione.luglioPrimo evento automobilistico in Belgio. Dal 9 al 12 luglio, a Spa, venivano organizzate diverse prove incentrate sul nuovo mezzo di locomozione: si andava dalle sfilate di automobili addobbate di fiori alle prove più marcatamente agonistiche. La manifestazione "clou" del meeting era costituita da una corsa "ad handicap" (la prima gara per auto con questa formula) che veniva vinta dal francese Albert Laumaillé su una Peugeot “vis-a-vis”. In occasione di questa corsa "ad handicap", si ebbe il primo cronometraggio con le frazioni di secondo (nella fattispecie cinque frazioni) Un premio speciale per i “tricicli” era assegnato ad Albert De Dion (unico a disporre di uno di questi veicoli), il quale peraltro otteneva velocità maggiori rispetto alle autovetture. Il giorno dopo si disputava un “concorso di dirigibilità” (cioè una sorta di gincana fra paletti mobili: anche qui si trattava della prima manifestazione automobilistica di questo tipo), vinto nuovamente da Laumaillé.agostoUn solo avvenimento caratterizzava questo mese: la corsa francese Lyon-Lagnieu (50 km), singolarmente aperta, oltre che alle vetture ed ai tricicli a motore, anche ai ciclisti veri e propri. La migliore prestazione assoluta era quella del triciclo De Dion-Bouton di Collomb, che faceva meglio della prima tra le vetture, la Peugeot di Eldin. Si era dunque davanti alla prima vera vittoria di un triciclo De Dion-Bouton.settembreMese ricco di avvenimenti, settembre iniziava con la serie di corse sulla pista ippica di Narraganset Park (Providence (Rhode Island), Stati Uniti d'America). Da rilevare che si trattava delle prime corse automobilistiche a disputarsi su una pista-ippodromo (il termine inglese utilizzato per definire queste piste in terra battuta è “dirt track”). Altre due particolarità: la prima è che, per regolamento ogni vettura deve recare a bordo, oltre al pilota, un peso di almeno 155 libbre (75 kg), che può essere costituito da zavorra o dal peso di un passeggero; altra particolarità: poiché le corse in programma erano 5 (se ne disputeranno solo 3 causa il maltempo) per stilare la classifica finale si sarebbe tenuto conto della somma dei risultati e non della somma dei tempi Anche se ostacolate dal maltempo, queste prove riscuotevano un rilevante successo di pubblico, e mettevano in luce le doti delle vetture a propulsione elettrica, che si aggiudicavano tutte e tre le prove disputate, battendo le famose Duryea con motore a petrolio. Il primo premio andava alla Riker elettrica condotta da Andrew Lawrence Riker e C.H.Whiting. Rimarchevole la velocità, su 1 miglio, raggiunta dalla Riker: esattamente km/h 43,561, ovvero la più alta velocità finora cronometrata. Preceduta dalla Paris-Mantes-Paris (una sorta di prova obbligatoria di qualificazione per motocicli, che comunque era la prima corsa in assoluto ad essere riservata ai motocicli e nella quale si affermava Chevalier col suo triciclo De Dion-Bouton), tra il 24 settembre ed il 3 ottobre aveva luogo la grande corsa dell'anno, la Parigi-Marsiglia-Parigi, articolata in 10 tappe (1711 km complessivi). Alla grandiosa prova, meticolosamente organizzata, venivano ammessi veicoli di vario tipo, raggruppati però in classi e categorie ben precise, con classifiche separate: vetture a 2, 3, 4 posti e a più di 4 posti), motocicli fino a 150 kg (con pedali ausiliari e senza) e altri veicoli (in pratica i nuovi tricicli-tandem Léon Bollée, che non potevano rientrare tra le vetture, né tra i motocicli leggeri). Le iscrizioni raggiungevano il numero di 52, ma i partenti effettivi si riducevano a 31 (22 vetture, 5 motocicli e 4 tricicli-tandem). Scarsissima la rappresentanza dei veicoli a vapore (2 sole vetture De Dion-Bouton) e addirittura assente la propulsione elettrica. Tra i 29 veicoli con motore a petrolio si contavano 5 tricicli De Dion-Bouton, 4 vetture Panhard & Levassor, 4 tricicli-tandem Léon Bolle, 3 vetture Peugeot, 2 vetture Delahaye, 2 vetture Parisienne, 2 vetture Triouleyres e ancora 1 Amédée Bollée, 1 Fisson, 1 Landry et Beyroux, 1 Lebrun, 1 Rochet-Schneider, 1 Rossel, 1 Tissandier. Quanto ai piloti, spiccavano i nomi del Conte De Dion, di Doriot, di Levassor e di Mayade.

La Parigi-Marsiglia-Parigi segnava il trionfo del motore a scoppio e dei mezzi leggeri, mentre le macchine a vapore mostravano nuovamente i loro limiti, ritirandosi quasi subito. La vittoria premiava Mayade, che disponeva della più recente realizzazione della Panhard & Levassor, una 4 cilindri da 8 hp, a più di 25 km all'ora di media. La vittoria di Mayade era più che meritata (aggiudicandosi oltretutto ben 6 tappe su 10) ma certamente la lotta per la vittoria avrebbe potuto essere più appassionante ed incerta se lo sfortunato Levassor non fosse rimasto vittima – nel corso della quarta tappa – di un serio incidente che lo faceva precipitare in classifica e lo costringeva a cedere la guida della sua Panhard & Levassor a D'Hostingue. Degli altri, meritavano una menzione Collomb (2 vittorie di tappa con il suo triciclo De Dion-Bouton) Berlet (1 vittoria di tappa con la vettura Peugeot) e Viet (nessuna vittoria di tappa ma molti ottimi piazzamenti che lo portavano addirittura in vetta alla classifica nella parte centrale della corsa). Nel complesso, la grande prova francese evidenziava le inimitabili qualità delle Panhard & Levassor, le ottime prestazioni delle Peugeot, delle Delahaye e delle Parisienne e, soprattutto, le strabilianti doti di velocità, resistenza e maneggevolezza dei leggeri e solo apparentemente delicati tricicli De Dion-Bouton. Da rimarcare infine la sempre maggiore diffusione degli pneumatici Michelin.novembreIl 14 novembre le associazioni inglesi motoristiche indicevano una gara turistica da Londra a Brighton per festeggiare la abolizione delle vecchie severissime regole sulla circolazione (“Locomotive Acts”). Avversata dal maltempo, la gara – prevista come esclusivamente “turistica” – veniva trasformata da alcuni dei partecipanti in prova di velocità pura, con conseguente caos generale. Dei 32 partiti da Londra, 22 raggiungevano Brighton, ma il dato non diceva molto poiché pare addirittura che qualcuno abbia effettuato il percorso servendosi del treno o deviando dall'itinerario stabilito. Stando ai cronometri, il più veloce era stato Léon Bollée con uno dei suoi nuovi tricicli-tandem con motore da 3 hp. Questa manifestazione (la prima gara inglese) – nonostante le pecche organizzative, la approssimazione dei controlli ed alcuni incidenti – riusciva comunque a destare l'interesse di centinaia di migliaia di persone e quindi a propagandare l'automobilismo in Inghilterra, così come gli organizzatori si proponevano.

Le tabelle Le Corse 1896CorsaNaz.Ril.DataPercorso (km)Pilota vincenteVettura vincenteTipo di propulsioneTempo impiegatoMedia (km/h)Bordeaux-LangonF*26-0448,000Bord AbelPeugeot “vis-a-vis”Petrolio01h55'00”- 25,043Bordeaux-Agen-BordeauxF**24-05/25-05286,000Bousquet GastonPeugeotPetrolio10h56'00"-26,158New York Cosmopolitan RaceUSA**30-0596,500(a)Duryea J.FrankDuryea bicilindricaPetrolio07h13'00”-13,371(a)Spa, corsa ad handicapB*11-0712,000De Dion AlbertDe Dion-Bouton triciclo 0,75 hpPetrolio00h23'19”-30.879Spa, concorso dirigibilità (gincana)B*12-07N.D. Laumaillé AlbertPeugeot “vis-a-vis”PetrolioN.D.N.D.Lyon-LagnieuF*02-0850,000CollombDe Dion-Bouton triciclo 0,75 hpPetrolio01h29'00”-33,707Providence, corse ippodromo(b)USA*07-09/11-0924,140(b)Riker Andrew Lawrence/Whiting C.H.Riker “phaeton”Elettricità00h39'35”-36,591Paris-Mantes-Paris (c) F*20-09103,000ChevalierDe Dion-Bouton triciclo 0,75 hpPetrolio03h55'37”-26,229Paris-Marseille-Paris F***24-09/03-101711,000Mayade EmilePanhard & Levassor “phaeton”8hpPetrolio67h42'58”-25,267London-Brighton(d) GB*14-1184,000(a)Bollée Léon(e)Léeon Bollée triciclo-tandem 3 hp(e)Petrolio03h44'35”-(e)22,441(a)(e)Note(a) valori approssimativi;(b) tre corse, ciascuna da 5 miglia, con classifica finale per somma dei risultati (peraltro coincidente con la somma dei tempi);(c) gara riservata a bicicli e tricicli a motore (non ammesse le autovetture);(d) trattsi di concorso turistico, “trasformato” da alcuni concorrenti in prova di velocità;(e) classifica indicativa e non ufficiale (ved. Nota (d))

+ Formule e regolamenti 1896Naturalmente, poiché questo sporto era agli albori, ancora non erano nati i “Grand Prix” e quindi non esisteva ancora alcuna “Formula” internazionale di corsa”.