Profondo conoscitore dell’Asia, dove visse per molti anni, Terzani assistette a molti degli eventi che plasmarono tale continente nella seconda metà del ventesimo secolo.

Terzani non fu molto conosciuto in Italia durante la sua attività giornalistica, poiché la testata per la quale lavorava principalmente era un periodico tedesco, Der Spiegel (anche se scrisse saltuariamente per molte testate italiane tra cui L'Espresso), mentre oggi è ampiamente riconosciuto quale uno dei massimi scrittori italiani di viaggi del XX secolo, appassionato cronista del proprio tempo, entusiasta ricercatore della verità degli avvenimenti, dei suoi protagonisti e degli uomini suoi compagni di viaggio, fisico e spirituale: una mente tra le più lucide, progressiste e non violente di inizio XXI secolo. La sua attività di scrittore ricade in buona parte nell'ambito della periegesi, termine con cui si intende quel filone storiografico che, intorno a un itinerario geografico, raccoglie notizie storiche su popoli e località, verificate, per quanto possibile, dall'esperienza diretta.

Biografia Nacque il 14 settembre 1938 a Firenze in via Pisana n°147 nel quartiere di Legnaia zona MonticelliTerzani - il protagonista, RAI «1 su mille», 6 aprile 2010 sulla riva sinistra dell'Arno. Il padre, Gerardo Terzani, fu partigiano comunista prima di gestire una piccola officina meccanica a Firenze vicino a Porta Romana e la madre, Lina Venturi, lavorava come cappellaia in un negozio di sartoria. Con la famiglia convivevano la nonna materna Elisa, rimasta vedova dopo i numerosi lutti familiari per tubercolosi – due zie e il nonno Giovanni. Preoccupati per la sua salute i genitori lo porteranno fin da piccolo sull'Appennino pistoiese per godere di un clima salubre:

Il legame con questi luoghi, e in particolare con la valle dell'Orsigna, lo accompagnò per tutta la vita.

La guerra e le scuole elementari Nei primi di agosto del 1944 la ritirata dei nazisti sulla Linea Gotica e l'avanzata alleata delle truppe britanniche portò alla liberazione di FirenzeQuei giorni della liberazione di Firenze, «Corriere Fiorentino», 10 agosto 2010, ciò gli consentì di frequentare la prima elementare presso il convento femminile della Chiesa di San Piero a Monticelli. L'anno seguente, con la riapertura regolare degli istituti, proseguì gli studi nella Scuola di LegnaiaUna centenaria nel quartiere di Legnaia , «PortaleRagazzi.it», 27 gennaio 2010. Dal 1949 al 1952 frequentò le scuole medie Niccolò Machiavelli in piazza Frescobaldi. Dopo l'esame di terza media avvenne una svolta decisiva,

Gli anni del ginnasio e del liceo I genitori impegnarono gli averi al Monte di Pietà e acquistarono a rate i pantaloni che consentirono a Tiziano di frequentare la succursale della Machiavelli in piazza Pitti. Dal 1954 proseguì gli studi al Liceo classico statale Galileo dove si diplomerà brillantemente nel 1957. In quegli anni, frequentò i "Sabati dello studente" in via Gino Capponi, un circolo ricreativo in cui soddisfaceva la passione per il cinema e il teatro misurandosi anche in sporadiche recitazioni. Qui conobbe e avvicinò i rappresentanti del cattolicesimo democratico e progressista fiorentino come Dino Pieraccioni, Ernesto Balducci, Raffaele Bensi e Giorgio La Pira:

Raccolse da questi incontri il valore dell'umanità e apprese il senso non solo del dialogo ma dell'autonomia delle proprie idee, già sperimentata in casa con il padre comunista e la madre cattolica.

Nel 1955, per guadagnare qualche soldo, collaborò al Giornale del Mattino diretto dal giovanissimo Ettore Bernabei. Nei panni di cronista sportivo, ebbe il compito di documentare le corse podistiche, le gare in bicicletta e soprattutto le partite di calcio del Campionato nazionale Dilettanti coprendo in particolare la provincia di Firenze muovendosi con la Vespa del padre:

Nel 1956, nel periodo drammatico della Rivoluzione ungherese, si iscrisse alla sezione fiorentina della Gioventù Federalista Europea, l'organizzazione giovanile del Movimento Federalista Europeo fondato da Altiero Spinelli. Un'adesione temporanea ma che rivela la capacità di non allinearsi ai pensieri dominanti dell'epoca, quello di matrice cattolica legata alla Democrazia Cristiana e quello marxista legato al Partito comunista.

L'incontro con Angela Staude e l'università Nell'estate del 1957 appena diplomato ricevette un'offerta di lavoro dalla Banca Toscana, che rifiutò:

Sfidando il parere dei genitori tentò l'ammissione al collegio Medico-Giuridico annesso alla Scuola Normale di Pisa. Nel concorso nazionale che offriva solo cinque posti, arrivò secondo. Scelse la facoltà di Giurisprudenza.

Nel mese di settembre conobbe una ragazza di origini tedesche, Angela Staude«Vi racconto la mia storia d'amore con Tiziano Terzani», «Corriere Fiorentino», 6 maggio 2009, nata a Firenze nell'aprile 1939, figlia del pittore Hans-JoachimHans-Joachim Staude , sito ufficiale e dell'architetta Renate Moenckeberg. Gli Staude abitavano in via delle Campora sulla collina di Bellosguardo, erano noti per essere una famiglia colta ma non convenzionale che vantava tra i propri avi esploratori, accademici e amicizie eccellenti come Maria 'Maja' EinsteinQualcuno suona ancora il pianoforte di Einstein, «la Repubblica», 26 gennaio 2011 o Maria José del Belgio Archivi di famiglie e di persone , Pubblicazioni degli Archivi di Stato Strumenti CLXXXIII, 2009, 283Officina Terzani, «la Domenica di Repubblica», 4 marzo 2007, 29. Tiziano fu colpito dall'atmosfera casalinga e poliglotta dove arte e musica si mescolavano alle biografie avventurose della famiglia Staude, un entusiasmo che gli fece avvertire la differenza con le proprie origini certamente più umili:

Seppur divisi dagli studi − Tiziano a Pisa e Angela a Monaco − mantennero i contatti. All'Università Tiziano conobbe e frequentò molti amici tra cui Alberto De MaioTerzani con la cravatta, predestinato a vent'anni, «Corriere della sera», 3 novembre 2011, Giuliano AmatoTiziano, una vita alla ricerca non solo di sé, «Sant'Anna News», 24, gennaio 2005, 1, Carlo Donolo, Enrico Mugnaini, Franco MoscaRicordo di Tiziano Terzani, «Sant'Anna News», 24, gennaio 2005, 2. La vita in collegio fu estremamente stimolante:

Ma l'esperienza universitaria venne segnata da due eventi drammatici: nel 1958 una grave infezione tubercolotica lo costrinse a un lungo ricovero al Careggi e un anno più tardi una trombosi colpì il padre rendendolo inabile al lavoro. Le ristrettezze economiche e il bisogno di contribuire al sostentamento dei genitori alimentarono l'inquietudine e il desiderio di fuga immaginando una vita differente e autonoma. Si laureò nel 1961 a pieni voti presentando una impegnativa tesi di diritto internazionale con il giurista Giuseppe SperdutiGiuseppe Sperduti, «Treccani.it» dal titolo Il Dominio riservato. Una tesi che richiama i caratteri, le inclinazioni e gli interessi che manifesterà più avanti nella professione giornalistica.

L'Olivetti e il matrimonio Dopo la laurea fallì il tentativo di continuare gli studi all'Università di Leeds, avventura che durò appena 5 mesi:

Rientrato in Italia accettò la proposta dell'Olivetti di Ivrea grazie ai contatti con l'ex collegiale Romano GabrieleRicordo di Tiziano Terzani, «Sant'Anna News», 24, gennaio 2005, 3. Una scelta vicina al proprio modello di societàIl manager e l'arcobaleno , «ARPA», 2, marzo-aprile 2004, 4:

Qui, dopo un lungo tirocinio, giunse all'ufficio del personale dove conobbe Paolo Volponi, Ottiero Ottieri e Giancarlo Lunati ricevendo l'incarico di reclutare nuovi laureati per le consociate estere. L'Olivetti, forte della sua rete globale di concessionarie e fabbriche gli consentì di viaggiare in tutto il mondo. Il 27 novembre 1962, pochi mesi dopo l'assunzione, sposò Angela a Vinci. Il lavoro dell'Olivetti lo portò prima a viaggiare in tutta Europa – con lunghi soggiorni in Danimarca, Portogallo, Paesi Bassi, Gran Bretagna – e successivamente in Oriente. Nel gennaio 1965 arrivò in Giappone, fu la sua prima volta in Asia. Qui visitò anche Hong Kong e il sogno della Cina iniziò a prendere forma. Nel 1966 acquistò con i primi risparmi un terreno nella valle dell'Orsigna dove negli anni a venire costruì una piccola abitazione.

L'esperienza in Olivetti è raccontata nell'antologia di scritti pubblicata da Edizioni di Comunità Il pensiero irriducibile, ISBN 978-88-320-0516-5.

L'esordio con L'Astrolabio Nell'autunno 1967 l'Olivetti lo mandò in Sud Africa, a Johannesburg. Vi giunse pochi giorni dopo l'assassinio del Primo ministro Verwoerd in un clima di forti tensioni politiche. In questo paese segnato dall'apartheid raccolse materiali, interviste e fotografie per redigere i primi reportage che pubblicò su L'Astrolabio, settimanale della sinistra indipendente diretto da Ferruccio Parri. Il primo reportage s'intitola Natale negro. Rapporto sulla segregazione in Sud Africa pubblicato il 25 dicembre 1966. La collaborazione con la rivista terminò nel novembre 1970. Dopo aver viaggiato in Australia e Thailandia, insoddisfatto del lavoro all'Olivetti, prese l'aspettativa, e su indicazione di Samuel Gorley PuttObituary: S. Gorley Putt, «The Independent», 8 maggio 2005 - conosciuto per caso alla Hopkins University di BolognaTiziano Terzani: l'esordio, RAI «1 su mille», 6 aprile 2010 - si aggiudicò una borsa di studio che gli aprì le porte della Columbia University di New York dove scelse il corso di laurea in Affari internazionali.

L'Università in America e la scelta del giornalismo La borsa di studio del Commonwealth Fund's Fellowship programme gli consentì di viaggiare in tutto il paese. Continuò a scrivere per L'Astrolabio raccontando le lotte civili del movimento nero intervistando Rap Brown, gli scontri tra gli studenti pacifisti che manifestavano contro la guerra in Vietnam e le forze di polizia nella protesta della Columbia University, e un evento storico come l'allunaggio dell'Apollo 11. Durante il biennio americano sfruttò l'occasione di uno stage nella redazione del New York Times:

Nel 1968 si trasferì in California frequentando l'Università di Stanford dove imparò la lingua cinese. Si interessò allo studio del maoismo e del comunismo cinese, incuriosito dalla grande eco che la Rivoluzione culturale di Mao stava avendo in tutto il mondo. Ebbe l'occasione di conoscere e intervistare William Hinton che lo affascinò con la sua esperienza cinese. Si convinse che la sua missione era di andare in Cina per verificare di persona quanto aveva studiato sui libri e sui giornali. Tra le fonti che ispirarono il suo sogno ci sono i testi di un grande reporter come Edgar Snow.

Dopo i numerosi testi pubblicati su L'Astrolabio, nell'aprile del 1969 l'ordine dei Giornalisti lo registrò ufficialmente nell'elenco "pubblicisti": una qualifica che aspettava da tempo. In agosto a New York nacque il figlio Folco. Laureatosi per la seconda volta, in settembre rientrò in Italia. Lasciò definitivamente l'Olivetti e cercò un'occupazione come giornalista.

Alla fine di novembre del 1969 iniziò il praticantato nella redazione del quotidiano milanese Il GiornoTiziano Terzani Emporiodelleidee.org 27 gennaio 2021 diretto da Italo Pietra e Angelo RozzoniÈ morto il giornalista Rozzoni, «la Repubblica» 1º maggio 1985. Qui conobbe inviati già affermati come Natalia Aspesi, Giorgio Bocca, Giampaolo Pansa e uno dei giornalisti ai quali fu legato da profonda amicizia, Bernardo ValliIl lungo viaggio sulla mongolfiera indiana, «la Repubblica», 8 marzo 2002. Nel marzo del 1971 nacque la figlia Saskia e all'inizio dell'estate sostenne l'esame di Stato per diventare giornalista professionista. In autunno si confrontò con il direttore confidando in un incarico all'estero, ma la risposta fu lapidaria: