La guerra navale luso-mamelucca fu un conflitto navale tra il Sultanato mamelucco d'Egitto e l'impero portoghese nell'Oceano Indiano, provocato dall'espansione lusitana in India conseguente alla definizione della rotta per il Subcontinente passando per il Capo di Buona Speranza nel 1498. Il conflitto ebbe luogo durante il ventennio iniziale del XVI secolo, dal 1505 al 1517, e fu interrotto non da una tregua tra i belligeranti ma dalla caduta dei mamelucchi per mano degli ottomani.
Antefatto L'arrivo dei portoghesi nell'Oceano Indiano
Appena due anni dopo che Vasco da Gama raggiunse l'India via mare, i portoghesi si resero conto che la prospettiva di sviluppare nel Subcontinente un commercio come quello che avevano praticato nell'Africa occidentale era diventata impossibile, a causa dell'opposizione delle élite mercantili musulmane nella costa occidentale dell'India (il Malabar) che incitava ad attacchi contro le feitoria, le navi e gli agenti portoghesi, sabotando gli sforzi diplomatici portoghesi e portando al c.d. "Massacro di Calicut" nel dicembre 1500. in seguito al quale i portoghesi della Seconda Armata d'India (Cabral, 1500) bombardarono Kozhikode (pt. Calicut), il principale porto di esportazione delle spezie che collegava l'India all'Egitto e poi a Venezia. Nel quinquennio immediatamente successivo, le tensioni tra Calicut e Lisbona crebbero sistematicamente, con gli ammiragli portoghesi che di anno in anno si susseguirono in India impegnati in atti di boicottaggio/embargo ai danni dello Zamorin (il "re del mare" di Calicut) se non addirittura di guerra aperta: es. Battaglia di Calicut (1503); Battaglia di Kochi (1504); ecc. L'approvvigionamento di spezie divenne pertanto difficoltoso e costoso per l'Egitto e, soprattutto, per i veneziani che si rifornivano di spezie dagli egiziani.
La presenza portoghese nell'Oceano Indiano si fece molesta per tutto l'areale musulmano prospiciente, non limitandosi a scontri tra i portoghesi e i potentati musulmani della costa indiana. Anche le navi arabe furono attaccate direttamente: nel 1503, la prima nave egiziana fu saccheggiata e affondata dai portoghesi della Quinta Armata d'India (Albuquerque, 1503) mentre tornava dall'India; l'anno dopo, 17 navi arabe furono distrutte dai portoghesi della Sesta Armata d'India (Albergaria, 1504) nel porto indiano di Ponnani...
L'oggetto del contendere non era di semplice natura economica ma anche ideologica. Il sovrano lusitano promotore delle spedizioni indiche, Manuele I (regno 1495-1521), non era infatti, com'era invece valso per il suo predecessore Giovanni II, interessato a sfruttare le esplorazioni orientali come semplice espediente di arricchimento del tesoro regio. Sovrano tradizionalista, addirittura "medievale" nella sua ansia di diffondere la religione cattolica e promuovere la "guerra santa", Manuele I intendeva sfruttare le recentemente acquisite basi indiane per costruire avamposti da sfruttare in una grande manovra a tenaglia contro l'Islam che prevedeva da una parte il riaccendersi delle ostilità via terra in Marocco e dall'altra l'apertura di un nuovo fronte "orientale" contro la Terra santa e La Mecca.. L'ideologia crociata era fortemente pregnante negli intenti degli ammiragli portoghesi stessi che in più occasioni si mostrarono intransigenti nei loro rapporti con i musulmani, fossero essi indiani, arabi, turchi o altro.Il fatto più eclatante, ascrivibile alla Quarta Armata d'India (Gama, 1502), fu il massacro dei pellegrini musulmani a bordo della nave Miri intenzionalmente perpetrato da Vasco da Gama il 3 ottobre 1502.
Il sultanato mamelucco d'Egitto
Subentrati agli Ayyubidi nel governo d'Egitto e Siria alla metà del XIII secolo, i Mamelucchi non apportarono rivoluzionarie innovazioni all'economia egizio-siriana. Il sistema si basava sulla produzione agricola e sulla tassazione del commercio internazionale che, nel Medioevo, aveva in Egitto e Siria uno snodo fondamentale. Nel XV secolo, sconvolgimenti interni al sultanato mamelucco misero potentemente in crisi la produzione agricola. e i mamelucchi reagirono intensificando lo sfruttamento del terziario: tassarono le classi medie urbane, aumentarono la produzione e la vendita di cotone e zucchero in Europa, e sfruttarono la loro posizione di transito nel commercio tra l'Estremo Oriente e l'Europa.. Quest'ultimo si rivelò il metodo più redditizio e si declinò nell'implementazione di rapporti commerciali con la Repubblica di Venezia, la Repubblica di Genova e Barcellona, e nell'aumento dei dazi commerciali. Così, nel Quattrocento, il commercio di lunga data tra l'Europa e il mondo islamico iniziò a costituire una parte significativa delle entrate del sultanato poiché i mamelucchi imponevano tasse ai mercanti che operavano o passavano attraverso i loro porti. Il sultano Barquq (regno 1382-89 e 1390-99) aveva inoltre istituito il monopolio statale sui beni di lusso, tra i quali le spezie facevano la parte del leone: lo stato ne fissava i prezzi; raccoglieva una percentuale dei profitti che finivano nel tesoro personale del sultano (diwan al-khass) e non nell'erario;. e ne governava (o tentava di governare) il flusso facendolo convergere su Il Cairo.
Tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo, l'espansione dell'impero portoghese in Africa e in Asia iniziò a diminuire significativamente le entrate del monopolio mamelucco-veneziano sul commercio trans-mediterraneo.
Scontro d'interessi tra mamelucchi, veneziani e portoghesi
Nel 1502, Venezia, desiderosa di eliminare la minaccia lusitana al monopolio sulle spezie, iniziò un serrato gioco diplomatico per mettere mano ai problemi extra-levantini. Anzitutto, interruppe formalmente le relazioni diplomatiche con Lisbona, richiamando in patria l'ambasciatore Pietro Pasqualigo.. Un altro ambasciatore, Francesco Teldi, fu inviato alla corte mamelucca al Cairo a suggerire l'adozione di "rimedi rapidi e segreti" contro i portoghesi.. I veneziani affermarono di non poter intervenire direttamente e incoraggiarono pertanto il sultano mamelucco Qansuh al-Ghuri (regno 1501-1516) a prendere contatto con i principi indiani di Kochi e Kannur (pt. Cannanore) per invogliarli a non commerciare con i portoghesi e con i sovrani di Calicut e Cambay per spronarli alla lotta contro di loro. Fu così conclusa una sorta di alleanza tra veneziani e mamelucchi contro i portoghesi.. La Serenissima, non si limitò però a queste misure "indirette". Nel 1503, due ingegneri militari italiani giunti in India con Vasco da Gama insieme alla IV Armada indica, conosciuti solo come João Maria (Gianmaria) e Pêro António (Pierantonio), si portarono al campo dello Zamorin di Calicut, impegnato a combattere i portoghesi a Kochi, e gli offrirono i loro servigi. I cronisti portoghesi concordano nell'identificare i due come agenti segreti veneziani, esperti forgiatori di cannoni, giunti per insegnare ai malabari come produrre cannoni europei per colmare il divario tecnologico tra l'artiglieria indiana e quella portoghese.. Nonostante il riserbo marciano, informazioni su quest'alleanza con gli "infedeli" trapelarono nella immediatamente successiva Guerra della Lega di Cambrai (1508-1516), a danno dell'immagine pubblica della Serenissima.
Nel settembre/ottobre 1504 (o forse 1503), dopo che i suoi tesorieri gli ebbero riferito del danno al tesoro egiziano provocato dai portoghesi (diminuzione delle entrate da dazi doganali sul commercio delle spezie e sul traffico dei pellegrini), il sultano al-Ghuri inviò un'ambasciata a Roma per bocca del terrorizzato Gran Priore del Monastero di Santa Caterina (Egitto) (tale "Fra Mauro") chiedendo con rabbia che il Papa Giulio II frenasse i portoghesi altrimenti lui avrebbe inflitto ai pellegrini cristiani in Terra santa il trattamento riservato dai lusitani ai pellegrini musulmani diretti a La Mecca.. La minaccia fu inoltrata a Lisbona dal preoccupato pontefice ma servì solo ad avvertire il re Manuele I del Portogallo che il gigante mamelucco addormentato era stato svegliato dal tuonare dei suoi cannoni sulle coste indiane e che incombeva una minaccia tale per cui era obbligatorio per i portoghesi garantire la loro posizione nell'Oceano Indiano prima che fosse troppo tardi.Le lettere del sultano mamelucco al Papa sono trascritte nella Chronica di Damião de Góis come la replica di re Manuele I del Portogallo al Papa (giugno 1505). V.si
Spedizione mamelucca nell'Oceano Indiano (1505-1509)
Nel 1505, il sultano al-Ghuri ordinò la prima spedizione contro i portoghesi. L'Egitto era però una società agricola con pochi legami con il mare e i soldati mamelucchi avevano poca esperienza (per non dire una vera e propria avversione di casta) nella guerra navale,.. quindi il sultano richiese il sostegno veneziano, in cambio dell'abbassamento delle tariffe doganali imposte ai marciani per facilitare la loro concorrenza con i portoghesi. Venezia fornì ai Mamelucchi caracche di tipo mediterraneo e galee da guerra manovrate da marinai greci che i maestri d'ascia veneziani aiutarono a smontare ad Alessandria e rimontare a Suez. Le galee potevano montare cannoni a prua e a poppa ma non lungo le fiancate perché i cannoni avrebbero interferito con i rematori. Le navi indigene (i dau), con le loro assi di legno cucite, potevano trasportare solo cannoni molto leggeri. Il comando della spedizione fu affidato a un mamelucco curdo, ex governatore di Gedda, Amir Hussain Al-Kurdi (pt. Mirocem). La spedizione (a cui i portoghesi fanno riferimento con il termine generico di "Rūmi") includeva non solo mamelucchi egiziani ma anche un gran numero di mercenari turchi, nubiani ed etiopi, nonché artiglieri veneziani. Quindi, la maggior parte dell'artiglieria della coalizione era composta da arcieri che i portoghesi potevano facilmente soverchiare.
La flotta lasciò Suez nel novembre 1505, forte di 1100 uomini. Gli fu ordinato di fortificare Gedda contro un possibile attacco portoghese e sedare le ribellioni intorno a Suakin e a La Mecca.Dai tempi di Saladino, il sovrano musulmano d'Egitto era "Custode delle due Sacre Moschee" di Medina e La Mecca. Trascorsero la stagione dei monsoni sull'isola di Kamaran e sbarcarono ad Aden, sulla punta del Mar Rosso, dove furono coinvolti in costose politiche locali con l'emiro di Tahirid, prima di attraversare finalmente l'Oceano Indiano..
Contestualmente, re Manuele I organizzava e varava la Settima Armata d'India (Almeida, 1505) che portò a Kochi Dom Francisco de Almeida, primo viceré dell'India con ordini espressi non solo limitati a salvaguardare le feitoria portoghesi ma anche a frenare le navi musulmane ostili..
Nel 1506, uno squadrone portoghese sotto Alfonso de Albuquerque, parte dell'Ottava Armata d'India (Cuhna, 1506), iniziò a razziare le coste d'Arabia e del Corno d'Africa, dopo aver sconfitto una flotta musulmana.. Nel 1507, una flotta di circa 20 navi portoghesi entrò nel Mar Rosso e vi fece razzia delle navi indiane, portando il commercio indo-mamelucco quasi al collasso. I portoghesi tentarono anche di stabilire una base a Socotra nel 1507, per fermare il commercio mamelucco attraverso il Mar Rosso, ma l'isola si dimostrò troppo inospitale ed inefficace quale avamposto, tanto che i lusitani se ne andarono dopo pochi mesi.
Nell'agosto-settembre 1507, una flotta mamelucca di circa 50 navi era di stanza ad Aden, pronta a traversare per l'India.
Battaglia di Chaul (1508)