Cuorgnè (Corgnè in piemontese) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Torino in Piemonte.

Geografia fisica Cuorgnè si trova a una longitudine di 7° 38' 59" ed a una latitudine di 45° 23' 30". Il centro del paese è situato ad un'altitudine di 414 m.s.l.m., allo sbocco della valle dell'Orco, nel territorio compreso tra il rilievo granitico di Belmonte, il Monte Soglio e la Quinzeina. Il nucleo più importante sorge sulla riva destra del torrente, nel vasto anfiteatro morenico formatosi dai ghiacciai fra questa valle e la val Soana. Dal terreno alluvionale morenico emergono isole di granito rosso sotto la collina di Costosa e quella di Santa Lucia. Altro affioramento di granito, però di colore più chiaro, a valle del Pedaggio e che costituisce il basamento del monticello sul quale si trova Villa Ida. Sul lato destro dell'orco si ha invece del gneiss utilizzato fin da epoche antiche come pietra da costruzione.

Nel secondo dopoguerra l'abitato si è considerevolmente sviluppato anche sulla riva sinistra del torrente, nella zona Pedaggio e nelle località Biancetta e Cascinette.

Origini del nome L'origine del nome Cuorgnè non è chiara. Si è ipotizzato derivi dal latino Cornu Nictatio, o Corniatu (luogo dove si suonava il corno d'allarme), ovvero dall'antico proprietario romano Coroniacus, oppure ancora da Cornai ("luogo ricco di corniolo"). In un racconto popolare si parla di una corsa di porci durante la quale i proprietari delle bestie li incitavano urlando: Cur! Cur! ("Corri! Corri!") ai quali gli animali rispondevano grugnendo Gnè! Gnè!

Storia L'origine di Cuorgnè è antica. Nei suoi pressi esisteva l'insediamento di "Canava" (dal celtico Canaba, forse della tribù dei Salassi, e dal latino Cohors Canava, da cui deriva il toponimo "Canavese"), scomparsa verso il 1030 in seguito ad una piena del torrente Orco. Le subentrarono gli insediamenti di Cuorgnè, Castellamonte e Valperga.

Cuorgnè sorse in posizione strategica, allo sbocco di una valle, prima come sede invernale di pastorizia, poi come base militare ed infine come centro di scambio commerciale dei prodotti della pianura con quelli delle valli alpine retrostanti.

Durante la dominazione romana la regione di Cuorgnè apparteneva al municipium di Julia Augusta Taurinorum, l'odierno capoluogo piemontese.

Nel Medioevo i primi signori si dissero discendenti del re Arduino d'Ivrea. Nell'alto medioevo Cuorgnè appartenne ai conti di Valperga. Sono documentate lotte fra famiglie nobiliari locali per il dominio sul territorio e continue scorrerie di eserciti mercenari. Questi determinano la grande rivolta popolare denominata del Tuchinaggio (1386-1391), trasformata poi in guerra civile, e alla quale pose termine Amedeo VII di Savoia, il Conte Rosso, che assediò e conquistò Cuorgnè, imponendo la rappacificazione. Da quell'epoca il centro segue le vicende sabaude. Cuorgnè divenne un importante centro commerciale, punto di incontro tra pianura e montagna.

Nella regione passarono e lasciarono il segno truppe francesi, spagnole, austriache, mercenarie, come pure compagnie di briganti. La peste del 1630 fece in Cuorgnè più di 600 vittime.

Negli anni della rivoluzione francese a Cuorgnè si piantò l'albero della libertà e la città dovette fornire due compagnie all'esercito napoleonico, afflitto, per altro, dalla diserzione che ingrossava le file dell'esercito popolare e che diede vita alla "rivolta degli zoccoli".

Restaurata la monarchia sabauda, Vittorio Emanuele I stanziò a Cuorgnè un distaccamento di carabinieri reali (arma da lui fondata nel 1814), testimonianza questa dell'importanza data alla città. Nel 1878 vi fu costruita la caserma degli alpini, presenti in città fino all'ultimo dopoguerra.

Cuorgnè partecipò al Risorgimento e al movimento garibaldino, nel quale si misero in evidenza i fratelli Pinelli e il magistrato Giuseppe Ghiglieri. Nel corso del XIX secolo si sviluppò anche a Cuorgnè il movimento delle cooperative, con la Società di mutuo soccorso (1853), che diede origine a magazzini, negozi, forni, cantine, scuole e biblioteca, contribuendo alla diffusione della cultura popolare.

La prima guerra mondiale comportò per Cuorgnè 87 caduti. Con l'arrivo del Fascismo, nell'ottobre 1922, due giorni dopo la marcia su Roma un artigiano, Giorgio Rebuffo, venne ucciso sulla porta della locale Società di mutuo soccorso. Nel 1940 molti giovani vennero arruolati quali meccanici sulle navi da guerra e molti di essi caddero in combattimento.

Nel 1927 Cuorgnè cambiò di provincia, passando da quella di Torino a quella di Aosta insieme a altri 113 comuni dell'ex Circondario di Ivrea, tramite R.D. del 2 gennaio 1927. Con R.D. del 3 agosto 1928, fu temporaneamente aumentato il territorio comunale aggregandovi i comuni soppressi di Borgiallo, Canischio, Chiesanuova, Colleretto Castelnuovo, Prascorsano, Salto e San Colombano Belmonte. Fu insignita dello status di città nel 1932.

Negli anni della seconda guerra mondiale, tra il 1940 e il 1943, furono internati a Cuorgnè 51 profughi ebrei (inclusi una decina di bambini), provenienti da Spalato. Dopo l'8 settembre 1943, con l'occupazione tedesca, il gruppo immediatamente si dette alla fuga. La maggior parte trovarono rifugio in Svizzera, ma alcuni si diressero invece verso Sud incontro all'esercito alleato. Alla fine tutti gli internati riuscirono a salvarsi, con l'unica eccezione di Ernestina Levi, che era deceduta per cause naturali a Cuorgnè il 15 febbraio 1942 durante il soggiorno coatto.Ebrei stranieri internati in Italia.

A Cuorgnè vide però la morte Walter Fillak, con altri partigiani. La partecipazione alla guerra di liberazione è massiccia e molti sono i caduti, vittime delle rappresaglie, sino alla fucilazione di cinque cittadini il 1º maggio 1945.

Con la fine della guerra la provincia di Aosta venne soppressa con Decreto legislativo luogotenenziale del 7 settembre 1945. Cuorgnè e tutti i comuni non compresi nel territorio della Valle, tornarono a far parte della provincia di Torino.

Simboli Stemma Lo stemma è stato riconosciuto con decreto del capo del governo del 14 luglio 1932.

Gonfalone Il gonfalone è stato concesso con regio decreto del 30 giugno 1932.

Onorificenze

Cuorgnè è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione, insignita della medaglia d'argento al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per l'attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale:

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa di San Giovanni La chiesa di San Giovanni, al centro del Borgo antico (l'attuale via Arduino), era la chiesa della Confraternita della Misericordia, dedicata a San Giovanni Decollato. La Confraternita in onore di questo santo assisteva i condannati a morte e ne accompagnava la salma in chiesa; possedeva inoltre l'importante privilegio di poter liberare ogni anno un condannato a morte. Le opere d'arte principali di questa chiesa sono i sette grandi quadri su tela, dipinti nel 1742 dal pittore Luca Rossetti da Orta. Tutte le tele rappresentano scene della vita del santo titolare della chiesa: due gruppi di tre sono a fianco dell'altare maggiore, mentre nella posizione d'onore dietro all'altare vi è la raffigurazione più importante: il martirio di San Giovanni.

Chiesa di San Dalmazzo

Secondo la tradizione la prima parrocchia cuorgnatese, già dedicata a San Dalmazzo, secondo un documento del 1154, risalirebbe all'epoca di Sant' Eusebio. La chiesa fu ristrutturata nel 1472 e diventando insufficiente di posti, nel 1575 si decise di ricostruirla cambiando l'orientamento come è visibile oggi. La nuova struttura, terminata nel 1592, fu progettata a tre navate divise da otto colonne, nel 1º settembre del 1804 crollò all'improvviso un pilastro della chiesa compromettendo la stabilità della parrocchia. Si decise così di ricostruire interamente una nuova chiesa, che fu inaugurata nel 1810. La chiesa parrocchiale di San Dalmazzo, si presenta oggi nella sua struttura ottocentesca, nel 1825 fu costruita una cappella-santuario dedicata alla Madonna della Rivassola, un affresco in stile tardo gotico risalente al XV secolo proveniente da un pilone votivo, staccato e trasportato nel luogo attuale. Da secoli la Madonna della Rivassola è considerata madre e protettrice della città e dei cuorgnatesi tutti.

Chiesa della Santissima Trinità A breve distanza dalla parrocchia dedicata a san Dalmazzo, sorge la chiesa della Santissima Trinità, la quale si presume che in principio fosse un oratorio con annesso ospizio per i pellegrini, costruito a partire dal 1510 dai frati minori francescani. Questi nel 1581 lo cedettero alla Confraternita della SS. Trinità, istituita a Cuorgnè nel 1535. Grazie al livello sociale degli aderenti, quasi tutti nobili o comunque persone di prestigio, ed ai numerosissimi lasciti e donazioni anche di notevole valore, la Confraternita giunse ad avere una notevole ricchezza. Successivamente, nel 1582 Bernardino Bossetto, rettore della Confraternita firmò una convenzione con il "maestro" Giovanni Cernese da Lugano, residente a Valperga, per l'erezione della chiesa. La facciata della chiesa venne terminata nel 1637 da "mastro Bernardino Somacio" di Lugano; altri luganesi, Carlo e Antonio Scala, costruiscono nel 1663 la cappella di destra, dedicata al Santissimo Sudario. Nel 1674 compaiono pagamenti al pittore Giacomo Riva Berta per alcuni quadri all'interno dell'edificio. Fra le opere artistiche presenti all'interno della chiesa merita particolare attenzione la grandiosa ancóna in legno dell'altare maggiore: un solenne apparato decorativo, con statue di santi e di angeli, disposti a corona intorno ad un gruppo centrale raffigurante il Padre ed il Figlio che incoronano la SS. Vergine. Si tratta di un'opera eseguita da Pietro Antonio Perucca da Valperga nel 1691. Scioltasi la Confraternita, la chiesa venne chiusa al pubblico nel 1895. Considerato il notevole interesse artistico, nel 1984 il comune ne divenne proprietario ed avviò una serie di lavori di restauro per riutilizzare la chiesa a fini culturali riconvertendola in centro multimediale e sala conferenze.

Architetture civili Palazzo comunale e teatro L'edificio del Palazzo Comunale di Cuorgnè venne costruito agli inizi del 1600 dalle Monache benedettine che, costrette ad abbandonare Belmonte a seguito dei decreti del Concilio di Trento, vollero edificare a Cuorgnè il loro convento. Del convento la costruzione conserva ancora la struttura originaria, come il bel cortile interno porticato nel quale sono ancora agevolmente riconoscibili gli elementi del chiostro conventuale. Dal lato settentrionale si erge l'edificio della Chiesa, attuale teatro comunale, di dimensioni relativamente ridotte perché riservato alla comunità religiosa, con coro e Parlatorio; dal lato opposto si aprivano i locali destinati al refettorio e alle cucine. Un'ampia galleria coperta corre al di sopra del chiostro, permettendo l'accesso alla sala capitolare e alle stanze. Soppressi gli ordini religiosi, il Comune nel 1802 prese possesso dello stabile destinandolo a propria sede.

Nel vasto locale della chiesa si decise nel 1860 di trasferire il teatro comunale; il progetto di ristrutturazione venne redatto nel 1865 dall'architetto ing. Pier Giuseppe Zerboglio di Cuorgnè ed il teatro venne ultimato l'anno seguente. Ne disegnarono le scene ed i fondali alcuni artisti che in quell'epoca erano soliti trascorrere il periodo estivo nel vicino paese di Rivara e che proprio da questa cittadina traggono il nome di "scuola di Rivara". In particolare lo scenario con Cuorgnè visto dal vecchio ponte sull'Orco è opera del loro caposcuola: Carlo Pittara.