Biografia Reposiano, a giudicare dallo stile e dalla metrica, sarebbe fiorito nel III secolo d.C. Infatti, se la tecnica del verso è in generale abbastanza corretta, si riscontrano imprecisioni prosodiche che attestano lo scadimento del senso della quantità verificatosi durante quest'epocaM. Lenchantin De Gubernatis, Reposiano, in Enciclopedia Italiana..

La relazione di Venere e Marte Nella sua opera, il vivace epilio in 182 esametri De concubitu Martis et Veneris, Reposiano descrive il tema omericoOdissea, VIII, 266-366. e la ripresa lucrezianaNel proemio del De rerum natura. degli amori di Marte e Venere. Il poemetto, che si evidenzia come una variazione retorica sul tema omerico, è ricco di divagazioni ecfrastiche sullo scenario naturale in cui le due divinità si incontrano per i loro amplessi, anche se Reposiano mira a dare una coloritura morale al suo epillio:

Inoltre, la tendenza sovrabbondante e artificiosa di Reposiano lo porta ad una amplificatio eccessiva, quasi barocca, che risolve l'epillio in pura descrizione, mentre la narrazione propriamente detta si limita ad una porzione minima e assai sbrigativa.

Sulla traccia narrativa si sviluppano anche qui eleganti descrizioni di maniera, come quella del bosco in cui i due si incontrano, e non si rifugge dall'indugiare anche sull'esaltazione plastica dei due corpi divini, tratto quest'ultimo riconducibile a un tipico gusto del periodo. Le tematiche e lo stile in generale sono analoghi a quelli di Pentadio: senso cosmico dell'amore, rapporto tra l'amore e il rifiorire primaverile della natura, erudizione, eleganza formale.

Note

Bibliografia F. Roncoroni, Note a Reposiano (« Anth. Lat. » c. 253 R.), in «Aevum», 1969, pp. 291 ss. D. Gagliardi, Da Petronio a Reposiano, Napoli 1967, pp. 100 ss. U. Zuccarelli, Reposiano, Concubitus Martis et Veneris, Napoli, Libreria Scientifica Editrice, 1972.

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