Il Kouros di Lentini è una scultura in marmo alta 128 cm, databile agli inizi del V secolo a.C, originariamente rinvenuta a Lentini e conservata presso il museo archeologico regionale Paolo Orsi di Siracusa. La statua, raffigurante un tipico kouros di età arcaica, è stata ricostruita nel 2018 mettendo insieme due parti diverse riconosciute come parte dello stesso gruppo scultoreo.
Dal 13 settembre 2026 è in esposizione temporanea al museo archeologico regionale di Lentini.
Storia
Ritrovamento Sebbene i primi scavi archeologici autorizzati nell’area dell’antica Leontinoi partirono il 20 ottobre 1864 con l'approvazione del consiglio provinciale di Noto, già in passato la zona era stata interessata da ricerche occasionali che avevano portato alla luce tombe ed altri monumenti: rientrava tra questi una testa di kouros, acquistata dal principe di Biscari Ignazio Paternò Castello nella seconda metà del '700, realizzata in marmo pario e databile agli inizi del VI secolo a.C.Molti anni dopo, durante le inondazioni del 1902, nelle campagne del territorio di Lentini fu rinvenuto un imponente torso acefalo, realizzato sempre in marmo pario e alto 103 cm: l'opera, inizialmente abbandonata in una masseria, venne raccolta dal marchese Corrado del Castelluccio e portato a Catania. La scultura venne poi notata dall'archeologo Paolo Orsi, che il 4 aprile 1904 dopo varie trattative la acquistò a nome del museo siracusano per il valore di 1000 lire.
Ricomposizione Un possibile legame tra la "testa Biscari" e il torso ritrovato da Orsi venne avanzato già nel 1927 da Guido Libertini, che su suggerimento di Ludwig Pollak fece realizzare un calco in gesso della testa da accostare al torso, così da provare l'appartenenza dei due pezzi a una sola opera. Sebbene una parte mancante del collo, dovuta all’aggiunta in gesso e al piedistallo, non permettesse una corrispondenza perfetta, la volumetria d’insieme e le analogie stilistiche furono sufficienti a supportare la sua ipotesi. A una medesima si giunse anche nel 2016, dopo uno studio di scansioni 3D che aveva provato la validità dello studio di Libertini.
La svolta sulla ricomposizione arrivò nel 2018, quando un'analisi petrografica e isotopica dei due pezzi ha provato che le due parti sono state ricavate da uno stesso blocco di marmo, prelevato dalle cave di Lakkoi dell’isola di Paro; in contemporanea altre analisi hanno rilevato alcune tracce di un colore rossastro sulla testa. Nello stesso anno venne annunciato l'avvio di un cantiere aperto presso il laboratorio del CRPR di Palazzo Montalbo a Palermo, nato da un'idea di Vittorio Sgarbi ed Enzo Bianco e concretizzatasi grazie all’impegno della Fondazione Sicilia. Il progetto scientifico, curato da Sebastiano Tusa, ha così permesso alla ditta Siqilliya di eseguire i lavori di restauro e ricomposizione: per unire la testa al torace è stato utilizzato il foro già presente dove è stato inserito un supporto in plastica rinforzata, mentre la superficie marmorea è stata pulita per apparire più liscia e uniforme.
Descrizione
L'opera, databile tra il 530 e il 490 a.C, fu commissionata a un ricco abitante di Leontinoi e raffigura un giovane nudo seguendo caratteri tipici di altri kouroi di epoca arcaica, come la posizione delle gambe, il torso rigido o il sorriso accennato. Nonostante sia mutila delle braccia e delle gambe, riesce perfettamente a comunicare solennità e rigore fisico, come altre sue contemporanee. Inoltre gli studi petrografici e isotopici hanno provato che la scultura è stata realizzata con un marmo bianco a grana media, un materiale di alta qualità proveniente dalle cave a cielo aperto di Lakkoi, nell’isola di Paro.
Più vaga invece l'attribuzione: secondo Guido Libertini potrebbe raffigurare il dio Apollo, che era venerato nella città di Leontinoi e appariva sul fronte di alcune monete. In alternativa è possibile che fungesse sa segnacolo funerario, un uso molto comune per questo tipo di statue.
Storia espositiva L’opera restaurata è stata in mostra a Palazzo Branciforte di Palermo dall'11 novembre 2018 al 13 gennaio 2019 e al museo civico di Castello Ursino a Catania dall'8 giugno al 3 novembre 2019. Dall'8 settembre 2020 all'8 marzo 2021 è stata esposta presso il museo archeologico regionale Paolo Orsi di Siracusa, mentre dal 27 settembre 2021 al 23 gennaio 2022 è stata in mostra al museo di arte cicladica di Atene nell'ambito dell'esposizione "Kállos - The Ultimate Beauty" che ha riunito circa 300 reperti dalle collezioni pubbliche e private nazionali e internazionali.
Dopo un rientro a Siracusa, dal 23 aprile 2024 al 15 aprile 2025 il kouros è stato in mostra al museo archeologico regionale di Lentini, per poi trasferirsi dal 27 giugno 2025 nel chiostro della chiesa di Santa Chiara a Catania.
Dal 13 settembre 2026, per un intero anno, sarà nuovamente in esposizione temporanea al museo archeologico regionale di Lentini.
Note
Altri progetti
Collegamenti esterni Sicilia, la statua del Kouros di Lentini sbarca in Grecia: sarà parte della mostra Kallos di Atene, su strettoweb.com
Categoria:Sculture marmoree Categoria:Sculture a Siracusa