LItalia turrita è la personificazione nazionale dell'Italia, nell'aspetto di una giovane donna con il capo cinto da una corona muraria completata da torri (da cui il termine "turrita"). È spesso accompagnata dalla Stella d'Italia, da cui la cosiddetta Italia turrita e stellata, e da altri attributi aggiuntivi, il più comune dei quali è la cornucopia.
La rappresentazione allegorica con le torri, che trae le sue origini dall'antica Roma, è tipica dell'araldica civica italiana, tant'è che la corona muraria è anche il simbolo delle città d'Italia. Dal XIV secolo l'Italia turrita iniziò a essere raffigurata come una donna sconfortata e tormentata dalla sofferenza, visto il ruolo di secondo piano assunto dalla penisola italiana dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente.. La popolarità dell'Italia turrita ha toccato il suo ultimo apice nel XIX secolo, durante il Risorgimento: dopo l'unità d'Italia è iniziato un declino che l'ha portata quasi all'oblio, superata per importanza da altri simboli..
L'Italia turrita, che è uno dei simboli patri italiani, è stata nei secoli ampiamente raffigurata in ambito artistico, politico e letterario. Il suo aspetto più classico, che deriva dal mito primordiale della Grande Madre mediterranea e che è stato definitivamente specificato a cavallo tra il XVI e il XVII secolo da Cesare Ripa, vuole trasmettere simbolicamente la regalità e la nobiltà delle città italiane (grazie alla presenza della corona turrita), l'abbondanza dei raccolti agricoli della penisola italiana (rappresentata dalla cornucopia) e il fulgido destino dell'Italia (simboleggiato dalla Stella d'Italia).
Aspetto e raffigurazione
La personificazione dell'Italia è generalmente raffigurata come una donna dal corpo piuttosto rigoglioso, con i tipici attributi mediterranei, quali la carnagione colorita e i capelli scuri.. Nel corso della storia ha cambiato ripetutamente gli attributi con cui è caratterizzata: un mazzo di spighe di grano in mano (simbolo di fertilità e rimando all'economia agricola della penisola italiana), una spada oppure una bilancia, metafore di giustizia, o una cornucopia, allegoria di abbondanza; durante il fascismo sorreggeva anche uno dei simboli di questo movimento politico, il fascio littorio..
Dopo la nascita della bandiera d'Italia, che avvenne nel 1797, è frequentemente mostrata con un abito verde, bianco e rosso.. Sopra il capo dell'Italia turrita è spesso raffigurata una stella a cinque punte, la cosiddetta Stella d'Italia, che sin dall'epoca risorgimentale è uno dei simboli della penisola italiana, dal 1948 elemento dominante dell'emblema della Repubblica Italiana.. La stella, che è il più antico simbolo patrio italiano, dato che risale all'antica Grecia., fu aggiunta sopra la personificazione dell'Italia in epoca tardo imperiale..
Tuttavia, la classica rappresentazione dell'Italia turrita, originata da una moneta coniata sotto l'imperatore romano Antonino Pio, la mostra seduta su un globo e reggente in mano una cornucopia e uno scettro.. L'iconografia dell'Italia turrita ebbe nei secoli un'evoluzione costante con l'aggiunta e l'eliminazione di vari attributi: la versione finale della personificazione della penisola italiana fu definita a cavallo tra il XVI e il XVII secolo grazie a Cesare Ripa.
L'aspetto classico dell'Italia turrita, che ha origine dal mito primordiale della Grande Madre mediterranea, trasmette simbolicamente, a seconda della presenza o meno di alcuni attributi, la regalità e la nobiltà delle città italiane (grazie alla corona turrita), l'abbondanza dei raccolti agricoli della penisola italiana (rappresentata dalla cornucopia), la ricchezza naturale della penisola italiana (simboleggiata dal ricco mantello), il dominio dell'Italia sul mondo (simboleggiato dal globo, che è l'allegoria dei due periodi durante i quali la penisola italiana fu al centro della storia: l'epoca romana e la Roma dei papi), il dominio sulle altre nazioni (rappresentato dallo scettro) e il fulgido destino dell'Italia (grazie alla presenza della Stella d'Italia)..
Luoghi di raffigurazione L'Italia turrita è stata raffigurata, nel corso della storia, in moltissimi contesti nazionali: francobolli, onorificenze, monete, monumenti, sul passaporto e, più recentemente, sul retro della carta d'identità italiana cartacea.
L'allegoria dell'Italia è inoltre presente nei cartigli di numerose mappe antiche. Sulle carte geografiche comparve per la prima volta nel 1595 su una mappa contenuta nel Parergon, opera geografica di Giacomo Gastaldi; poi su un'opera di Willem Blaeu pubblicata nel 1635, con la corona muraria sormontata da una luminosa stella a sei punte . Tra le immagini più suggestive della personificazione della penisola italiana c'è quella riportata nella carta generale dell'Italia di Jean-Dominique Cassini, che venne pubblicata nel 1793.
Storia
L'idea romana di "Italia" Nel III secolo a.C. si consolida l'Italia romana, corrispondente alla penisola delimitata dalle Alpi e dal Mediterraneo. Da quel momento, il concetto d'Italia compare frequentemente nell'ambito di figure retoriche. In particolare, nella storiografia romana, le Alpi sono definite "mura d'Italia". Tale immagine compare, ad esempio, nelle Origines di Catone il Vecchio. La prima rappresentazione dell'Italia, oggi andata perduta, era la Italia picta (Italia dipinta) presente nel tempio della Tellus a Roma, databile al 268 a.C. Su cosa essa fosse gli storici sono divisi: secondo alcuni era una mappa geografica della penisola, secondo altri una personificazione dell'Italia. In Polibio, Scipione e Roma vengono identificati con l'Italia mentre Annibale e i Cartaginesi con l'Africa. Ricorrenti erano anche le Laudes Italiae (Lodi d'Italia), brani volti a elogiare l'Italia quale terra patria dei romani, enfatizzandone l'importanza politica, economica, geografica e militare. Compaiono negli scritti di numerosi autori tra cui, ad esempio, Catone, Polibio, Virgilio, Strabone, Plinio il Vecchio e altri ancora.Storia della storiografia romana, Giuseppe Zecchini, 2016, Laterza
La prima moneta raffigurante una personificazione dell'Italia
La prima personificazione allegorica a cui fu associato il nome "Italia" è legata alla città romana di Corfinium.. Durante la guerra sociale (91 a.C. - 88 a.C.), che vide contrapposti Roma e i municipia italici, fino ad allora alleati del popolo romano, Corfinium fu scelta come capitale dei socii italici e venne ridenominata Italica poco dopo l'inizio della guerra in aperta sfida all'autorità romana: in questo modo i popoli italici rimarcarono, anche da un punto di vista simbolico, l'autonomia dai loro ex alleati. A Corfinium, durante la guerra sociale, venne battuta una moneta raffigurante la personificazione di "Italia" con il capo cinto da una corona di alloro e il nome di Quinto Poppedio Silone, il generale del popolo italico dei Marsi un tempo amico del tribuno Marco Livio Druso e poi diventato uno dei riferimenti militari e politici dei ribelli italici.
Il soggetto di questo conio derivava da quello presente su diverse monete romane. Sui denarii romani era infatti spesso rappresentata la dea Roma, che era la divinità che personificava lo Stato romano. L'origine di personificare e deificare la propria città affondava le radici nella Magna Grecia: fin dal V secolo a.C. a Segesta in Sicilia, a Cuma in Campania, a Velia in Lucania e a Terina in Calabria vennero coniate monete raffiguranti le personificazioni delle proprie città.
Nello specifico, sulla moneta Corfinium, era raffigurata la personificazione di "Italia" avente in capo un elmo alato e ornato da una cresta e da un grifo: tale simbologia era quindi praticamente identica a quella utilizzata dai loro nemici per raffigurare la dea Roma.. Sull'altra faccia della moneta compariva invece la scritta in lingua osca viteliu, che è uno dei termini da cui potrebbe derivare il nome "Italia", e la raffigurazione di Castore e Polluce. Gradualmente, con il passare degli anni, le monete coniate a Corfinium che raffigurano "Italia" cambiarono stile, con questa personificazione che si allontanò dall'iconografia della dea Roma: dalla donna con l'elmo alato si arrivò alla fine, dopo diverse tappe intermedie aventi soggetti differenti, a una donna alla guida di una biga con la testa decorata dall'alloro della vittoria, iconografia cara a molte città della Magna Grecia.
Gli studiosi hanno lungamente dibattuto sull'ipotesi che il simbolismo delle monete raffiguranti la personificazione di "Italia" fosse collegato alla sola Corfinium, oppure se il significato fosse ben più ampio andando oltre i confini locali della città e legandosi all'intera Lega italica, prefigurando in questo modo un'ipotetica comunanza di cultura indipendente da Roma, da cui sarebbe derivata una presa di coscienza nazionale italiana ante litteram.. La maggioranza degli storici reputa valida la prima ipotesi, quindi la tesi locale, a scapito della congettura che vorrebbe il concetto di "Italia" condiviso da una vasta parte della popolazione italica dell'epoca (quest'ultima ipotesi nasce dal fatto che le monete raffiguranti "Italia" furono coniate anche da molte altre città italiche). Una consapevolezza culturale e politica a livello "nazionale" indipendente da Roma con al centro il concetto di "Italia", a detta degli storici, sarebbe stata impossibile perché i popoli italici avevano un legame troppo forte con la città loro alleata fino a poco tempo prima..
La comparsa della cornucopia
Con la fine della guerra civile venne coniata una moneta suggellante la pace.. Su questo denario sono state raffigurate la personificazione di "Italia" e la dea Roma che si stringono la mano. La dea Roma è rappresentata con una posa dominante e marziale, indossante un chitone e avente in mano un giavellotto: il dominio sul mondo è simbolicamente rappresentato dal piede destro della dea Roma, che poggia su un globo. Questa forza militare fa da contrasto con la raffigurazione di "Italia", che è rappresentata con un'umile tunica e con una cornucopia, simbolo di abbondanza. La cornucopia, per le dimensioni e per la posizione, occupa un ruolo centrale della moneta. Questo non è un caso: in seguito scrittori e poeti latini scrissero, nelle loro laudes Italiae, sul ruolo militare e non politico della penisola italiana, sottolineandone l'importanza economica e produttiva.
Il primo scritto celebrante l'importanza economica della penisola italiana è stato il De re rustica, che è stato scritto nel 37 a.C. da Marco Terenzio Varrone.:
Analogamente Dionigi di Alicarnasso, nel suo Storia di Roma arcaica, più noto come Le antichità romane, scrisse.:
Tra le figure scolpite sullAra Pacis a Roma potrebbe essere presente anche la personificazione dell'Italia.. Figura centrale dei bassorilievi dellAra Pacis è una dea seduta su una roccia che sorregge due bambini. Questa dea indossa una tunica e porta sul capo una corona di fiori e frutta. Sul grembo sono appoggiati alcuni melograni e un grappolo d'uva mentre in dirimpetto, appena davanti ai piedi, sono presenti una pecora e una giovenca. Ai lati della dea sono presenti due fanciulle sedute, rispettivamente, su due animali, un drago marino e un cigno ad ali spiegate: sono le cosiddette Aurae velificantes. L'identificazione della dea e delle Aurae velificantes non è chiara: queste ultime potrebbero essere identificate in Italia, Tellus, Cerere o Venere.
La dea Cibele e la corona turrita