Un fenomeno meteorologico estremo (in inglese extreme weather) è un evento meteorologico influenzato dal cambiamento climatico e quindi dall'impatto ambientale dell'uomo. I fenomeni meteorologici estremi esistevano anche prima del cambiamento climatico di questo secolo. A causa dell'innalzamento delle temperature dovuto all'effetto serra, i fenomeni estremi aumentano in intensità e frequenza. Per assenze di controlli sulle emissioni di CO2 e per la generica varietà di fasce climatiche, la zona maggiormente colpita da questi avvenimenti è quella degli Stati Uniti. La gran parte dei Paesi europei e non, negli ultimi tempi, sta però cercando di evitare questo tipo di problemi imponendo sanzioni o divieti riguardanti l'inquinamento umano, spesso affrontando l'episodio con dibatti come la XXVI Conferenza delle Parti dell'UNFCCC.
Cause Le principali forze alla base di questi disastri sono strettamente collegate al cambiamento climatico e ai cicli meteorologici naturali, affiancati al riscaldamento globale indotto dall'uomo: dal 1970 la temperatura media globale è aumentata di 0,5 °C e la causa principale sono i gas serra nell’atmosfera, la cui concentrazione è aumentata in seguito alle attività umane (principalmente combustione di combustibili fossili). L’aggiunta di calore ha aumentato la possibilità di forti ondate di caldo, siccità e altre forme di condizioni meteorologiche estreme. I gas che contribuiscono all’effetto serra sono: Vapore acqueo, gas serra più abbondante, ma soprattutto, agisce come feedback per il clima. Aumenta con il riscaldamento dell'atmosfera terrestre, ma aumenta anche la possibilità di nubi e precipitazioni. Anidride carbonica (CO2), componente minore ma molto importante dell'atmosfera. Viene rilasciata attraverso processi naturali come la respirazione e le eruzioni vulcaniche e attraverso attività umane come la deforestazione, i cambiamenti nell'uso del suolo e la combustione di combustibili fossili. Gli esseri umani hanno aumentato la concentrazione atmosferica di CO2 del 48% dall'inizio della rivoluzione industriale. Questa è la più importante "forzatura" di lunga durata del cambiamento climatico. Metano, gas idrocarburico prodotto sia da fonti naturali che da attività umane, è un gas serra molto più attivo dell'anidride carbonica, ma è anche molto meno abbondante nell'atmosfera. Protossido d'azoto, potente gas serra prodotto dalle pratiche di coltivazione del suolo, in particolare dall'uso di fertilizzanti commerciali e organici, dalla combustione di combustibili fossili, dalla produzione di acido nitrico e dalla combustione di biomassa. Clorofluorocarburi (CFC), composti sintetici di origine industriale utilizzati in numerose applicazioni, ma ormai ampiamente regolamentati nella produzione e nel rilascio in atmosfera da accordi internazionali per la loro capacità di contribuire alla distruzione dello strato di ozono. Sono anche gas serra.
Ciò è collegato anche ad un altro fattore, in quanto, man mano che gli oceani della Terra diventano più caldi, evaporano più umidità nell'atmosfera, circa il 4% in più dal 1970, e questa umidità aggiuntiva nell'aria rende più probabile che le tempeste portino acquazzoni.
Fenomeni ed eventi Ondate di caldo
Le ondate di caldo consistono in periodi in cui si registrano innalzamenti anomali delle temperature, relativamente a un clima locale. Sono causate dal continuo aumento delle temperature, spesso correlate a tassi di umidità elevati, forte irraggiamento solare e assenza di ventilazione, e si formano quando l’alta pressione in alto si rafforza, rimanendo su una regione per diversi giorni o settimane. Se si verificano in periodi prolungati possono essere associate a fenomeni di siccità favorevoli alla diffusione di mega incendi.
Negli ultimi anni sono diventate più frequenti a causa del riscaldamento globale, che, a livello meteorologico, si manifesta proprio attraverso queste. Le cause di tali fenomeni, oltre a quelle ambientali, sono rischi per la salute di anziani, bambini e persone affette da patologie croniche.
Giugno del 2019 è stato classificato come mese più caldo mai registrato globalmente e gli effetti sono stati significativi, soprattutto in Europa, dove si sono verificati diversi incendi boschivi. L’ondata di caldo in America del Nord del 2021 ha causato alcune delle temperature più alte mai registrate nella regione, arrivando a 49,6 °C (121.3 °F).
Ondate di freddo
Le ondate di freddo consistono in periodi in cui si registrano temperature dell’aria insolitamente basse rispetto a quelle medie usualmente registrate in una data località, influendo non solo sul clima, ma anche sulla flora e la fauna. Solitamente avvengono per irruzione o discesa di aria fredda di origine polare sulle medie latitudini favorita da particolari configurazioni bariche del campo di pressione atmosferica e sono in grado di raggiungere
In Europa questo può avvenire con promontori di alta pressione sull'Atlantico o in congiunzione tra anticiclone delle Azzorre e anticiclone russo-siberiano (ponte di Voejkov). Alcune di queste ondate di freddo sembrano essere legate al fenomeno di riscaldamento stratosferico.
In Italia, protetta dalla catena alpina, le due principali porte del freddo sono la valle del Rodano ad ovest e la porta della Bora ad est.
In Asia centrale ed orientale le ondate fredde invernali sono causate da spostamenti di masse d'aria fredde continentali artico-siberiane.
Possono provocare gelate o abbondanti nevicate, mettendo a rischio la vita degli animali, che muoiono di ipotermia o per mancanza di cibo. Le ondate di freddo possono anche causare l'indurimento e il congelamento delle particelle di terreno, rendendo più difficile la crescita di piante e vegetazione all'interno di queste aree. Un estremo fu il cosiddetto Anno senza estate del 1816, in cui numerosi raccolti fallirono durante i bizzarri scatti di freddo estivo dopo che le eruzioni vulcaniche ridussero la luce solare in arrivo.
Piogge acide Le piogge acide, o deposizioni acide umide, sono dei fenomeni meteorologici che si verificano con l'emissione di particelle acide presenti nell'atmosfera che arrivano fino al suolo terrestre. Sono chiamate comunemente piogge acide, ma possono presentarsi anche sotto forma di grandine, neve, nebbia e rugiada.
Le piogge normali hanno il pH compreso tra 5 e 6,5, essendo formate da pulviscolo atmosferico. Le piogge acide, invece, sono composte per il 30% da ossidi di azoto e per il restante 70% da acido solforico, portando il pH dell'acqua minore di 5 e quindi diventando pioggia acida.
Le piogge acide si originano quando nell'atmosfera avviene un aumento di ossidi di zolfo, anidride carbonica e ossidi di azoto. Ciò è dovuto principalmente dalle attività dell'uomo, dalle zone industrializzate e le sue negative conseguenze, dai combustibili fossili e dall'inquinamento delle automobili.
Le aree colpite particolarmente da questo fenomeno sono la Cina (a causa della sua rapida industrializzazione), gli Stati Uniti per l'elevato numero di autoveicoli e centrali nucleari, l'India, la Russia con Noril'sk, la città più inquinata al mondo, e il Giappone che è il secondo produttore al mondo di acciaio.
Il continuo intensificarsi di questo fenomeno sta causando conseguenze irreversibili sia all'uomo che all'ecosistema. Le piogge acide contaminano le coltivazioni e quindi provocano danni alla nostra salute, come problemi circolatori e respiratori.
L'effetto che provocano le piogge acide è visibile soprattutto nell'ambiente, impedendo la crescita delle piante e il nutrimento del suolo.
Un altro grave problema è la sua azione corrosiva che provoca danni alle strutture e la dispersione di amianto.
La situazione riguardo a questo fenomeno può diminuire riducendo l'uso di combustibili fossili e puntando su energie rinnovabili che non aggraverebbero l'ecosistema terrestre.
Siccità
La siccità indica una carenza di precipitazioni in un periodo di tempo lungo ed ha come conseguenza principale la mancanza d'acqua. È una condizione temporanea che può colpire tutte le aree del mondo e può variare a seconda del luogo, delle disponibilità economiche e sociali. La siccità è dettata da diversi indicatori come l'umidità del suolo, il manto nevoso, le precipitazioni e la temperatura. Il cambiamento climatico, soprattutto in determinate zone come gli Stati Uniti e l'Africa, aumenta il peggioramento della siccità e le sue conseguenze.
Questo fenomeno non è propriamente fisico, pertanto è possibile dividerlo in quattro categorie: siccità meteorologica, ossia la riduzione delle precipitazioni rispetto alla media in un certo periodo; siccità idrologica, ossia il calo delle riserve idriche rispetto alla media; siccità agricola, ossia l'abbassamento dell'umidità del suolo necessaria per il fabbisogno agricolo; siccità socio-economica, ossia la scarsità di beni economici rispetto alla domanda richiesta.
Nel marzo del 2022, il fiume Po ha raggiunte le quote più basse di portata d'acqua dal 1972, evidenziando la situazione idrica estrema di siccità che colpisce anche il nord Italia.
Esondazioni Con il termine esondazione si indica lo straripamento dei fiumi, cioè la fuoriuscita d'acqua dagli argini e dalla rive. riversandosi sulle zone vicine poste ad una quota inferiore.
Un corso d'acqua può essere regimato o non regimato, ossia può essere controllato da lavori di arginatura oppure no. Le esondazioni sono strettamente correlate alle alluvioni, che possono portare il fiume ad uscire dalla propria portata, dalla propria sede.
Sono fenomeni molto diffusi, soprattutto in determinate stagioni di determinate zone, ma a causa dell'attività dell'uomo avvengono con frequenze insolite e in periodi differenti dell'anno.
Le conseguenze delle esondazioni possono essere problematiche, come frane, danni all'ambiente e alla vegetazione, distruzione di aree abitate dall'uomo.
L'Italia, durante la storia, è stata fortemente segnata da alluvioni devastanti che hanno messo in ginocchio il Paese. Uno degli esempi più forti è l'alluvione del 1966 che colpì le regioni del Friuli-Venezia Giulia, Veneto e Trentino-Alto Adige. Il fiume Tagliamento e i suoi affluenti sommersero le città, in particolare Latisana. Le vittime furono 118 e gli sfollati almeno 78mila. L'acqua alta, a Venezia, raggiunse l'altezza record di 194 cm.
Uragani
Un uragano (detto anche ciclone tropicale o tifone) è un sistema tempestoso originatosi presso zone atmosferiche di bassa pressione conseguentemente al calore liberato dall'oceano e dalla forma a spirale, caratterizzato da forti venti e precipitazioni. Lo sviluppo degli uragani, tuttavia, è influenzato anche da come l'atmosfera locale risponde ai cambiamenti nelle temperature della superficie del mare.
Le cause e la formazione dei cicloni tropicali, tuttavia, non sono ancora perfettamente chiare, ma si è concluso che sono necessari almeno cinque fattori: Temperatura del mare al di sopra di 26,5 °C Condizioni nell'atmosfera superiore tipiche della formazione di temporali Una perturbazione meteorologica preesistente Una distanza di circa 10° o più in latitudine dall'Equatore Assenza o presenza ridotta di componenti di "taglio nel vento"
Il ciclone tropicale più grande e intenso della storia è il tifone Tip, verificatosi Oceano Pacifico occidentale il 12 ottobre 1979, occupando un raggio di 1.100 km.
L'uragano Katrina è conosciuto come l'uragano più disastroso della storia, abbattutosi nel 2005.
Tsunami