Biografia
Della giovinezza di Antonio non si conosce nulla, se non che nacque probabilmente nel fortilizio detto del Castellaro, nelle montagne reggiane, sede principale del ramo dei Vallisneri disceso da Giacomo (figlio di Nicolò di Manuello), il quale ottenne la conferma del castello in seguito alla divisione dei feudi di famiglia del 23 settembre 1393, e vi trascorse tutta la vita con la consorte Roxina fino alla sua morte nel 1404. Dalla prova genealogica che i nipoti di Antonio, Giovan Giacomo, Francesco ed Ettore, mostrarono al Vescovo di Parma nel 1445 per ottenere la conferma del feudo di Vairo, si evince che circa nell'anno 1361 Antonio si sposò con Diamanta Porta di Verona.
In seguito Antonio divenne uomo d'arme e condottiero di Ottobuono de' Terzi con Simone Da Canossa, e con questo nel 1403 scortò Gerardo degli Aldighieri, alleato di Pier Maria I de' Rossi al carcere del Castello di Guardasone, dopo che fu catturato con i suoi 150 uomini dal Terzi in un attacco condotto dal primo. Di ritorno verso Parma, Antonio e Simone da Canossa sorpresero lo stesso Pier Maria I, mentre questi cavalcava da Bologna con un seguito di 17 cavalieri verso i suoi possedimenti, e lo catturarono. Lo imprigionarono a Monte Vetro, di proprietà del Canossa, ed informarono il Terzi, che lasciò Castiglione dei Terzi, odierno Castelnovo di Sotto, con 60 cavalieri, si fece consegnare il Rossi e lo fece ospitare a Montecchio.
Nel 1405 la Comunità di Reggio rinnovò la sua cittadinanza con in aggiunta una serie di ampie esenzioni economiche. Tuttavia il 27 maggio 1409 a Rubiera Ottobuono de' Terzi venne ucciso a tradimento, ed i cittadini di Reggio Emilia si ribellarono al dominio Visconteo, affidando la città a Uguccione dei Contrari, maresciallo del Marchese Nicolò III d'Este. La cittadella, presidiata dal Vallisneri, da Filippo Zoboli ed altri collaboratori del Terzi, venne assaltata ripetutamente fino al 17 luglio, quando Antonio la consegnò al Marchese con capitoli favorevoli per i cittadini.
Dopo la transizione della città di Reggio dai Visconti agli Este, ad Antonio vennero lasciate solamente alcune case e possedimenti, ma il 18 luglio dello stesso anno Nicolò d'Este lo prese sotto la sua protezione insieme al fratello Gardino, e concesse loro la signoria sulle Valli dei Cavalieri con la bastia di Vairo, il Castello del Castellaro, il feudo ed il castello di Nigone, prima appartenuto ai Terzi, e la terza parte del Castello di Castione, sottrattagli dal cugino Guglielmo, signore di Vallisnera. Nel 1410 fu nominato dal governo estense Governatore di Reggio Emilia.
In seguito all'anno del suo governatorato, Antonio è nominato poche volte: il 6 aprile 1413 dà in affitto la corte di Nasseta, e nel 1416 compare nell'elenco dei maggiori feudatari di Reggio Emilia, ai quali è rivolto un proclama del Podestà.
Nel 1427 emise testamento in favore dei suoi nipoti già citati, eredi del feudo dopo la morte del padre Galeotto. Fu sepolto sotto un monumento nella vecchia Chiesa di San Francesco a Reggio Emilia.
Da suo fratello Galeotto discendono i Vallisneri di Scandiano, di cui il più illustre esponente fu lo scienziato e medico Antonio Vallisneri.
Ascendenza
Albero genealogico Ramo principale (Vallisnera e Reggio)
Note
Bibliografia Dizionario topografico storico degli stati Estensi di Girolamo Tiraboschi (1824). Notizie antiche della famiglia Vallisneri raccolte da vari autori (manoscritto del XVIII sec. conservato alla Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia). Compendio dell'historie della città di Reggio di Fulvio Azzari (1623). I Vallisneri da Veltro ai nostri giorni di Graziano Vallisneri (1996). Istoria di Parma di Bonaventura de Angelis (1591).