È l'attuale presidente della Repubblica del Nicaragua, dopo esserlo già stato dal 10 gennaio 1985 al 25 aprile 1990, durante la rivoluzione sandinista; è entrato in carica il 10 gennaio 2007. Dirigente del Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale, è stato deputato all'Assemblea nazionale del Nicaragua.
Biografia Gli inizi della carriera Sposato con la poetessa Rosario Murillo, figlia di proprietari di piantagioni di cotone e dalla quale ha avuto sette figli, Daniel Ortega iniziò a occuparsi di politica durante gli studi compiuti al collegio dei Gesuiti di Managua, dove fu formata l'intera generazione antisomozista. Quando il padre Daniel Senior e la madre Lidia furono incarcerati dal dittatore Anastasio Somoza Debayle per attività sovversive e il fratello minore Camilo morì durante un combattimento armato, Ortega iniziò l'impegno rivoluzionario, nel primo anno all'università cattolica centramericana, dove fondò e diresse una cellula guerrigliera contro il governo dell'epoca.
Entrato in clandestinità, nel 1962 divenne dirigente del Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale (Frente Sandinista de Liberación Nacional) e comandante della guerriglia urbana del Fronte. Nel 1966 venne inviato a Cuba per sei mesi per un corso di guerriglia. Nel 1967, dopo aver partecipato all'uccisione del sergente della Guardia Nazionale Gonzalo Lacayo, noto torturatore di guerriglieri, venne incarcerato e condannato a trenta anni di detenzione per un tentativo di rapina in banca compiuto per finanziare la rivoluzione. In carcere scrisse la poesia titolata Non ho mai visto Managua in minigonna per sottolineare la perdita dell'adolescenza dietro le sbarre. La prigionia si concluse però nel 1974 in seguito allo scambio con 24 diplomatici nicaraguensi che i Sandinisti avevano preso in ostaggio nel Natale del 1973 in casa del ministro dell'Agricoltura a Managua. Fuggì a Cuba dove partecipò per un anno a un altro corso di guerriglia.
Il primo governo sandinista Nel luglio 1979 Ortega animò la guerriglia rivoluzionaria d'ispirazione marxista che sconfisse Somoza, diventando una delle cinque persone della giunta, assieme allo scrittore Sergio Ramírez Mercado, l'uomo d'affari Alfonso Robelo Callejas, Violeta Barrios de Chamorro e Moisses Hassan e assumendo in seguito il ruolo di coordinatore della giunta.
Il governo di Daniel Ortega si ispirava a Fidel Castro pur mantenendo buoni rapporti con la Chiesa Cattolica locale (tanto da giurare davanti al vescovo di Managua), ma i suoi sforzi nella ricostruzione sociale ed economica furono minati dal profondo deficit lasciato da Somoza e dall'embargo imposto dagli Stati Uniti d'America, i quali temevano che un governo filo-cubano si affermasse in America centrale, e dalla guerriglia dei Contras, armata e appoggiata dalla CIA. In seguito all'embargo statunitense Ortega si avvicinò all'URSS di Leonid Il'ič Brežnev e di Jurij Andropov perdendo così l'appoggio del Vaticano e di papa Giovanni Paolo II.
Il governo sandinista sta progettando una "crociata nazionale per l'alfabetizzazione" che sarà senza dubbio il suo più grande successo. Ispirandosi ai programmi sviluppati a Cuba dopo la rivoluzione, migliaia di pattuglie di alfabetizzazione vengono inviate in tutto il Paese con notevoli risorse governative. Mentre il Paese è precipitato nella guerra civile, il bilancio destinato all'istruzione è più che triplicato e il tasso di alfabetizzazione è aumentato dal 50% all'87% durante gli anni ottanta. L'UNESCO assegna il Premio Nadezhda K. Krupskaya al Nicaragua in riconoscimento di questi sforzi.
La FSLN si concentra anche sul miglioramento del sistema sanitario nicaraguense, in particolare attraverso campagne di vaccinazione e la costruzione di ospedali pubblici, che riduce la mortalità infantile della metà, portandola al 40 per mille. Nell'ambito della riforma agraria, le proprietà della famiglia Somoza e di alcuni dirigenti del regime caduto vengono ridistribuite agli agricoltori o convertite in aziende agricole statali. Tuttavia, la portata della riforma rimane limitata in quanto riguardava solo i più noti proprietari somozisti e non l'intera struttura agraria.
Primo mandato come Presidente del Nicaragua Il 4 novembre 1984 il suo partito vinse le elezioni presidenziali (67% dei voti favorevoli) legittimandolo al potere dopo 25 anni di lotta, insieme al fratello Humberto che divenne Ministro della Difesa. Il voto venne contestato dagli Stati Uniti d'America, ma approvato dall'Associazione professionale di studiosi latino-americani (LASA).
Nel corso del mandato Ortega venne più volte in visita in Italia, incontrando il Papa rilasciando un'intervista a Giovanni Minoli per la trasmissione televisiva Mixer e incontrando vari politici italiani, tra cui il presidente del consiglio Bettino Craxi per discutere dell'estradizione di militanti delle Brigate Rosse e altri gruppi rivoluzionari fuggiti in Nicaragua. Uno di loro, Manlio Grillo (poi condannato con sentenza passata in giudicato per le vicende relative al rogo di Primavalle) fu insegnante di tutti i figli del presidente e diversi altri trovarono modo di iniziare nel Paese centroamericano una nuova vita lavorativa.
Il governo presieduto da Ortega (che si guadagnò anche la prima pagina della rivista Time), varò nel luglio del 1981 la prima riforma agraria del Paese; il 9 gennaio 1987 promulgò la prima costituzione nicaraguense e nello stesso anno istituì una commissione di pace per la riconciliazione nazionale. Ma non esitò a prendere decisioni discutibili, arrivando anche a sospendere i diritti civili pur di contrastare le minacce di insurrezione interna nel Paese che gli valsero la fama di duro alle trattative di pace.
Il 25 febbraio 1990, dopo una massiccia amnistia concessa ai detenuti politici (principalmente Contras e Guardie di Somoza), nuove elezioni videro la disfatta del FSLN e la vittoria della ex alleata Violeta Barrios de Chamorro, fondatrice dell'alleanza di 14 partiti UNO (Unión Nacional Opositora), finanziata e appoggiata dall'amministrazione di George Bush Sr. Si concludeva così la prima esperienza al governo di Daniel Ortega, che veniva comunque eletto deputato del nuovo Congresso.
Gli anni all'opposizione Daniel Ortega si presentò alle successive elezioni indette nell'ottobre del 1996, dove fu sconfitto dall'Alleanza Nazionale guidata dall'ex sindaco conservatore di Managua e leader dei cafetaleros, Arnoldo Alemán, con il 48% per cento dei suffragi contro il 39% per cento attribuiti al Sandinista. Furono scoperti brogli che non portarono però a un ribaltamento del risultato.
L'alleanza con gruppi moderati, se non dichiaratamente conservatori, e alcune critiche sull'improvviso arricchimento di alcuni dei suoi maggiori esponenti, unite alla perdita del supporto della Chiesa locale (il vescovo Miguel Obando Y Bravo arrivò a definirlo "una vipera" davanti a migliaia di persone), furono i motivi alla base dell'insuccesso elettorale.
In questo periodo Ortega dovette anche difendersi dalle accuse di abusi sessuali denunciate dalla figliastra Zoilamérica, una delle due figlie avuta dalla moglie Rosario Murillo da un precedente matrimonio e che il politico aveva adottato, avvenute secondo l'accusa fin dall'età di 11 anni. Il processo non si svolse per l'immunità parlamentare invocata dall'imputato.
Nel novembre del 2001 Ortega fu nuovamente sconfitto alle elezioni presidenziali dal candidato della destra e presidente degli industriali Enrique Bolaños, che l'ex guerrigliero aveva fatto espropriare nel periodo di governo Sandinista. Anche in questo caso alcune scelte personali (la conversione religiosa al cattolicesimo e la nomina a deputato a vita per evitare il processo con la figliastra, unite a spregiudicate alleanze neoliberiste) furono alla base della sconfitta.
Presidente del Nicaragua dal 2007
Secondo mandato
Elezioni presidenziali del 2006 Il 5 novembre 2006 Ortega, sempre appoggiato dal Fronte, vinse con il 38% dei voti le elezioni presidenziali contro il candidato liberale (ALN, Alianza Liberal Nicaragüense) e filostatunitense Eduardo Montealegre.
Politica interna Dall'inizio della sua seconda presidenza, sono state introdotte varie misure per combattere la fame e migliorare l'accesso all'assistenza sanitaria, all'istruzione, al credito e alla sicurezza sociale. Inoltre, sono state attuate altre riforme, tra cui un rafforzamento dei diritti dei lavoratori, l'introduzione di prestiti a tasso agevolato e la formazione per le micro-imprenditrici femminili nelle zone rurali e la distribuzione di sussidi ai trasporti, borse di studio, medicina, titoli di terra e materiali abitativi in tutta la popolazione. Complessivamente, queste politiche hanno contribuito a ridurre gli alti livelli di povertà e disuguaglianza in Nicaragua. Ortega mise la prima donna, Rosario Murillo, a capo dei Consigli dei poteri cittadini, progettati per attuare le sue politiche sociali contro la povertà.
Nel giugno 2008 la Corte suprema del Nicaragua ha squalificato la MRS e il partito conservatore dalla partecipazione alle elezioni municipali. Nel novembre 2008, il Consiglio supremo elettorale ha ricevuto critiche nazionali e internazionali a seguito di irregolarità nelle elezioni municipali, ma ha accettato di rivedere i risultati solo per Managua, mentre l'opposizione ha richiesto una revisione a livello nazionale. Per la prima volta dal 1990, il Consiglio ha deciso di non consentire agli osservatori nazionali o internazionali di assistere alle elezioni.
Con la recessione della fine degli anni 2000, Ortega nel 2011 ha caratterizzato il capitalismo come "l'agonia" e ha rappresentato l'ALBA come il progetto più avanzato, più cristiano e più equo. Ha anche detto che Dio stava punendo gli Stati Uniti d'America con la crisi finanziaria per aver cercato di imporre i suoi principi economici ai paesi poveri, affermando: "È incredibile che nel paese più potente del mondo, che spende miliardi di dollari in guerre brutali... le persone non hanno abbastanza soldi per stare nelle loro case".
Prima del Consiglio nazionale sandinista del settembre 2009, Lenin Cerna, segretario dell'organizzazione del partito, ha chiesto di diversificare le strategie politiche del partito dichiarando che il futuro del FSLN dipendeva dall'implementazione di nuovi piani, "in modo che il partito possa avanzare attraverso nuove rotte e in nuovi modi, sempre sotto la guida di Ortega". Ortega ha acquisito il potere sulla selezione dei candidati, permettendogli di scegliere personalmente tutti candidati per cariche pubbliche.
Durante un'intervista con David Frost per il programma Frost Over The World nel marzo 2009, Ortega ha suggerito che gli piacerebbe cambiare la costituzione per consentirgli di correre di nuovo alla presidenza. Nella decisione giudiziaria 504, emessa il 19 ottobre 2009, la Corte suprema di giustizia del Nicaragua ha dichiarato inapplicabili parti degli articoli 147 e 178 della Costituzione del Nicaragua; queste disposizioni riguardavano l'eleggibilità dei candidati a presidente, vicepresidente, sindaco e vice-sindaco, una decisione che aveva l'effetto di consentire a Ortega di candidarsi per la rielezione nel 2011. Per questa decisione, i magistrati sandinisti hanno formato il quorum richiesto escludendo i magistrati dell'opposizione e sostituendoli con sostituti sandinisti, violando la costituzione nicaraguense. I partiti dell'opposizione, la chiesa e i gruppi per i diritti umani in Nicaragua hanno denunciato la decisione. Per tutto il 2010, le sentenze dei tribunali hanno conferito a Ortega un maggiore potere sulle nomine del servizio civile e giudiziario.