Caratterizzato da una voce rauca e graffiante (e definito da James Brown "il miglior cantante soul bianco"), è uno degli artisti rock di maggior successo di tutti i tempi, avendo venduto complessivamente più di 120 milioni di dischi in tutto il mondo. Nel corso della sua carriera pluridecennale, l'artista ha conquistato per undici volte la vetta della classifica britannica degli album più venduti, ed è entrato ventisei volte nella top ten di quella relativa ai singoli. Stewart ha riscosso un notevole successo anche negli Stati Uniti, con sedici singoli entrati nei primi dieci posti della classifica Billboard Hot 100, quattro dei quali al primo posto.

In occasione di un'esibizione alla presenza di circa tre milioni e mezzo di spettatori sulla spiaggia di Copacabana, tenutosi la notte di San Silvestro del 1994, il cantautore britannico è entrato nel Guinness dei primati per il più grande concerto gratuito della storia.

Soprannominato Rod the mod ("Rod il ribelle"), Stewart ha conquistato nel corso della sua carriera un Grammy Award nel 2005, un BRIT Award nel 1993, due American Music Award nel 1994 e nel 2025 (quest'ultimo alla carriera), e altrettanti World Music Awards nel 1993 e nel 2001. Nel 2019 la rivista Billboard lo ha inserito al 15º posto nella classifica dei migliori cantanti di tutti i tempi, mentre occupa la 49ª posizione nell'omologo elenco stilato nel 2023 da Rolling Stone. Come artista solista, Stewart è stato inserito nella Rock and Roll Hall of Fame nel 1994 (e una seconda volta nel 2012 come membro dei Faces) e nella UK Music Hall of Fame nel 2006. Inoltre, dal 2005 il suo nome è scritto sulla Hollywood Walk of Fame.

Nel 2007 è stato nominato CBE (Commendatore dell'Eccellentissimo Ordine dell'Impero Britannico) a Buckingham Palace per i meriti e il contributo dato alla musica, mentre nel 2016 è stato insignito del titolo di Sir dalla regina Elisabetta II.

Biografia Infanzia ed esordi musicali Roderick David Stewart è nato nel 1945 nel quartiere operaio di Highgate, nella parte settentrionale di Londra. Ultimogenito della coppia formata dal muratore e idraulico scozzese Robert Joseph Stewart (1904-1990), originario di Leith (periferia di Edimburgo), e dall'operaia inglese Elsie Rebecca Gilbart (1905-1996), nata nel borgo londinese di Islington, Rod è assieme alla madre l'unico componente della famiglia nato in Inghilterra. Molto fiero delle proprie radici scozzesi, è un acceso sostenitore del e della nazionale scozzese, nonché calciatore dilettante.

In un'intervista, l'artista ha affermato di essere cresciuto in una famiglia del ceto medio e di aver avuto un'infanzia “fantasticamente felice”. In gioventù lavorò per un breve periodo come stampatore serigrafico, ma fu proprio il calcio la sua prima vocazione. Combinando un atletismo naturale con un gioco aggressivo (la sua posizione in campo era di mediano) si distinse presto uno sportivo promettente, sulle orme del padre Robert Joseph, calciatore amatoriale. All'epoca Stewart era un tifoso dell'Arsenal, popolarissima compagine del nord di Londra. Nell'estate del 1960, dopo avere abbandonato la scuola a causa dei risultati fallimentari, fece un provino per il Brentford, allora militante in Third Division, venendo tuttavia scartato. Tra gli altri mestieri in cui si districò l'artista in giovane età ci sono quello di fattorino di quotidiani, di aiutante nell'attività commerciale di famiglia, di manovale per il cimitero di Highgate e di impiegato per un'impresa di pompe funebri a Barnet.

La passione per la musica nacque, invece, tra la fine degli anni cinquanta e l'inizio degli anni sessanta. In gioventù Stewart fu fortemente influenzato dallo stile di Al Jolson, che ascoltava spesso insieme al resto della famiglia. L'introduzione al rock avvenne ascoltando The Girl Can't Help It di Little Richard, oltre che con la partecipazione a un concerto di Bill Haley & His Comets e con il regalo paterno di una chitarra all'età di 14 anni. Nel 1960 il giovane Stewart si unì a un gruppo skiffle assieme ad alcuni compagni di scuola, i Kool Kats, suonando i successi di Lonnie Donegan e Chas McDevitt. L'anno successivo si recò a Denmark Street con la rock band in cui era da poco entrato, i Raiders, ottenendo un provino con il noto produttore discografico Joe Meek. L'esibizione non fu giudicata positivamente, talché Meek interruppe anzitempo la sessione. Nel contempo, Stewart iniziò ad ascoltare musica folk contemporanea britannica e americana, specialmente Ewan MacColl, Alex Campbell, Woody Guthrie, Ramblin' Jack Elliott, Derroll Adams e Bob Dylan. In quel periodo si avvicinò inoltre allo spirito beatnik, vivendo per un po' in una casa galleggiante a Shoreham-by-Sea. Negli stessi anni sposò la causa della Campagna per il disarmo nucleare, unendosi alle marce annuali di Aldermaston dal 1961 al 1963 e venendo arrestato in tre occasioni a Trafalgar Square e Whitehall. Come rivelato alcuni decenni dopo dallo stesso artista, l'adesione di Stewart al movimento pacifista fu motivata anche dalla volontà di incontrare e portare a letto le colleghe attiviste.

Nel 1962 Stewart iniziò a gravitare intorno all'orbita del chitarrista folk inglese Wizz Jones, che decise di portarlo con sé come corista a Brighton e poi a Parigi, dove dormirono sotto i ponti della Senna, e infine a Barcellona. Fu proprio in Spagna che nel 1963 Stewart venne arrestato per vagabondaggio e in seguito estradato. Nel frattempo l'artista decise di sposare la sottocultura Mod, iniziando a sfoggiare l'acconciatura a gallo che sarebbe diventata il suo marchio di fabbrica (modellata con acqua zuccherata o grandi quantità di lacca per capelli delle sue sorelle). Dopo essere tornato a Londra, Stewart si unì a un gruppo rhythm and blues, i Dimensions, in qualità di armonicista e cantante secondario. Fu questo il suo primo impiego professionale come musicista, anche se per diverso tempo continuò a lavorare nel negozio di pittura e cornici di proprietà del fratello. Nel 1963 il cantante Jimmy Powell, di Birmingham, si unì ai Dimension, che divennero così i Jimmy Powell & the Five Dimensions, in cui Stewart suonava l'armonica. Nel 1964 ebbe brevi esperienze in diversi gruppi di blues britannico, suonando con John Paul Jones (futuro bassista dei Led Zeppelin), Mick Fleetwood, Julie Driscoll, il tastierista Brian Auger e gli Steampacket di Long John Baldry. Successivamente si avvicinò a Jeff Beck, conoscendo Ron Wood, con il quale strinse un'importante e duratura amicizia. Nel 1969 il Jeff Beck Group si sciolse, e così Stewart e Wood si unirono ai Faces, gruppo erede degli Small Faces. Da quel momento, la carriera di Stewart si dipanò lungo il versante solista e quello di gruppo.

La fama internazionale e il trasferimento negli Stati Uniti Il primo album da solista di Stewart, An Old Raincoat Won't Ever Let You Down (pubblicato negli Stati Uniti con il titolo The Rod Stewart Album) del 1969, ottenne qualche timido riscontro in America ma non in patria, dove erano piuttosto i Faces ad avere notorietà. Tuttavia, nel 1971 il singolo Maggie May, incluso nel suo terzo LP Every Picture Tells a Story, riuscì a raggiungere la prima posizione nella Billboard Hot 100 statunitense nonché la vetta delle classifiche britanniche (per cinque settimane) e di quelle australiane (per quattro settimane). Ciò avrebbe avuto inevitabili ripercussioni sui Faces, cui il frontman avrebbe fatto pesare il nuovo status di stella. Nel 1972 fu la volta di un nuovo lavoro da solista, Never a Dull Moment, che si impose al primo posto delle classifiche britanniche e al secondo di quelle statunitensi. Si rivelò l'inizio di un periodo d'oro per Stewart: oltre a Maggie May, quasi tutti i suoi singoli ebbero enorme successo, come Mandolin Wind, Reason to Believe, Every Picture Tells a Story e Mine for Me (scritta assieme a Paul McCartney).

La popolarità di Rod the Mod contribuì a spingere le vendite dei dischi dei Faces ancora per qualche anno, ma nel 1975 si consumò la rottura definitiva, due anni dopo la pubblicazione del loro ultimo album in studio: Ooh La La. Nel 1975, scioltisi i Faces, Stewart decise di trasferirsi da Londra a Los Angeles, anche a causa della stretta fiscale nel frattempo decisa dal governo laburista di Harold Wilson. Passato dall'etichetta Mercury a Warner, nell'agosto dello stesso anno l'artista diede alla luce l'album Atlantic Crossing (la cui copertina richiama simbolicamente la traversata transatlantica), il cui primo singolo, Sailing, raggiunse per l'ennesima volta la vetta della classifica britannica ed entrò nelle prime 60 posizioni di quella statunitense. In California proseguì il momento d'oro dell'artista, anche grazie alla popolarissima Tonight's the Night (Gonna Be Alright), singolo di punta dell'album del 1976 A Night on the Town, che peraltro confermò un allontanamento dal rock puro in favore di un romantico soft rock, cui faceva da contrappeso la sua ruvida voce.

Nel 1977 fu la volta dell'album Foot Loose & Fancy Free, che raggiunse rispettivamente la seconda e la terza posizione nelle classifiche dei dischi più venduti negli Stati Uniti e nel Regno Unito, sfornando singoli di successo quali You're in My Heart, Hot Legs e I Was Only Joking. Nel frattempo, dalla fine degli anni '70 il look di Stewart si caratterizzò sempre più come glam rock, con abbondante uso di trucco e vestiti in elastam. Enorme successo ebbe poi la successiva hit Da Ya Think I'm Sexy?, compresa nell'album Blondes Have More Fun del 1978: il brano rimase per ben quattro settimane in cima alle classifiche statunitensi. Tuttavia, alcuni critici rimproverarono Stewart per la scelta di assecondare l'allora popolarissima disco music, ritenendolo un tradimento artistico delle sue radici blues rock.

Nei primi anni ottanta l'artista introdusse elementi di synth pop nelle sue interpretazioni, e si mantenne saldamente in testa alle classifiche ancora per qualche anno. Progressivamente, però, pur rimanendo assai popolare come personaggio (specialmente in Inghilterra), le sue frequentazioni con la hit parade diminuirono: egli stesso rimase preso tra la tentazione di ritrovare le proprie radici e il terreno sicuro della ballata pop. Un esempio è Infatuation, ma si ricordano anche brani come Young Turks, Baby Jane, Every Beat of My Heart, People Get Ready (insieme a Jeff Beck), Lost in You, Forever Young e My Heart Can't Tell You No, che diventarono dei classici del decennio.

Negli anni novanta, dopo il successo inaspettato dell'album Vagabond Heart, Stewart incise assieme a Bryan Adams e Sting il singolo All for Love, colonna sonora del film I tre moschettieri. Il brano, il cui titolo si ispira al motto dei tre moschettieri: «Uno per tutti, tutti per uno», fu scritto dallo stesso Adams con Mutt Lange e Michael Kamen. Il singolo raggiunse la vetta della Hot 100 il 22 gennaio 1994, rimanendovi per tre settimane.

Il tentativo di recupero della "vena" rock e il canzoniere americano Nel 1998 Stewart decise di ritornare alle origini rock, ma un brutto colpo al suo tentativo venne dallo scarso successo di vendite dell'LP When We Were the New Boys. Forse anche per questo i due dischi successivi, Human (2001) e It Had to Be You (2002), seguirono altre strade: quella del soul il primo, quella dello swing il secondo, uscito nel 2002 e composto da reinterpretazioni standard del canzoniere americano. Il secondo volume di quest'ultimo progetto, As Time Goes By..., vide la luce nell'autunno 2003, e fu seguito da un terzo nel 2004, che gli valse il primo posto nelle classifiche statunitensi dopo 25 anni; quindi fu la volta dell'album Thanks for the Memory, nel 2005, e infine di Fly Me to the Moon...The Great American Songbook Volume V, nel 2010.