Biografia La storia di Butades, raccontata da Plinio, presenta sua figlia, Cora di Sicione, innamorata di un coetaneo a Corinto, dove vivevano, che disegnò sul muro il profilo della sua ombra, e su questo profilo Butades modellò un volto del giovane in creta, dopodiché lo cosse insieme alle tegole di creta del suo mestiere. Questo modello fu conservato nel Ninfeo di Corinto fino a quando Lucio Mummio occupò quella città nel 146 a.C., e si distrusse durante un incendio. Questo incidente portò Butades ad ornare le estremità ai bordi delle tegole di gronda con maschere di volti umani, dapprima in bassorilievo (protypa), poi in altorilievo (ectypa), una pratica attestata da numerosi esempi esistenti. Plinio prosegue scrivendo che Butades ha ideato la colorazione delle opere plastiche aggiungendovi un colore rosso (dai lavori esistenti di questo tipo sembra che fosse sabbia rossa, o modellandole con il gesso rosso). Si dice anche che abbia inventato una miscela di argilla e ocra rossa, o che abbia introdotto l'uso di un tipo speciale di argilla rossa. Plinio aggiunge: «Hine et fastigia templorum orta», cioè che le figure di terracotta realizzate da Butades, servivano per ornare i frontoni dei templi.
Note
Bibliografia Fonti antiche Plinio il Vecchio, Storia naturale, liber XXXV.
Fonti moderne
Voci correlate Ceramica greca Pittura greca
Collegamenti esterni
Categoria:Inventori greci antichi