Questo è un elenco delle operazioni delle forze di polizia italiane contro Cosa nostra, riportate in ordine cronologico.

XX secolo Anni '50

Anni '60

Anni '70 14 e 23 luglio 1971 - Blitz dei 114 o Notte delle manette, eseguito in due tranche dagli uomini della Squadra mobile di Palermo guidati dal commissario Boris Giuliano e dal Comando provinciale dei Carabinieri agli ordini dell'allora colonnello Carlo Alberto dalla Chiesa con 47 arresti e un totale di 114 denunciati tra Milano, Napoli, Sassari e Palermo per il reato di associazione a delinquere: finiscono in manette boss del calibro di Paolino Bontate e il figlio Stefano, Gerlando Alberti, Gaetano Badalamenti, Rosario Mancino e tanti altri.

Anni '80 5 maggio 1980 - Retata dei 55, condotta dagli uomini dalla Questura di Palermo al comando del questore Vincenzo Immordino ad esito di un rapporto della Criminalpol sul gruppo mafioso Spatola-Inzerillo-Gambino-Di Maggio, sui collegamenti fra mafia siciliana e mafia italo-americana e sul finto rapimento del bancarottiere Michele Sindona, che portò a ventotto arresti e cinquantacinque denunciati per associazione a delinquere aggravata e traffico di droga.Francesco Ingargiola, Salvatore Barresi, Trib. Palermo, V Sez. Pen., Sentenza n.338/1996 del 5 aprile 1996 nei confronti di Contrada Bruno, pp. 591-621. Gli arresti furono convalidati dal solo procuratore capo di Palermo Gaetano Costa perché gli altri sostituti rifiutarono di firmare: a causa di questa decisione, il 6 agosto successivo Costa fu assassinato. 12 luglio 1982 - Blitz dei 162, condotto congiuntamente dalla Squadra mobile di Palermo e dai Carabinieri con venti arresti e 160 denunciati a Palermo, Napoli, Milano, Torino, Varese e Roma per omicidio ed associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga. Si faceva luce per la prima volta su venti omicidi e dodici "lupare bianche" avvenuti a partire dal 1981 nel contesto della "seconda guerra di mafia" scatenata dai Corleonesi. 15 febbraio 1983 - Operazione San Valentino, coordinata dai sostituti procuratori di Milano Francesco Di Maggio e Piercamillo Davigo, che portò all'arresto di 37 persone e ad un altro centinaio di comunicazioni giudiziarie su tutto il territorio nazionale, principalmente con l'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso. L'operazione scompaginò l'attività delle famiglie mafiose dei Bono, Enea, Fidanzati e Ciulla, accusate di riciclare i profitti del traffico di droga nel mercato immobiliare a Milano e fece scalpore poiché si trattò di una delle prime inchieste sull'infiltrazione mafiosa nel Nord Italia. 9 aprile 1984 - Operazione Pizza Connection, condotta dall'FBI in collaborazione con le polizie italiana, svizzera e spagnola che vide 31 incriminati per traffico di droga ed associazione a delinquere: 24 arresti negli Stati Uniti, sei a Palermo (Antonino Castronovo, 77 anni, di Bagheria; Giuseppe Soresi, 49 anni, di Borgetto, suo figlio Natale di 25; Filippo Nania, 56 anni, nato a Partinico; Erasmo Ferrante di 44 anni, palermitano; Vincenzo Leone di 47 anni, di Alcamo); due in Svizzera arrestati a Bellinzona (Adriano Corti, di 41 anni e Franco Della Torre, di 41 anni originario di Balerna); il giorno precedente era stato arrestato a Madrid (Spagna) anche Gaetano Badalamenti, considerato il capo assoluto di questa rete. Secondo William French Smith, ministro della Giustizia statunitense, si trattò della «più grande operazione del secolo contro la criminalità organizzata». 29 settembre 1984 - Operazione San Michele cui presero parte oltre tremila agenti della Squadra mobile di Palermo, della Criminalpol, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, i quali misero a segno 366 mandati di cattura a Palermo ed anche a Roma, Milano e Frosinone nonché recapitarono un centinaio di comunicazioni giudiziarie (una delle quali raggiunse l'ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino); i mandati di cattura furono firmati dai giudici istruttori Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Giuseppe Di Lello e Leonardo Guarnotta, coordinati dal consigliere istruttore Antonino Caponnetto, e si basavano sulle dichiarazioni di Tommaso Buscetta. 25 ottobre 1984 - Operazione San Crispino basata sulle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Salvatore Contorno che portò all'emissione di 127 mandati di cattura da parte dei giudici istruttori Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Giuseppe Di Lello e Leonardo Guarnotta, che vennero eseguiti tra Palermo, Roma, Bari, Bologna e videro impegnati circa duemila agenti della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. 12 gennaio 1988 - Operazione Adrano, coordinata dai sostituti procuratori di Catania Mario Busacca e Giuseppe Gennaro, vide impegnati 500 Carabinieri nell'esecuzione di 66 mandati di cattura nei confronti di affiliati al clan di Nitto Santapaola nella zona tra Adrano, Paternò e Biancavilla, sulla base delle accuse del collaboratore di giustizia Giuseppe Alleruzzo. 10 marzo 1988 - Blitz Calderone, dal nome del collaboratore di giustizia Antonino Calderone sulle cui dichiarazioni si basava l'indagine, portò all'emissione di 160 mandati di cattura per omicidio e associazione a delinquere di stampo mafioso da parte dei giudici istruttori Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Giuseppe Di Lello e Leonardo Guarnotta ed eseguiti dagli uomini della Criminalpol in diverse province siciliane (Catania, Palermo, Agrigento, Caltanissetta ed Enna). 1º dicembre 1988 - Operazione Iron Tower, coordinata dal giudice istruttore Giovanni Falcone e dal Procuratore Rudolph Giuliani e condotta dalla Criminalpol e dalla Squadra mobile di Palermo in collaborazione con l'FBI e la DEA, con 37 mandati di cattura per traffico di droga ed associazione mafiosa: sette arresti a Palermo, due a Milano, uno a Bologna, dodici a New York, nove a Filadelfia, due a Miami ed, infine, cinque persone sfuggite alla cattura. 3 marzo 1989 - Operazione Etna con 86 mandati di cattura per associazione mafiosa, omicidio, estorsione e traffico di droga eseguiti dalla Criminalpol e dalla Squadra mobile di Catania e scaturiti dalle dichiarazioni di Giuseppe Pellegriti, ex capoclan di Adrano e fedelissimo di Giuseppe Alleruzzo (anche lui pentito). Le accuse di Pellegriti, insieme a quelle di Alleruzzo, facevano luce su una serie di omicidi a cavallo tra gli anni '70 e '80 che avevano interessato i paesi del circondario etneo per il predominio dei racket mafiosi.

Anni '90 16 maggio 1990 - Operazione Duomo Connection, coordinata dal procuratore aggiunto di Palermo Giovanni Falcone e dal sostituto procuratore di Milano Ilda Boccassini ed eseguita dalla squadra del ROS dei Carabinieri al comando del capitano Sergio De Caprio, portò in carcere 20 persone e mise in luce per la prima volta l'infiltrazione di Cosa nostra in Lombardia. 6 maggio 1992 - Operazione Palma, coordinata dal Procuratore capo di Palermo Pietro Giammanco e dai sostituti Paolo Borsellino, Gioacchino Natoli e Francesco Lo Voi e portata a termine dal personale della DIA di Palermo guidato da Gianni De Gennaro, che si basava sulle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Vincenzo Calcara, le quali condussero all'emissione di 43 ordini di cattura contro i mafiosi di Castelvetrano e i loro fiancheggiatori, fra cui l'ex sindaco Antonio Vaccarino (indicato da Calcara a capo della cosca) e l’impiegato in pensione della Cassazione Giuseppe Schiavone, incaricato di "aggiustare" i processi. 25 luglio 1992 e termina l'8 luglio 1998 - Operazione Vespri Siciliani condotta dall'Esercito Italiano nelle principali città siciliane, in cui furono impiegati complessivamente 150.000 uomini con funzioni di controllo del territorio e di prevenzione di delitti di criminalità organizzata, conferendo al personale militare alcune funzioni proprie della qualifica di ufficiali e agenti di pubblica sicurezza. 18 novembre 1992 - Operazione Leopardo coordinata dal Procuratore capo della Repubblica di Caltanissetta, Giovanni Tinebra, dai dirigenti dello SCO, Achille Serra ed Antonio Manganelli e dal questore di Caltanissetta Vittorio Vasquez, con l'esecuzione di 203 mandati di cattura e di altri 106 avvisi di garanzia per associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione e voto di scambio, che si basavano sulle accuse dei collaboratori di giustizia Leonardo Messina e Paolo Severino e colpirono le varie articolazioni del clan guidato da Giuseppe "Piddu" Madonia, fedelissimo dei Corleonesi, nei comuni della provincia di Caltanissetta ed Enna e in Lombardia, Piemonte, Lazio e Calabria; 81 dei 203 ordini di arresto colpirono soggetti già detenuti (tra cui lo stesso Madonia) mentre quarantacinque destinatari dei mandati erano già latitanti o si diedero alla macchia: si trattò del più grande blitz antimafia dai tempi dell'operazione "San Michele", la maxi-retata del 29 settembre 1984 seguita alle confessioni di Tommaso Buscetta. 15 gennaio 1993 - Operazione Belva conclusa dal ROS dell'Arma dei Carabinieri al comando del generale Mario Mori dopo alcuni mesi d'indagine che porta all'arresto di Salvatore Riina, considerato il numero uno di Cosa nostra, e del suo "autista" Salvatore Biondino. 18 maggio 1993 - Operazione Luna Piena, condotta dai dirigenti dello SCO della Polizia di Stato Antonio Manganelli e Alessandro Pansa che vide impiegati quattrocento agenti e portò all'arresto di Benedetto Santapaola, capo indiscusso della mafia catanese sorpreso in un casolare nelle campagne di Mazzarrone (CT). 17 dicembre 1993 - Operazione Orsa Maggiore che prevedeva 156 mandati di cattura contro affiliati e fiancheggiatori del clan catanese guidato dal boss Benedetto Santapaola per associazione a delinquere di stampo mafioso ed una serie di altri reati (tra cui diversi omicidi, come quello del giornalista Giuseppe Fava e dell'ispettore Giovanni Lizzio, e numerosi danneggiamenti a scopo di estorsione, come l'incendio dei magazzini Standa in via Etnea nel 1990) e si basava in gran parte sulle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Claudio Severino Samperi. 53 dei 156 ordini di arresto colpirono soggetti già detenuti (tra cui lo stesso Santapaola) e l'operazione occupò in tutto circa mille fra Carabinieri, agenti di polizia e finanzieri. 2 febbraio 1994 - Operazione Golden Market, coordinata dal Procuratore capo di Palermo Gian Carlo Caselli e basata sulle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Gaspare Mutolo, Giuseppe Marchese, Giovanni Drago e Francesco Marino Mannoia, la quale si concluse con 76 mandati di cattura nei confronti di numerosi professionisti palermitani (medici, avvocati ed impiegati di banca) accusati di essere vicini o addirittura affiliati a Cosa Nostra. 24 marzo 1994 - Operazione Petrov condotta dal reparto operativo dei Carabinieri guidato dal capitano Elio Dell'Anna, che prevedeva 74 ordini di custodia cautelare, sulla base, in gran parte, delle accuse del collaboratore di giustizia Pietro Scavuzzo. L'operazione scompaginò i mandamenti mafiosi della provincia di Trapani ma quindici ricercati si resero latitanti, fra cui l'allora sconosciuto capo del mandamento di Trapani Vincenzo Virga e Calogero Musso, capo della "famiglia" di Vita (TP). 6 giugno 1994 - Operazione Mare Nostrum, che portò all'arresto di 229 persone ritenute appartenenti ai clan di Barcellona Pozzo di Gotto, Terme Vigliatore, Tortorici e Mistretta che a cavallo degli anni '80 e '90 avevano dato vita ad una feroce guerra di mafia: dovevano rispondere di 39 omicidi, 45 ferimenti e centinaia di casi di attentati, minacce, estorsioni e spaccio di droga. 30 gennaio 1996 - Operazione Omega, coordinata dalla DDA di Palermo con 80 ordinanze di custodia cautelare sulla base della accuse dei collaboratori di giustizia Antonio Patti, Salvatore Giacalone, Vincenzo Sinacori e Giuseppe Ferro, i quali ricostruirono le responsabilità di più di vent'anni di omicidi avvenuti nella provincia di Trapani dagli anni '70 in poi.