Gli Àvari, noti anche come Obri nelle cronache della Rus' di Kiev, come Abaroi o Varchonitai () o ancora pseudo-Avari: Teofilatto Simocatta li chiamava così perché pensava che i veri Avari fossero i Rouran. nelle fonti bizantine, come Apari (in turco antico: ) per i Göktürk,. furono un'alleanza di diversi gruppi di nomadi eurasiatici di origini sconosciute, vissuti tra la Tarda Antichità e l'Alto Medioevo..: "Gli Avari contenevano certamente popoli appartenenti a diversi gruppi etnolinguistici, per cui i tentativi di identificarli con uno piuttosto che un altro popolo orientale specifico sono fuorvianti"..
Probabilmente conosciuti soprattutto per le loro invasioni e le distruzioni causate nelle guerre con i bizantini, avvenute dal 568 al 626, si suole anche definirli, nella storiografia straniera, come Avari di Pannonia e Dacia. La precisazione, la cui origine si deve alla zona in cui si stabilirono, resta necessaria per distinguerli dalle comunità di Avari del Caucaso, un popolo separato con cui non esistette alcun contatto storico o, quanto meno, se così fu non se ne ha certezza.
Per amministrarsi, gli Avari istituirono un khanato che comprendeva le aree interne del bacino carpatico e porzioni considerevoli dell'Europa centrale e dell'Europa orientale (Ungheria, Austria, Cechia, Slovacchia, Slovenia interna e parti della Polonia, Romania, Moldavia, Croazia interna, Serbia, Bosnia-Erzegovina interna e Bulgaria).. Sebbene il primo riferimento agli Avari risalga alla metà del V secolo, quelli stanziatisi in Pannonia e Dacia comparvero nella scenario storico a metà del VI secolo, dopo esser giunti in fuga dalla steppa pontico-caspica dal dominio dei Göktürk. Secondo fonti contemporanee, gli avari formarono una classe superiore dominante ma numericamente piccola nei loro domini. Dopo un periodo di crisi, le guerre di conquista effettuate dall'impero carolingio contro gli avari stroncarono definitivamente l'esistenza del loro khaganato negli anni 790, causando la perdita del loro potere politico all'inizio del IX secolo e, poco dopo, della loro identità culturale.
Le origini Avari e pseudo-Avari Il primo chiaro riferimento all'etnonimo avaro si rintraccia in uno scritto di Prisco di Panion (morto dopo il 472). L'autore racconta che, nel 463 circa, i saraguri, gli onoguri e gli oguri furono attaccati dai sabiri, in fuga perché colpiti dagli avari.. Questi ultimi, a loro volta, erano stati costretti a ingaggiare battaglia e a spingersi verso ovest, dovendo fuggire, come indicato in un passaggio poco chiaro, dai "grifoni mangia-uomini" provenienti dall'"oceano" (Priscus Fr 40)... Mentre i resoconti di Prisco forniscono alcune informazioni sulla situazione etno-politica tra il fiume Don, il territorio del Kuban e il delta del Volga dopo la scomparsa degli Unni, non è possibile giungere a conclusioni univoche. Denis Sinor ha sostenuto che chiunque fossero gli "Avari" a cui fa riferimento Prisco, non potevano dirsi con certezza gli stessi apparsi un secolo dopo, durante il dominio di Giustiniano (che regnò dal 527 al 565)..
Il successivo autore a menzionare gli avari, Menandro Protettore, attivo nel VI secolo, segnala di ambasciatori göktürk giunti a Costantinopoli nel 565 e 568. I turchi si erano irritati per la scelta dei bizantini di stringere un'alleanza con gli avari, considerati dai primi come loro sudditi e schiavi. Turxanthos (Tamgan), un principe turco, definisce gli avari "Varconiti" e "schiavi fuggiti dei Turchi", in numero massimo di "circa 20.000" individui (Menander Fr 43)..
Molti altri dettagli, invero un po' confusionari, provengono da Teofilatto Simocatta, che scrive nel 629 circa, il quale descrive gli ultimi due decenni del VI secolo. In particolare, afferma di citare una lettera di trionfo del signore turco Tamgan:.
Secondo l'interpretazione di alcuni studiosi, i turchi insistevano sul fatto che gli avari fossero in realtà solo degli "pseudo-Avari", potendo così fregiarsi di essere l'unico formidabile dominatore della steppa eurasiatica... Da qui, le discettazioni sulla provenienza dei "veri Avari" si sono susseguite in maniera incessante, con alcuni che hanno segnalato come non si riesca a comprendere, da parte dei turchi, la necessità di sottolineare che gli avari non fossero a loro affiliati, ammesso che effettivamente possa avere ragione di esistere il distinguo tra pseudo e veri avari.. Inoltre, si è messa in dubbio l'autenticità del racconto di Teofilatto, il quale avrebbe preso in prestito informazioni dai resoconti di Menandro dei negoziati bizantino-turchi per soddisfare le esigenze politiche del suo tempo, ovvero mettere in cattiva luce e sminuire gli avari durante un periodo di relazioni bilaterali politiche tese con i bizantini (in coincidenza con le campagne dell'imperatore Maurizio nei Balcani settentrionali).. Il risultato è stato spingere gli studiosi a compiere le più disparate ipotesi sulla loro provenienza, con autori che propendono ora per i monti Altaj (corrispondendo dunque agli Juan-Juan, ovvero gli Hua delle fonti cinesi), ora per la Manciuria o addirittura per la Corea del Nord.
Uar, Rouran e altri popoli dell'Asia centrale Secondo alcuni studiosi, gli Avari pannonici avrebbero avuto origine da una confederazione, nata nella regione del mare di Aral, composta dagli Uar (noti anche come Ouar, Warr o Var) e dagli xūn (Chioniti) (noti anche come Chionitae, Chunni, Hunni, Yun e nomi simili).. Gli Uar si esprimevano probabilmente in una lingua uralica in precedenza, mentre i Chioniti interloquivano adoperandone una iranica e/o turca. Una terza tribù, precedentemente affiliata agli Uar e ai Chioniti, gli Eftaliti o Unni bianchi, era rimasta nell'Asia centrale e nella zona settentrionale nell'Asia meridionale. In alcune traslitterazioni, il termine Var è reso Hua, ovvero un sostantivo cinese alternativo riservato agli Eftaliti. Mentre una delle città più significative per gli Eftaliti era Walwalij o Varvaliz, questo potrebbe anche essere un termine iranico che stava per "fortezza superiore".. Gli Avari pannonici erano inoltre conosciuti con nomi tra cui Uarkhon o Varchonites, che potrebbero essere state parole macedonie che combinavano Var e Chunni.
Lo storico del XVIII secolo Joseph de Guignes postulò un legame tra gli Avari europei con il khaganato rouran () dell'Asia interna sulla base di una coincidenza tra la lettera di Tardan Khan a Costantinopoli e gli eventi registrati in fonti cinesi, in particolare Wei Shu e Bei Shi. Queste ultime affermano che Bumin Qaghan, fondatore del primo khaganato turco, sconfisse i Rouran, alcuni dei quali fuggirono e si unirono alla dinastia Wei occidentale. Più tardi, il successore di Bumin, Muqan Qaghan, sconfisse gli Eftaliti e i Tiele, di etnia turca. Queste vittorie riecheggiano superficialmente in una narrazione di Teofilatto, che descrive con toni lusinghieri i risultati di Tardan riportate su Eftaliti, Avari e Oguri. Tuttavia, le due serie di eventi non sono state redatte negli stessi anni: gli eventi narrati dallo storico bizantino ebbero luogo durante il dominio di Tardan (tra il 580 circa e il 599), mentre le fonti cinesi che si riferiscono alla sconfitta turca dei Rouran e di altri popoli dell'Asia centrale parlano di qualcosa accaduto 50 anni prima, nel momento della fondazione del khaganato turco. Per questo motivo, il filone minoritario a cui aderiscono, tra gli altri, il linguista ungherese János Harmatta e lo storico cinese Yu Taishan rifiuta di associare gli Avari con i Rouran..
Secondo Edwin G. Pulleyblank, la denominazione "avari" andrebbe affiliata al "Wuhuan" delle fonti cinesi, cioè il sostantivo adoperato per indicare il ceto nobile dei rouran. Diversi storici, tra cui Denis Sinor, suggeriscono che gli avari siano di origine turca, probabilmente del ramo oghur.. Un'altra teoria immagina che alcuni degli avari fossero di origine tungusa.. Uno studio di Emil Heršak e Ana Silić suggerisce che gli avari erano di origine eterogenea, inclusi perlopiù gruppi turchi (ogurici) e mongoli. Successivamente, a seguito del loro assestamento in Europa, alcuni gruppi germanici e slavi finirono assimilati agli avari. Nel momento della conclusione del loro lavoro, i due ricercatori hanno concluso che l'esatta affiliazione etnica è destinata probabilmente a rimanere sconosciuta, malgrado a loro giudizio si possa azzardare che si trattasse di tribù turche (oguriche).
Dinamiche dell'impero della steppa ed etnogenesi
Nel 2018, Walter Pohl ha riassunto così la formazione di imperi nomadi:.
In un passaggio successivo, egli ribadisce: "non si trattò di un processo lineare, in cui una comunità eterogenea poteva trasformarsi negli avari. A seconda delle condizioni politiche, si poteva giungere a un’'avarizzazione' o alla formazione di nuove entità regionali".. Inoltre, l'identità avara era fortemente legata alle istituzioni politiche affiliate al loro khaganato, che amministrava vari gruppi. Con la caduta definitiva della potenza avara all'inizio del IX secolo, l'identità dei suoi membri scomparve abbastanza istantaneamente, mentre il lascito sopravvisse per diverso tempo..
Antropologia
Nell'arte contemporanea, gli avari erano talvolta raffigurati come arcieri a cavallo, che cavalcavano all'indietro sui loro equini.. Secondo antropologi fisici della metà del XX secolo come Pál Lipták, i resti umani dell'antico periodo avaro (VII secolo) presentavano caratteristiche perlopiù "europoidi", mentre il materiale funerario indicava legami culturali con la steppa eurasiatica. I cimiteri risalenti al tardo periodo avaro (VIII secolo) includevano molti resti umani con caratteristiche fisiche tipico di individui dell'Asia orientale o eurasiatici (cioè persone con origini sia dell'Asia orientale che europea).. I resti con tratti genetici dell'Asia orientale o eurasiatici sono stati trovati in circa un terzo delle tombe avare dell'VIII secolo. Secondo Lipták, il 79% della popolazione della regione del Danubio e del Tibisco durante la parentesi avara mostrava caratteristiche europoidi. Tuttavia, Lipták adoperava una classificazione obsoleta nel rivolgersi ai "mongoloidi" del nord-est asiatico e ai "turanidi" per individui di origine mista. Diverse teorie suggeriscono che la classe dirigente degli avari fosse totalmente o parzialmente tungusa, cioè di origine dell'Asia orientale.
Genetica
Uno studio genetico pubblicato su Scientific Reports nel settembre del 2016 ha esaminato il DNA mitocondriale di 31 persone sepolte nel bacino dei Carpazi durante il periodo avaro tra il VII e il IX secolo d.C.. Sono stati trovati perlopiù portatori di aplogruppi europei come l'H, il K, il T e l'U, mentre circa il 15% recava aplogruppi asiatici come il C, l'M6, il D4c1 e l'F1a.. Il loro DNA mitocondriale è risultato essere principalmente caratteristico dell'Europa orientale e meridionale.
Uno studio genetico pubblicato sull'American Journal of Physical Anthropology nel 2018 ha esaminato 62 individui sepolti nell'VIII e nel IX secolo in una sepoltura avaro-slava a Cífer-Pác, in Slovacchia.. Dei 46 campioni di DNA mitocondriale estratti, il 93,48% apparteneva a lignaggi dell'Eurasia occidentale, mentre il 6,52% apparteneva a lignaggi dell'Eurasia orientale.. La prima categoria era superiore, in termini di percentuale, a quella delle moderne popolazioni europee, ma inferiore a quella riscontrata in altri studi genetici concentrati sugli avari.. Il DNA mitocondriale degli individui esaminati è risultato abbastanza simile agli slavi medievali e moderni, ed è stato suggerito che la popolazione mista esaminata fosse emersa attraverso matrimoni misti tra maschi avari e femmine slave.: "La spiegazione più probabile delle nostre scoperte potrebbe essere che il tasso di assimilazione di avari e slavi fosse già relativamente alto nella popolazione antica mista analizzata, dove la maggior parte dei matrimoni interetnici coinvolgeva uomini avari e donne slave".