Ha un posto di rilievo nella vasta schiera di pittsburghiani assieme ad altri musicisti jazz di prestigio tra i quali Erroll Garner, Kenny Clarke e Mary Lou Williams, e fa parte, assieme a Oscar Pettiford, Charlie Mingus e Percy Heath, della generazione di bassisti allievi di Jimmy BlantonEric J. Hobsbawm, Storia sociale del jazz, Editori Riuniti, Roma 1982, pagg. 92n e 192..
Considerato dalla critica una pietra miliare, viene ricordato per la sua potente sonorità e per la capacità di adattarsi a circostanze diverse grazie alla sua grande familiarità con il linguaggio del bebopCarlo Boccadoro, Jazz!, Einaudi, Torino 2006, pag. 61..
Biografia
I primi contatti con la musica furono tramite lezioni di pianoforte che Brown iniziò a prendere dall'età di otto anni. In seguito, deciso a cambiare strumento, dopo un tentativo senza successo di intraprendere lo studio del trombone,scelse di indirizzarsi al contrabbasso. Le prime esperienze sulla scena jazz di Pittsburgh – sotto l'influsso di Jimmy Blanton, bassista della formazione di Duke Ellington – avvennero col sestetto di Jimmy Hinsley e col gruppo del pianista Snookum Russell, fino al conseguimento del diploma e alla decisione di Brown di trasferirsi a New York.
Nella metropoli statunitense, appena ventenne ritrovò Hank Jones e accettò l'offerta di Dizzy Gillespie in cerca di un bassista per la propria formazione, nella cui sezione ritmica suonavano – oltre a Brown – John Lewis, Milt Jackson e Kenny Clarke, il nucleo del futuro Modern Jazz Quartet. L'esperienza gli diede anche l'opportunità di venire a contatto fra gli altri con Charlie Parker, Art Tatum e Bud Powell.
Interrotto il sodalizio con Gillespie nel 1947, Brown formò un proprio trio che costituì il gruppo di supporto per le esibizioni di Ella Fitzgerald, che egli sposò l'anno seguente e da cui avrebbe divorziato nel 1952. Chiusasi nel 1951 l'esperienza col proprio trio, Brown si unì a Oscar Peterson con cui suonò in trio fino al 1966, anche se in questi quindici anni ebbe modo di esibirsi con una moltitudine di altri artisti jazz Ian Carr, Digby Fairweather, Brian Priestley, Jazz - The Rough Guide 2nd ed., Rough Guide Ltd, London 2000, pag. 98..
Dopo aver lasciato il trio di Peterson, Ray Brown si trasferì a Los Angeles, divenendo il manager di artisti jazz fra cui Quincy Jones e Milt Jackson col rinato Modern Jazz Quartet. Nella città californiana lavorò in studio e nel 1974 formò il gruppo L.A. Four, impegnandosi al contempo a far emergere artisti semisconosciuti come la cantante Ernestine Anderson, o dimenticati come Gene Harris. Proprio quest'ultimo, al pianoforte, fu un suo partner nei trii con cui negli anni ottanta e novanta il contrabbassista si esibì in concerto e registrò in studio.
Ray Brown è morto nel sonno nel 2002, durante un riposo pomeridiano qualche ora prima di un concerto che avrebbe dovuto tenere a Indianapolis.
Discografia
1952 – New Sound in Modern Music 1957 – Bass hit! 1958 – This Is Ray Brown 1959 – The Poll Winners Ride Again 1960 – Jazz Cello 1962 – Featuring Cannonball Adderley 1962 – Ray Brown with the All Star Big Band 1965 – Ray Brown with Milt Jackson 1970 - Bach Ground Blues & Green, Laurindo Almeida & Ray Brown – Century City 1972 – This One's for Blanton 1975 – The Three 1975 – Brown's Bag 1975 – Overseas Special 1976 – Fuji Mama 1976 – Quintessence (Bill Evans) 1977 – As Good As It Gets 1979 – Something for Lester 1979 – Tasty! 1981 – Echoes from West 1982 – Ray Brown, Vol. 3 1982 – Milt Jackson – Ray Brown Jam 1982 – The Big Three 1983 – Jackson, Johnson, Brown & Company 1984 – Soular Energy 1984 – One O'Clock Jump 1985 – Bye Bye Blackbird 1985 – Live in Japan 1986 – Take It to the Limit 1987 – Intensive Care 1989 – Black Orpheus 1990 – More Makes 4 1991 – Two Bass Hits 1991 – Georgia on My Mind 1993 – Bass Face 1994 – Super Bass 1994 – Don't Get Sassy 1995 – Some of My Best Friends Are... The Piano Players 1995 – Seven Steps to Heaven 1996 – Some of My Best Friends Are... The Sax Players 1996 – Live at Sculler Jazz Club 1997 – Super Bass 1998 – Summertime 1998 – Some of My Best Friends Are... Singers 1998 – Triple Play 1998 – Moonlight in Vermont 1998 – Moonlight Serenade 1999 – The Very Tall Band: Live at the Blue Note 2000 – Blues for Jazzo 2001 – Live at Starbucks 2001 – Super Bass Vol. 2 2002 – Some of My Best Friends Are... Guitarists 2002 – Ray Brown, Monty Alexander & Russel Malone 2003 – Live from New York to Tokio 2003 – Walk On 2006 – I'm Walking 2008 – Summerwind 2008 – Summerwind, Vol. 2
Note
Bibliografia
Carlo Boccadoro, Jazz!, Einaudi, Torino 2006, ISBN 9788806179113 Ian Carr, Digby Fairweather, Brian Priestley, Jazz - The Rough Guide 2nd ed., Rough Guide Ltd, London 2000, ISBN 9781858285283 Eric J. Hobsbawm, Storia sociale del jazz, Editori Riuniti, Roma 1982 (The Jazz Scene)
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Categoria:Contrabbassisti jazz