Salvarsi a vanvera è un romanzo storico di Paolo Colagrande, pubblicato nel 2022.
Il romanzo è vincitore del Premio Alassio Centolibri - Un autore per l'Europa. È stato finalista al Premio Dessì 2022, sezione narrativa, vinto poi da Fabio Stassi e al Premio Manzoni - Città di Lecco, vinto da Pino Cacucci.
Trama La storia è narrata in prima persona da Maria, figlia di Mozenic Aràd, il quale già da numerosi anni ha cambiato il nome suo e della famiglia in Mestolari. Il gruppo familiare è composto dalla moglie di Aràd e da due ragazzine gemelle: Giamina e Maria. Ma un giorno di giugno 1943, dopo un viaggio a Roma, il babbo scende dal treno con un bimbetto che sa dire solo Cali, il suo nome. Lavato, saziato e messo a letto, il bimbo rappresenta un nuovo problema: è circonciso, dunque ebreo. La famiglia decide di far credere a tutti che Cali era sempre stato lì e nessuno fa domande.
Poco dopo arriva l'occupazione tedesca della piccola città. Il maggiore responsabile è Aginolf Dietbrand von Appensteiner che, convocato Aràd dopo avergli confiscato un grosso camion e molti altri mezzi, lo interpella con il suo nome ebraico. Tuttavia il maggiore non è troppo ansioso di arrestare Aràd e famiglia perché, fornitori autorizzati di alimenti, i Mestolari devono provvedere a procurare il cibo per i tesserati italiani, per il comando tedesco e per le guardie repubblicane (fascisti italiani). Quindi il maggiore finge di essere in dubbio sul nome Mozenic Aràd e lo contrassegna con un punto interrogativo.
Ma in città ci sono altri ebrei e persone dall'origine mista e il problema della loro salvezza dall'invio ai campi di lavoro o concentramento sta molto a cuore al quasi privilegiato Aràd. Una soluzione imprevista si presenta un giorno in cui il piccolo Cali, in una passeggiata in campagna, mette le mani su una polvere nera e Aràd capisce che si tratta di carbon fossile. Da quel momento inizia un'avventura per estrarre il carbone e si inventano di sana pianta ruoli per le persone che corrono il pericolo della deportazione. Sono accolti come lavoratori minerari anche alcuni musicisti e una professoressa di greco e le frottole per valorizzare ciascun "minatore" sono tollerate dalle autorità. Infatti il carbone viene estratto per un periodo ed inviato al comando occupante.
Per evitare troppe ispezioni o perlustrazioni di cittadini collaborazionisti, si sparge la voce che all'imbocco della miniera c'è una salamandra ignifera gigante e la fantasia popolare si appropria della favola, conferendole veridicità: tutti hanno visto il mostro. Ma la guerra continua con bombardamenti e molte famiglie sono costrette allo sfollamento. La miniera si esaurisce ben presto e, per tenere in vita il progetto, Aràd e compagni non risparmiano le invenzioni. Finché arriva la sospirata liberazione e si assiste alla partenza delle truppe tedesche e dei soldati italiani fascisti, detti nel libro i cappellini.
Ma il maggiore non vuol partire. Si è innamorato di una delle signorine Pietropaoli (dipendenti ariane di Aràd). La vuole sposare e sa che Aràd è in debito di un favore quasi sconfinato. Il buon Aràd, con gli amici, prepara una nuova identità per il maggiore: si chiamerà Piero Servadio, contadino, e si sposerà in una remota chiesetta con la sua Pietropaoli (chiamata per comodità Morgana), quindi, portando con sé le sorelle, passerà molti confini, fino a raggiungere l'Argentina, dove riprenderà il suo illustre nome. E i Mestolari, appena il maggiore se ne è andato, si ritrovano in cortile il camion e gli altri mezzi confiscati, con sommo gaudio di Maria e del suo babbo.
Personaggi principali babbo Aràd (Mozenic Aràd), noto come Aride Mestolari, capofamiglia ebreo e titolare di alcuni servizi essenziali, come il rifornimento viveri per tesserati, truppe tedesche e italiane. Ha mutato il nome di tutta la famiglia, ma è ugualmente esposto alle leggi razziali in vigore. Maria, figlia tredicenne di Aràd, narratrice in prima persona nel romanzo. Giamina, detta Maddalena, sorella gemella di Maria. Cali bimbo di quattro anni, raccolto su un treno da Aràd e inserito in famiglia. In apparenza non parla. Signorine Pietropaoli, due sorelle alle dipendenze di Aràd come commesse di negozio. Aginolf Dietbrand von Appensteiner, maggiore dell'esercito tedesco, comandante in capo nella piccola città del romanzo.
Note
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