Le Canonichesse regolari di Sant'Agostino sono un istituto religioso femminile di diritto pontificio con case autonome.Ann. Pont. 2017, p. 1466.
Storia
Le canonichesse erano donne che conducevano vita fraterna in comunità, come religiose, ed erano consacrate al culto divino presso una chiesa, specialmente per il canto corale dell'ufficio divino.Giorgio Idamo Scatena, DIP, vol. II (1975), col. 28. Spesso avevano la loro abitazione, separata da un muro di divisione, accanto a quella dei canonici della medesima chiesa.Nicola Widloecher, EC, vol. III (1949), col. 552.
Le prime testimonianze documentali relative a comunità di canonichesse in Occidente risalgono all'VIII secolo: ne parlano Egberto, arcivescovo di Canterbury, nel suo penitenziale e gli atti del concilio di Vernon del 755, che fanno menzione "de ancillis Dei velatis sub manu episcopi, sub ordine canonico".Jean-Baptiste Valvekens, DIP, vol. II (1975), col. 25.
Nel concilio di Aquisgrana dell'817 si trattò anche dell'ordinamento del modo di vivere delle canonichesse, alle quali venne prescritta una vita strettamente religiosa, comunitaria e conventuale, e fu promulgato per loro un regolamento di vita, il De institutione sanctimonialium.
In epoca carolingia, quindi, le canonichesse si divisero in due rami: le secolari (generalmente di nobile nascita, che conducevano vita comune ma non erano vincolate da voti e si mantenevano con il reddito del beneficio loro assegnato) e le regolari. Le canonichesse regolari abbracciarono uno stile di vita più rigoroso e, dopo la riforma della vita canonicale operata da papa Gregorio VII, iniziarono a emettere i voti e adottarono la regola di sant'Agostino.
Le canonichesse regolari indossavano la tunica e il rocchetto, l'abito distintivo dei canonici, un camice bianco lungo fino al ginocchio con maniche aderenti.
I monasteri avevano una vita autonoma e ogni comunità era retta da una badessa o priora. Molti si aggregarono a congregazioni canonicali maschili (lateranense, premonstratense, di Windesheim).
Le comunità di canonichesse regolari di Sant'Agostino, a partire dalla metà del Settecento, passarono attraverso le medesime difficoltà incontrate dagli altri ordini religiosi (soppressioni, secolarizzazioni).Giorgio Idamo Scatena, DIP, vol. II (1975), col. 31. I monasteri superstiti (in Italia, Spagna, Belgio e Regno Unito) si mantennero canonicamente autonomi e soggetti ai vescovi del luogo.
Diffusione Alla fine del 2015 i monasteri di canonichesse regolari di Sant'Agostino erano 13 e le religiose 156.
Note
Bibliografia Annuario Pontificio per l'anno 2017, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2017. ISBN 978-88-209-9975-9. Pio Paschini (cur), Enciclopedia Cattolica (EC), 12 voll., Ente per l'Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, Città del Vaticano 1948-1954. Guerrino Pelliccia e Giancarlo Rocca (curr.), Dizionario degli Istituti di Perfezione (DIP), 10 voll., Edizioni paoline, Milano 1974-2003.
Categoria:Ordini monastici cattolici femminili