Lomicidio di Saman Abbas è un caso di cronaca nera che ha visto come vittima la diciottenne Saman Abbas, di origini pakistane, scomparsa il 1º maggio 2021 a Novellara, in provincia di Reggio Emilia.

Nonostante all'inizio lo si ritenesse essere un semplice caso di allontanamento volontario, un mese dopo gli avvenimenti la sua morte per omicidio è risultata evidente, nel momento in cui il fidanzato ha testimoniato le violenze subite da Saman e le minacce ai danni del giovane da parte del padre della ragazza. Inoltre la repentina fuga dei genitori verso il Pakistan ha destato forti sospetti, dato che la casa era stata lasciata senza nessuna motivazione evidente.

Il movente del crimine si è scoperto essere il rifiuto della ragazza di sposare il cugino in Pakistan nel 2020, quando aveva 17 anni. La giovane in seguito aveva denunciato i genitori per maltrattamenti e induzione al matrimonio, oltre che per il sequestro dei suoi documenti.

Il 5 maggio 2021, sono iniziate ufficialmente le indagini da parte delle autorità. Il 24 maggio 2021 la notizia compare sulla prima pagina del principale quotidiano della provincia reggiana, la Gazzetta di Reggio, con il titolo: "Rifiutò le nozze, ragazza scomparsa".

Il 19 dicembre 2023 si è concluso il processo di primo grado. La Corte d'assise di Reggio Emilia ha condannato all'ergastolo i genitori Shabbar Abbas e Nazia Shaheen, a 14 anni lo zio Danish Hasnain e assolto i due cugini che erano imputati per l'omicidio in concorso. Le motivazioni sono state depositate il 30 aprile 2024.

Il 18 aprile 2025 la Corte d'Assise d'Appello di Bologna ha ribaltato parzialmente la sentenza del primo grado, condannando lo zio Danish Hasnain a 22 anni di reclusione e i cugini all'ergastolo, confermando l'ergastolo per i genitori.

Il 15 luglio 2026 la Corte di Cassazione conferma la sentenza di secondo grado, rendendo definitive le condanne all'ergastolo per i genitori e per i cugini, nonché la condanna a 22 anni di reclusione per lo zio.

Storia Saman Abbas Saman Abbas è nata il 18 dicembre 2002 a Charanwala, in Pakistan, e si è trasferita con i genitori e il fratello minore in Italia nel 2016, nella piccola cittadina emiliana di Novellara. La famiglia risiedeva in una cascina di campagna, dove il padre Shabbar lavorava come bracciante per un'azienda agricola. La giovane si era inserita bene nella sua nuova vita in Italia, imparando facilmente l'italiano e ottenendo senza problemi la licenza media. Nonostante il desiderio di proseguire gli studi, i genitori le impedirono di accedere al liceo, seppure le mancassero ancora due anni di scuola dell'obbligo.

Agli inizi del 2020, Saman ha conosciuto tramite il social TikTok quello che poi sarebbe diventato il suo fidanzato, Saqib Ayub, anch'esso originario del Pakistan. Presto però la famiglia l'ha costretta a fidanzarsi con suo cugino (Akmal) residente a Chak Saida, obbligandola a un matrimonio combinato con quest'ultimo. Secondo i racconti del fidanzato, Saman era spesso costretta a rimanere in casa, senza alcuna possibilità di tenere da parte denaro e con il permesso di usare il telefono per solo un'ora al giorno; talvolta era chiusa fuori casa dal padre ed era costretta a dormire sul marciapiede. In una dichiarazione alla polizia, Saman ha anche rivelato episodi di violenza fisica da parte del padre, il quale era «spesso ubriaco di vino, perché io volevo andare a scuola, ma lui non voleva».

In preda alla disperazione, Saman avrebbe tentato il suicidio nel marzo 2020, ingerendo dei farmaci, con conseguente ricovero in ospedale. Nel giugno dello stesso anno avrebbe provato a fuggire in Belgio, dove è stata però rintracciata e riportata tra le mura domestiche.

Nel novembre 2020 Saman chiede aiuto ai servizi sociali per fermare le nozze in Pakistan, programmate per il 22 dicembre contro la sua volontà, e riesce a denunciare i genitori per costrizione al matrimonio. Viene quindi immediatamente trasferita in una comunità minorile, dove è ospitata con estrema segretezza. Qui rimarrà per circa 5 mesi, fino all'11 aprile 2021, giorno in cui decide di tornare a casa per recuperare i suoi documenti, in modo tale da potersi sposare con il fidanzato e cambiare finalmente vita. Durante l'ultima visita a Novellara, la famiglia ha rimproverato la giovane per essere scappata di casa e si è rifiutata di consegnarle i documenti. Per questo motivo Saman sporge un'altra denuncia verso i parenti il 22 aprile 2021, ultima volta in cui viene vista pubblicamente, prima di sparire il 1º maggio.

Omicidio Il 29 aprile 2021, tre figure maschili, successivamente riconosciute come lo zio (Danish Hasnain) e i cugini (Ikram Ijaz e Nomanhulaq Nomanhulaq), vengono riprese dalle telecamere di sorveglianza; usciti da uno dei magazzini dell'azienda agricola alle 19:15, i tre si stavano dirigendo verso i campi, muniti di attrezzi da lavoro, quali badili, un secchio, un piede di porco e un sacco di plastica. Fanno ritorno solo dopo due ore, verso le 21:30.

Il giorno successivo, Saman scrive al fidanzato Saqib di aver sentito una conversazione telefonica tra i suoi genitori e lo zio materno; la ragazza afferma che «volevano ammazzare qualcuno; l’ho sentito con le mie orecchie», riferendosi a uno zio «con lo scialle grande». Lo stesso zio, tale Mamu, insieme a Shabbar e altri parenti, aveva già minacciato di morte i familiari del ragazzo in Pakistan, nel caso in cui la relazione non fosse terminata in tempi brevi. In base alle testimonianze del fidanzato, la diciottenne veniva costantemente offesa dallo zio e dai cugini, affermando di essere spaventata della situazione. Lo stesso giorno, Saman invia anche una foto dove appare con un livido sulla guancia, accusando il cugino Irfan di averla picchiata, dopo aver saputo che aveva ancora rapporti al di fuori del matrimonio. Avrebbe anche chiesto al fidanzato di allertare la polizia qualora non si fosse fatta sentire per più di 48 ore. L'ultimo messaggio viene inviato alle 23:30.

In seguito alla conversazione tra i due, Saman avrebbe avuto una violenta lite con il padre e la madre, in cui sarebbe intervenuto anche lo zio Danish. Il fratello minore della ragazza, svegliato dalle grida del litigio, ha raccontato che i documenti le erano poi stati restituiti; è quindi andata in bagno e si è vestita con l'intenzione di ripartire. Da quel momento in poi le telecamere di sicurezza hanno ricoperto un ruolo chiave nel seguito della vicenda; Saman viene ripresa alle 00:10 (mezzanotte e dieci) del 1º maggio con uno zaino in spalla, mentre si dirige con i genitori verso le serre. Lei e la madre scompaiono nel buio per 90 secondi, mentre il padre rimane in attesa. Al ritorno della madre, Saman non è con lei; secondo i Carabinieri in questo periodo di tempo Saman viene consegnata allo zio e ai due cugini, i quali la uccideranno e faranno sparire il cadavere. Dopo 5 minuti passati in casa, Shabbar Abbas si incammina nuovamente verso le serre, per poi ricomparire alle 00:21 con lo zaino della figlia in mano. Nella mattina del 1º maggio, i coniugi Abbas sono stati visti per l'ultima volta in Italia, nei filmati di sorveglianza dell'aeroporto di Milano Malpensa, dove si sono imbarcati su un volo per il Pakistan.

Indagini In seguito alle numerose denunce sporte da Saman Abbas verso la famiglia, il 5 maggio 2021, i Carabinieri di Novellara, muniti di un apposito mandato di perquisizione, si sono presentati nella cascina in via Colombo 103, dove risiedeva. Al loro arrivo tuttavia non furono trovati né i genitori né la stessa Saman. Gli unici presenti nell'abitazione erano il fratello minore della ragazza e lo zio. Sono loro ad avvertire la polizia del fatto che la sorella di Shabbar era molto malata e per questo i coniugi erano immediatamente tornati in patria, aggiungendo anche che Saman era tornata indietro. Emergono però delle incongruenze tra le dichiarazioni dei due; lo zio ha affermato che la ragazza si era allontanata da casa alle 17 del 30 aprile, mentre il fratello ha riferito che ciò era avvenuto alle 22. In serata viene quindi aperto dalla Procura un fascicolo per sequestro di persona.

Per via degli interrogativi sorti, le autorità hanno in seguito deciso di contattare e inquisire il fidanzato Saqib Ayub, il quale ha raccontato le preoccupazioni della giovane verso i genitori, fornendo anche le conversazioni con lei.

Il 9 maggio, zio e fratello vengono fermati al confine con la Francia dalla polizia di Ventimiglia per un normale controllo. L'uomo, sprovvisto di documenti, viene invitato a presentarsi in Procura il giorno successivo, ma al momento dell'udienza è già sparito. Il minore invece, messo al sicuro in una struttura protetta, racconta agli inquirenti che la sorella sarebbe stata strangolata dallo zio Danish, insieme ai cugini e Ikram Ijaz, che gli hanno intimato di non raccontare la verità. Il capo d'imputazione viene quindi modificato dal GIP in omicidio, in particolar modo dopo aver esaminato anche i filmati delle telecamere. Di conseguenza i Carabinieri di Novellara hanno iniziato le ricerche nelle campagne circostanti, setacciando tra campi, serre, pozzi e canali.

Verso la fine di maggio, il Resto del Carlino riesce a ottenere una dichiarazione dal padre Shabbar, in cui ha affermato che la figlia si trovava in Belgio e che sarebbe tornata in Italia il 10 giugno per fornire ulteriori spiegazioni. Questa pista viene però smentita dalla Procura di Reggio Emilia, che tramite il servizio di Cooperazione internazionale e con l'aiuto della polizia belga ha appurato l'assenza della ragazza sul territorio. Nel frattempo uno dei cugini di Saman, Ikram Ijaz, viene catturato a Nîmes il 21 maggio, mentre si trova a bordo di un Flixbus diretto a Barcellona, per poi essere arrestato il 30 maggio e infine estradato in Italia il 9 giugno. L'11 giugno, in un'interrogazione del GIP si è avvalso della facoltà di non rispondere, affermando di essere innocente riguardo alla vicenda.‍ Il 18 giugno viene sottoposto a incidente probatorio il fratello della vittima, dove ribadisce quanto dichiarato precedentemente.

Dati i risultati infruttuosi delle ricerche su un totale di 80 ettari, l'8 giugno vengono intensificate le investigazioni tramite l'introduzione di cani molecolari, escavatori, droni e un elettromagnetometro, oltre che a due archeologi volontari, nel tentativo di restringere l'area da ispezionare. Le ricerche del cadavere vengono sospese il 12 luglio 2021.

Il 3 luglio, Ikram Ijaz fa richiesta per la sua scarcerazione, insistendo a favore della sua estraneità all'omicidio, richiesta che verrà però respinta dal tribunale in questione l'11 luglio.

Qualche giorno prima invece, il 7 luglio 2021, il Ministero della giustizia si era attivato per inserire i genitori di Saman Abbas, Shabbar Abbas e Nazia Shaheen, nella banca dati dell'Interpol, dando così il via alla pratica di estradizione. Il 23 luglio si tiene l'incidente probatorio di Saqib Ayub in Tribunale a Reggio Emilia; qui il ragazzo ha testimoniato le minacce degli Abbas subite dalla sua famiglia in Pakistan, aggiungendo inoltre nuovi elementi contro i cugini e lo zio della ragazza.

Dopo mesi di incertezza sul caso, il 22 settembre 2021, lo zio di Saman Abbas, Danish Hasnain, viene arrestato in un appartamento a Garges-lès-Gonesse, nella periferia di Parigi; a incastrarlo è un neo sul viso, oltre alle impronte digitali in seguito. Tuttavia, durante l'udienza preliminare al Tribunale di Parigi, ha negato ogni accusa di sequestro, lesioni e omicidio a suo carico, rifiutando anche la richiesta di estradizione emanata dalle autorità italiane. Dopo un solo giorno, il 23 settembre, il Ministro della giustizia, Marta Cartabia, dopo aver ricevuto la traduzione dei dovuti atti, ha firmato le domande di estradizione per i genitori di Saman Abbas.