Il Ravenna Football Club 1913, meglio noto come Ravenna, è una società calcistica italiana con sede nella città di Ravenna. Milita in Serie C, la terza divisione del campionato italiano.

Fondata nel 1913 come Unione Sportiva Ravennate e ricostituita nel 2001 col nome Ravenna Calcio e nel 2012 come Ravenna Sport 2019, vanta quale maggiore livello raggiunto la Serie B. Nel suo palmarès annovera uno Scudetto IV Serie e una Coppa Italia Serie D. Attualmente occupa la 71º posizione nel ranking della tradizione sportiva dei club calcistici secondo i criteri della FIGC e al 73º della classifica perpetua della Serie B.

I colori sociali sono il giallo e il rosso. Disputa le partite di casa allo stadio Bruno Benelli.

Storia

Dalle origini al secondo dopoguerra La prima squadra rappresentativa della città di Ravenna, è nata il 21 aprile 1913 grazie ad Angelo Fabbri, che di ritorno da un viaggio in territorio elvetico portò un pallone di cuoio e fece conoscere alle persone il gioco del calcio. La prima partita che i giallorossi disputarono fu un'amichevole contro il Forlì nel campo di Piazza d'Armi.

All'inizio del 1918, successivamente, vi fu un profondo cambiamento segnato dalla fusione tra Excelsior e società che diede vita all'Audace, poi, nel 1920, nacque la società Unione Sportiva Ravennate. L'esordio del Ravenna in un campionato FIGC avviene sul campo della Pro Ferrara nel girone C del campionato di Promozione 1920-1921. Sette anni dopo, nel campionato di Terza Divisione 1927-1928, il Ravenna allenato da Adolf Maurer fece il suo primo campionato da protagonista dove venne messo in mostra Cecco Cortesi, destinato a diventare il più grande capocannoniere nella storia della società ravennate, che riuscì a segnare in tutto 139 gol durante la sua permanenza in giallorosso.

Gli anni trenta cominciarono con una promozione in Prima Divisione arrivata al termine del campionato di Seconda Divisione 1929-1930. La partita d'esordio in Prima Divisione fu positiva, con il Ravenna che batté il Pisa con il risultato di 4-0. Al termine della stagione di Prima Divisione 1930-1931 i giallorossi allenati da Dimeny arrivarono ottavi.

Nell'estate del 1936, poi, il Ravenna venne promosso per la prima volta in Serie C, dove i giallorossi disputarono alcune stagioni molto esaltanti con i gol di Baratella e di Cecco Cortesi che insieme agli altri compagni di squadra arrivarono a sfiorare la promozione in Serie B non arrivata a causa della differenza reti sfavorevole nel campionato di Serie C 1940-1941.

Nella seconda metà degli anni trenta, i ravennati rimasero imbattuti in casa per ben 63 mesi, dal 29 novembre 1936 al primo marzo 1942, con 66 vittorie e 5 pareggi tra le mura proprie. I tecnici che si successero sulle panchine, nel corso di questi anni, furono Olao Cerini, Primo Fabbri, Aristide Viali ed Alfredo Mazzoni.

Dopo la seconda guerra mondiale, alla ripresa dei campionati di Serie C, A.C. Ravenna e Società Sportiva Edera, si fusero nella Società Sportiva Edera Ravenna con Mario Gritti presidente che nella stagione 1946-1947 iniziò un campionato difficile con la squadra retrocessa e successivamente ripescata e poi nel campionato di Serie C 1947-1948 pur arrivando al quinto posto i giallorossi retrocessero nella nuova Promozione ove vi rimasero fino alla stagione 1950-1951.

Nell'agosto del 1949, poi, dopo tre stagioni cessò il sodalizio di unione con l'Edera e la società presieduta da Guglielmo Strocchi, cambiò denominazione in Unione Sportiva Ravenna cui sedettero allenatori come Riparbelli, Prendato, Maurer, Bodoira e Mazzoni, che però disputarono dei campionati a livello dilettantistico altalenandosi tra Promozione regionale e IV Serie fino al 1958 quando nel frattempo nacque la nuova società della Sarom Ravenna.

Dagli anni cinquanta agli anni ottanta

Durante l'epoca della Sarom durata dal 1954 al 1964, arrivarono due promozioni nel giro di tre anni, uno Scudetto Dilettanti e una promozione sfumata in Serie B a due giornate dalla fine.

Il primo campionato disputato dalla Sarom sotto la guida tecnica di Domenico Bosi terminò con la vittoria del girone A di Promozione, con Marconi bomber con 17 centri realizzati e senza neanche perdere una partita. Ciò valse ai romagnoli la conquista di un record per quanto riguarda i campionati nazionali e interregionali di quella stagione, tanto da richiamare l'attenzione delle telecamere Rai che fecero un servizio sul sodalizio giallorosso.

Al termine del campionato di IV Serie 1956-1957, dopo aver chiuso al primo posto il girone C, i giallorossi parteciparono alle finali nazionali dove prima liquidarono il Belluno, e poi, dopo le gare giocate in campo neutro a Cremona, Livorno e Napoli, si laurearono Campioni d'Italia IV Serie.

Nella stagione successiva, al suo ritorno in Serie C, il Ravenna con Bosi in panchina fece un torneo di vertice, perdendo soltanto nelle ultime giornate ove alla penultima giornata contro la Fedit Roma perse con il risultato di 1-0 e una rete di Tino Valli il sogno della promozione in Serie B.

Nelle stagioni immediatamente successive l'Unione Sportiva Ravenna, attraversò un periodo difficile caratterizzato da scarsi risultati e da situazioni economiche problematiche riflesse sia sull'aspetto tecnico, che sulla panchina bizantina con una dolorosa retrocessione nei dilettanti al termine della stagione di Serie C 1970-1971, dopo 14 anni di permanenza consecutiva. Il purgatorio in Serie D durò una stagione, dove alla fine della stagione, il Ravenna vinse il girone D della Serie D rientrando subito in Serie C, dove restò per quattro stagioni, per poi retrocedere di nuovo.

Lasciata la Serie C al termine della stagione 1975-1976, i giallorossi piombarono fino alla Promozione ove vi rimase fino al 1982.

Il ritorno in Serie C avvenne nel 1983, con un breve approdo alla Serie C2. Dopo un primo, discreto campionato, arrivò la nuova retrocessione in Interregionale. Tornata in Serie C2 nella stagione 1985-1986, si classificò sesta, miglior risultato fino al quarto posto del 1991, dopo alcuni anni sempre in quarta serie. La stagione 1989-1990 vede i ravennati per la prima volta inseriti nel Girone Nord della Serie C2, con in panchina Marino Perani, ex bandiera del , per una parte del cammino.

Gli anni novanta Con il campionato 1990-1991, arriva una decisa svolta per la formazione di Ravenna, con l'approdo alla presidenza della Famiglia Corvetta, armatori locali, con in testa Daniele, che prepara un programma ambizioso per il sodalizio giallorosso. Chiama infatti due ex bandiere del Verona dell'era Garonzi: come D.T. Giancarlo Cadé, una vecchia volpe dei campi di gioco, ed in panchina Pierluigi Busatta, con alle spalle una buona esperienza nel settore giovanile dei gialloblù. Arrivano il portiere De Grandi, il centrocampista Antonioli dalla Solbiatese, l'esterno Dal Balcon e, per la linea mediana Pavanel, Melotti e Pederzoli. In attacco Corrado Baglieri e l'ex bomber del , Oliviero Garlini. Il Ravenna sfiora la promozione, rimanendo a lungo a lottare con le prime, ma alla fine ha la meglio il Palazzolo con 3 punti di vantaggio e per 2, la coppia Spal-Solbiatese, che si giocherà poi lo spareggio promozione.

Gli anni novanta furono quindi inizialmente positivi, con la promozione in Serie C1 al termine della stagione 1991-1992 e il bis nel 1992-1993 con la vittoria del campionato di C1 e la prima storica promozione in Serie B.

Nella stagione 1991-1992, Corvetta non vuole lasciarsi sfuggire il salto di categoria, affidandosi all'allora quasi esordiente Gigi Delneri. Nella rosa diversi giocatori importanti: in difesa Marcello Marrocco e Stefano Torrisi, a centrocampo con sempre Antonioli in regia, Mariano Sotgia e Rodolfo Giorgetti, in attacco il fantasista Enrico Buonocore (idolo della tifoseria) e Cosimo Francioso. I ravennati centrano la promozione in Serie C1, senza particolari problemi, davanti al Leffe e staccando le altre concorrenti, e su tutte.

In Serie C1, Corvetta si affida in panchina ad un altro tecnico di belle speranze, Francesco Guidolin, che basandosi sul blocco della stagione precedente, schiera tra i pali un giovane Francesco Toldo, in attacco l'ariete Loris Pradella, ideale terminale per il gioco di Buonocore e Francioso, supportati a loro volta dall'esterno Cristiano Scapolo. Per alcune giornate i giallorossi possono contare anche sulla classe di Lamberto Zauli. Alla fine il Ravenna centra l'ennesimo doppio salto della sua storia passando, per la prima volta in Serie B con il .

L'impatto con il campionato cadetto non fu molto positivo e la squadra retrocesse subito, in virtù del diciottesimo posto finale. La società si affidò inizialmente per la panchina all'ex Genoa Claudio Onofri, e dopo sette giornate passa all'esperto Pierluigi Frosio, con dietro alla scrivania un certo Beppe Marotta, mantenendo gran parte della rosa della stagione precedente, a cui si aggiungono Enrico Cucchi, in porta Davide Micillo ed in avanti una coppia formata da Tacchi (III) e Christian Vieri. I 12 goal realizzati da "Bobo", però, non bastano alla salvezza ed arriva la retrocessione in Serie C1.

Dalla C1, si riparte sempre dietro le quinte con Marotta e Rino Foschi, che torna ad occupare la carica di direttore sportivo, ed in panchina un altro emergente, Alberto Cavasin. La squadra perde i goal di Vieri, ma trova quelli di Fabris e di Insanguine. In porta c'è Domenico Doardo ed in difesa William Viali, oltre alla solita verve di Buonocore a centrocampo, dove in cabina di regia troviamo il legnanese Massimo Gadda, che supporta la manovra di Lamberto Zauli, tornato dal Crevalcore. Cavasin viene però esonerato ed al suo posto arriva Adriano Buffoni. La squadra centra i play-off, con il quinto posto, ma viene superata in semifinale dalla (0-0 e 0-1).

Nella stagione seguente la squadra viene affidata ad un vero esperto della categoria come Giorgio Rumignani, che mantiene l'ossatura della squadra, inserendo in difesa Vittorio Mero, prelevato dal Crevalcore, oltre ad un vero totem della categoria come Giuseppe Pregnolato, fresco di promozione in B con la . In attacco arriva Stefan Schwoch dal . Con questi elementi in campo ci sarà il ritorno in Serie B, con la promozione conquistata con largo anticipo, trascinata dai 21 gol di Schwoch e dalle giocate di Zauli, che sigla anche 6 reti.

In B la famiglia Corvetta affida la squadra ad un altro tecnico emergente, di sicuro valore, come Walter Novellino, inserendo in rosa giocatori di esperienza, come Iachini e Luppi, centrando così la miglior stagione in serie cadetta, con l'ottavo posto, nonostante i tre punti di penalizzazione.

Nel 1997-1998 in panchina troviamo Sandreani; gli innesti più importanti sono in difesa Sean Sogliano, gli ex Inter Felice Centofanti e Francesco Dell'Anno, e Andrea Bergamo. La squadra naviga in brutte acque, e viene affidata a Santarini, che la conduce in salvo.

Nel 1998-1999 Santarini è confermato in panchina, per una squadra che può contare sull'estro di Polesel, ma che presto finisce per sentire il richiamo della sua laguna veneta, oltre che del bomber Silenzi in avanti, di ritorno dalla sua esperienza in Inghilterra. Campionato concluso al decimo posto.

Nel 1999-2000 tocca ad Attilio Perotti la guida tecnica; tra i giocatori in porta Cervone, in avanti la coppia Murgita e Grabbi, con il Ravenna che si conferma ancora a metà classifica.

Gli anni duemila