La Patriotische Union (), è stato un gruppo terroristico tedesco di estrema destra parte della galassia del movimento Reichsbürger e QAnon. Il 7 dicembre la Procura Generale Federale rese noto che il gruppo stava pianificando un colpo di stato per sovvertire il sistema politico della Repubblica Federale Tedesca. L'operazione di polizia che ne seguì fu la più grande nella storia tedesca del secondo dopoguerra e portò all'arresto di 25 persone, a cui se ne aggiunsero altre tre nel maggio dell'anno successivo. Al maggio 2023, 63 persone sono accusate di esserne stati membri o sostenitori.
Indagini e arresti La indagini sulla Patriotische Union presero il via da un'altra indagine sul gruppo dei Vereinte Patrioten (), che nell'aprile 2022 portò all'arresto di alcuni membri di tale gruppo, accusati di aver sviluppato un piano per rapire Karl Lauterbach, il ministro federale della salute tedesco, creando, nelle loro intenzioni, una situazione da guerra civile al fine di arrivare al rovesciamento della democrazia. Nell'ambito di tali indagini venne individuato Peter Wörner, un ex soldato delle forze speciali dell'esercito tedesco e membro della Patriotische Union, che aveva chiesto invano ai Vereinte Patrioten di partecipare a un tentativo di assalto al Parlamento. Durante la perquisizione della casa di Wörner vennero ritrovati armi, munizioni, elmetti, giubbotti antiproiettile, liste di personalità considerate ostili, materiale neonazista e foto della Paul-Löbe-Haus, un edificio vicino al Bundestag dove vi sono diversi uffici dei parlamentari, ma l'ex militare non fu arrestato ma solo sorvegliato. In questo modo la polizia federale riuscì a individuare i membri del gruppo terroristico, fino ad arrivare a Heinrich XIII Prinz Reuss, che si rivelerà essere il leader dell'organizzazione.
Il gruppo iniziò quindi ad essere tenuto sotto osservazione (con intercettazioni telefoniche e ambientali e pedinamenti) da parte dei servizi di informazione interni, che a fine estate informarono del caso la procura e la polizia federale. A settembre 2022 la polizia federale e il procuratore federale iniziarono a monitorare più strettamente 52 sospetti, mentre a partire da novembre la polizia federale e le polizie statali coinvolte misero a punto l'operazione per arrestare gli accusati.
Il 7 dicembre 2022 la procura generale autorizzò l'arresto di 22 sospetti membri dell'organizzazione (tra i quali tre classificati come "pericolosi") e di 3 loro presunti sostenitori, e perquisizioni nei confronti di altri 27 accusati a piede libero. Secondo le dichiarazioni della procura, l'accusa formulata contro gli arrestati fu di aver costituito un'organizzazione terroristica, mentre alcuni di essi, accusati di stare concretamente pianificando un'irruzione armata nel Parlamento, vennero imputati anche di alto tradimento. Gli arresti furono eseguiti in Baviera, Baden-Württemberg, Assia, Turingia, Bassa Sassonia, Sassonia e a Berlino, ma anche in Austria e Italia. In questi ultimi due casi gli arrestati sono stati successivamente estradati in Germania: in dicembre Frank H., arrestato a Kitzbühel, in Austria e nel febbraio 2023 Maximilian Eder, arrestato a Perugia. Gli appartamenti e i locali perquisiti furono 162 in undici Länder tedeschi. L'operazione venne condotta anche nella caserma Graf Zeppelin sede delle forze speciali militari, in tedesco Kommando Spezialkräfte, KSK, nei pressi di Calw, dove venne arrestato un sottoufficiale del corpo in servizio attivo. Per timore di una resistenza armata nella caserma intervenne il GSG9, una forza speciale della polizia federale. In totale l'operazione coinvolse, secondo le prime dichiarazioni, circa 3000 poliziotti, tra i quali 1500 membri delle forze speciali. Secondo quanto ricostruito successivamente dal quotidiano Der Spiegel, i poliziotti coinvolti sarebbero stati in realtà 5000. Si è trattata della più grande azione di polizia nella storia tedesca. Dei 25 arrestati, tra febbraio e marzo 2023 due sono stati successivamente rilasciati dalla custodia cautelare, pur continuando a essere imputati.
Il materiale sequestrato in occasione dell'operazione del 7 dicembre è stato successivamente analizzato da una squadra speciale predisposta all'uopo all'interno della procura federale denominata Schatten ("ombra"). Le indagini, alle quali collaborarono più di 300 persone, portarono all'identificazione di altre persone attraverso l'analisi delle comunicazioni e dei movimenti finanziari degli indagati. Il 22 marzo 2023 vi fu una seconda azione di polizia in 8 Länder e in Svizzera, che portò a perquisire 20 appartamenti e locali appartenenti a 19 persone, tra le quali 5 accusate di aver sostenuto il gruppo terroristico e 14 testimoni. Uno di questi ultimi, residente a Reutlingen, all'arrivo della polizia sparò contro i poliziotti, ferendone uno, venendo quindi arrestato per tentato omicidio.
Altri tre presunti membri del gruppo sono stati arrestati il 22 maggio 2023, mentre il 21 giugno sono stati perquisiti gli appartamenti di altri quattro presunti membri del gruppo, che tuttavia non sono stati arrestati.
Risultati dell'inchiesta Obiettivi e piani del gruppo Secondo i risultati dell'inchiesta, il gruppo esisteva almeno dal novembre 2021, quando in un locale dell'Alta Franconia per caso la polizia notò per la prima volta la presenza degli accusati nello stesso luogo. Il gruppo aveva l'obiettivo di sovvertire in modo violento e terroristico il sistema democratico in Germania, ricorrendo anche a omicidi politici e stava pianificando un "giorno X", durante il quale una dozzina di persone armate avrebbe dovuto assaltare il Reichstag, l'edificio del parlamento tedesco e prendere in ostaggio i parlamentari e il loro staff. Il piano si ispirava all'assalto al Campidoglio degli Stati Uniti del 6 gennaio 2021. Secondo le intenzioni il gruppo sarebbe entrato nell'edificio grazie a Birgit Malsack-Winkemann, che in quanto ex parlamentare aveva pieno accesso alla struttura. Per facilitare l'operazione si sarebbe dovuto sabotare la rete elettrica con segnali elettromagnetici in modo da causare un blackout. Il gruppo presumeva che l'assalto al Parlamento avrebbe scatenato disordini e che una parte delle autorità di sicurezza tedesche li avrebbe sostenuti, permettendo al gruppo di prendere il potere, costituendo un proprio governo guidato da Heinrich XIII, principe di Reuss.
Dopo l'assalto sarebbero poi dovute entrare in azione le cosiddette Heimatschutzkompanien (letteralmente "compagnie di difesa della patria"), 286 gruppi paramilitari che l'organizzazione stava cercando di organizzare a livello locale e che avrebbero dovuto costituire il "nuovo esercito tedesco". Tali gruppi secondo la procura federale si sarebbero occupati di prendere il controllo delle amministrazioni locali, i cui sindaci nelle loro intenzioni avrebbero dovuto essere rimossi e arrestati.
Inoltre presso le abitazioni degli accusati vennero ritrovare diverse liste di personalità, presumibilmente persone ostili da eliminare. In una lista, ritrovata presso l'abitazione di Peter Wörner, vi era il cancelliere Olaf Scholz, la ministra degli esteri Annalena Baerbock, i parlamentari Kevin Kühnert, Saskia Esken, Friedrich Merz, Armin Laschet e Norbert Röttgen, il ministro bavarese della sanità Klaus Holetschek, il ministro bavarese dell'interno Joachim Herrmann e i giornalisti Sandra Maischberger e Maybrit Illner. Nell'altra lista, trovata presso l'abitazione di Marco v. H., erano contenuti i nomi e gli indirizzi degli uffici di altri dieci politici del Baden-Württemberg.
Secondo quanto riferito dal procuratore federale, tra i membri del gruppo vi erano diverse opinioni su quando questo piano sarebbe dovuto scattare. Alcuni di loro premevano perché il "giorno X" avvenisse il prima possibile, interpretando come "segnali" la morte della Regina Elisabetta II o disastri naturali. Altri, come Heinrich XIII, erano su una linea più cauta.
Ideologia
Tutti gli accusati rigettavano l'ordinamento democratico e si riconoscevano nell'ideologia del cosiddetto Movimento Reichsbürger, una galassia di gruppi di estrema destra e cospirazionisti accomunati dal rifiuto di riconoscere l'esistenza e la legittimità della Repubblica Federale Tedesca, vista come un'entità di occupazione creata dagli Alleati dopo la seconda guerra mondiale. L'influenza di tale sistema di idee tra i membri del gruppo terroristico è dimostrata anche dal fatto che secondo i loro piani una volta al governo avrebbero rinegoziato lo status della Germania con le potenze vincitrici della seconda guerra mondiale, in particolare con la Russia.
Un'altra forte componente ideologica era costituita dai cosiddetti Querdenker, un movimento nato per contestare le misure anti-Covid-19 e composto da numerosi negazionisti del virus COVID-19.
Infine un ulteriore ruolo era giocato dalla teoria cospirazionista QAnon: secondo le dichiarazioni della procura federale i membri del gruppo era convinti che fosse in corso una lotta segreta con da un lato il Deep State malvagio, che secondo loro controllava le strutture statali tedesche, e dall'altro un'"Alleanza" tra servizi segreti ed eserciti di 17 nazioni, tra cui Stati Uniti e Russia, che avrebbe rovesciato il sistema politico tedesco. Questa "Alleanza" si sarebbe dovuta manifestare in occasione del "giorno X" aiutando il gruppo a prendere il potere. Il gruppo inoltre aveva contattato due chiaroveggenti per verificare l'affidabilità dei potenziali membri.
Secondo le dichiarazioni del servizio d'informazioni interno, il Bundesamt für Verfassungschutz, la Patrotische Union rappresenterebbe quindi un esempio di un'area ideologica in cui convergono elementi dell'ideologia Reichsbürger, del cospirazionismo e dell'estremismo di destra classico.
Struttura L'organo politico del gruppo era un "consiglio", a capo del quale vi era Heinrich XIII di Reuß. Esso era organizzato come un governo ombra, con varie materie assegnate ai vari membri, e che avrebbe dovuto costituire nelle intenzioni il nuovo governo della Germania dopo la presa del potere. Ne facevano parte la giudice ed ex parlamentare del partito Alternative für Deutschland (AfD) Birgit Malsack-Winkemann alla Giustizia, Paul G., Ruth L., René R. e Melanie R. La composizione del "consiglio" risentiva però anch'essa dell'ideologia dominante tra i suoi membri: tra gli incarichi ne era previsto uno alla "spiritualità e alla guarigione" e un altro alla "transcomunicazione".
Durante le perquisizioni sono stati ritrovati anche più di euro in contanti, oltre a una cassetta di sicurezza in Svizzera che conteneva 120 lingotti d'oro, per un valore di 6 milioni di euro.
In occasione delle perquisizioni inoltre sono state rinvenute anche più di cento dichiarazioni con le quali i membri del gruppo si impegnavano al silenzio, accettando diverse pene (tra cui anche la pena di morte) nel caso in cui non avessero rispettato l'impegno.
Preparazione militare Oltre al consiglio direttivo esisteva un'"ala militare", con a capo Rüdiger von Pescatore, ex comandante del 251º battaglione paracadutisti della Bundeswehr. Oltre a lui esisteva uno "stato maggiore", composto da Peter Wörner (ex paracadutista e poi membro del KSK), Maximilian Eder (colonnello della Bundeswehr in pensione), Michael Fritsch (ex ispettore capo della polizia di Hannover), Christian Wendler, "Marco v. H.", "Frank H.", "Thomas M." e "Wolfram S.". Tale gruppo si occupava della preparazione militare dell'operazione, sia riguardo l'assalto al Parlamento, sia riguardo l'organizzazione delle Heimatschutzkompanien: approvvigionamento di armi, reclutamento di nuovi membri tra le forze di sicurezza, creazione di canali di comunicazione sicuri, esercitazioni. A tal fine il principe di Reuß aveva già versato euro a Eder, mentre Wörner aveva già organizzato un'esercitazione per cinque membri del commando militare in una ex base militare sull'Oschenberg presso Bayreuth.