Le sue simboliche nozze con il re ugonotto Enrico di Navarra furono offuscate dalla strage di san Bartolomeo e dalla successiva prigionia alla corte del marito, costretto all'abiura. Divenuta l'eminenza grigia del fratello minore Francesco d'Alençon, in opposizione al re Enrico III, svolse per suo conto un'ambasciata segreta nelle Fiandre in rivolta. In seguito si recò assieme alla madre nel Midi per pacificarlo e ricongiungersi al marito, nel frattempo fuggito dal Louvre e tornato al calvinismo.

Fedele discepola del neoplatonismo, a Nérac, manifestò doti di intellettuale e di mecenate, creando un vivace circolo di letterati, poeti e artisti nell'austera corte navarrese. Politicamente continuò a svolgere il ruolo di mediatrice tra le due corti, conducendo una vita coniugale felice, ma la sua sterilità e le tensioni politiche causate dalle guerre civili spezzarono il suo matrimonio, mentre i numerosi scandali sessuali nella quale fu coinvolta e che ne compromisero la reputazione, le alienarono la famiglia.

Alla morte del duca d'Alençon nel 1585 Margherita si schierò con la Lega cattolica nemica del marito e del fratello maggiore. Imprigionata nella fortezza di Usson su ordine di Enrico III, vi rimase in esilio per vent'anni, durante i quali scrisse le proprie Memorie. Divenuta virtualmente regina di Francia, al momento opportuno contrattò abilmente le condizioni per l'annullamento del matrimonio, a cui acconsentì solo dopo il versamento di un lauto compenso.

Tornata a Parigi nel 1605, in ottimi rapporti con l'ex marito e la sua nuova famiglia, si distinse ancora per il suo ruolo di mediatrice lasciando i suoi beni all'amato delfino Luigi e aiutando Maria de' Medici nel periodo di reggenza. Nell'ultimo periodo della sua vita divenne famosa per le sue qualità di mecenate, di benefattrice e di rinomata donna di lettere, dibattendo sulla Querelle des femmes. Morì nel 1615, quando ormai era già una leggenda vivente..

Figura controversa, dopo la sua morte gli aneddoti e le calunnie su di lei hanno creato un mito, che si è consolidato attorno al famoso soprannome di regina Margot (La Reine Margot) inventato da Alexandre Dumas père e che ha tramandato nei secoli l'immagine di una donna ninfomane e incestuosa. Alla fine del XX e all'inizio del XXI secolo gli storici hanno iniziato una revisione delle fonti, concludendo che molti elementi della sua reputazione scandalosa derivavano da una propaganda anti-Valois e da una strumentale denigrazione della partecipazione delle donne in politica, creato dalla storiografia borbonica nel XVII secolo.

Biografia Giovinezza (1553-1572) Infanzia

Nacque il 14 maggio 1553 nel castello di Saint-Germain-en-Laye, figlia di Enrico II di Francia e di Caterina de' Medici e fu battezzata «Margherita» in onore della zia paterna, sua madrina, mentre Alfonso II d'Este fu il padrino.. Fu inizialmente allevata a Saint-Germain, Amboise e Blois assieme agli altri Fils de France, accudita da numerosi servitori. La sua governante fu l'integerrima Charlotte di Curton che, insieme al cardinale di Tournon, le trasmise una salda fede cattolica.

La principessa avrebbe ereditato la bella presenza e la salute resistente dal padre, che le era molto affezionato.; . Secondo il veneziano Michiel, le sue doti di «grazia, bellezza e vivacità di spirito», l'avrebbero resa «di gran lunga superiore» alle sorelle.Albèri, Relazioni degli ambasciatori veneti al Senato, Serie I, Volume III, p. 432. Per le sue attrattive, la sua raffinatezza e le sue doti seduttive, Margherita sarebbe stata in seguito denominata la «perla dei Valois».; .

L'inopinata morte del padre nel 1559 provocò una grande destabilizzazione politica tra le grandi famiglie aristocratiche del regno, divise anche per motivi religiosi. Il breve regno di Francesco II, segnato dal governo dei cattolici Guisa, venne funestato dalla congiura di Amboise, ordita da Antonio di Borbone, re di Navarra e Luigi di Condé, principi del sangue di fede calvinista. Il tentato colpo di Stato fu represso nel sangue. L'ascesa al trono di Carlo IX, permise a Caterina de' Medici di prendere le redini del potere, in qualità di reggente..

Nonostante la reggente cercasse un clima distensivo, la tensione politico-religiosa portò allo scoppio della prima guerra civile di religione. In questo periodo, Margherita e il fratello minore vissero nel sicuro castello di Amboise, allevati da varie dame di corte, tra cui Jeanne di Vivonne e Claudia Caterina di Clermont.. Dal 1564 al 1566, per volere della madre, partecipò assieme alla corte a le grand voyage de France: un tour di propaganda monarchica, ideato da Caterina per rinsaldare i legami tra la Corona e la popolazione..

Famiglia ed educazione Margherita fu indubbiamente influenzata dalla forte presenza di sua madre Caterina, dalla quale riprese i gusti artistici e apprese l'arte della mediazione politica.. Fu la figlia meno amata dalla madre., con la quale instaurò una relazione complessa, composta da un misto di ammirazione e timore.; . Da un'analisi delle Memorie emerge come avesse una così alta idea di sé dal comportarsi più come un principe, alla pari dei suoi fratelli, che come una donna soggetta alle numerose norme sociali dell'epoca..

Caterina, consapevole delle attrattive di sua figlia, la sfruttò unicamente in funzione di un'unione matrimoniale che rafforzasse la potenza francese in Europa: dal 1562 Margherita fu proposta al principe Don Carlos, all'arciduca Rodolfo, a Filippo II di Spagna vedovo della sorella maggiore Elisabetta di Valois e infine al giovane Sebastiano I del Portogallo.

Durante l'infanzia Margherita ebbe un ottimo rapporto con tutti i fratelli, con cui condivise la crescita. Protettiva verso il fratello minore Francesco d'Alençon., calmava le irrequietezze del fratello Carlo IX. che, molto affezionato a lei, le dette il soprannome «Margot».Nonostante il soprannome sia divenuto famoso grazie al romanzo di Alexandre Dumas, pare che solo Carlo chiamasse la sorella con quel diminutivo, derivato probabilmente dal nome del personaggio interpretato da Margherita in una pastorale di Ronsard, recitata dai Fils de France a Fontainebleau nel carnevale 1564 (). Il fratello con cui in adolescenza strinse un legame profondo fu Enrico d'Angiò, il figlio prediletto di Caterina (per questo oggetto di gelosie di tutti i fratelli) e di cui Margherita si riterrà sempre lalter ego, definendosi suo «fratello»..

Oltre all'educazione politica e religiosa durante l'infanzia e l'adolescenza Margherita ricevette un'infarinatura in ambito umanistico, prima da Jean Flamin e poi da Henri Le Marignan, futuro vescovo di Digne. Studiò la storia, la poesia, le sacre scritture, i poemi classici e cavallereschi e le lingue: oltre al francese, sarebbe stata capace di parlare fluentemente in latino, italiano e spagnolo e leggere il greco. Eccellerà inoltre nella danza, nella musica e nell'equitazione..

Primi passi in politica

Fin dall'adolescenza dimostrò di essere estremamente ambiziosa, volendo giocare anch'ella un ruolo politico nelle dinamiche del regno.. L'occasione le venne offerta nel 1568 dal fratello Enrico, che dopo la battaglia di Jarnac, le affidò il compito di difendere i suoi interessi presso la regina madre, impaurito che il re potesse soppiantarlo nei favori materni, durante la sua assenza per motivi militari..

Si dedicò coscienziosamente a questo incarico, entrando nelle confidenze materne, ma al ritorno Enrico non le mostrò alcuna gratitudine e i rapporti tra madre e figlia si raffreddarono. Margherita incolpò Louis de Béranger du Guast di avere messo discordia tra lei e il fratello, ma forse fu Caterina stessa a escludere la figlia, che si era rivelata una possibile rivale nelle mediazioni tra Carlo IX ed Enrico.; .

Alla fine della terza guerra civile Margherita incoraggiò un affettuoso scambio di lettere con il giovane Enrico I di Guisa, esponente di spicco dei cattolici intransigenti e nel giugno 1570, si diffuse la voce che avrebbe acconsentito a sposarlo., mentre erano in atto delle trattative per sposarla a Don Sebastiano. Come scrisse l'ambasciatore inglese la principessa «avrebbe preferito rimanere in Francia piuttosto che mangiare fichi in Portogallo»..

Già restii a queste nozze, ostacolate pure dal re di Spagna, i ministri portoghesi e doña Giovanna approfittarono dell'occasione per screditarla: tuttavia la spia mandata a Parigi per indagare sull'accaduto non trovò prove che potessero compromettere l'onore della principessa.; . I Valois corsero ai ripari con forza, facendo cadere in disgrazia la famiglia Guisa.

Nel frattempo per mettere a tacere le voci, aiutata dalla sorella Claudia, Margherita affrettò le nozze tra il duca di Guisa e Caterina di Clèves.. Le nozze con don Sebastiano sfumarono comunque: i ministri portoghesi accamparono così altre scuse di accordi economici insostenibili e la proposta di posticipare il matrimonio di dieci anni, spingendo gli oltraggiati Valois a rompere le trattative..

Ruolo politico (1572-1582) Le «nozze vermiglie»

Nell'agosto 1570, la pace di Saint-Germain aveva in teoria stabilito definitivamente la riconciliazione nazionale tra cattolici e calvinisti: fu così ipotizzata un'unione che la sancisse simbolicamente. I Montmorency fecero dunque riemergere l'idea, già ipotizzata da re Enrico II, di un'unione tra Margherita e il protestante Enrico di Navarra, primo prince du sang ed erede di vasti possedimenti nel sud-ovest del paese.

Pur conoscendo Enrico fin dall'infanzia, Margherita espose alla madre la sua perplessità di cattolica convinta davanti a questo matrimonio, che andava contro le norme ecclesiastiche e che poteva tacciarla di concubinaggio. Dopo non poche esitazioni, rassicurata dai famigliari e a condizione di non doversi convertire al calvinismo, la principessa accettò infine di sposarsi, spinta dall'ambizione di divenire regina..

In prospettiva del matrimonio, la Corona si riavvicinò all'ammiraglio di Coligny, principale capo politico ugonotto, reintegrandolo in vari incarichi a corte.. Impauriti che ciò favorisse una presa di potere del calvinismo, papa Pio V e Filippo II di Spagna osteggiarono in ogni modo queste nozze, riproponendo l'unione tra Margherita e Don Sebastiano, ma tale prospettiva venne rifiutata dai Valois.

Nel febbraio 1572, la fervente ugonotta Giovanna III di Navarra giunse a corte e rimase favorevolmente colpita da Margherita, lodandone l'avvenenza, l'intelligenza e la stima che aveva in famiglia.; . Le trattative tra future suocere furono lunghe e difficili, ma infine si decise che le nozze sarebbero state officiate a Parigi dal cardinale di Borbone, in qualità di zio di Enrico, e che nessuno degli sposi si sarebbe convertito.; . Nel giugno 1572, Giovanna vi morì di tubercolosi, lasciando il trono al figlio.

Il giovane re di Navarra arrivò a Parigi il luglio seguente, scortato da ottocento gentiluomini calvinisti. Le nozze controverse furono officiate il 18 agosto sul sagrato della cattedrale di Notre-Dame, senza attendere la necessaria dispensa papale per la differenza di fede e la parentela fra gli sposi. Come accordato, il re di Navarra non assistette alla messa, sostituito dal duca d'Angiò.. Secondo i progetti della Corona, questo matrimonio avrebbe simboleggiato l'inizio di una nuova era di pace dopo anni di guerre civili: per questo, riportarono gli ambasciatori, i festeggiamenti furono fastosissimi e di gran lunga maggiori rispetto ad ogni altro matrimonio precedente.; Albèri, Relazioni degli ambasciatori veneti al Senato, Serie I, Volume IV, pp. 287-288.

La tregua durò poco: il 22 agosto Coligny subì un attentato, rimanendo ferito ad un braccio. Fomentata dagli ugonotti che minacciavano di farsi giustizia da soli e dalla paura dei cattolici, la tensione crebbe a tal punto che, la notte tra il 23 e il 24 agosto, passata alla Storia come la «notte di san Bartolomeo», su presunto ordine della Corona., i calvinisti presenti a Parigi furono massacrati dai cattolici.